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Dal 1° al 10 aprile 2019 sarà possibile pagare i contributi del 1° trimestre 2019 dei lavoratori domestici. Il pagamento potrà essere effettuato attraverso le seguenti modalità:

direttamente online tramite il portale dei pagamenti, con la modalità online  pagoPA, con carta di credito, carta di debito oppure conto corrente bancario;

rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche”. Il pagamento è disponibile, senza necessità di supporto cartaceo, con codice fiscale e codice rapporto di lavoro:

presso le tabaccherie che aderiscono al circuito di Lottomatica e che espongono il logo Servizi INPS;

presso gli sportelli bancari di Unicredit SpA (con pagamento in contanti per tutti gli utenti o, per i correntisti Unicredit, anche con addebito sul conto corrente bancario);

tramite il sito del gruppo Unicredit SpA per i clienti titolari del servizio di banca online;

presso tutti gli sportelli di Poste Italiane;

utilizzando il bollettino  MAV (Pagamento Mediante Avviso) inviato dall’INPS. Il bollettino può altrimenti essere generato:

direttamente online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici;

presso le aree di front office delle sedi INPS, utilizzando lo sportello automatico per il cittadino con autenticazione mediante tessera sanitaria;

utilizzando l’avviso di pagamento pagoPA generato online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici.

Pubblicato in CAF Fenapi

La Corte di cassazione con la sentenza 4432 del 14 febbraio 2019 ha affermato che è di 10 anni il termine di prescrizione per la restituzione all'INPS degli sgravi contributivi illegittimamente fruiti per l’assunzione di lavoratori con contratto di formazione lavoro per violazione delle norme comunitarie sugli aiuti di Stato.

La sentenza riguardava la richiesta dell'INPS di ottenere la restituzione dei benefici contributivi derivanti dalla stipula di contratti di formazione e lavoro ritenuti illegittimi aiuti di Stato, nel periodo compreso tra novembre 1995 e maggio 2001, per effetto della decisione della Commissione europea dell'11 maggio 1999 confermata dalla Corte di giustizia con le sentenze del 7 marzo 2002 e del primo aprile 2004. Il tribunale  di Cagliari aveva accolto i profili di opposizione relativi alla nullità della domanda proposta dall'INPS per l'insufficiente indicazione dei benefici concretamente fruiti di cui si chiedeva la restituzione.

4) Ad avviso della Corte d'appello, l'art. 14 del Reg. CE n. 659 del 1999, secondo cui il recupero degli aiuti illegittimi va effettuato secondo le  procedure previste dalla legge dello Stato interessato, e la conforme  indicazione della decisione della Commissione, inducevano a ritenere che il termine di prescrizione applicabile fosse quello quinquennale, previsto per le normali azioni di recupero contributivo, decorrente da quando il credito  poteva essere fatto valere e cioè dal 4 giugno 1999, data di notifica della decisione, e non quello decennale previsto dall'art. 15 del citato Reg.to, con  conseguente prescrizione delle pretese comprese tra il mese di novembre 1995 ed il maggio 2001.

L'Inps  ricorre per cassazione  che accoglie il ricorso confermando in 10 anni il termine di prescrizione per la restituzione degli sgravi stessi all’INPS, con decorrenza del termine dalla data di notificazione della decisione della Commissione Europea.

La sentenza ricorda la consolidata giurisprudenza  in materia ( vd. Cass. 22 giugno 2017, n. 15491; n. 6671,6672 e 6673 del 2012; nn. 23654 e 24808 del 2016) cui si intende dare continuità, secondo la quale agli effetti del recupero degli sgravi contributivi concessi alle imprese su contratti di formazione e lavoro, integranti aiuti di

Stato incompatibili col mercato comune, opera il termine ordinario di prescrizione decennale di cui all'art. 2946 c.c., decorrente dalla notifica alla

Repubblica Italiana della decisione comunitaria di recupero, atteso che, ai sensi degli artt. 14 e 15 del regolamento (CE) n. 659/1999, come interpretati dalla giurisprudenza comunitaria, le procedure di recupero sono regolate dal diritto nazionale, nel rispetto del principio di equivalenza fra le discipline, comunitaria e interna, nonché del principio di effettività del rimedio. 

Si ricorda che il termine di 5 anni, si applica invece alle sole contribuzioni di previdenza e assistenza sociale.

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La circolare INPS 13 febbraio 2019, n. 25 indica gli importi dei contributi dovuti per il 2019 dagli iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti.

Le aliquote contributive di finanziamento delle gestioni pensionistiche sono fissate al 24%. Gli artigiani e gli esercenti attività commerciali ultrasessantacinquenni, già pensionati presso le gestioni dell’Istituto, usufruiscono, anche nel 2019, della riduzione del 50%  dei contributi dovuti.

La circolare specifica, inoltre, la contribuzione dovuta sui minimali e sui massimali di reddito.

I contributi devono essere versati entro le scadenze indicate nella stessa circolare, mediante i modelli F24 disponibili nel servizio online.

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L’istituzione degli elementi variabili della retribuzione ha consentito ai datori di lavoro il corretto adempimento dell’obbligo contributivo, tenendo conto delle compensazioni contributive, qualora nel corso del mese intervengano elementi ed eventi che comportino variazioni nella misura della retribuzione.

Con la circolare INPS 9 novembre 2018, n. 106, l’Istituto ha chiarito il concetto di “variabile” e il suo corretto utilizzo, determinando i limiti temporali di fruizione in considerazione dell’evoluzione del flusso  UNIEMENS.

Il messaggio 31 gennaio 2019, n. 456 ricorda quali sono le variabili che sono state eliminate a partire dal periodo di paga gennaio 2019, riassume i limiti temporali di utilizzo delle restanti variabili retributive e le particolarità di estensione del termine di utilizzo previste per le variabili “Ferie” e “Rol”.

Sono inoltre fornite le istruzioni operative per la gestione delle denunce contributive pregresse.

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Dal 1° al 10 gennaio 2019 sarà possibile pagare i contributi del 4° trimestre 2018 dei lavoratori domestici. Il pagamento potrà essere effettuato attraverso le seguenti modalità:

 

-          direttamente online tramite il portale dei pagamenti, con la modalità online pagoPA, con carta di credito, carta di debito oppure conto corrente bancario;

-          rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche”. Il pagamento è disponibile, senza necessità di supporto cartaceo, con codice fiscale e codice rapporto di lavoro:

-          presso le tabaccherie che aderiscono al circuito di Lottomatica e che espongono il logo Servizi INPS;

-          presso gli sportelli bancari di Unicredit SpA (con pagamento in contanti per tutti gli utenti o, per i correntisti Unicredit, anche con addebito sul conto corrente bancario);

-          tramite il sito del gruppo Unicredit SpA per i clienti titolari del servizio di banca online;

-          presso tutti gli sportelli di Poste Italiane;

-          utilizzando il bollettino MAV (Pagamento Mediante Avviso) inviato dall'INPS. Il bollettino può altrimenti essere generato:

-          direttamente online tramite il portale dei pagamenti all'interno della sezione lavoratori domestici;

-          presso le aree di front office delle sedi INPS, utilizzando lo sportello automatico per il cittadino con autenticazione mediante tessera sanitaria;

-          utilizzando l’avviso di pagamento pagoPA generato online tramite il portale dei pagamenti all'interno della sezione lavoratori domestici.

I contributi dovuti per il 2019 saranno determinati appena disponibile l’indice ISTAT di riferimento. Pertanto le sanzioni saranno calcolate soltanto per pagamenti effettuati oltre il decimo giorno successivo alla data di pubblicazione della circolare relativa ai contributi dovuti per il 2019.

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L’Istituto, con circolare INPS 11 dicembre 2018, n. 117, ha differito dal 1° gennaio 2019 al 1° gennaio 2020 i termini previsti in materia di prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle gestioni pubbliche, indicati nella circolare INPS 15 novembre 2017, n. 169.

La proroga è stata richiesta da numerose amministrazioni ed enti pubblici, confederazioni sindacali e  patronati per consentire ai datori di lavoro pubblici il completamento delle operazioni di verifica e l’aggiornamento dei conti assicurativi dei lavoratori senza incorrere nei maggiori oneri connessi alla prescrizione contributiva.

Pubblicato in CAF Fenapi

La circolare INPS 12 febbraio 2018, n. 27 fornisce indicazioni operative per gli iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti per il pagamento delle imposizioni contributive per il 2018.

Il messaggio 21 novembre 2018, n. 4340 rende noto che è stata ultimata una nuova elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti gli iscritti alla Gestione in oggetto per l’anno 2018 e per eventuali periodi precedenti non già interessati da imposizione contributiva.

I modelli F24 necessari per il versamento della contribuzione dovuta saranno disponibili in versione precompilata nel “Cassetto previdenziale per artigiani e commercianti” alla sezione “Posizione assicurativa”, “Dati del modello F24”, dove sarà possibile consultare anche il prospetto di sintesi degli importi dovuti con le relative scadenze e causali di pagamento.

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La legge 22 maggio 2017, n. 91, recante “misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, disciplina la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale.

Vengono prese in considerazione, innanzitutto, le prestazioni lavorative da lavoro autonomo nelle quali il lavoratore si impegna a realizzare un’opera o un servizio senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente. Sono inoltre interessate le professioni intellettuali, i contratti che hanno per oggetto una prestazione d’opera intellettuale e i rapporti destinatari di disciplina speciale.

Con la circolare INPS 11 maggio 2018, n. 69 l’Istituto fornisce le istruzioni operative in merito alle previsioni della citata legge che ha integrato il concetto di collaborazione coordinata e continuativa ed esteso ai lavoratori autonomi alcune tutele in materia di gravidanza, malattia e infortunio. In particolare, è stata prevista la possibilità di sospendere il versamento dei contributi in caso di malattia o infortunio grave.

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Per il personale dipendente della pubblica amministrazione che cessa dal servizio usufruendo della facoltà di cumulo dei contributi, l'indennità di fine servizio comunque denominata verrà corrisposta agli aventi diritto dopo 12 mesi, ed entro i successivi 90 giorni, decorrenti dal raggiungimento del requisito anagrafico previsto per la pensione di vecchiaia dal vigente ordinamento.

Questa una delle importanti precisazioni fornite dall'Inps con la circolare 16 marzo 2016, numero 60 , contenenti le prime istruzioni sul cumulo dei periodi contributivi previsto dalla legge di bilancio 2017, la numero 232/2016. È da sottolineare che, l'articolo 1, comma 195, della nuova legge, ha rivisitato, allargando la platea dei soggetti, l'articolo 1, comma 239, della legge 228/2012, che disciplina la facoltà di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti per l'accesso di un'unica pensione.

Il cumulo può ora essere utilizzato:

- dagli iscritti alle Casse di previdenza dei professionisti

- per raggiungere il diritto alla pensione anticipata di cui all'articolo 24, comma 10, del Dl 201/2011

- dai soggetti in possesso dei requisiti per il diritto autonomo al trattamento pensionistico in una delle gestioni di cui al citato comma 239.

Le istruzioni riguardano gli iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, alla gestione separata Inps ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima; per quanto concerne i periodi presso le Casse professionali, sarà emanata apposita circolare.

Pensione di vecchiaia in cumulo - In questo caso la novità riguarda il fatto che la pensione può essere conseguita, dal 1° gennaio 2017, anche dagli assicurati in possesso dei requisiti per il diritto autonomo al trattamento pensionistico in una delle gestioni di cui al predetto comma 239; la pensione non può avere decorrenza anteriore al 1° febbraio 2017.

Pensione anticipata in cumulo - La novità di particolare rilevanza riguarda la pensione anticipata che prima non era contemplata fra la prestazioni accessibili con il cumulo.

In particolare, dal 1° gennaio 2017, la facoltà di cumulo potrà essere esercitata per conseguire la pensione anticipata con il requisito contributivo: per il 2017 e 2018, l'accesso alla pensione anticipata è consentito, indipendentemente dall'età, con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Si sottolinea, anche se l'Inps non fa lacuna precisazione in tal senso, che la norma fa espresso riferimento all'articolo 24, comma 10, della legge 214/2011; quindi, si ritiene che non sia percorribile il cumulo da parte di coloro che possono accedere alla pensione anticipata in base al comma 11, dello stesso articolo24, cioè i lavoratori con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre successivamente al 1° gennaio 1996, che possono acquisire il diritto alla pensione anticipata al compimento del requisito anagrafico di sessantatre anni, adeguato alle speranza di vita, a condizione che risultino versati e accreditati in favore dell'assicurato almeno venti anni di contribuzione effettiva e che l'ammontare mensile della prima rata di pensione risulti essere non inferiore ad un importo soglia mensile.

Pensione indiretta ai superstiti e trattamenti di inabilità in cumulo - Anche in questo casi, la novità dal 1° gennaio 2017 consiste nel fatto che la facoltà di cumulo può essere esercitata dai superstiti per conseguire la pensione indiretta, anche nel caso in cui, il deceduto risulti in possesso dei requisiti per il diritto autonomo al trattamento pensionistico in una delle gestioni di cui al, più volte citato, comma 239; lo stesso vale per conseguire i trattamenti di inabilità anche dai soggetti in possesso dei requisiti per il diritto autonomo al trattamento pensionistico in una delle gestioni.

 

Gestione delle domande di pensione in cumulo - Le domande di pensione in cumulo presentate entro il 31 dicembre 2016 e non ancora definite dai soggetti in possesso dei requisiti prescritti dalle disposizioni vigenti al 31 dicembre 2016, devono essere esaminate alla luce delle predette disposizioni; da coloro che non sono in possesso dei requisiti prescritti dalle disposizioni vigenti al 31 dicembre 2016, devono essere esaminate alla luce delle disposizioni vigenti al 1° gennaio 2017 e dei chiarimenti forniti con la circolare 60.

In ogni caso, le domande presentate da soggetti che risultino in possesso di periodi assicurativi presso le Casse professionali non dovranno essere respinte ma tenute in apposita evidenza in attesa delle relative istruzioni.

Rinuncia alla domanda di pensione in totalizzazione - I soggetti titolari di più periodi assicurativi, che consentano l'accesso alla pensione grazie alle novità introdotte dal comma 195 e che abbiano presentato domanda di totalizzazione dei periodi assicurativi, potranno accedere al nuovo regime del cumulo previa rinuncia alla domanda di pensione in totalizzazione; la rinuncia alla domanda in totalizzazione può essere effettuata anche dai superstiti di assicurato.

Recesso dalla ricongiunzione - I soggetti che abbiano presentato domanda di ricongiunzione dei periodi assicurativi e che possano accedere al regime del cumulo in base alle novità introdotte dal comma 195, potranno presentare domanda all'Inps per esercitare il diritto di recesso e ottenere la restituzione di quanto già versato, nei casi in cui non si sia già perfezionato il pagamento integrale dell'importo dovuto. Il recesso non potrà comunque essere esercitato:

• nei casi in cui la ricongiunzione abbia già dato titolo alla liquidazione del trattamento pensionistico;

• dopo che sia trascorso un anno dall'entrata in vigore della legge di bilancio in esame.

La restituzione di quanto versato sarà effettuata a decorrere dal dodicesimo mese successivo alla data della richiesta di rimborso ed in quattro rate annuali, non maggiorate di interessi.

Atteso il citato carattere transitorio, la suddetta normativa non si applica:

- ai recessi dalla ricongiunzione avvenuti successivamente al 1° gennaio 2018;

- ai soggetti che non hanno perfezionato i requisiti per l'accesso al trattamento pensionistico in cumulo entro il 1° gennaio 2017;

- e comunque nei casi di recesso dalla ricongiunzione intervenuto entro il 31 dicembre 2016.

Il comma 197, dell'articolo 1 della legge 232/2016 in esame si riferisce espressamente alle sole ipotesi di ricongiunzione ex lege 29/1979; sono quindi escluse dal suo campo di applicazione le ricongiunzioni esercitate ai sensi della legge 45/1990.

 

Fonte: IlSole24ore(Aldo Forte)

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Gli imprenditori artigiani e commercianti, che hanno aderito durante il 2016 al regime forfettario di determinazione del reddito, e che desiderano richiedere lo sconto sui contributi loro riservato devono presentare domanda entro il 28 febbraio.

La legge di Stabilità del 2015 (la 190/2014, commi 53 e seguenti), così come modificata dalla manovra dell’anno successivo (legge 208/2015), ha previsto, per gli imprenditori destinatari del regime fiscale forfettario, una misura agevolativa parallela che determina una riduzione del 35% della contribuzione dovuta alla gestione Inps degli artigiani e commercianti, escludendo così i liberi professionisti senza cassa anche se beneficiari dello stesso regime forfettario. L’esatta platea di coloro che possono esercitare l’opzione per questo regime è contenuta nell’allegato 4 dell’attuale testo della legge 190/2014 che elenca tutti i codici Ateco agevolabili.

Chi ha intrapreso nel corso del 2016 una nuova attività d’impresa, per la quale intende beneficiare nel corso del 2017 del regime contributivo agevolato, dovrà dunque comunicare la propria adesione entro il 28 febbraio nelle modalità specificate con la circolare Inps 29/2015, utilizzando l’apposito modulo telematico presente nel “cassetto per artigiani e commercianti” sul sito Inps.

L’istituto di previdenza specifica, inoltre, che tale adempimento non sarà necessario per chi vi avesse già provveduto lo scorso anno: la riduzione del 35% si applicherà infatti automaticamente nel 2017 a tutti quei soggetti che ne hanno già beneficiato nel 2016, a condizione che abbiano ancora i requisiti di agevolazione fiscale illustrati dettagliatamente dall’amministrazione finanziaria con la circolare 10/E del 2016 e che non abbiano presentato formale rinuncia nelle modalità descritte dalla circolare Inps 35/2016 .

Può essere utile specificare che la riduzione contributiva opera anche sul minimale annuale previsto dalla gestione artigiani e commercianti, col potenziale effetto di ridurre i contributi dovuti sotto tale soglia, che per il 2017 oscilla fra 3.202 e 3.682 euro.

In base all’articolo 2, comma 29, della legge 335/1995 , l’accredito dell’intera annualità assicurativa ai fini del diritto a pensione avviene solo se la contribuzione è pari o superiore al minimale. Quindi, come specificato dalla circolare 35/2016 , se per effetto dell’agevolazione l’importo dei contributi versati risultasse inferiore al suddetto minimale, sarebbe accreditato solo un numero di mesi proporzionale a quanto versato.

Dunque, prima di aderire al regime agevolativo, sarà importante valutarne l’impatto nella costruzione del proprio percorso pensionistico.

 

Fonte: www.ilsole24ore.com (Antonello Orlando)

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