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08 Mag 2018

RASSEGNA STAMPA. IN EDICOLA OGGI In evidenza

RASSEGNA STAMPA. IN EDICOLA OGGI

Apriamo la nostra rassegna stampa analizzando la prima pagina del quotidiano IlSole24ore.

In evidenza la circolare delle entrate. Split payment, allargamento soft . Niente sanzioni se non c’è danno.

“… Nessuna sanzione per eventuali comportamenti difformi da gennaio 2018 fino a ieri , data di emanazione della circolare 9/E/2018, se non è stato arrecato danno all’Erario «con il mancato assolvimento dell’imposta dovuta». Esclusa l’applicazione della scissione dei pagamenti ai compensi e onorari liquidati dal giudice a favore del consulente tecnico di ufficio. Sono due dei chiarimenti della circolare delle Entrate (appunto la 9/E/2018) sulle modifiche introdotte dall’articolo 3 del Dl 148/2017 e del Dm Economia del 9 gennaio 2018 che hanno ulteriormente esteso l’ambito soggettivo del regime. Fra i nuovi soggetti compresi nello split payment tutte le aziende speciali, le aziende pubbliche di servizi alla persona e tutti gli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali anche se non destinatari della fattura elettronica obbligatoria Pa che resta una disciplina completamente autonoma che persegue differenti finalità …”

In apertura la politica: Governo neutrale con lo spettro voto.

Mattarella: esecutivo che duri fino a dicembre, scelgano i partiti se chiudere prima esponendo il Paese alla speculazione - Incarico già domani. No di Salvini e Di Maio, sfida al Colle: urne l’8 luglio - Stop del Quirinale: non prima del 22 Allarme Istat sul rallentamento dell’economia - I rischi per la manovra e le clausole Iva.

“ «Scelgano i partiti in Parlamento». È il passaggio più forte del discorso di ieri di Sergio Mattarella e ha un senso preciso: ora le forze politiche si assumano le loro responsabilità se davvero vogliono riportare il Paese subito al voto. Responsabilità di «rendere difficile l’esercizio di voto degli italiani» se si votasse in piena estate (la prima data utile è il 22), ma anche la responsabilità di causare «l’aumento dell’Iva» e infine determinare il «rischio di nuove manovre speculative» se le urne fossero in autunno, prima della legge di bilancio. E fa notare anche il pericolo che senza cambiare la legge elettorale si potrebbe riprodurre lo stesso stallo di oggi. Sono, dunque, quattro le soluzioni che il capo dello Stato ha lasciato ai partiti; la prima di un Governo politico non è in realtà mai nata; la seconda e la terza sono le due date per un voto anticipato; e poi c’è la sua proposta, quella che mette al riparo da quei rischi gravissimi che ha evocato. E cioè dare fiducia a un Governo «neutrale, di servizio» che scongiuri le urne rapide già a luglio – con una menomazione sul diritto di voto e sulla presentazione delle liste per i partiti più piccoli – e a ottobre che ci esporrebbero a pericoli finanziari. Il “suo” Governo quello che metterà in piedi già domani (più difficile entro stasera) potrebbe invece avere un respiro appena più ampio – fine dicembre – e metterebbe al riparo gli italiani da un incremento delle tasse e consentirebbe all’Italia di partecipare al vertice Ue di fine giugno dove si discuterà di migranti, moneta unica, budget europeo. Un Governo, sottolinea, «che darebbe altro tempo ai partiti di maturare – nel frattempo – accordi politici. In quel caso l’Esecutivo cesserebbe subito». Con una garanzia in più che lui esigerà da premier e ministri: che non si candidino alle prossime elezioni. Proposta che però Salvini e Di Maio respingono subito rilanciando il voto l’8 luglio, data che al Colle considerano ormai non praticabile. Forse Mattarella sapeva già che l’avrebbero bocciato ma nonostante tutto non si è lasciato intimorire e ha tirato dritto. Con un discorso di circa 8 minuti al termine delle consultazioni, ha scelto di parlare agli italiani e mettere sul tavolo la sua soluzione dopo due mesi di veti e inconcludenze. Un’offerta in cui lui mette il suo prestigio e autorevolezza sapendo di rischiare. Perché se questo Governo non ottenesse la fiducia in Parlamento sarebbe il vero segnale di una crisi istituzionale che per la prima volta vede coinvolta la prima carica dello Stato …”

In prima pagina l’ inchiesta sul contrabbando di sigarette di Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi.

 “… Il triangolo del contrabbando di sigarette è quello che non ti aspetti. Parte da Napoli, tocca Milano e si chiude a Pavia. Non c’è più solo Adelina - interpretata da Sofia Loren nel film del ’63 Ieri, oggi, domani - a piazzare un banchetto e vendere sigarette di contrabbando per i vicoli di Napoli. Non c’è nemmeno bisogno di ricorrere a maternità in serie, come nel suo caso, pur di non finire in carcere. Oggi il contrabbando non ha bisogno di Adelina ma dei tanti Gheorghe, Stanislaw, Li, Hao, Biko o Azizi che si trovano nei Paesi dell’Est, in Cina o in Africa e che portano i loro traffici in Italia e, da qui, li dirigono in tutta Europa …”

Taglio medio per Telecom. Il primo Cda dopo la vittoria di Elliott in assemblea: confermato il Ceo, presidenza italiana e delega sicurezza a Stefano Grassi. Rilancio Tim alla «coppia» Conti-Genish.

“ Fulvio Conti presidente e Amos Genish confermato Ceo. Il primo Consiglio di amministrazione di Telecom dopo l’assemblea che ha visto la settimana scorsa la vittoria su Vivendi del fondo Elliott, ieri ha provveduto alla nomina dei vertici e alla ripartizione delle deleghe. Alla sicurezza è stato temporaneamente indicato Stefano Grassi ...”

In basso: Dopo le consegne, Deliveroo assicura anche i fattorini.

“… Prima o poi doveva succedere. A rompere il fronte della precarietà che circonda la gig economy ci pensa Deliveroo, società londinese del food delivery: con un accordo, che sarà annunciato oggi, che riguarda tutti e dodici i Paesi in cui opera, introduce un’assicurazione unica gratuita per tutti i suoi 35mila riders, compresi i circa 1.300 che operano in Italia. Un passo in avanti importante, considerata la totale assenza di un quadro normativo in grado di regolamentare la cosiddetta “economia dei lavoretti”. Restano lavoratori autonomi, ma per i rider di Deliveroo è prevista un’assicurazione che copre infortuni, danni a terzi e fino al 75% del mancato introito in caso di inattività temporanea. Una conquista necessaria, se la gig economy vuole diventare parte integrante del mercato del lavoro in un ambito garantito da maggiore certezza regolamentare …”

Su ItaliaOggi in evidenza la politica.

Sono ben 18 gli assessori cambiati in due anni. È questo il record di Virginia Raggi, la sindaca M5s di Roma.

In apertura: accertamenti, entrate in calo. Finito l’effetto della voluntary disclosure e della rottamazione dei ruoli sono diminuite anche le entrate tributarie: meno 3% nei primi tre mesi dell’anno.

“… Finito l’effetto della voluntary disclosure e della rottamazione delle cartelle calano le entrate da accertamento. Senza sanatorie gli incassi dello stato ne risentono, almeno a leggere il bollettino delle Finanze che per il periodo gennaio marzo 2018 evidenza per il gettito derivante da ruoli un calo del 3%. Gli introiti dell’attività di accertamento e controllo della macchina amministrativa si attestano a 1.969 milioni di euro …”

A centro pagina l’editoriale del direttore Pierluigi Magnaschi: La Corte costituzionale vietando il ballottaggio ha complicato la vita alla politica e all’Italia.

“… Se la Corte costituzionale non avesse dichiarato illegittimo il ricorso al ballottaggio nelle elezioni politiche, oggi l’Italia non avrebbe perso 65 giorni (senza contare quelli che si perderanno, compresa l’ipotesi, estrema, ma che non si può escludere, di elezioni anticipate). Visto che dal diritto (anche, e soprattutto, al massimo livello), se adeguatamente strizzato, si può derivare, in Italia, qualsiasi decisione, non entrerò nel merito delle giustificazioni giuridiche di questa sentenza. Essa però deve essere valutata nelle sue conseguenze politiche, cioè valide per tutti e non certo solo per i singoli partiti …”

Per la rubrica Diritto e Rovescio:

“… La scorribanda di Bolloré in Italia che, dopo essere diventato protagonista in Mediobanca e Generali, voleva espugnare, con le buone o con le cattive, Tim e anche Mediaset, faceva parte della battaglia francese (economica e politica) che si proponeva (e propone) di espugnare i capisaldi economici italiani. Per fortuna, questa volta, dopo anni di assopimento (o di connivenza con Parigi) ha avuto successo l’azione difensiva italiana che si è realizzata grazie alla determinazione del ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, e al sostegno di Gentiloni. Che si trattasse di un’operazione sostenuta del governo francese lo dimostra anche il fatto che la Caisse des depots, che aveva annunciato che il suo 0,8% non avrebbe preso posizione e si sarebbe quindi astenuto nell’assemblea di Tim, ha cambiato opinione dopo una telefonata del governo transalpino che ha fatto sapere che «non accadrà mai che un francese sia lasciato solo in terra straniera». Come volevasi dimostrare …”

Concludiamo con MilanoFinanza:

In apertura: “ Verso lo spin-off i vertici del lingotto sono al lavoro sullo scorporo della società di lighting. Da Fca più debito su Marelli. Marchionne pensa di scaricare sulla controllata fino a 1,5-2 miliardi, quasi il doppio di quanto previsto dagli analisti. Perché le sanzioni per il Dieselgate potrebbero appesantire il bilancio della capogruppo …

A centro pagina: “Mustier sonda il mercato per piazzare il pacchetto Torino, composto soprattutto da Npl non garantiti.  Unicredit cede un altro miliardo di sofferenze. Intanto doBank si prepara a gestire 2 miliardi di crediti deteriorati delle grandi banche greche.”

In evidenza: POLIZZE VITA La sentenza della Cassazione sulle unit linked fa tremare le assicurazioni;

DOSSIER VENETE: La Sga studia l’emissione di un bond e prepara il nuovo piano;

IERI IL CDA:  Conti presidente e Genish ad, agli analisti piace la Tim targata Elliott;

IL CEO SI DIMETTE: Gli scioperi fanno cadere AirFrance in borsa (-10%) L’Eliseo: il vettore ora rischia grosso.

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