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06 Dic 2018

Più bonus nido. Per i neopapà 5 giorni di congedo In evidenza

Cambia il congedo di maternità. Chi vorrà potrà rimanere al lavoro fino al nono mese, potendo usufruire dell’intero periodo di astensione dal lavoro previsto dalla legge, pari a cinque mesi, dopo il parto. Anziché spezzarlo in due mesi prima e tre dopo. L’emendamento approvato alla manovra di bilancio fa però discutere. Si tratta certo di una facoltà. Di una libera scelta della futura mamma, sempre che ci sia il via libera medico. Ma Loredana Taddei, responsabile politiche di genere della Cgil, parla di «colpo ai diritti delle donne e alle loro tutele» che va «immediatamente modificato». Cancellare l’obbligo di astensione dal lavoro prima della nascita «non garantisce la libertà alle lavoratrici, né tanto meno tutela la salute della gestante e quella del nascituro». Soprattutto quando le dipendenti sono deboli e dov'è più facile che una facoltà diventi un obbligo a lavorare sino all'ultimo. «La gravidanza non è una malattia, lavorare fino al termine non rappresenta un rischio, tranne casi particolari», dice invece Vito Trojano, vicepresidente della società italiana di ginecologia. Tra le altre misure approvate per la famiglia, il congedo di paternità obbligatorio passa da 4 a 5 giorni. Il bonus nido sale da 1.000 a 1.500 euro l’anno fino al 2021, da spendere per l’iscrizione agli asili nido pubblici o privati. Bocciato invece il taglio dell’Iva al 5% su assorbenti, pannolini e prodotti per l’infanzia.

Fonte: La Repubblica

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