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08 Gen 2019

Quali sono i familiari fiscalmente a carico nel 2019? Nuova soglia In evidenza

Fino al 2018 si poteva beneficiare delle detrazioni per i familiari fiscalmente a carico, purchè questi ultimi rispettassero il requisito di non superare un reddito complessivo di 2.840, 51 euro. Ma da quest'anno ci sono due diverse soglie per stabilire se un figlio è a carico o meno, a seconda dell'età anagrafica. In particolare, dal 1° gennaio 2019 si considerano a carico i figli fino a 24 anni con un reddito non superiore a 4mila euro.

 Novità: nuovo limite 4.000 euro

Come chiarito nel corso di Telefisco 2018, relativamente alle detrazioni per carichi di famiglia, l’articolo 1, comma 252, della legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017) , aggiungendo un nuovo periodo all’articolo 12, comma 2, del Tuir, ha previsto che, a partire dal 2019, il reddito complessivo per essere fiscalmente a carico «Per i figli di età non superiore a ventiquattro anni …. è elevato a 4.000 euro». Conseguentemente, i figli che abbiano superato tale limite di età, sono fiscalmente a carico in base alle condizioni di cui all’articolo 12 del Tuir e, quindi, a condizione che possiedano un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro. Gli ulteriori requisiti della convivenza e della percezione di assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria continuano a essere richieste solo per gli altri familiari di cui all’articolo 433 del Codice civile.

Attenzione: ai fini della applicazione del nuovo limite di reddito previsto per i figli a carico di età non superiore a 24 anni, introdotto dalla legge di Bilancio 2018, il requisito anagrafico deve ritenersi sussistere per l’intero anno in cui il figlio raggiunge il limite di età, a prescindere dal giorno e dal mese in cui ciò accade.

NOVITÀ: LE UNIONI CIVILI SONO COMPRESE

Una novità importante è contenuta nelle istruzioni per la compilazione del modello di dichiarazione dei redditi 730 dove è precisato che "In base a quanto stabilito dall’art. 1, comma 20, della legge n. 76 del 2016, le parole “coniuge”, “coniugi” o termini equivalenti si intendono riferiti anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso."

Di seguito l'elenco dei familiari considerabili fiscalmente a carico e le voci che vanno comprese ai fini del calcolo del limite di reddito.

IL CONIUGE E I FIGLI A CARICO

I familiari che possono essere considerati a carico anche se non conviventi con il contribuente o residenti all’estero sono:

il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;

i figli (compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati) indipendentemente dal superamento di determinati limiti di età e dal fatto che siano o meno dediti agli studi o al tirocinio gratuito; gli stessi pertanto ai fini dell’attribuzione della detrazione non rientrano mai nella categoria “altri familiari”.

 

 

GLI ALTRI FAMILIARI A CARICO

Possono essere considerati a carico anche i seguenti altri familiari, a condizione che convivano con il contribuente o che ricevano dallo stesso assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria:

il coniuge legalmente ed effettivamente separato;

i discendenti dei figli;

i genitori (compresi i genitori naturali e quelli adottivi);

i generi e le nuore;

il suocero e la suocera;

i fratelli e le sorelle (anche unilaterali);

i nonni e le nonne (compresi quelli naturali).

Per questi soggetti quindi oltre al limite di reddito, deve essere soddisfatto anche il requisito della convivenza con il contribuente o del loro mantenimento tramite assegno dello stesso.

 

IL PRECEDENTE LIMITE DI REDDITO DI 2.840,51 EURO PER I FAMILIARI A CARICO

Nel limite di reddito di 2.840,51 euro che il familiare doveva possedere per essere considerato fiscalmente a carico, devono essere sommate anche le seguenti somme, che non sono comprese nel reddito complessivo:

le retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, da Rappresentanze diplomatiche e consolari, da Missioni, dalla Santa Sede, dagli Enti gestiti direttamente da essa e dagli Enti centrali della Chiesa Cattolica;

la quota esente dei redditi di lavoro dipendente prestato nelle zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto lavorativo da soggetti residenti nel territorio dello Stato;

il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva nel caso di applicazione del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98);

il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime forfetario (art. 1, commi 54/89, della L. 23/12/2014, n. 190);

 il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni.

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