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Visite fiscali 2019, ecco le regole che disciplinano il controllo medico fiscale dell'Inps per i lavoratori dipendenti privati e pubblici.

Il datore di lavoro privato o l’amministrazione pubblica, con l’approvazione del testo unico del Pubblico Impiego, può richiedere all’Inps, attraverso il servizio online “Richiesta Visite Mediche di Controllo – Polo unico VMC”, di verificare la malattia del lavoratore dipendente sia pubblico che privato, in caso di assenza dal lavoro per malattia. In entrambi i casi, ma principalmente per i lavoratori pubblici, resta comunque il controllo di ufficio, senza alcuna richiesta da parte del datore di lavoro o dell’Amministrazione Pubblica.

Anche quest’anno, come già successo nel 2018, sarà l’Inps a controllare la malattia di tutti i lavoratori. Gli orari delle visite fiscali da parte dei medici dell’Inps restano i medesimi (ai sensi del decreto firmato dal ministro Marianna Madia e dal ministro Giuliano Poletti ed in vigore dal 13 gennaio 2018).

 Nel 2019 è in vigore il nuovo regolamento visite fiscali dipendenti pubblici, che tiene conto dell'introduzione del nuovo Polo Unico Inps, della verifica della reperibilità del lavoratore che "può essere attivata fin dal primo giorno se l'assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative, se a ridosso di festività, domenica o giorni di riposo".

Lavoro e assenza per malattia: cosa bisogna fare

In caso di malattia e di conseguente assenza dal posto di lavoro, per prima cosa bisogna contattare o recarsi personalmente dal medico curante ed informare il datore di lavoro. Il medico di famiglia, dopo aver accertato lo stato di salute, invierà telematicamente il certificato medico all’Inps. In seguito, si dovrà comunicare immediatamente al datore di lavoro il numero riportato sul certificato medico telematico. Una volta tornati a casa, bisogna rispettare le fasce di reperibilità indicate prima, salvo nei casi di controlli e visite specialistiche, fino al termine della malattia. L’Inps potrebbe controllare lo stato di salute del lavoratore direttamente al proprio domicilio, anche più volte in uno stesso giorno. Se si è un dipendente pubblico e si necessita di assentarsi dal proprio domicilio per visite specialistiche, ai sensi del Decreto Legislativo 75/2017, bisogna avvertire la propria amministrazione, la quale in seguito provvederà ad avvisare l’Inps tramite il servizio online “Richiesta Visite Mediche di Controllo (Polo unico VMC)”.

Visite fiscali 2019 dipendenti pubblici e privati: orari malattia

Ecco in sintesi tutto quello che c'è da sapere sulle visite fiscali Inps 2019, gli orari e le fasce di reperibilità per malattia che i lavoratori - dipendenti statali, privati e pubblici - devono rispettare per non incorrere in sanzioni che potrebbero portare fino al licenziamento, fatta eccezione per quelli esonerati dall'obbligo. Gli orari di reperibilità di tutti i dipendenti privati sono dal lunedì alla domenica, 7 giorni su 7 (festivi e non festivi). Gli orari di reperibilità dei dipendenti pubblici da parte dell’Inps, invece, sono: 7 giorni su 7, compresi i giorni non lavorativi, i festivi, i prefestivi ed i weekend. Gli orari delle visite fiscali 2019 per i privati e i dipendenti pubblici attualmente vigenti sono i seguenti: privati dalle 10-12; 17-19; pubblici 9-13; 15-18.

 

Visite fiscali Inps 2019: l'assenza del dipendente

Cosa succede se si è assenti durante una visita fiscale del medico dell’Inps? Il tuo datore di lavoro o l’amministrazione pubblica può applicare diverse sanzioni disciplinari (come previste dal CCNL di ogni contratto individuale). Di seguito riportiamo quelle che sono le sanzioni disciplinari 2019 in caso di assenza per malattia:

-          mancato pagamento della retribuzione al 100%, per i primi 10 giorni di malattia;

-          per i successivi giorni di malattia, si potrebbe subire una riduzione della retribuzione al 50%;

-          il datore di lavoro o la pubblica amministrazione, nei casi più gravi, può applicare il licenziamento disciplinare senza preavviso.

Inoltre, il dipendente sarà considerato assente anche nei casi di seguito riportati:

il lavoratore che per negligenza o per altri motivi rende impossibile o inattuabile la visita medica di controllo;

se il dipendente non si presenta alla visita di controllo ambulatoriale;

non aver sentito il campanello durante il riposo, o per altri motivi, per malfunzionamento dello stesso;

mancanza del nominativo del dipendente sul citofono;

mancata o incompleta comunicazione della variazione di domicilio o del luogo di reperibilità;

espletamento di incombenze effettuabili in orari diversi.

Dopo l’assenza dalla visita di controllo il dipendente malato ha 15 giorni di tempo per giustificare l’assenza all’Inps.

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È stato pubblicato il bando relativo a borse di studio per corsi universitari di laurea a.a. 2016-2017, corsi universitari di specializzazione e dottorati di ricerca a.a. 2015-2016 e 2016-2017.

Il bando è riservato ai figli o orfani ed equiparati di:

iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali;

pensionati utenti della Gestione Dipendenti Pubblici;

iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale;

iscritti al Fondo ex IPOST.

La procedura per l’acquisizione della domanda sarà attiva dalle 12 del 29 gennaio 2019 fino alle 12 del 27 febbraio 2019.

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L’INPS, con il messaggio n. 4728 del 18 dicembre 2018, fornisce alcuni chiarimenti circa l’utilizzo delle prestazioni occasionali da parte delle società sportive, con riferimento alle prestazioni rese dai propri addetti, c.d. steward, negli impianti sportivi nei quali si svolgono partite ufficiali delle squadre di calcio professionistiche.

Il decreto ministeriale fa riferimento alle responsabilità assunte dalle suddette società in relazione ai servizi finalizzati al controllo dei titoli di accesso, all'instradamento degli spettatori ed alla verifica del rispetto del regolamento d'uso dell'impianto, attraverso gli steward, assicurandone la direzione ed il controllo da parte del responsabile per il mantenimento della sicurezza degli impianti sportivi con capienza superiore a 7.500 posti, nei quali si svolgono partite ufficiali delle squadre di calcio professionistiche.

L’ambito di applicazione della norma in esame è stato ampliato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali che, con nota prot. n. 9712 del 07/12/2018, ha previsto la possibilità di utilizzo delle prestazioni occasionali tramite il Libretto Famiglia per la retribuzione dei servizi resi dagli steward all’interno degli impianti sportivi di calcio, a prescindere dalla capienza degli stessi, nei campionati della serie A, serie B e lega Pro.

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Lo scorso anno è stato quello del passaggio all’INPS della competenza sulle visite fiscali anche per gli statali  ma in merito agli orari e alla necessità di uniformare le fasce di reperibilità per i lavoratori del pubblico e del privato non vi sono nuove modifiche da segnalare.

Tutti i lavoratori, in caso di malattia, devono rispettare specifiche regole in merito agli orari in cui è necessario rimanere a casa ed essere presenti durante i controlli dei medici fiscali dell’INPS. In caso contrario è possibile l’applicazione di sanzioni, ad eccezione dei casi di esenzioni dal rispetto delle fasce di reperibilità.

Si ricorda che anche sulle visite fiscali 2019 pesano le nuove regole introdotte dalla riforma della Pubblica Amministrazione, secondo le quali i controlli dei medici potranno essere effettuati anche più volte nello stesso giorno, misura introdotta per evitare i casi di falsa malattia soprattutto a ridosso di giorni festivi.

A fronte delle regole previste e dei rischi in caso di violazione, facciamo il punto su orari, fasce di reperibilità ed esenzioni dalle visite fiscali INPS 2019 per i dipendenti pubblici e del settore privato.

Il lavoratore in caso di malattia e presentazione del certificato medico a lavoro potrà essere sottoposto alle visite fiscali ma soltanto in determinati orari e in quelle che sono definite le fasce di reperibilità.

Innanzitutto è opportuno specificare che le regole relative alle visite fiscali 2019 non obbligano il dipendente a rimanere a casa per tutto il giorno ma bisognerà risultare reperibile all’indirizzo indicato nel certificato medico nel caso di controlli per accertare lo stato di malattia.

I controlli medici possono infatti essere effettuati soltanto negli orari per le visite fiscali previsti dalla legge, che sono ancora oggi diverse nel caso di dipendenti pubblici e privati: nonostante le indicazioni dell’Inps e le novità intervenute nel 2017 e nel 2018, le fasce di reperibilità sono ad oggi diverse per gli statali (insegnanti, forze armate, dipendenti di uffici pubblici) e per i dipendenti privati.

Fasce di reperibilità e orari per i dipendenti privati

Gli orari visite fiscali 2019, ovvero le fasce di reperibilità per i dipendenti privati, sono ad oggi i seguenti:

Lavoratore Settore Privato     Fasce di reperibilità (7 gg su 7 compresi weekend e festivi)

Mattina           10:00/12:00

Pomeriggio     17:00/19:00

Fasce di reperibilità e orari per i dipendenti pubblici

Per quanto riguarda invece l’orario delle visite fiscali 2019 per i dipendenti pubblici sono fissate le seguenti fasce di reperibilità:

Lavoratore Settore Pubblico  Fasce di reperibilità (7 gg su 7 compresi weekend e festivi)

Mattina           9:00/13:00

Pomeriggio     15:00/18:00

Le fasce di reperibilità dei dipendenti pubblici e quindi gli orari delle visite fiscali riguardano i dipendenti statali, gli insegnanti, i lavoratori della Pubblica Amministrazione, i lavoratori degli Enti locali, i vigili del fuoco, la Polizia di Stato, le Asl, i militari e in generale le forze armate.

Ricordiamo che anche per i dipendenti pubblici le visite fiscali sono svolte dai medici dell’INPS e che per effetto della riforma della Pubblica Amministrazione voluta dall’ex Ministro Marianna Madia è stata introdotta una vera e propria stretta alle false malattie.

Le visite fiscali per gli statali in caso di malattia potranno essere svolte a cadenza sistematica e ripetitiva, anche in prossimità di giorni festivi o di riposo settimanale.

In ordine agli orari delle visite fiscali 2019 insegnanti, la visita medica può essere richiesta dal Dirigente già a partire dal primo giorno soltanto in casi specifici, ovvero per le assenze che si verificano immediatamente dopo o prima dei periodi non lavorativi, ovvero in occasione di pause festive o weekend.

Visite fiscali 2019: regole Inps sugli orari di reperibilità

I lavoratori che si assentano da lavoro per malattia, sia nel caso di dipendenti pubblici che privati possono essere sottoposti a visita fiscale dall’Inps. Come abbiamo visto, ci sono attualmente regole diverse relative a orari e fasce di reperibilità e nell’articolo vedremo caso per caso come cambiano in base alla tipologia di lavoro.

Durante gli orari visite fiscali il lavoratore può essere sottoposto, dopo l’invio del certificato medico all’Inps, a controllo da parte del medico fiscale.

La visita fiscale potrà essere ripetuta anche due volte nello stesso giorno, ma sempre nel rispetto degli orari di reperibilità.

Le visite di controllo sono fissate soltanto in determinate fasce orarie che obbligano il lavoratore a rimanere a casa, pena l’applicazione di sanzioni, eccetto che nei casi in cui è prevista l’esenzione.

Tra le prime regole in caso di malattia, c’è l’obbligo per il lavoratore dipendente pubblico o privato che si assenta da lavoro per malattia di richiedere il certificato al proprio medico di base, nel quale indicare l’indirizzo presso il quale si rende reperibile per l’eventuale visita fiscale.

L’invio della copia del certificato medico all’Inps è di competenza del proprio medico curante e il lavoratore può richiedere la copia elettronica dello stesso nella propria casella di posta elettronica certificata. Il dipendente, entro due giorni dal verificarsi della malattia, dovrà inviare copia del certificato al datore di lavoro.

Con l’invio del certificato medico vengono avviate dal nuovo Polo Unico Inps le procedure relative alle visite fiscali.

Dopo aver chiarito quali sono gli orari per i controlli medici, quali le fasce di reperibilità per dipendenti pubblici o privati, facciamo il punto sulle sanzioni in caso di assenza dall’indirizzo di residenza durante gli orari della visita fiscale.

Visite fiscali 2019: sanzioni

Per il lavoratore che si assenta da lavoro in caso di malattia e, qualora non risultasse reperibile presso l’indirizzo indicato nel caso di visita fiscale durante le fasce di reperibilità, è prevista l’applicazione di sanzione per assenza ingiustificata.

In caso di assenza e di non reperibilità durante le fasce orarie previste per le visite fiscali, secondo regole diverse per dipendenti pubblici o privati, o nel caso di impossibilità per il medico di accesso o di controllo, al lavoratore viene decurtata una parte dello stipendio.

Le sanzioni per assenza durante gli orari visite fiscali sono le seguenti:

          100% della decurtazione della retribuzione per i primi 10 giorni di patologia;

          50% per le successive giornate.

I lavoratori assenti dall’indirizzo indicato per le visite fiscali possono comunque presentare, entro 15 giorni dalla notificata sanzione, una giustificazione valida per l’assenza immotivata.

Infatti, nonostante sia stabilito l’obbligo di reperibilità per il lavoratore nelle fasce orarie precedentemente indicate, sono previsti alcuni casi di esenzione. Vediamo quali.

Comunicazione assenza visita fiscale

Il dipendente pubblico, in caso di assenza dal proprio domicilio durante gli orari della visita fiscale, è obbligato ad avvisare la propria amministrazione.

La comunicazione di assenza dal domicilio (ad esempio per una visita o per altri giustificati motivi) sarà poi trasmessa dall’ufficio della PA all’INPS in maniera tempestiva, per escludere la visita fiscale nei confronti del dipendente.

Esenzioni visite fiscali

Le regole Inps sulle visite fiscali 2019 prevedono casi di esenzione dall’obbligo di reperibilità. In alcuni casi, al lavoratore è concesso allontanarsi da casa anche durante le fasce di reperibilità.

L’assenza deve però essere comunicata al datore di lavoro, giustificata e non deve compromettere lo stato di salute e la guarigione del lavoratore.

Per i dipendenti del settore pubblico o privato sono previste esenzioni dalle visite fiscali nei seguenti casi:

          assenza dovuta a forza maggiore;

          situazioni che hanno reso necessaria l’immediata presenza del lavoratore altrove;

          visite, prestazioni e accertamenti specialistici contemporanei alla visita fiscale.

Alcuni esempi, confermati da prassi e giurisprudenza, di giustificata assenza dal proprio domicilio durante le fasce di reperibilità per le visite fiscali sono:

          visite mediche presso il proprio medito curante, quando risulti impossibile effettuarle fuori dalle fasce di reperibilità;

          necessità di iniezioni per trattamenti legati alla causa di presentazione del certificato medico a lavoro;

          ritiro di radiografie collegate al certificato medico;

          cure dentistiche urgenti;

          necessità di recarsi in farmacia.

Ma in base alla legge e a casi più volte ammessi dalla giurisprudenza è possibile assentarsi da casa dopo aver presentato il certificato medico anche in casi non strettamente legati alla malattia:

          attività di volontariato che non pregiudichino lo stato di salute indicato nel certificato medico presentato a lavoro;

          visita a parenti in ospedale, se l’orario di visita coincide con le fasce di reperibilità per le visite fiscali.

In casi di gravi patologie è previsto l’esonero dalle visite fiscali per chi presenta certificato medico di lavoro.

Recentemente l’INPS ha fornito alcuni importanti chiarimenti sull’esonero dalle visite fiscali che riguardano nello specifico l’indicazione del codice E  all’interno del certificato medico.

Visite fiscali 2019: il codice E non serve per l’esonero

Una delle convinzioni più comuni sulle visite fiscali è che con l’indicazione del codice E nel certificato il lavoratore sia esonerato dai controlli dell’INPS durante le fasce di reperibilità.

La smentita è tuttavia arrivata dall’Istituto che ha chiarito che il codice E sui certificati non ha finalità di esenzione ma serve ad uso interno dell’Istituto.

L’esenzione dalle visite fiscali riguarda soltanto la reperibilità e non il controllo. Questo significa quindi che il controllo concordato sarà sempre possibile.

Quello che il medico curante certificatore può applicare quindi non è l’esonero totale dalle visite fiscali, ma solo le agevolazioni previste dalla normativa vigente in merito alle esclusioni dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità.

Il codice E quindi non serve a segnalare l’esonero dalle visite fiscali ma è utilizzato durante la disamina dei certificati pervenuti per esprimere le opportune decisionalità tecnico-professionali, secondo precise disposizioni centralmente impartite in merito alle malattie gravissime.

Pertanto, anche in caso di annotazione nel certificato del codice E il lavoratore in malattia non è esonerato né dai controlli INPS né dall’obbligo di reperibilità nelle due diverse fasce mattutine e pomeridiane previste per i dipendenti pubblici e privati.

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L’Istituto, con circolare INPS 11 dicembre 2018, n. 117, ha differito dal 1° gennaio 2019 al 1° gennaio 2020 i termini previsti in materia di prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle gestioni pubbliche, indicati nella circolare INPS 15 novembre 2017, n. 169.

La proroga è stata richiesta da numerose amministrazioni ed enti pubblici, confederazioni sindacali e  patronati per consentire ai datori di lavoro pubblici il completamento delle operazioni di verifica e l’aggiornamento dei conti assicurativi dei lavoratori senza incorrere nei maggiori oneri connessi alla prescrizione contributiva.

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Con il messaggio 11 dicembre 2018, n. 4622 l’INPS comunica che, per il 2018 e gli anni seguenti, procederà al monitoraggio delle risorse disponibili per l’accesso all'assegno straordinario di sostegno al reddito, adottando criteri diversificati in relazione al settore del Fondo di solidarietà interessato.

Valutata la fattibilità tecnica da parte dell’Istituto, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno condiviso la proposta avanzata congiuntamente da ABI, Federcasse e Ferrovie dello Stato Italiane.

Pertanto, l’Istituto monitorerà le domande di assegno straordinario utilizzando il criterio del cosiddetto “biennio mobile” per i settori del credito ordinario, del credito cooperativo e il criterio di cassa per il gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Tali modalità operative saranno rivalutate se ulteriori settori destinatari dei Fondi di solidarietà fossero interessati al trattamento di assegno straordinario.

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Con il messaggio n. 4570, l’Inps nel definire il nuovo innalzamento anagrafico per l’accesso ai trattamenti sociali in oggetto, fornisce chiarimenti in merito alle varie fattispecie interessate. L’articolo 12, comma 12-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, stabilisce che, a decorrere dal 1° gennaio 2013, il requisito anagrafico di 65 anni previsto in materia di assegno sociale deve essere aggiornato con cadenza triennale, nella misura stabilita con decreto direttoriale del Ministero dell’Economia e delle finanze, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento.

A seguito degli adeguamenti del 2013 e del 2016, il requisito anagrafico è stato innalzato dapprima a 65 anni e 3 mesi (cfr. il messaggio n. 16587/2012) e, successivamente, a 65 anni e 7 mesi.

Con l’ulteriore innalzamento di un anno a partire dal 2018, previsto dall’articolo 24, comma 8, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, l’età prevista per l’accesso all’assegno sociale è 66 anni e 7 mesi (cfr. il messaggio n. 4920/2017).

Il decreto del Ministero dell'Economia e delle finanze 5 dicembre 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 289 del 12 dicembre 2017, ha provveduto all’adeguamento dei requisiti all’incremento della speranza di vita con decorrenza 2019, stabilendo un innalzamento di 5 mesi. 

Di conseguenza, a partire dal 1° gennaio 2019, il requisito anagrafico minimo previsto per il conseguimento dell’assegno sociale, di cui all’articolo 3, commi 6 e 7, della legge 8 agosto 1995, n. 335, dell’assegno sociale sostitutivo della pensione d’inabilità civile e dell’assegno mensile di assistenza agli invalidi parziali, di cui all’articolo 19 della legge 30 marzo 1971, n. 118, nonché dell’assegno sociale sostitutivo della pensione non reversibile ai sordi, di cui all’articolo 10 della legge 26 maggio 1970, n. 381, è innalzato di 5 mesi e, pertanto, l’età richiesta per poter accedere alle prestazioni in oggetto sarà pari a 67 anni rispetto ai 66 anni e 7 mesi previsti per il 2018.

Per effetto del suddetto innalzamento del requisito anagrafico, a decorrere dal 1° gennaio 2019, la pensione d’inabilità civile e l’assegno mensile di assistenza agli invalidi parziali di cui agli articoli 12 e 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, nonchè la pensione non reversibile ai sordi di cui alla legge 26 maggio 1970, n. 381, saranno concesse, a seguito del riconoscimento del requisito sanitario e sussistendo le altre condizioni socio-economiche previste, ai soggetti d’età non inferiore al diciottesimo anno e fino al compimento del sessantasettesimo.

Analogamente a quanto precisato nei messaggi n. 16587/2012 e n. 4920/2017, si sottolinea che coloro i quali compiono l’età prevista dalla normativa attualmente vigente (66 anni e 7 mesi) entro il 31 dicembre 2018, a prescindere dalla data di presentazione dell’istanza di assegno sociale, sono da considerare “ultrassessantacinquenni”.

 

Ne consegue che tali soggetti:

a) qualora presentino la domanda di assegno sociale successivamente al 1° gennaio 2019, saranno ritenuti titolari del requisito anagrafico pur non avendo ancora compiuto i 67 anni previsti a partire dal 2019;

b) qualora richiedano il riconoscimento dell’invalidità civile nel corso del 2019 prima di avere compiuto 67 anni, in caso di accoglimento della domanda conseguiranno comunque la condizione di invalidi “ultrasessantacinquenni”, per cui sarà preclusa la possibilità di richiedere la pensione di inabilità o l’assegno mensile di assistenza di cui agli articoli 12 e 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, nonché la pensione ai sordi di cui all’articolo 1 della legge 26 maggio 1970, n. 381.

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Con il messaggio n. 4463 l’ INPS comunica che a partire dal 1° gennaio 2019 entrerà a regime il procedimento di semplificazione delle modalità di accesso alla prestazione assistenziale dell’indennità di accompagnamento per i cittadini non più in età lavorativa (ultrasessantacinquenni), introdotto in via sperimentale con il messaggio n. 1930 dell’8 maggio 2018.

Tale semplificazione ha previsto la possibilità per il cittadino di anticipare al momento della presentazione della domanda di invalidità civile le informazioni di natura socio-economica contenute nel modello AP70, di norma comunicate solo al termine dell’esito positivo della fase sanitaria.

Si tratta, in particolare, della comunicazione di eventuali ricoveri, della delega alla riscossione di un terzo (Quadro G) o in favore delle associazioni (Quadro H) e dell’indicazione delle modalità di pagamento (Quadri F1 o F2).

Grazie all’acquisizione anticipata di tali informazioni è stato possibile, una volta definito positivamente l’iter dell’accertamento sanitario, l’avvio in tempi brevi del processo di liquidazione della prestazione economica riconosciuta.

Terminata con esito positivo la fase sperimentale, a partire dal 1° gennaio 2019 tale modalità di presentazione della domanda di invalidità civile diventerà obbligatoria per tutti i soggetti non più in età lavorativa.

Si precisa che la semplificazione riguarderà anche le domande di accertamento sanitario presentate da coloro che hanno perfezionato il requisito anagrafico secondo i requisiti previgenti (ad esempio, 66 anni e 7 mesi compiuti tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2018).

 

 

 

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È stato pubblicato il bando del concorso “Contributi per handicap grave e contributi per grave malattia - Gestione Fondo Ipost” che conferisce un contributo per il rimborso delle spese sostenute dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 per la cura di gravi malattie e/o riconducibili alla condizione di handicap grave in favore dei:

dipendenti e pensionati del Gruppo Poste Italiane SpA e dipendenti e pensionati ex IPOST sottoposti in servizio alla trattenuta mensile dello 0,40%, di cui all’articolo 3, legge 27 marzo 1952, n. 208;

loro coniugi/uniti civilmente e figli conviventi o domiciliati presso strutture di cura e assistenza specializzate.

Gli interessati possono presentare domanda, anche per entrambe le prestazioni, dalle 12 del 28 novembre alle 23:59 del 31 dicembre 2018.

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La circolare INPS 12 febbraio 2018, n. 27 fornisce indicazioni operative per gli iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti per il pagamento delle imposizioni contributive per il 2018.

Il messaggio 21 novembre 2018, n. 4340 rende noto che è stata ultimata una nuova elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti gli iscritti alla Gestione in oggetto per l’anno 2018 e per eventuali periodi precedenti non già interessati da imposizione contributiva.

I modelli F24 necessari per il versamento della contribuzione dovuta saranno disponibili in versione precompilata nel “Cassetto previdenziale per artigiani e commercianti” alla sezione “Posizione assicurativa”, “Dati del modello F24”, dove sarà possibile consultare anche il prospetto di sintesi degli importi dovuti con le relative scadenze e causali di pagamento.

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