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"Con l'okay del Senato, il Reddito di cittadinanza e Quota 100 si avvicinano, ma la mia soddisfazione si lega anche alle numerose misure aggiuntive che la discussione ha introdotto a tutela dei lavoratori, delle famiglie e delle categorie svantaggiate o a lungo penalizzate".

Così il Sottosegretario per il Lavoro Claudio Cominardi a pochi minuti dal voto finale dell'Aula del Senato sul Decretone.

"La proroga dell'Ape Sociale e di Opzione Donna, la possibilità per i dipendenti pubblici di accedere anticipatamente al TFS e il blocco dell'aspettativa di vita per i lavoratori precoci sono solo alcune delle misure introdotte nel Decreto durante la discussione. Non meno importanti sono le soluzioni adottate per potenziare l'assunzione di nuovo personale a tempo indeterminato nelle Regioni e negli Enti Locali, nonché lo sblocco delle assunzioni di personale amministrativo nel settore della Giustizia a partire dal 15 luglio: tutti interventi che favoriranno l'ingresso nel mondo del lavoro di giovani motivati al posto di chi andrà in pensione anche grazie a Quota 100. Presto anche il Reddito di cittadinanza, che risponderà ai bisogni di 5 milioni di poveri, e la riforma dei Centri per l'Impiego manifesteranno i loro effetti positivi sul mercato del lavoro, sul rilancio della domanda interna e in generale sull'economia nel suo complesso".

"Mentre si avvicina l'approvazione definitiva del Decreto, i dati continuano a darci ragione: le 70.910 richieste di adesione a Quota 100 provano l'alto gradimento del primo Governo che smantella la gabbia della Legge Fornero".

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Con 147 sì, 104 no e sei astenuti l'Aula del Senato ha approvato il Decreto fiscale che accompagna la manovra. Il testo passa ora alla Camera in seconda lettura dove dovrà essere approvato entro il 23 dicembre. La votazione era slittata ad oggi dopo essere saltato l'accordo con il Pd per chiudere entro la giornata di martedì. Per tutta la serata di ieri si erano susseguite le votazioni sugli emendamenti al provvedimento giunte fino all'articolo 16. Secondo quanto affermato il senatore Pd, Alan Ferrari, intervenendo in Aula a Palazzo Madama, era stata concordata una modalità dei lavori d'Aula, nella scorsa capigruppo "non più valida con l'arrivo di ulteriori emendamenti e subemendamenti" che hanno di fatto portato allo slittamento delle votazioni dalle 15.30 alle 17 per permettere alla commissione Finanze di scrivere i pareri e fare le proprie annotazioni. Tutto si era bloccato poi in serata poco dopo le 21.15 sulla ripresentazione di un emendamento ritirato in commissione Finanze da parte di M5S sulle concessioni autostradali. Malgrado il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo avesse assicurato trattarsi di una proposta di modifica identica a quella esaminata in commissione ma ritirata per sbaglio (i concessionari devono continuare a investire nella sicurezza anche di fronte alla scadenza della concessione) le opposizioni sono insorte: la presidenza aveva in un primo momento aveva proposto la possibilità di presentare subemendamenti nel giro di 30 minuti ma le opposizione hanno poi ottenuto lo slittamento. In mattinata poi era stato ritirato l'emendamento.  

 Nel corso dell'intervento in Aula in replica alla discussione generale, il sottosegretario all'Economia Massimo Bitonci ha ammesso che con il lavoro in commissione Finanze "c'è stato un miglioramento sostanziale del testo" in cui "non c'è un condono", ma una "vera pace fiscale".

Tra le novità evidenziate nel testo l'adempimento collaborativo, la sanatoria per le irregolarità formali che ha sostituito tutta la dichiarazione integrativa speciale, il bonus bebè e stanziamenti per le Regioni colpite dalle ultime calamità naturali. E poi ancora: misure come la rottamazione ter delle cartelle, lo stralcio delle mini cartelle, la definizione agevolata delle liti fiscali e la definizione degli errori formali che "danno una boccata d'ossigeno ai piccoli contribuenti in difficoltà che meritano di essere rimessi in carreggiata", ha precisato il senatore Emiliano Fenu (M5S), relatore in commissione finanze del decreto fiscale. Per chi effettua il versamento mensile dell'Iva, la moratoria delle sanzioni per mancato utilizzo della fatturazione elettronica viene estesa di tre mesi, fino alla fine di settembre del prossimo anno. La reverse charge settoriale viene prorogata di quasi 4 anni, fino al fine giugno 2022.    Rinviata di tre mesi fino alla fine di settembre del prossimo anno la moratoria delle sanzioni per mancato utilizzo della fatturazione elettronica per chi effettua il versamento mensile dell'Iva. Approvato anche un ordine del giorno di Fratelli d'Italia che impegna il governo a introdurre agevolazioni fiscali a favore delle imprese che investono all'interno delle zone logistiche semplificate (Zls) dei porti di Venezia e Trieste. Torna poi l'incompatibilità della figura istituzionale di governatore con il ruolo di commissario ad acta per la sanità e lo stop alla patente per chi non paga l'assicurazione auto per la quale si raddoppia anche la multa. 

Fonte: Rainews

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Il Senato ha votato la fiducia sul decreto fiscale, approvandolo con 162 voti a favore, 86 contrari e un astenuto. Il governo aveva posto la questione di fiducia sul testo già approvato dalla Camera, che così diventa legge.

Tra le proposte approvate: quella che estende opzione donna alle lavoratrici nate nei mesi di ottobre, novembre e dicembre del 1958 (e alle autonome nate nell'ultimo trimestre del 1957) che hanno maturato 35 anni di anzianità entro il 31 dicembre del 2015, stanziando altri 257 milioni.

Più ampia anche la platea degli esodati, che passa con l'ottava salvaguardia da 27.700 a 30.700, portando il totale dei salvaguardati a 160.700 persone. 

Cancellata anche la tassa sui licenziamenti nel caso di cambio appalto con l'utilizzo della clausola sociale.  Confermata la norma sui 'paperoni, con la flat tax a che resta a 100mila euro.

Cambiano le norme sugli orfani, detrazioni all'altro genitore - Il genitore che perde il coniuge potrà più facilmente tenere a carico il figlio, usufruendo delle relative detrazioni. Lo prevede un emendamento di Forza Italia che "segna la fine di una grande ingiustizia che coinvolge i nuclei familiari con un solo genitore superstite". Finora, secondo la normativa del 1986, le detrazioni per carichi di famiglia spettano a condizione che le persone alle quali si riferiscano (i figli) possiedano un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro: ciò significa che quando uno dei due genitori muore, la pensione di reversibilità che va ai figli pro quota porta ad un innalzamento del reddito tale da determinare, nella quasi totalità dei casi, la perdita per gli orfani del diritto di restare a carico dell'altro genitore. In pratica, il genitore superstite si ritrova vedovo, e impossibilitato a poter detrarre le spese dei figli come quelle mediche, sportive, universitarie. L'emendamento riformulato dal relatore prevede che le quote di reversibilità concorrano al reddito oltre i mille euro. 

 

 

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