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È scattato il conto alla rovescia per la presentazione delle domande dal 6 marzo per ottenere il reddito di cittadinanza. Ma sono ancora diversi i nodi da sciogliere: dal mancato accordo con le Regioni, al rischio di tener fuori i Caf in assenza della convenzione. Sono circa una quindicina i provvedimenti - tra i decreti attuativi e le convenzioni - necessari per far marciare la macchina del Rdc.

Vediamo i tasselli mancanti, iniziando dalla “fase 1” che si aprirà dal 6 al 31 marzo: il modulo di domanda per chiedere il reddito e la pensione di cittadinanza è stato pubblicato sul sito dell’Inps: non recepisce, tuttavia, le ultime modifiche apportate dal Senato (si basa sui criteri del Dl). Ma va ancora firmata la convenzione Rdc con i Caf e rinnovata la convenzione Isee, in assenza delle quali i Centri di assistenza fiscale non potranno garantire l’aiuto nella predisposizione (che è gratuita) e l’accettazione della domanda. Ieri si è svolta una riunione all’Inps, da domani partirà il tavolo: i 20 milioni previsti dal decretone sono insufficienti per la Consulta dei Caf, che chiede 50 milioni. Il governo può aggiungere 15 milioni con un emendamento al Dl, mentre si profila un’attenuazione delle sanzioni ai Caf per l’infedele invio dei 730 (si veda pag.37). «Non vogliamo boicottare la misura - spiegano i coordinatori della Consulta dei Caf, Mauro Soldini e Massimo Bagnoli-, speriamo di arrivare ad un’intesa, ma l’Inps deve mettere le risorse necessarie». Senza l’accordo la domanda si potrà presentare solo alle Poste o sul sito dedicato (dopo aver attivato Spid). Tra le criticità, i tempi stretti di controllo prima del riconoscimento del beneficio: l’Inps ha 5 giorni per verificare il possesso dei requisiti economici e patrimoniali. Per i Comuni sarà difficile verificare i requisiti di residenza e di soggiorno, ricostruire la storia anagrafica in Italia degli ultimi 10 anni, considerando i possibili cambi di residenza che richiedono l’intreccio tra i dati di diversi enti, visto il gran numero di richieste. La “fase 2”, con la consegna delle Card Rdc dopo il quinto giorno di ciascun mese da parte delle Poste, che nelle previsioni del governo riguarderà una platea di 1,3 milioni di nuclei familiari con circa 4 milioni di persone, presenta le potenziali criticità legate ai grandi numeri in gioco. Per la Card caricata il 27 aprile, sarà difficile controllare come verrà spesa la quota di “contante” prelevabile mensilmente, se sarà aggirato il divieto di utilizzo per il gioco d’azzardo: per un single parliamo di 100 euro mensili su 500 euro del sussidio (780 se non è proprietario di casa). Quella con maggiori profili di criticità è la “terza fase”, a partire dalla metà di maggio: il percettore del sussidio entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio è convocato dai centri per l’impiego. La dichiarazione d’immediata disponibilità a lavorare riguarda tutti i componenti maggiorenni della famiglia (non occupati, non frequentanti un corso di studio, di formazione), con alcune esclusioni. Per l’Ufficio parlamentare di bilancio, il 27% di percettori del Rdc saranno coinvolti in percorsi di inserimento lavorativo; un milione circa di persone andranno nei centri per l’impiego, in aggiunta all’esercito di attuali disoccupati(in qualche caso le due platee si sovrappongono). Gli 8mila dipendenti sono insufficienti, il governo punta a rafforzare gli organici con 6mila navigator che dovranno essere assunti dall’Anpal servizi con un contratto di collaborazione biennale. Ma in mancanza dell’intesa con le regioni che hanno la competenza sui centri per l’impiego, l’avviso di selezione non viene pubblicato. Ad occuparsene sarà il neo presidente dell’Anpal, Domenico Parisi, che si è insediato martedì. Altre 4mila assunzioni a tempo indeterminato riguardano le Regioni, ma per l’ingresso nei Cpi ci vorranno almeno sei mesi. Con l’organico attuale sarà impossibile la presa in carico dei percettori del Rdc, ai quali vanno proposte tre offerte congrue di lavoro. È questa la condizione per non trasformare il Rdc in una misura puramente assistenziale.

Fonte: IlSole24ore

Pubblicato in FENAPI Comunica

La qualità di persona abilitata alla ricezione dell’atto presso il domicilio del destinatario si presume dalle dichiarazioni recepite dall’ufficiale notificatore nella relata di notifica, salvo che l’interessato fornisca la prova contraria, dimostrando l’inesistenza di un rapporto con il consegnatario comportante la qualità dichiarata ovvero l’occasionalità della presenza di questi presso il domicilio.
È il principio ribadito nella sentenza n. 27587 del 30 ottobre 2018, in cui la Corte, in mancanza della suddetta prova, ha affermato la validità della notifica eseguita presso il domicilio del destinatario a persona che si era qualificata moglie dello stesso, senza in realtà essere tale.
 
La vicenda processuale


Un contribuente impugnava vittoriosamente dinanzi alla Commissione tributaria provinciale una cartella per tributi vari relativi all’anno 2006.


La Ctr della Campania confermava il verdetto di prime cure e, per quanto d’interesse in questa sede, ribadiva l’inesistenza della notificazione della cartella perché la relata di notifica attestava che l’atto della riscossione era stata consegnato a tale Tizia, che si era qualificata coniuge del destinatario Caio, il quale, in giudizio, con la produzione di un certificato di matrimonio, aveva dato prova di essere sposato con un’altra persona.


L’Agente della riscossione proponeva ricorso per cassazione, lamentando un errore di diritto della sentenza della Ctr per avere escluso il perfezionamento della notifica della cartella di pagamento, senza considerare che la stessa era avvenuta presso il domicilio del destinatario e che l’attestazione dell’ufficiale giudiziario circa la qualità del soggetto cui l’atto è stato consegnato fa fede fino a querela di falso.


 
La pronuncia della Corte


Con la sentenza in esame, la Corte suprema ha accolto il motivo di doglianza, cassando la sentenza impugnata e decidendo nel merito con rigetto del ricorso introduttivo del contribuente.
Al proposito, il Collegio di piazza Cavour ha richiamato il principio per il quale, in caso di notificazione ai sensi dell’articolo 139 cpc, la qualità (di persona di famiglia, addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda, eccetera) di chi ha ricevuto l’atto “si presume ‘iuris tantum’ dalle dichiarazioni recepite dall’ufficiale giudiziario nella relata di notifica”, mentre incombe sul destinatario dell’atto, che contesti la validità della notificazione, l’onere “di fornire la prova contraria ed, in particolare, di provare l’inesistenza di un rapporto con il consegnatario comportante una delle qualità su indicate ovvero la occasionalità della presenza dello stesso consegnatario”.
 
Nel caso di specie, spiegano i giudici di nomofilachìa, il contribuente, pur avendo dimostrato che Tizia, consegnataria dell’atto e qualificatasi come sua moglie, in realtà non lo era, tuttavia non aveva provato né l’inesistenza di un rapporto con detto consegnatario comportante una delle qualità indicate dall’articolo 139, secondo comma, cpc (in particolare “persona di famiglia” o “addetta alla casa”), né l’occasionalità della presenza di questi presso la propria abitazione.
Invero, si legge nella pronuncia in rassegna, “mentre si può ragionevolmente presumere che una ‘persona di famiglia’ consegni l’atto al destinatario,…, un’identica inferenza logica è preclusa se il notificatario (che contesti la validità della notifica) provi la mera occasionalità della presenza, in casa propria, del consegnatario”.


In definitiva, quindi, secondo i giudici supremi, il contribuente aveva fornito una prova parziale (della mancanza di rapporto di coniugio con il consegnatario) inidonea a inficiare la validità della notificazione laddove non era stato dimostrato che quest’ultimo si trovava in casa dello stesso notificatario in via del tutto occasionale.


 
Osservazioni
La modalità “perfetta” di notificazione si realizza quando l’atto, ai sensi dell’articolo 138 cpc, viene consegnato in mani proprie del suo destinatario: in questo caso, infatti, si verifica immediatamente e in modo inequivocabile la conoscenza effettiva dell’atto stesso in capo al suo diretto interessato.
Laddove detto risultato ideale non sia possibile, il buon esito della notificazione può, comunque, essere assicurato quando, nel rispetto delle regole prestabilite dalla legge, vengano utilizzate modalità che garantiscano il risultato della “conoscenza legale”.
Per consolidata giurisprudenza, cioè, quando siano stati scrupolosamente osservati tutti gli adempimenti previsti dalle varie disposizioni in materia, all’esito del completamento dell’iter di notifica, la conoscenza dell’atto da notificare si considera convenzionalmente intervenuta indipendentemente dal fatto che vi sia stata una effettiva conoscenza del medesimo (Cassazione, nn. 26501/2014, 8076/2017 e 15324/ 2017; sezioni unite, n. 14916/2016).


 
In questi termini è strutturata la norma dell’articolo 139 cpc, in base alla quale la notifica può essere effettuata, all’indirizzo del destinatario, mediante consegna della copia dell’atto a determinati soggetti, individuati dalla legge tassativamente e secondo un ordine preferenziale ovvero:

1.      una “persona di famiglia o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda”, purché non minore di quattordici anni o non palesemente incapace

2.      in mancanza di dette persone, il “portiere dello stabile dove è l’abitazione, l’ufficio o l’azienda

3.      quando anche il portiere manca, “un vicino di casa che accetti” di ricevere l’atto.

Per quanto riguarda, in particolare, la prima categoria di soggetti che possono ricevere l’atto presso il domicilio del destinatario, la giurisprudenza, anche da ultimo, ha ribadito che la validità della notifica mediante consegna a persona di famiglia “non postula necessariamente un rapporto di convivenza con il destinatario dell’atto (intesa, stricto sensu, come appartenenza allo stesso nucleo familiare), poiché l’espressione usata dalla norma comprende non soltanto ogni persona in rapporto di stabile convivenza con il destinatario ma anche i soggetti a lui legati da vincoli di parentela comportanti diritti e doveri reciproci e, con questi, la presunzione che l’atto sarà da essi subito consegnato al destinatario” (Cassazione, pronuncia n. 18716/2018).
Insomma, la circostanza che un soggetto venga trovato presso il recapito personale del destinatario e che si presti a ricevere l’atto comporta la ragionevole presunzione che detto consegnatario, in quanto legato al destinatario da uno specifico rapporto, familiare o personale, sollecitamente porterà l’atto a conoscenza del diretto interessato.


In questi casi, la qualità di persona di famiglia si presume iuris tantum dalle dichiarazioni recepite dall’agente notificatore nella relata di notifica, mentre incombe sul destinatario che contesti la validità della notificazione l’onere di fornire la prova contraria e, in particolare, di dimostrare l’inesistenza di un rapporto con il consegnatario comportante la qualità dichiarata e l’occasionalità della presenza dello stesso consegnatario (Cassazione, pronunce nn. 28902, 25984, 25910 e 16316 del 2017, e n. 23506/2016); ad esempio, non è sufficiente a inficiare la validità della notificazione la mera prova di una diversa residenza anagrafica del consegnatario (Cassazione, pronunce nn. 18716/2018, 17299/2018 e 25984/2017).

La sentenza in commento, con riguardo a una fattispecie decisamente singolare e curiosa, conferma, dunque, un indirizzo che appare consolidato: in definitiva, potremmo affermare che la persona che apre la porta di casa all’agente notificatore, anche quando si qualifichi coniuge (ma la stessa regola dovrebbe valere se si qualificasse genitore, piuttosto che figlio o fratello/sorella, eccetera) del destinatario senza esserlo in concreto, si considera sempre soggetto idoneo alla ricezione, con conseguente validità della notifica, fatta salva la stringente prova contraria dell’occasionalità della presenza in quel luogo, il cui onere ricade su chi pretenda di contestare la ritualità della notificazione.
 

Fonte: www.fiscooggi.it

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Allungamento a cinque anni del termine per il pagamento dei debiti verso agenzia delle Entrate riscossione (Ader) e “ripescaggio” dei debitori che non sono riusciti a far fronte ai pagamenti della prima procedura di rottamazione. La terza versione della definizione delle cartelle che traspare dalla prime bozze non ufficiali, soggette come tali a profonde variazioni, contiene novità piuttosto interessati per i debitori. L’innovazione di maggior spessore riguarda per l’appunto l’allungamento dei termini per il pagamento delle somme dovute. In particolare, mentre nelle precedenti procedure le scadenze arrivavano, a seconda dei casi, a sei mesi circa (Dl 148/2017) e a un anno (Dl 193/2016, con l’80% da pagare però entro la fine del 2017), si sta ora valutando di estendere il piano dei versamenti a cinque anni, con due rate annuali in scadenza a luglio e a novembre. Sotto il profilo oggettivo, la sanatoria dovrebbe includere tutti i carichi affidati dal 2000 al 2017. Viene quindi “imbarcato” anche l’ultimo trimestre dell’anno scorso. Gli abbattimenti restano quelli noti: sono infatti azzerati sanzioni e interessi di mora. Identiche anche le esclusioni che riguardano tra l’altro l’Iva all’importazione e le sanzioni diverse da quelle tributarie e contributive. Inoltre con la sola presentazione della domanda si sospendano tutte le procedure esecutive in corso, tranne quelle giunte al primo incanto con esito positivo. La bozza si pone inoltre il pro

blema di riequilibrare la posizione dei debitori che hanno fatto domanda di definizione agevolata quando la tempistica era molto più stringente. Si delinea quindi la possibilità di una riammissione incondizionata alla rottamazione dei contribuenti che sono decaduti dalla prima sanatoria (Dl 193/2016). Con riferimento invece ai soggetti interessati dalla seconda procedura (Dl 148/2017) si ipotizza l’obbligo di pagare tutte le somme dovute sino alla fine di ottobre, in un’unica soluzione, entro la fine di novembre. Tale rimessione in termini costituisce peraltro la condizione di accesso alla rateazione in 5 anni degli importi che residuano ulteriormente. Se il debitore non paga il dovuto entro il prossimo mese di novembre non può beneficiare di tale allungamento di scadenze. In caso di contenzioso in corso, la definizione in itinere appare più precisa. L’estinzione del giudizio consegue, infatti, solo al perfezionamento della definizione e non già alla mera presentazione della domanda. La decadenza dalla procedura mutua le regole pregresse. Si prevede infatti che il mancato o ritardato pagamento, anche di un solo giorno, determina la perdita di tutti i benefici di legge, con l’ulteriore penalizzazione che le somme residue non possono essere più rateizzate. Si formalizza altresì che tra le modalità di estinzione dei debiti vi è la compensazione con i crediti verso la Pa per appalti, somministrazioni e forniture. Come in precedenza, il debitore conosce l’importo esatto da pagare solo a seguito della ricezione della comunicazione dell’Ader. Con la presentazione della domanda sono infine sospese tutte le dilazioni in essere, fino alla scadenza della prima rata della rottamazione.

Fonte: IlSole24ore

Pubblicato in CAF Fenapi

RASSEGNA STAMPA. IN EDICOLA OGGI

Apriamo la nostra rassegna stampa analizzando la prima pagina del quotidiano IlSole24ore.

In evidenza la circolare delle entrate. Split payment, allargamento soft . Niente sanzioni se non c’è danno.

“… Nessuna sanzione per eventuali comportamenti difformi da gennaio 2018 fino a ieri , data di emanazione della circolare 9/E/2018, se non è stato arrecato danno all’Erario «con il mancato assolvimento dell’imposta dovuta». Esclusa l’applicazione della scissione dei pagamenti ai compensi e onorari liquidati dal giudice a favore del consulente tecnico di ufficio. Sono due dei chiarimenti della circolare delle Entrate (appunto la 9/E/2018) sulle modifiche introdotte dall’articolo 3 del Dl 148/2017 e del Dm Economia del 9 gennaio 2018 che hanno ulteriormente esteso l’ambito soggettivo del regime. Fra i nuovi soggetti compresi nello split payment tutte le aziende speciali, le aziende pubbliche di servizi alla persona e tutti gli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali anche se non destinatari della fattura elettronica obbligatoria Pa che resta una disciplina completamente autonoma che persegue differenti finalità …”

In apertura la politica: Governo neutrale con lo spettro voto.

Mattarella: esecutivo che duri fino a dicembre, scelgano i partiti se chiudere prima esponendo il Paese alla speculazione - Incarico già domani. No di Salvini e Di Maio, sfida al Colle: urne l’8 luglio - Stop del Quirinale: non prima del 22 Allarme Istat sul rallentamento dell’economia - I rischi per la manovra e le clausole Iva.

“ «Scelgano i partiti in Parlamento». È il passaggio più forte del discorso di ieri di Sergio Mattarella e ha un senso preciso: ora le forze politiche si assumano le loro responsabilità se davvero vogliono riportare il Paese subito al voto. Responsabilità di «rendere difficile l’esercizio di voto degli italiani» se si votasse in piena estate (la prima data utile è il 22), ma anche la responsabilità di causare «l’aumento dell’Iva» e infine determinare il «rischio di nuove manovre speculative» se le urne fossero in autunno, prima della legge di bilancio. E fa notare anche il pericolo che senza cambiare la legge elettorale si potrebbe riprodurre lo stesso stallo di oggi. Sono, dunque, quattro le soluzioni che il capo dello Stato ha lasciato ai partiti; la prima di un Governo politico non è in realtà mai nata; la seconda e la terza sono le due date per un voto anticipato; e poi c’è la sua proposta, quella che mette al riparo da quei rischi gravissimi che ha evocato. E cioè dare fiducia a un Governo «neutrale, di servizio» che scongiuri le urne rapide già a luglio – con una menomazione sul diritto di voto e sulla presentazione delle liste per i partiti più piccoli – e a ottobre che ci esporrebbero a pericoli finanziari. Il “suo” Governo quello che metterà in piedi già domani (più difficile entro stasera) potrebbe invece avere un respiro appena più ampio – fine dicembre – e metterebbe al riparo gli italiani da un incremento delle tasse e consentirebbe all’Italia di partecipare al vertice Ue di fine giugno dove si discuterà di migranti, moneta unica, budget europeo. Un Governo, sottolinea, «che darebbe altro tempo ai partiti di maturare – nel frattempo – accordi politici. In quel caso l’Esecutivo cesserebbe subito». Con una garanzia in più che lui esigerà da premier e ministri: che non si candidino alle prossime elezioni. Proposta che però Salvini e Di Maio respingono subito rilanciando il voto l’8 luglio, data che al Colle considerano ormai non praticabile. Forse Mattarella sapeva già che l’avrebbero bocciato ma nonostante tutto non si è lasciato intimorire e ha tirato dritto. Con un discorso di circa 8 minuti al termine delle consultazioni, ha scelto di parlare agli italiani e mettere sul tavolo la sua soluzione dopo due mesi di veti e inconcludenze. Un’offerta in cui lui mette il suo prestigio e autorevolezza sapendo di rischiare. Perché se questo Governo non ottenesse la fiducia in Parlamento sarebbe il vero segnale di una crisi istituzionale che per la prima volta vede coinvolta la prima carica dello Stato …”

In prima pagina l’ inchiesta sul contrabbando di sigarette di Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi.

 “… Il triangolo del contrabbando di sigarette è quello che non ti aspetti. Parte da Napoli, tocca Milano e si chiude a Pavia. Non c’è più solo Adelina - interpretata da Sofia Loren nel film del ’63 Ieri, oggi, domani - a piazzare un banchetto e vendere sigarette di contrabbando per i vicoli di Napoli. Non c’è nemmeno bisogno di ricorrere a maternità in serie, come nel suo caso, pur di non finire in carcere. Oggi il contrabbando non ha bisogno di Adelina ma dei tanti Gheorghe, Stanislaw, Li, Hao, Biko o Azizi che si trovano nei Paesi dell’Est, in Cina o in Africa e che portano i loro traffici in Italia e, da qui, li dirigono in tutta Europa …”

Taglio medio per Telecom. Il primo Cda dopo la vittoria di Elliott in assemblea: confermato il Ceo, presidenza italiana e delega sicurezza a Stefano Grassi. Rilancio Tim alla «coppia» Conti-Genish.

“ Fulvio Conti presidente e Amos Genish confermato Ceo. Il primo Consiglio di amministrazione di Telecom dopo l’assemblea che ha visto la settimana scorsa la vittoria su Vivendi del fondo Elliott, ieri ha provveduto alla nomina dei vertici e alla ripartizione delle deleghe. Alla sicurezza è stato temporaneamente indicato Stefano Grassi ...”

In basso: Dopo le consegne, Deliveroo assicura anche i fattorini.

“… Prima o poi doveva succedere. A rompere il fronte della precarietà che circonda la gig economy ci pensa Deliveroo, società londinese del food delivery: con un accordo, che sarà annunciato oggi, che riguarda tutti e dodici i Paesi in cui opera, introduce un’assicurazione unica gratuita per tutti i suoi 35mila riders, compresi i circa 1.300 che operano in Italia. Un passo in avanti importante, considerata la totale assenza di un quadro normativo in grado di regolamentare la cosiddetta “economia dei lavoretti”. Restano lavoratori autonomi, ma per i rider di Deliveroo è prevista un’assicurazione che copre infortuni, danni a terzi e fino al 75% del mancato introito in caso di inattività temporanea. Una conquista necessaria, se la gig economy vuole diventare parte integrante del mercato del lavoro in un ambito garantito da maggiore certezza regolamentare …”

Su ItaliaOggi in evidenza la politica.

Sono ben 18 gli assessori cambiati in due anni. È questo il record di Virginia Raggi, la sindaca M5s di Roma.

In apertura: accertamenti, entrate in calo. Finito l’effetto della voluntary disclosure e della rottamazione dei ruoli sono diminuite anche le entrate tributarie: meno 3% nei primi tre mesi dell’anno.

“… Finito l’effetto della voluntary disclosure e della rottamazione delle cartelle calano le entrate da accertamento. Senza sanatorie gli incassi dello stato ne risentono, almeno a leggere il bollettino delle Finanze che per il periodo gennaio marzo 2018 evidenza per il gettito derivante da ruoli un calo del 3%. Gli introiti dell’attività di accertamento e controllo della macchina amministrativa si attestano a 1.969 milioni di euro …”

A centro pagina l’editoriale del direttore Pierluigi Magnaschi: La Corte costituzionale vietando il ballottaggio ha complicato la vita alla politica e all’Italia.

“… Se la Corte costituzionale non avesse dichiarato illegittimo il ricorso al ballottaggio nelle elezioni politiche, oggi l’Italia non avrebbe perso 65 giorni (senza contare quelli che si perderanno, compresa l’ipotesi, estrema, ma che non si può escludere, di elezioni anticipate). Visto che dal diritto (anche, e soprattutto, al massimo livello), se adeguatamente strizzato, si può derivare, in Italia, qualsiasi decisione, non entrerò nel merito delle giustificazioni giuridiche di questa sentenza. Essa però deve essere valutata nelle sue conseguenze politiche, cioè valide per tutti e non certo solo per i singoli partiti …”

Per la rubrica Diritto e Rovescio:

“… La scorribanda di Bolloré in Italia che, dopo essere diventato protagonista in Mediobanca e Generali, voleva espugnare, con le buone o con le cattive, Tim e anche Mediaset, faceva parte della battaglia francese (economica e politica) che si proponeva (e propone) di espugnare i capisaldi economici italiani. Per fortuna, questa volta, dopo anni di assopimento (o di connivenza con Parigi) ha avuto successo l’azione difensiva italiana che si è realizzata grazie alla determinazione del ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, e al sostegno di Gentiloni. Che si trattasse di un’operazione sostenuta del governo francese lo dimostra anche il fatto che la Caisse des depots, che aveva annunciato che il suo 0,8% non avrebbe preso posizione e si sarebbe quindi astenuto nell’assemblea di Tim, ha cambiato opinione dopo una telefonata del governo transalpino che ha fatto sapere che «non accadrà mai che un francese sia lasciato solo in terra straniera». Come volevasi dimostrare …”

Concludiamo con MilanoFinanza:

In apertura: “ Verso lo spin-off i vertici del lingotto sono al lavoro sullo scorporo della società di lighting. Da Fca più debito su Marelli. Marchionne pensa di scaricare sulla controllata fino a 1,5-2 miliardi, quasi il doppio di quanto previsto dagli analisti. Perché le sanzioni per il Dieselgate potrebbero appesantire il bilancio della capogruppo …

A centro pagina: “Mustier sonda il mercato per piazzare il pacchetto Torino, composto soprattutto da Npl non garantiti.  Unicredit cede un altro miliardo di sofferenze. Intanto doBank si prepara a gestire 2 miliardi di crediti deteriorati delle grandi banche greche.”

In evidenza: POLIZZE VITA La sentenza della Cassazione sulle unit linked fa tremare le assicurazioni;

DOSSIER VENETE: La Sga studia l’emissione di un bond e prepara il nuovo piano;

IERI IL CDA:  Conti presidente e Genish ad, agli analisti piace la Tim targata Elliott;

IL CEO SI DIMETTE: Gli scioperi fanno cadere AirFrance in borsa (-10%) L’Eliseo: il vettore ora rischia grosso.

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Apriamo la rassegna stampa con il quotidiano IlSole24ore.

In evidenza: Agevolazioni. Per la quotazione delle Pmi bonus fiscale ad ampio raggio.

“… Il bonus per la quotazione delle Pmi avrà un perimetro ampio, con la possibilità di inserire tra i costi ammissibili un elenco molto largo di voci: dall’assistenza alla redazione del piano industriale fino all’ammissione, passando per consulenza legale, fiscale e contrattualistica. A seguito dell’introduzione da parte della legge di Bilancio 2018 di un credito d’imposta per favorire la quotazione delle Pmi, è stato emanato il decreto del Mise di concerto col Mef relativo alle disposizioni attuative dell’agevolazione, che avrà un massimale di 500mila euro. Lo sconto riguarda i costi di consulenza sostenuti dal primo gennaio 2018 al 31 dicembre 2020, per le quotazioni in un mercato regolamentato o in una sistema multilaterale di negoziazione di uno Stato membro Ue o See. Per quanto riguarda i beneficiari, deve trattarsi di imprese costituite e regolarmente iscritte al registro imprese al momento della richiesta, che rientrano nei settori economici previsti dal regolamento di esenzione, compresa la produzione primaria di prodotti agricoli. Le imprese devono aver sostenuto costi di consulenza, avendo presentato domanda di ammissione dopo il primo gennaio 2018 e ottenuto l’ammissione entro il 31 dicembre 2020 …”

In apertura:  Nuovo allarme pensioni.  Stima al rialzo, discesa a 122% in tre anni. Senza riforme previdenziali impennata al 150% . Nel Def debito al 130,8%

“… In attesa che si definisca il quadro politico post elezioni, il governo uscente ha presentato il Def: crescita all’1,5%, debito al 130,8%, cioè un punto sotto i livelli 2017 ma otto decimali sopra le previsioni d’autunno. Una simulazione rivela: il debito pubblico avrebbe raggiunto il 150% del Pil nel breve periodo senza le riforme previdenziali. Intanto Draghi promette mano salda mentre rallenta la crescita nell’Eurozona e cresce il rischio-protezionismo: «Serve ancora il sostegno della Bce»…”

Spazio a: Fca, utili trimestrali a un miliardo Consegne a +5% grazie a Jeep Marchionne: «Possibilità di restare dopo il 2019? Zero»

“… Fca presenta al mercato un primo trimestre record, con un utile netto a quota un miliardo di euro, per la prima volta superiore al colosso americano Gm che ha segnato nei tre mesi un miliardo di dollari di profitti, e un sensibile abbattimento del debito, marciando spedita verso i target di fine anno, tutti confermati. Le consegne globali complessive sono state pari a 1.204.000 veicoli, in rialzo del 5% principalmente grazie alla crescita in Nafta e America Latina e all’incremento del 37% delle consegne globali di Jeep. Il ceo Sergio Marchionne ha ribadito che la possibilità di restare in Fiat Chrysler dopo il 2019 è «tra zero e nessuna» , anche perché - ha detto il manager italo canadese - in Fca ci sono le persone giuste per prendere il suo posto. Il cda di Fca ha inoltre autorizzato il management «a sviluppare e implementare un piano per la scissione delle attività di Magneti Marelli»…”

 

Taglio basso: Il 25 maggio il nuovo regolamento, ma l’88% delle aziende non ha il budget pluriennale. Privacy, solo il 12% dell’industria è ok. Su banche, sanità e commercio l’impatto maggiore della sicurezza dati

“… Si avvicina il 25 maggio, data in cui scatterà il nuovo regolamento Ue sulla protezione dei dati personali (Gdpr), che introduce multe che arrivano fino al 4% del fatturato. E crescono i timori sulla consapevolezza delle imprese italiane: secondo il Politecnico di Milano, sono calate dal 23 all’8% nell’ultimo anno le imprese che dichiarano una scarsa conoscenza del Gdpr. E aumentano le risorse dedicate a misure di adeguamento: nel 2017 esisteva un budget nel 58% dei casi. Ma mentre credito e assicurazioni sono all’avanguardia, tra le aziende manifatturiere solo il 12% ha previsto uno stanziamento pluriennale …”

Su ItaliaOggi in evidenza: Nuove elezioni sempre più possibili e vicine anche se tutti i partiti dicono ufficialmente di non volerle.

“… Se ce ne fosse stato bisogno, il 25 aprile c’è stata la controprova della squallida barbarie che s’è impadronita del bel Paese. Da San Saba a Milano e a Roma gruppi organizzati di antagonisti hanno aggredito i nostri concittadini ebrei, impedendo loro di ricordare le vittime dei campi di sterminio e i caduti della brigata ebraica durante la campagna d’Italia. La stupida e cieca avversione di questi disadattati della società e della morale se l’è presa anche con qualche reduce di quei campi ancora in vita o con i familiari degli scomparsi. C’è una sola responsabilità da indicare all’esecrazione di chi ha creduto e crede nei valori della Repubblica: ed è la dirigenza dell’Anpi che non ha voluto separare le sorti delle celebrazioni dalle inaccettabili provocazioni degli amici della Palestina. La tragedia medio orientale, infatti, non ha niente a che vedere con i crimini di guerra compiuti in Europa e in Asia, né con la lotta di Liberazione. Ha a che fare con una tragedia successiva, ben separata e diversa da ciò che accadde tra il 1939 e il 1945. L’altro versante della barbarie in circolazione è costituito dalle dementi uscite sui social tutte rivolte al presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, alle prese con una importante operazione cardiaca d’urgenza. Si può dissentire dal suo operato. Se ne può criticare l’azione politica, svoltasi a cavallo di due millenni. Lo si può considerare un comunista o, addirittura, un reazionario. Resta il fatto che l’età, il prestigio e il ruolo ricoperto in Italia non giustificano la macabra aggressione consumata sul web nei suoi confronti. Due fenomeni che aiutano a comprendere il terzo, il sorprendente successo elettorale dei 5Stelle, che di questo uso paranoico e criminale della comunicazione via web, «fake news» e diffamazioni comprese, si sono giovati, per il clima che sono riusciti a diffondere, nel quale la mediazione della ragione sulle passioni, sui rancori, sulla violenza distruttiva di condizioni di difficoltà è stata rimossa. Il peggio dell’animo umano è stato usato e promosso come strumento di aggregazione e di lotta politica ...”

In apertura : Dalle fatture online, 13 mld. Oggi servono 18 mesi alle Entrate per accertare un’evasione, poi basteranno tre mesi. Nel Def ancora nessuna risposta per evitare l’aumento delle aliquote Iva

“… Oggi servono 18 mesi all’amministrazione fiscale per accertare l’esistenza di un operatore inadempiente. Con la fattura elettronica si ridurrebbero a tre. E l’evasione da omessa dichiarazione Iva scenderebbe di oltre 13 miliardi. Lo si legge nel Documento di economia e finanza (Def) approvato ieri dal consiglio dei ministri. Il quale affronta il nodo delle clausole di salvaguardia senza però offrire soluzione …”

A centro pagina:

Tutti sono certi che Trump abbia neutralizzato Kim Jong-un con i suoi tweet. Ma non è vero

L’editoriale del direttore Pierluigi Magnaschi

“… La Ue, proprio ieri, ha annunciato di aver iniziato la sua ridicola (e preoccupante) battaglia contro le fake news, cioè contro le balle, le falsità destinate a essere diffuse, con vari media, al grande pubblico. Una battaglia persa, questa, che, se va bene, ridurrà soltanto gli spazi di libertà per la gente comune. I più grandi produttori di fake news sono infatti, non i privati cittadini o le teste calde giornalistiche, ma direttamente gli Stati. E, fra essi, prevale l’immenso sistema mediatico anglo-americano che, di volta in volta, propone le sue balle al mondo intero, che regolarmente le riprende e le diffonde, facendo capire all’opinione pubblica che esse sono verificate, tant’è, che, non a caso, esse sono uguali su tutti i media di tutto il mondo libero. Fra le fake news bisogna infatti ricordare, ad esempio, gli immensi depositi di gas nervini da parte del regime di Saddam Hussein che, pur essendo una balla, determinò una guerra vera, quella che dinamitò l’Irak, uccise centinaia di migliaia di persone innocenti ed eliminò il regime di Hussein. Su questa mega palla, quando essa venne diffusa, non c’era alcun dubbio, tutti la maneggiavano senza alcun dubbio. Che fosse tale lo disse, anni dopo, però, a dittatore moderno e a Irak sfasciato, l’ex premier inglese Tony Blair, uno che sapeva fin dall’inizio come stavano le cose visto che era uno degli attizzatori del conflitto internazionale contro l’Irak …”

Per la rubrica Diritto e Rovescio:

“ … Sono sicuro che Philippe Leglise Costa, ambasciatore della Francia presso la Ue, non era d’accordo con il presidente Macron, quando, ieri, ha sbattuto la porta per protestare contro l’uso generalizzato ed esclusivo della lingua inglese nei dibattiti sul bilancio comunitari. Tutti sanno che a Bruxelles (dove pure ci sono legioni di traduttori) la lingua di lavoro è l’inglese. I dibattiti, nelle riunioni ufficiali, vengono sempre tradotti in simultanea nelle principali lingue, ma le intese politiche non si fanno alle tribune, bensì nei corridoi e ogni esponente della Ue non può essere seguito da 26 traduttori quando prende un whisky con i colleghi. Nella Ue si usa l’inglese perché è la lingua più conosciuta nei vari paesi europei. Gesti eclatanti come quelli dell’ambasciatore francese non fanno altro che rendere chiaro a tutti che il francese ha cessato, da almeno 70 anni, di essere una lingua internazionale. Non a caso, Macron parla in un inglese perfetto, indistinguibile da quello dei nativi. L’opposto dei politici italiani. E non è che con gli M5s migliori la media …”

Su MilanoFinanza.

Marchionne fa più utili di GM. Notizie positive anche per l’indebitamento industriale, quasi dimezzato da 2,4 a 1,3 miliardi. Ricavi in discesa solo per l’effetto cambio. Il ceo: zero chance che resti, riposizioneremo i brand in Europa

In apertura: Enel-Iberdrola, ping pong di rilanci in Brasile. Ora la proposta più alta è quella di Starace a 32,2 reais. E parte la battaglia di carte bollate.

MATRICOLE Itema pronta a sbarcare sullo Star pensa già alle acquisizioni;

BOFA IN REGIA Oakley Capital mette in vendita Facile.it In lizza altri fondi e compagnie;

NUOVO CEO Staffetta rosa in Gedi tra Cioli e Mondardini (che resta in Cir);

DIRITTI CALCIO Passo indietro di Mediapro, i soldi della fideiussione solo col canale.

 

 

 

 

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Apriamo la nostra rassegna stampa come di consuetudine con la prima pagina del quotidiano IlSole24ore.

In apertura: CORTE COSTITUZIONALE. Articolo 18 e mancata reintegra, il risarcimento è «recuperabile».

“… L’indennità dovuta dall’azienda che si rifiuta di eseguire l’ordine provvisorio di riammissione in servizio del dipendente licenziato (illegittimamente), che la legge Fornero, nel 2012, ha circoscritto entro un massimo di 12 mensilità, ha natura «risarcitoria» e non «retributiva», con la conseguenza, quindi, che in caso di riforma della pronuncia di reintegrazione, l’imprenditore può chiedere la «ripetizione» di tali somme. Il chiarimento è arrivato ieri dalla Corte costituzionale che, con sentenza 86/2018, relatore Mario Morelli, è tornata ad analizzare l’articolo 18 dello Statuto, come novellato dalla legge 92/2012. La questione interessa perciò i “vecchi” assunti, non le nuove “tutele crescenti” introdotte dal Jobs act dal 7 marzo 2015; ed è un tema “di nicchia”: la riforma del governo Monti, che ha operato una prima “scalfitura” alla tutela reale, ha previsto, in caso di recesso datoriale ingiustificato, accanto alla reintegra, il pagamento di un’indennità monetaria (entro il tetto delle 12 mensilità) per “ristorare” il lavoratore nel periodo intercorrente tra la pronuncia e l’effettiva ripresa dell’attività lavorativa. Ebbene, il Tribunale di Trento ha messo nel mirino la norma, evidenziando come la qualificazione dell’indennità come risarcitoria «sarebbe irragionevole», in violazione dell’articolo 3 della Costituzione, determinando «un’ingiustificata disparità di trattamento» in relazione alla repetibilità delle somme assegnate al lavoratore, tra la posizione del datore che ottemperi all’ordine di reintegra, e quella dell’imprenditore che non vi dia esecuzione. Per la Corte la questione «è infondata»: l’inadempimento datoriale configura, infatti, un «illecito istantaneo ad effetti permanenti», da cui deriva un’obbligazione risarcitoria del danno. La norma denunciata, pertanto, non è irragionevole ma «coerente al contesto della fattispecie disciplinata» perché, spiega la Corte, l’indennità è collegata a una «condotta contra ius del datore e non a una prestazione di attività lavorativa da parte del dipendente». Di qui la sua natura risarcitoria (e non retributiva)…”

 

In evidenza: Le partite nazionali. Ma il governo accelera: giovedì il decreto - Lufthansa in pole Procedura Ue per Alitalia Tim, primo round a Bolloré Stop del tribunale a Elliott: niente revoca parziale del cda.

“… La Ue ha aperto un’indagine sul prestito-ponte ad Alitalia: Bruxelles «è del parere che il prestito statale costituisca un aiuto di Stato» si legge in una nota. Intanto il Governo accelera sul decreto con la doppia proroga per offerte di acquisto e restituzione del prestito: il testo giovedì in Cdm. Su un altro fronte caldo, il tribunale di Milano ha accolto il ricorso di Tim e Vivendi: sospeso l’aggiornamento dell’odg dell’assemblea Telecom di oggi; non verrà votata la revoca dei consiglieri francesi come voleva Elliott. Per il rinnovo del Cda si va al 4 maggio …”

 

La politica italiana: L’incarico. Mattarella: dare un governo al Paese - Di Maio chiude alla Lega.

“… Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha affidato a Roberto Fico, presidente della Camera, l’incarico di verificare la possibilità di una maggioranza M5S-Pd. Giovedì dovrà tornare a riferire al Quirinale. In attesa che la politica trovi una soluzione, molti dossier sono bloccati: privacy, formazione, appalti aspettano 339 decreti attuativi. In sei mesi approvato un solo decreto legge…”

Taglio basso:  I timori d’inflazione spingono al 3% i rendimenti sui titoli di Stato americani a dieci anni Sanzioni a Mosca, apertura Usa Più tempo a Rusal per rispondere e l’alluminio perde il 7%.

“… Dopo due settimane di caos nel settore dei metalli, parziale retromarcia Usa sulle sanzioni alla Russia: cittadini e imprese avranno sei mesi di tempo in più per regolarizzare gli affari con Rusal. E il colosso dell’alluminio potrebbe salvarsi dalle ritorsioni se taglierà i ponti con Deripaska, l’oligarca che ne detiene il controllo. Al cambio di atteggiamento Usa i mercati hanno reagito in modo vistoso: l’alluminio – che dall’annuncio delle sanzioni, il 6 aprile, era rincarato di oltre il 30% – ieri ha perso il 7% al London Metal Exchange, il maggiore ribasso in una singola seduta dal 2010. Sempre negli Usa, il rendimento del Treasury a 10 anni ha sfiorato ieri la soglia psicologica del 3%, top dal2014: tra gli investitori aumenta il timore di un balzo dell’inflazione, e quindi di un intervento più rapido della Fed sui tassi …”

Su ItaliaOggi.

In evidenza la politica estera. L’attuale crisi di Emmanuel Macron si spiega anche con le divisioni interne nella massoneria francese.

“… Macron e le divisioni scoppiate all’interno della massoneria francese. Ecco un punto di vista interessante per capire la brusca parabola discendente, sia in Francia che in Europa, di Emmanuel Macron. L’autore è Giulio Sapelli, esperto di geopolitica, una vita trascorsa tra l’insegnamento universitario e l’impresa, oggi ricercatore associato presso la Fondazione Eni Enrico Mattei. Intervistato da Business Insider mentre Macron è in visita negli Stati Uniti, dove è stato accolto da Donald Trump con tutti gli onori, Sapelli fa il punto su diversi nodi irrisolti della politica mondiale, spaziando dalla Cina alla Brexit, per poi concentrarsi soprattutto sulle questioni europee, riassunte nel titolo: «L’asse Francia-Germania non esiste, e l’Europa sta imbarbarendo a causa del dominio tedesco». L’analisi più intrigante riguarda la Francia e l’operato di Macron. «È sbagliato dire che in Europa c’è un asse franco-tedesco», sostiene Sapelli. «C’è una dominazione tedesca, a cui e contro cui la Francia, che è il cuore politico dell’Europa, si leva con grandi contraddizioni al suo interno. Il fatto che 24 milioni di francesi non votino, ma votino solo 22 milioni, non significa che c’è la divisione del popolo francese, bensì una profonda divisione nell’establishment» …”

In apertura: La Consulta promuove l’art. 18 Riconosciuta la natura risarcitoria (e non retributiva) all’indennità dovuta al lavoratore che non viene immediatamente reintegrato nel posto di lavoro

“…Il «nuovo» articolo 18 supera il vaglio della legittimità costituzionale. Con la prima sentenza dopo le riforme Fornero e Jobs act, la Corte costituzionale ha infatti riconosciuto la natura «risarcitoria» (e non retributiva) all’indennità dovuta al lavoratore che non venga immediatamente reintegrato nel posto di lavoro per ordine del giudice. La questione era stata posta all’attenzione della Consulta dal tribunale di Trento…”

A centro pagina: Il voto nella Regione Molise è da prendere con le pinze perché troppo localistico.

“… Non bisogna trarre conclusioni universali dal risultato della Regione Molise, dove ha vinto il candidato del centrodestra Donato Toma. Per più motivi. Il numero di elettori interessati, innanzitutto, è pari a quello di un municipio romano. Gli spostamenti, in termini di suffragi, poi, non sono sconvolgenti, anche perché il primo elemento da considerare è il forte calo della partecipazione al voto, sia rispetto alle precedenti regionali sia, e soprattutto, rispetto alle politiche del 4 marzo: dal 71,3 al 52,2%. Se i grillini sono arretrati del 13% a Isernia e Campobasso, come lista, ma del 6% come candidato presidente, ciò non significa che siano allo sfascio nell’intera Penisola…”

Taglio basso: Per la Cassazione non ci sono alibi: sanzioni antiriciclaggio certe per chi supera le soglie di legge Cash sopra 3 mila € sempre punito

“… Il solo passaggio di mano di denaro contante per importi al di sopra delle soglie fissate dalle norme antiriciclaggio (oggi 3 mila euro) legittima l’applicazione della sanzione economica a carico dei due soggetti. Non rileva quale sia la finale disponibilità del cash, né l’eventuale liceità del negozio sottostante. La violazione si configura con la consegna «a qualsiasi titolo» delle somme. Lo ha detto la 2ª sezione civile della Cassazione, con una sentenza depositata il 20 aprile scorso…”

Spazio alla politica: MATTARELLA PREFERISCE NON STRINGERE I TEMPI. Incarico a Fico, ma non sarà questa la settimana decisiva.

“…  Questa settimana potrà non essere quella conclusiva per la creazione di un nuovo governo. Il mandato esplorativo conferito ieri al presidente della camera Roberto Fico è limitato all’ipotesi di un’intesa tra Movimento5Stelle e Pd. D’altro canto, Mattarella non poteva né doveva stringere i tempi in una sorta di solitaria decisione in stile Napolitano. Alla luce dei risultati delle elezioni regionali molisane, nelle quali il centrodestra sorpassa i 5Stelle e Forza Italia conferma un consenso maggiore della Lega, la soluzione sarà tutt’altro che scontata …”

Per la rubrica Diritto e Rovescio.

 

“… L’Italia sta cambiando a rotta di collo. In tutti i campi e quindi anche sul piano delle relazioni sociali. Un tempo, ad esempio, i cornuti tenevano segreta questa loro, diciamo così, menomazione. Adesso invece vanno in tv per farlo sapere, non solo ai vicini di casa, ma anche all’Italia intera. Le trasmissioni televisive che li ospitano sono molte. Ma la più orripilante è Forum condotta su Canale 5 da Barbara Palombelli. Nell’ultima puntata, ad esempio, i protagonisti erano il marito che aveva sposato (su pressione, dice lui, del padre della sposa, suo datore di lavoro) una signora che poi lui ha sostituito con la sorella di lei. Il bello che le due sorelle si sono presentate sul set tv come se niente fosse. A complicare la vicenda era presente anche la figlia minorenne con lineamenti cinesi. Quest’ultima, per fortuna, urlava il suo diritto a non essere messa in mezzo a queste penose liti domestiche. Per Canale 5 la legge che protegge i minori non vale? …”

Su Milano Finanza.

ALLARME STATI UNITI I RENDIMENTI DEI TITOLI DI STATO IN AREA CRITICA. WALL ST. FERMA NONOSTANTE BUONE TRIMESTRALI T-Bond in area pericolo, tassi al 3% .

Il decennale americano al livello più alto dal gennaio di quattro anni fa. Il superamento della soglia potrebbe mettere fine al mercato toro non solo sull’obbligazionario ma anche sull’equity. Costi più alti per i prestiti alle aziende e alle famiglie.

In evidenza :  DOPO IL RILANCIO DEGLI SPAGNOLI, STARACE PROPONE AUMENTO DA 350 MLN ANCHE SE L’OPA NON ANDRÀ A BUON FINE. Super sfida Enel-Iberdrola per Eletropaulo. La battaglia si infiamma ancora di più, il 18 maggio asta tra le offerte che resteranno in gara.

BCC Fracalossi (Cassa Centrale): nell’istanza Bce cessione di npl per 2,7 miliardi;

IN TRIBUNALE Tim, Vivendi vince un round Oggi assemblea più soft, resa dei conti il 4 maggio;

IMMOBILI Pirelli vende la sede della Bicocca a Kryalos e ai coreani.

 

 

 

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RASSEGNA STAMPA. IN EDICOLA OGGI

 

Apriamo la nostra rassegna stampa con la prima pagina del quotidiano IlSole24ore:

 

“Comuni, 23 miliardi a rischio. Salgono del 15% i crediti difficili. Senza incassi tempi lunghi nei pagamenti.”

“Incassi a rischio per i Comuni. L’importo dei crediti di «difficile riscossione», ovvero quelli sorti da oltre un anno, supera i 23 miliardi e tra il 2015 e il 2016 risulta in aumento del 15%. Un buco potenziale che “vale” quasi la metà delle entrate correnti. Le grandi città del Centro-Sud guidano la classifica degli importi pro-capite non ancora incassati: si tratta di Napoli, Roma e Reggio Calabria con oltre 1.500 euro per abitante, mentre Milano sfiora i 1.200. La ripercussione più evidente è nei tempi di liquidazione delle fatture dei fornitori: in Calabria, Campania e Lazio si superano i 150 giorni.”

L’articolo di spalla: La tutela dei dati. Datori di lavoro. Privacy al test dell’impatto per l’azienda.

“Il conto alla rovescia verso l’entrata in vigore del Regolamento europeo sulla privacy (Gdpr) sta per scandire gli ultimi 30 giorni. Dal 25 maggio, infatti, la riforma sostituirà le attuali norme nel nostro ordinamento. Uno degli adempimenti di maggiore rilevanza è la «valutazione di impatto privacy» (la sigla inglese Dpia sta per «Data privacy impact assessment»). Ne sono obbligati i datori di lavoro in possesso di dati sensibili di lavoratori «su larga scala» o che conservano dati personali di soggetti vulnerabili.”

L’approfondimento: Caccia agli errori sui bonus in condominio.

Inserite nella precompilata, lasciate nel foglio informativo o semplicemente mancanti. Sono le tre situazioni in cui possono ricadere le spese per lavori di ristrutturazione o risparmio energetico in condominio sostenute l’anno scorso e pagate dagli amministratori. Quando il dato è già stato inserito dal Fisco nella precompilata, il condomino può limitarsi a controllare che l’importo corrisponda a quello attestato dall’amministratore e, in caso positivo, accettare il modello senza modifiche. Invece, quando il dato è relegato al foglio informativo o del tutto assente, lo si può inserire se si è in possesso dell’attestazione dell’amministratore (e se si è in regola con i pagamenti). Altrimenti, bisogna imporre al professionista di redigere la certificazione o risalire ai giustificativi (ricevute dei bonifici, riparto delle spese e così via), ma qui la strada si complica.”

Taglio medio per una finestra sul mondo dell’istruzione in Italia. Già all’asilo il tasso d’iscrizione si ferma al 77% - Più istituti aperti al pomeriggio con gli aiuti europei.  Lascia la scuola uno straniero su tre Sono 826mila gli studenti non italiani - Alle superiori il 59% ha un anno di ritardo.

“Mentre gli alunni italiani diminuiscono quelli stranieri continuano a crescere: sono ormai 826mila, pari al 9,4% del totale. Ma l’obiettivo di una piena integrazione è ancora lontano. Come dimostrano i numeri del Miur, un 18enne su tre lascia gli studi prima del tempo. Quasi il triplo degli italiani. Ma l’emergenza è anche il profitto. Alle superiori il 59% degli alunni di cittadinanza straniera risulta indietro di almeno un anno. Un divario che in realtà si manifesta presto visto che il loro tasso di scolarità, nella fascia 3-5anni, è del 77% contro il 90% dei bambini nati in Italia. Per correre ai ripari le scuole punta a utilizzare in maniera massiccia i fondi europei per aprire le aule anche di pomeriggio e rafforzare in chiave innovativa le competenze di base. In ballo ci sono 280 milioni del Pon Istruzione.”

In basso: Quando l’hacker si traveste da Ceo.

“Nel 2017 sottratti 12 milioni di euro al settore bancario e industriale italiano attraverso le frodi informatiche. Sono i numeri emersi dagli accertamenti investigativi della polizia Postale e delle Comunicazioni al comando di Nunzia Ciardi e del Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche) diretto da Ivano Gabrielli. La prevenzione ha anche consentito di evitare frodi informatiche per 22 milioni di euro, attraverso il progetto Eu-Of2Cen, un network tra forze dell’ordine e banche europee, coordinato dalla stessa polizia Postale e con la collaborazione dell’Europol, l’agenzia Ue per la lotta alla criminalità. Sotto stretto monitoraggio ci sono soprattutto le cyber-truffe definite Ceo, da chief executive officer, ossia l’amministratore delegato. Il «sistema» si basa sull’uso di email in apparenza inviate da dirigenti apicali, per indurre i dipendenti a depositare grosse somme di denaro su conti correnti soprattutto esteri. Attraverso questo tipo di truffa, un importante istituto di credito italiano è stato frodato di circa 5 milioni di euro. Stessa sorte è toccata a una casa automobilistica nazionale. Frodi informatiche possono colpire anche semplici cittadini, che attraverso messaggi di posta elettronica falsificati sono indotti a fornire i propri codici di accesso alle home banking. Stando all’Europol, questo tipo di illecito è in costante crescita: negli ultimi 12 mesi risulta aumentato del 155%.”

Su Italia Oggi.

 

In apertura: Aziende e patrimoni di vetro. Con la quinta direttiva antiriciclaggio diventa obbligatorio identificare il titolare effettivo del trust o della gestione fiduciaria. E anche chi utilizza cripto valute.

“Trasparenza assoluta. È questo il filo conduttore della quinta direttiva antiriciclaggio approvata dal Parlamento europeo il 19 aprile e ora in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea per poi essere recepita in tutti gli stati membri. Di fatto vengono meno i residui schermi protettivi in ordine alla titolarità effettiva di patrimoni o aziende che ancora residuavano nelle legislazioni nazionali. Tra un paio d’anni (forse anche meno) tutti potranno interrogare, anche per via digitale, il registro delle imprese (pagando i relativi diritti di segreteria) e chiedere chi è il titolare effettivo della tale azienda, magari gestita da una fiduciaria, o del tale trust. Tutti dati che dovranno essere comunicati dagli amministratori di società al registro stesso. E l’ultima picconata a un mondo dove la possibilità di nascondere patrimoni o aziende era garantita in molti modi e che si è in pochi anni convertito alla trasparenza con l’abolizione del segreto bancario, lo scambio di dati tra amministrazioni finanziarie, le regole antiriciclaggio sempre più incisive. Con la quinta direttiva approvata nei giorni scorsi viene abbattuto anche l’ultimo baluardo di riservatezza costituito da fi duciarie e trust: per entrambi non sarà più possibile mantenere l’anonimato sul titolare effettivo del patrimonio o della società. In particolare per i trust con le nuove regole non rimarrà più nulla di nascosto: oggi sono circa 2 mila quelli già tenuti a comunicare all’amministrazione finanziaria i dati dei titolari effettivi, mentre per la maggior parte di loro, circa 8 mila, questa comunicazione non era necessaria.”

 

In basso:  Crescono le società che offrono soluzioni per ridurre i costi della manodopera. E l’Ispettorato passa al contrattacco Lavoro in appalto, aziende a rischio.

“…. Hai un’azienda? Risparmia fino al 40% sul costo del lavoro». Suona più o meno così l’offerta chiara e allettante per tante imprese che ha letteralmente sbigottito l’Ispettorato nazionale del lavoro, tanto da spingerlo a prendere provvedimenti. Offerte di questo tipo sono in circolazione da mesi, con volantini e manifesti di annunci pubblicitari di società e consulenti che, per ridurre il costo del lavoro, propongono l’esternalizzazione del personale mediante «contratti di rete» e utilizzo di distacco e codatorialità. Non solo; garantiscono pure una riduzione, se non eliminazione, del costo del consulente del lavoro. Il fenomeno riguarda tutto il territorio nazionale e tutti i settori: per esempio, cassieri, baristi, cuochi, camerieri, idraulici, magazzinieri. L’Ispettorato non ha dubbi: sono artifici che realizzano forme di distacco e somministrazione illecite. Lo spiega nella circolare n. 7/18, invitando gli uffici territoriali a prestare massima attenzione alla presenza di soggetti che offrono servizi come questi, che promuovono soluzioni finalizzate a trarre vantaggi economici con violazioni dei diritti fondamentali dei lavoratori. Per le aziende si accentuano i rischi; nel caso di contratto di rete scatta la responsabilità solidale …”

 

Su Milano Finanza.

CRIPTOVALUTE NEGLI USA SI MOLTIPLICANO LE ASSOCIAZIONI CHE INGAGGIANO EX VERTICI DELLE AUTHORITY. Partono le lobby del bitcoin. L’obiettivo è trattare con i regolatori, Sec in testa, per limitare al massimo la vigilanza. Il punto più spinoso resta però come impedire le frodi nelle Ico. E poi occorre uno standard per gli Exchange.

In evidenza: DALL’UBS INVESTOR WATCH EMERGE CHE I MILIONARI RITENGONO CHE IL MAXI PATRIMONIO FACCIA BENE ALLA SALUTE I super ricchi credono di vivere fi no a 100 anni Ma per raggiungere l’obiettivo del secolo di vita occorre ritarare il portafoglio. Ecco come.

GENERALI. Donnet svela agli azionisti le prime mosse del piano della svolta;

PRIVATIZZAZIONI. Con 535 milioni la cordata Snam conquista il controllo della greca Desfa;

GARE DA RIFARE. Sogin va alla guerra legale contro Saipem: lavori fatti male e in ritardo;

 

BATTAGLIA SU TIM. Nuovo round Elliott-francesi E Bolloré lascia al figlio la poltrona in Vivendi.

 

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Apriamo la nostra rassegna stampa con il quotidiano IlSole24ore.

In evidenza:  Imposta di registro:  Stretta sulle agevolazioni fiscali per i fondi immobiliari.

“… Tripla stangata sulle agevolazioni fiscali per gli apporti a fondi immobiliari. Secondo la risposta inedita a un interpello all’Agenzia delle Entrate sembrerebbero cancellati, già dal 2014, tre incentivi fiscali: 1 l’agevolazione inerente l’apporto di immobili a fondi immobiliari, vale a dire l’applicazione dell’imposta di registro in misura fissa di 200 euro e ciò per effetto dell’articolo 10, comma 4, del Dlgs 23/2011, che – dal 1° gennaio 2014 – ha soppresso «tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie» relative ai trasferimenti a titolo oneroso della proprietà di beni immobili; 1 l’agevolazione (imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro) inerente l’apporto a fondi immobiliari di immobili «prevalentemente locati», limitata all’apporto effettuato da soggetti passivi dell’Iva senza estensione agli apporti effettuati da soggetti «non Iva»; 1 l’articolo 10, comma 4, del Dlgs 23/2011 avrebbe abrogato anche l’agevolazione (imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 51,64 euro) inerente l’apporto di immobili a società immobiliari e a fondi immobiliari da parte di fondi pensione “preesistenti” (istituiti, cioè, prima della legge 421/1991) effettuato per permettere a questi fondi pensione di adeguarsi alla legge 252/2005 (la quale inibisce la detenzione diretta di immobili da parte dei “nuovi” fondi pensione). Il condizionale è d’obbligo perché le tre esplosive affermazioni dell’agenzia delle Entrate sono contenute, come accennato, in una risposta (non pubblicata) all’istanza di interpello n. 954-826/2015. Di questa risposta viene data notizia nella circolare di Assoprevidenza 16 del 19 marzo 2018, ove si afferma anche che, rispondendo all’interpello, l’agenzia delle Entrate menziona, in senso conforme, una «apposita Nota del Ministero dell’Economia e delle Finanze». Regna dunque una grande confusione che operatori (spesso internazionali) e mercato non meritano, stante la delicatezza e la rilevanza delle operazioni di apporto a fondi. Soprattutto perché l’effetto abrogante dell’articolo 10, comma 4 del Dlgs 23/2011, opera fin dal 1° gennaio 2014; e dal 2011 a oggi l’Agenzia no …”

In apertura “ Eurostat: nei conti pubblici i costi dei salvataggi bancari”

“… Se pur limitato nel suo impatto sul Pil e sui conti del 2017, il ricalcolo operato da Eurostat sugli effetti in termini di maggior debito e deficit del salvataggio delle banche venete impone di rivedere al rialzo il consuntivo reso noto dall’Istat lo scorso primo marzo. Non si tratta di valori rilevantissimi, e tuttavia suscettibili di complicare sia il giudizio europeo in programma per maggio, con annessa la richiesta di una manovra correttiva da almeno 3,4 miliardi (che probabilmente slitterà in attesa che si formi il nuovo governo), sia la successiva trattativa da avviare con la Commissione Ue, in vista della predisposizione della manovra di bilancio del 2019. Anche alla luce dei nuovi target di finanza pubblica (e del loro conseguente effetto di trascinamento sull’anno in corso), gli spazi di manovra si restringono. E rendono comunque obbligata la strada di un confronto con Bruxelles non muscolare ma ispirato a una accorta tattica negoziale. A partire dalla richiesta stessa della manovra correttiva, che secondo le valutazioni di Bruxelles dovrebbe colmare lo scarto nella riduzione del deficit strutturale richiesta dalle regole europee, e quello previsto dalla manovra 2018. In aggiunta, se il prossimo governo intenderà provare a disinnescare l’aumento di Iva e accise in programma dal prossimo anno per 12,4 miliardi elevando l’asticella del deficit 2019 (ora allo 0,9%), è comunque da una trattativa con Bruxelles che dovrà passare. Quanto alle misure annunciate in campagna elettorale sia dal centrodestra che dal M5S (dalla flat tax al reddito di cittadinanza per finire con la revisione e/o cancellazione della riforma delle pensioni varata nel 2011 dal governo Monti), al momento non si può far altro che sospendere il giudizio …”

Taglio medio per : Il titolo supera la tempesta sull’hi-tech in Borsa e debutta al Nyse a 165,9 dollari (+26%) Spotify vale 29,5 miliardi $

“… Gran debutto a Wall Street per Spotify, che supera indenne la tempesta che in questi giorni sta colpendo i titoli hi-tech: il titolo ha esordito al Nyse a quota 165,9 dollari, il 26% in più sul prezzo di riferimento. A questo livello la società leader nello streaming musicale conta una capitalizzazione di mercato pari a 29,5 miliardi di dollari…”

L’articolo di spalla : “Flat tax al 15% già attiva per 665mila partite Iva.”

 “… La flat tax al 15% è già una realtà per 665mila piccole partite Iva. Senza dover necessariamente aspettare la piena operatività delle promesse elettorali del centrodestra, secondo cui è possibile introdurre una tassa piatta per tutti i contribuenti con un’aliquota ipotizzata tra il 15 e il 23 per cento. Si tratta dei contribuenti che nel 2016, secondo le dichiarazioni dei redditi targate 2017, hanno aderito al regime forfettario del 15 per cento. A questo esercito di circa 490mila contribuenti in fuga dall’Irpef, se ne sono aggiunti altri 185mila che nel 2017 hanno aperto la loro partita Iva e hanno esercitato l’opzione la forfettizzazione delle imposte dovute …”

Taglio basso per la news che riguarda IlSole24ore. Pronta una sola  app per tutte le news del Sole 24 Ore .

“… Ci sono due grandi sfide in atto nell’ecosistema digitale per i legacy media, come gli americani usano chiamare gli storici brand del mondo della carta impegnati nella transizione digitale: la sfida dell’autorevolezza e quella dell’attenzione. Il Sole 24 Ore le affronta da oggi con ancora più determinazione lanciando una nuova app – per smartphone e tablet, su Ios e Android - che unisce carta e web …”

 

Su ItaliaOggi.

 

In evidenza la politica.

“ Per mettere in riga Salvini & Di Maio i tedeschi ora usano, al posto dello spread, la parolina Target 2”

“… Invito il lettore a resistere alla crisi di rigetto che provocano alcune sigle della finanza. Uno legge Target 2 nel titolo, non sa che cosa sia, e giustamente volta pagina. Non fatelo. Vi basti sapere che, in Germania, questa parolina oscura ai più (Target 2) sta diventando il cavallo di battaglia non solo degli economisti che vogliono buttare l’Italia fuori dall’euro (vedi ItaliaOggi del 27 marzo), ma anche della stampa popolare che ne condivide gli intenti, e si è lanciata per questo in una narrazione della crisi dell’eurozona basata su un pregiudizio caro a milioni di lettori, quanto infondato: l’essere la crisi nient’altro che l’ennesimo tentativo degli europei del Sud, Italia in testa, di continuare a vivere al di sopra dei propri mezzi, ovviamente a spese dei contribuenti e dei risparmiatori tedeschi, unici virtuosi in Europa. Un rischio aggravato dalla vittoria elettorale in Italia di due partiti populisti, come la Lega di Matteo Salvini e il M5Stelle di Luigi Di Maio. Il primo a tirare in ballo il Target 2 è stato l’economista Hans Werner Sinn, tra i più ascoltati da Angela Merkel: nel convegno di Berlino al quale partecipavano altri consiglieri della cancelliera, Sinn spiegò che, proprio in virtù del Target 2, la Banca centrale tedesca (Bundesbank) aveva accumulato un credito di 914 miliardi di euro verso le Banche centrali dei paesi dell’Europa mediterranea. E quasi urlando per l’indignazione, aggiunse: «914 miliardi sono pari a un terzo del pil annuo della Germania: io non so se l’euro sia sostenibile, ma sicuramente il sistema che sta dietro l’euro non lo è». Tutto chiaro? Si direbbe di no, visto che per saperne di più la stampa popolare tedesca ha cominciato a indagare su cosa sia questo benedetto Target 2, interrogando altri economisti. Si è così scoperto, grazie a un’intervista su Focus, che perfi no Thilo Sarrazin, un economista poco gradito alla signora Merkel, non solo condivide le tesi di Sinn sul Target 2, ma ha saputo spiegarne in modo più chiaro il significato: «Gli Stati hanno due opzioni per fi nanziare i disavanzi delle partite correnti. Da un lato con il debito, dall’altro con il sistema Target 2. La Bce (Banca centrale europea) permette la creazione di enormi saldi negativi per i singoli stati, come se si trattasse di una linea di credito. Alla fi ne si tratta di paesi che, come l’Italia e la Grecia, sono indebitati con la Bce. Dietro però ci sono i crediti dei paesi che nel sistema sono dei pagatori, come la Germania»…”

In apertura: Il fisco italiano ha già la flat tax.  Per i tre quarti dei contribuenti l’aliquota Irpef va da zero al 15%. Solo dieci milioni (su 50) versano l’imposta con un’aliquota superiore al 17%.

“…  Aliquote progressive, tax expenditures e bonus 80 euro fanno già una «flat tax». Almeno per tre quarti degli italiani. Il 75% dei contribuenti è infatti a Irpef zero o comunque sconta un prelievo inferiore al 15% del proprio reddito complessivo. È quanto evidenzia uno studio del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, basato sulle statistiche diffuse dal Dipartimento delle finanze con riferimento alle dichiarazioni 2017…”

A centro pagina il commento del direttore Pierluigi Magnaschi : Alla fine l’Italia si è ribellata a Macron che vuol mettere i piedi nei nostri piatti

“ Dai e dai, Macron ce l’ha fatta a mettersi contro l’Italia intera. La reazione al blitz della polizia francese in divisa e armata a Bardonecchia, quindi in territorio italiano, violando la sovranità del nostro Paese, è stata immediata, corale, esplicita e pubblica. Si sono rivoltate, contro l’atteggiamento grossolano e inaccettabile dell’amministrazione francese, non solo le forze cosiddette antisistema (M5s e Lega che però hanno clamorosamente vinto le elezioni), ma anche quelle tradizionali: Pd, Fi, Fd’It. E soprattutto si sono svegliati i media. Sino a questo momento infatti l’unico giornale che si è sempre visibilmente ribellato alle inaccettabili ed esibite soperchierie transalpine (ingigantite, in numero ed entità, da quando è presidente Macron) è stato quasi solo ItaliaOggi. Adesso, per l’interesse complessivo del nostro Paese, siamo in buona compagnia. Ho l’impressione, e lo dico esplicitamente, che se M5s e la Lega non avessero vinto le elezioni, non ci sarebbe stata questa rivolta, tesa a ribadire che l’Italia (come troppi indizi lascerebbero pensare) non è un protettorato francese ma, bensì, un paese libero e indipendente che, se ha ceduto sovranità, non l’ha certo ceduta a Parigi ma solo a Bruxelles, che è tutt’altra cosa…”

In basso: RISTRUTTURAZIONI/La scheda tecnica da inviare all’Enea deve essere firmata da professionista abilitato.  Ecobonus solo con perizia tecnica.

“… L’immobile oggetto della riqualificazione energetica, alla data della richiesta della detrazione fiscale differenziata (dal 50 all’85%), deve essere accatastato con richiesta di accatastamento in corso e dotato di impianto termico. La scheda descrittiva dell’intervento, fosse anche la sostituzione dei serramenti, va inviata a Enea entro i 90 giorni successivi alla fine dei lavori e deve essere redatta e firmata da un ingegnere, architetto, geometra o perito iscritto al proprio albo …”

Per la rubrica Diritto e Rovescio:

“… In Italia si sta parlando del ponte sullo Stretto di Messina da quasi cent’anni. Un quindicina di anni fa si era arrivati a progettarlo e ad appaltarlo. Poi i frenatori di professione sono riusciti a insabbiare il tutto. Quell’opera, oltre a investire grandi risorse fra la Calabria e la Sicilia, ne avrebbe anche cambiato la fisionomia economica così come ha fatto l’Alta velocità ferroviaria fra Milano e Cosenza che ha messo la tecnologia ferroviaria italiana all’attenzione di tutto il mondo. Ponti della lunghezza di cinque chilometri non sono più prodezze. Proprio adesso la Cina ha progettato (e fra poco partiranno i lavori) un ponte faraonico sul mare, lungo ben 55 chilometri e destinato a collegare zone ricchissime nel Sud della Cina e cioè Hong Kong-Macao e la provincia del Guadong. Se le imprese italiane avessero realizzato il ponte sullo Stretto oggi sarebbero fra le aziende di punta destinate ad acquisire questi appalti sempre più impegnativi. Ma il sindaco di Messina, che gira con i sandali pur non essendo né religioso né francescano, ha preferito che non si facesse nulla…”

Passiamo in rassegna MilanoFinanza.

 

In apertura: Dopo la pace Piazza Affari benedice l’intesa con SKy sulla pay tv e il titolo del biscione fa +6,4%: azzerati i cali del 2018. Mediaset premiata senza Premium. Per gli analisti l’accordo garantisce introiti fi no a 100 milioni l’anno, riduce i costi e libera risorse per investire. Intanto Murdoch è pronto a cedere Sky News a Disney per ottenere l’ok dell’Antitrust britannica a salire fino al 100% del gruppo della tv satellitare.

A centro pagina : In borsa il titolo scatta (+7,3%) grazie ai dati registrati negli stati uniti, trainati dall’exploit di Jeep. Le vendite negli Usa fanno sgommare Fca.  In Italia invece calano le immatricolazioni e la quota di mercato del Lingotto. Bene Alfa Romeo.

In evidenza: CONTI PUBBLICI Doccia fredda dell’Eurostat sull’Italia: il salvataggio delle venete costa 4,7 mld di deficit;

LO STREAMING MUSICALE PARTE BENE Spotify azzecca il debutto a Wall St Balza a 150 dollari per oltre 26 miliardi di capitalizzazione;

NON C’È PACE PER I FAANG. Il fondo pensioni di New York attacca Facebook, mentre Trump twitta ancora contro Amazon;

Bcc, Iccrea risponde alle bacchettate della Bce.

 

 

 

 

 

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Apriamo la nostra rassegna stampa  analizzando la prima pagina del quotidiano IlSole24ore .

 

 In apertura il tema delle agevolazioni.  Per il software integrato iperammortamento al 150%.

“… I principi contabili guidano la qualificazione del software ai fini dell’iperammortamento. Se si tratta di programmi di base necessari al funzionamento del macchinario 4.0, il costo si cumula a quello della macchina su cui spetta la deduzione al 150%. In caso di software «stand alone», spetta invece l’ammortamento 40% purché si tratti di immobilizzazione immateriale secondo l’Oic 24. Per determinare il costo e gli oneri accessori, occhi puntati sull’Oic 16. Nel calcolo dell’Ires del bilancio 2017, le società fanno i conti per la prima volta con l’iperammortamento. I princìpi contabili sono di ausilio per risolvere diverse questioni, ma restano dubbi su cui si attendono interventi. Un primo aspetto riguarda il software rientrante nell’allegato B) alla legge 232/16 che, se si è realizzato almeno un investimento «iper», può usufruire della deduzione al 40 per cento. La circolare 4/E/17 ha affermato che l’incentivo riguarda i software «stand alone» anche se acquisiti in licenza d’uso, purché iscrivibili nelle immobilizzazioni immateriali…”

A centro pagina: Dilaga lo scandalo dei profili rubati, a Wall Street titoli a picco, Londra e Bruxelles vogliono interrogare Zuckerber.  Il caso Facebook travolge i social «Chiarezza su dati a uso politico» Agcom: informazioni su elezioni 4 marzo - Usa e Ue dure sulla privacy.

“… La vicenda di Cambridge Analytica mette Facebook nell’angolo. Il mondo chiede chiarezza sull’uso dei dati personali. Il Parlamento inglese e l’Europarlamento hanno chiesto l’audizione di Zuckerberg . A maggio scattano le nuove regole Ue e anche gli Usa preparano ad una stretta…”

L’articolo di fondo di Adriana Cerretelli.

“ VERSO IL VERTICE UE.  Per l’Italia e per l’Europa non è tempo di scommesse.”

“… Da quando l’opinione pubblica è diventata per metà euroscettica, in Italia si tende a guardare l’Europa con un filtro deformante, specularmente opposto a quello che per decenni ci ha visto come il popolo più euro-entusiasta dell’Unione. Entrambi i filtri erano e sono sbagliati. L’Europa non è mai stata l’amorevole mamma di nessuno e oggi non è la fonte di tutti i nostri guai. Al contrario. Ma il messaggio fatica a passare, come hanno dimostrato i risultati elettorali. E questo rischia di diventare un pesante handicap, di allontanarci dalla cabina di regia proprio quando cominciano le prove della nuova Unione di domani. L’Europa siamo noi, noi con tutti gli altri Paesi membri. Più che di un ideale, è l’espressione della somma conflittuale dei molteplici interessi nazionali che la abitano. Per questo è difficile da vivere e da costruire. Per quanto scomode, le sue intrusioni sono ormai parte integrante di Dna e sovranità nazionale di tutti i suoi adepti. Nel mondo globale, poi, è diventata una realtà irrinunciabile, anche se più che imperfetta. Senza, si starebbe peggio: meno stabilità politica, economica e finanziaria, meno tutele, insicurezze continentali ancora più diffuse. Ormai nessun Paese è un’isola e nessuno, nemmeno il più forte e popoloso, può permettersi di sognare di diventarlo. La Gran Bretagna, che isola lo è davvero, con Brexit sta scoprendo che il ritorno allo splendido isolamento è impresa complessa, ciclopica e carissima: per questo incarna il miglior vaccino contro nuove fughe secessioniste. Eppure il vento anti-Ue continua imperterrito a soffiare forte dovunque. Nella nuova Italia euroscettica i risultati delle elezioni consegnano all’Europa un Paese apparentemente ingovernabile e votato, per evitarlo, a concludere patti politici acrobatici, contro natura e di precaria durata. Non a caso i nostri partner come le istituzioni Ue seguono con comprensibile apprensione gli sviluppi nostrani. Non siamo la Grecia ma la terza economia dell’euro: un potenziale elefante in cristalleria se dovesse perdere la bussola diventando dannoso per sé e per gli altri…”

In basso : Per la Corte europea «non cumulabili» le misure penali e quelle amministrative Market abuse, sanzioni bocciate.  Sì alla doppia «punizione» solo per le violazioni in campo Iva.

“… Troppo severa la legge italiana di repressione del market abuse. Per la Corte di giustizia europea il rischio è quello di esporre la stessa persona a una doppia sanzione per la medesima condotta. La sentenza depositata ieri, in una vicenda che coinvolge Stefano Ricucci, riconosce la natura sostanzialmente penale della sanzione inflitta da Consob. Determinante il peso della misura pecuniaria e l’obbligatorietà della confisca. Dopo la pronuncia del 2014 Grande Stevens della Corte dei diritti dell’uomo, giudici europei ora compatti nel bocciare la disciplina italiana…”

In evidenza: Il G20. Apertura agli Usa del premier Li Sui dazi commerciali annuncio della Cina: pronti a concessioni.

In prima pagina oggi su ItaliaOggi.

Evidenza: In Germania i populisti non sono demonizzati. Lo dice Giardina nella galleria delle grandi firme di ItaliaOggi.

“… Giardina risponde al telefono dalla sua casa al centro di Berlino. Per i lettori di ItaliaOggi, questo siciliano di Palermo, classe 1940, è semplicemente «la Germania». Dal corpaccione teutonico, lui, professionista navigatissimo, corrispondente di Quotidiano Nazionale, estrae, con una freschezza invidiabile, storie minute, quotidiane, fatti che non conosceremmo mai, dentro lo stereotipo merkelliano che usiamo da anni, almeno da quando c’è l’austerità con cui facciamo i conti e che associamo, a torto o a ragione, ai tedeschi. «Io che leggo tutti i giorni 10 quotidiani», mi aveva detto giorni fa, in occasione di un’intervista, Giampaolo Pansa, «se voglio sapere che cos’è oggi la Germania, leggo Giardina su ItaliaOggi» …”

In apertura: Liti tributarie in formato maxi Le cause fiscali di valore superiore al milione di euro sono solo il 2% ma rappresentano tre quarti del contenzioso. Il numero delle liti in calo dell’8%.

“… Cala il contenzioso tributario, ma aumentano i maxi-ricorsi. Soprattutto sull’Iva. Le cause fiscali di valore superiore a un milione di euro, sebbene siano meno del 2%, assorbono i tre quarti della posta in gioco. Il numero complessivo dei nuovi contenziosi è risultato pari a 211.515 mila fascicoli, con una flessione dell’8,8% rispetto al 2016. È quanto emerge dal rapporto trimestrale sullo stato del contenzioso fiscale diffuso ieri …”

A centro pagina: Accordo nel centrodestra per bloccare il cambio delle casacche tra parlamentari.

“… Un patto tra gentiluomini, quello sottoscritto da Fi-Lega e Fdi in vista dell’avvio venerdì prossimo della XVIII legislatura. Silvio Berlusconi, preoccupato per la cannibalizzazione del suo partito da parte della Lega, non ha nessuna arma giuridica per evitare che ci siano travasi dal gruppo di Forza Italia a quello di Matteo Salvini. Anche il nuovo regolamento del senato che vieta i cambi di casacca non impedisce però passaggi da un gruppo ad un altro se già esistente. Il Cav si dovrà dunque fidare della parola che gli è stata data da Salvini stesso e dalla Meloni: non accetteranno iscrizioni di parlamentari provenienti da altri gruppi della coalizione di centrodestra ...”

In basso: Diventa obbligatorio per l’amministrazione centrale e fortemente consigliato per tutte le altre. Un concorso unico per gli statali.

“… Il concorso unico sarà la via maestra di reclutamento per gli statali. Obbligatorie per le amministrazioni centrali dello stato, le procedure di selezione «in forma centralizzata e aggregata» saranno «fortemente consigliate» anche per tutte le restanti amministrazioni. A riscrivere le regole dei concorsi pubblici è la direttiva del ministro Marianna Madia che andrà oggi sul tavolo della Conferenza unificata per la prescritta intesa …”

Per la rubrica Diritto e Rovescio:

“… Il concorso unico sarà la via maestra di reclutamento per gli statali. Obbligatorie per le amministrazioni centrali dello stato, le procedure di selezione «in forma centralizzata e aggregata» saranno «fortemente consigliate» anche per tutte le restanti amministrazioni. A riscrivere le regole dei concorsi pubblici è la direttiva del ministro Marianna Madia che andrà oggi sul tavolo della Conferenza unificata per la prescritta intesa …”

Su Milano Finanza in apertura lo scandalo Facebook.

 

“ Nobili decadute? Il caso sicurezza travolge tutto il settore ma il nasdaq tiene botta (+0,3%)”

“ Facebook abbatte tutti i social.  Seconda seduta di forte ribasso per la società di Zuckerberg sugli effetti del Datagate (-2,6%). Il capo della sicurezza annuncia prossime dimissioni. Ko Snapchat (-2,5%) e soprattutto Twitter (-10%).”

A centropagina : Intesa rifiuta 328 mln di crediti delle Venete.  La Ca’ de Sass esclude dal salvataggio alcune posizioni ad alto rischio. Che finiranno alla Sga. Questo l’esito della due diligence effettuata sulle attività di Popolare Di Vicenza e Veneto Banca .

 

 

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Apriamo la nostra rassegna stampa analizzando la prima pagina del quotidiano IlSole24ore.

In evidenza troviamo : La rettifica del prezzo all’estero taglia l’imposta da pagare in Italia. Il prezzo definito con l’istanza relativa a un Paese applicabile anche agli altri.

“… La variazione in diminuzione operata a fronte della rettifica estera sul transfer pricing può avere effetti a cascata sulle transazioni intercompany con imprese residenti in altri Paesi. È una delle possibili conseguenze dello schema di provvedimento delle Entrate - in consultazione pubblica fino al 21 marzo - emanato in attuazione dell’articolo 31 quater, comma 1, lettera c) Dpr 600/73. Il provvedimento disciplina la procedura che le imprese residenti devono seguire per ottenere il riconoscimento di una rettifica del reddito in diminuzione in Italia a fronte di un accertamento conforme al principio di libera concorrenza effettuata da uno Stato con il quale è in vigore una convenzione per lo scambio di informazioni (articolo 110 comma 7 del Tuir). A tal fine è prevista una procedura in contraddittorio con l’Ufficio accordi preventivi e controversie internazionali (che dovrebbe esaurirsi in 180 giorni), ad esito della quale, se l’Ufficio concorda con la natura «at arm’s length» della rettifica estera, viene disposto il rimborso dell’imposta italiana calcolata sull’imponibile corrispondente alla ripresa estera. Anche se il provvedimento non si esprime sul punto, si ritiene che il riconoscimento della rettifica estera può essere anche parziale. Un possibile effetto indiretto derivante dall’accoglimento - totale o parziale - dell’istanza, attiene all’applicazione di prezzi di trasferimento differenziati in transazioni intercompany analoghe in Paesi diversi, nell’ipotesi in cui l’impresa italiana intrattenga rapporti infragruppo (caratterizzati dalla stessa analisi di comparabilità) con più controparti estere. Si ipotizzi il caso di un’impresa manifatturiera residente che vende i propri prodotti sui mercati esteri avvalendosi di società controllate che agiscono quali distributori, acquistando i beni per la successiva rivendita. Si ipotizzi che l’impresa italiana venda i beni alle proprie controllate residenti in tre Paesi europei (A, B e C) ad un prezzo tale da consentire ai propri distributori di conseguire una marginalità ritenuta conforme al principio di libera concorrenza. A seguito della rettifica del transfer price operata in capo alla controllata nel Paese C, l’impresa residente può presentare un’istanza volta ad ottenere il riconoscimento di una variazione in diminuzione in Italia. Se l’istanza viene accolta – e quindi le Entrate riconoscono che il transfer pricing applicato non era conforme al principio di libera concorrenza - si crea, inevitabilmente, una differenza tra i prezzi di trasferimento applicati nelle cessioni dei beni alle controllate residenti nei Paesi A e B rispetto al Paese C …”

In apertura: Eurozona, la riforma non aspetta. Intervista. Bruno Le Maire, ministro dell’Economia francese rilancia l’obiettivo di una road map entro giugno.

“… Con il vertice del 22-23 marzo il treno della politica economica europea riprende la sua corsa. Negli ultimi giorni vari interventi su queste colonne hanno riassunto le questioni più importanti: completamento dell’unione bancaria, nuova governance dell’Eurozona, prossimo ciclo di bilancio, risposta di Bruxelles alla brusca accelerazione protezionistica che Trump sta imprimendo alla politica commerciale americana. Dossier sensibili, dalle molteplici ramificazioni tecniche, che non possono aspettare i vagoni dei Paesi senza Governo (a meno che si tratti del Merkel 4.0). Per l’Italia e la sua nuova maggioranza, qualsiasi essa sia, è urgente identificare interessi nazionali e obiettivi da perseguire, a partire dal principio imprescindibile che la promozione del nostro benessere e dei nostri valori passa da un’adesione piena al progetto europeo, come fu lanciato a Roma nel 1957. Non si tratta di un’enunciazione vaga di astrusi e astratti sofismi: la Comunità economica e poi l’Unione europea sono servite innanzitutto per pacificare un Continente che, a dispetto di essere culla della civilizzazione occidentale, è stata anche teatro di innumerevoli e cruenti conflitti, fino a commettere l’inimmaginabile con la Shoah. In più l’integrazione ha consentito agli europei - e agli italiani in particolare - di sperimentare il più lungo periodo di miglioramento delle condizioni di vita della storia: visto il giusto interesse per le misure alternative del benessere, si può citare il cospicuo aumento dell’altezza (Bentham et al. 2016), un indicatore fortemente correlato con reddito, alimentazione e salute …”

L’articolo di spalla: Marco Biagi, all’ateneo di Modena l’oltraggio nel giorno del ricordo.

“… Il 19 marzo 2002 veniva assassinato a Bologna il giuslavorista Marco Biagi, consulente del Governo e collaboratore de Il Sole 24 Ore. Aveva 51 anni. Venne freddato da un commando delle Nuove Brigate Rosse. Sedici anni dopo il professore riformista è stato ricordato ieri in più occasioni. Sdegno unanime per le frasi oltraggiose contro il docente universitario apparse su un muro dell’ateneo di Modena dove insegnava. Il figlio Lorenzo: «Lo Stato abbandonò mio padre, lasciandolo senza scorta». Il presidente della Repubblica Mattarella: «Una ferita aperta, ma il terrorismo esce sconfitto» …”

In prima pagina anche il furto di dati. Tonfo di Facebook a Wall Street dopo il caso Cambridge Analytica.

“… Facebook è nella bufera, in Europa e negli Stati Uniti, accusata di protezione gravemente inadeguata dei dati e lesione dei diritti degli utenti: il titolo del gruppo ha bruciato ieri oltre il 7%, il massimo da più di due mesi, dopo che dal mondo della politica e delle associazioni di difesa della privacy del Vecchio e Nuovo continente si sono moltiplicate le richieste ai vertici del social network di rendere conto di un nuovo scandalo. Richieste scaturite da un’indagine del New York Times, che ha svelato come la controversa società di consulenza e pubblicità politica con radici britanniche Cambridge Analityca si è impadronita, ha conservato segretamente e utilizzato abusivamente informazioni catturate da oltre 50 milioni di «amici» di Facebook nell’aiutare Donald Trump a vincere la presidenza. In discussione, da Londra a Washington, è la necessità di rafforzamenti nella supervisione e nei poteri delle authority sulla privacy. Parlamentari statunitensi hanno invocato immediate audizioni al Senato, che convochino il chief executive Mark Zuckerberg, denunciando un vero e drammatico «data breach», un’aperta violazione. Facebook ha negato simili caratterizzazioni ma ha ammesso la dinamica del caso: un professore universitario, Alexandr Kogan, aveva utilizzato una speciale App sul social network per invitare gli utenti a completare un test di personalità presentato nelle vesti di ricerca accademica. Solo 270.000 dei 50 milioni di persone che hanno visto informazioni private saccheggiate avevano però autorizzato l’accesso; i restanti sono caduti vittima delle maglie di un’operazione oscura attraverso le connessioni di amicizia del network. In realtà i dati erano infatti raccolti non a scopo accademico ma per la Cambridge Analytica, che aveva promesso alla campagna Trump analisi senza pari dei profili degli elettori in modo da facilitare il preciso targeting di sforzi pubblicitari e politici. Cambridge, creata dalla londinese SCL nel 2013 per intervenire anzitutto nel grande mercato delle urne statunitensi, ha ricevuto ingenti donazioni da uno dei grandi finanziatori di Trump e degli ultra-conservatori dell’Alt-Right, Robert Mercer …”

In basso: Il credito alle imprese cresce ancora.

“… Il sistema imprenditoriale italiano sta vivendo un momento di «accelerazione corale»: le richieste di finanziamento a lungo termine sono in crescita, anche grazie agli investimenti 4.0, e il flusso di nuovi crediti deteriorati si va riducendo. La conferma arriva da Stefano Barrese, responsabile della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, la cui rete a gennaio ha erogato 2 miliardi di credito a lungo termine, il 20% in più rispetto a gennaio 2016. In crescita anche i finanziamenti legati a Industria 4.0. «Tuttavia - avverte Barrese in una intervista al Sole 24 Ore - teniamo presente che imprenditori e mercati in prospettiva chiedono certezze»…”

Su ItaliaOggi in evidenza la politica:  Per Luca Ricolfi l’eventuale governo Pd-LeU-M5s finirebbe per consegnare l’intera sinistra nelle mani dei cinque stelle.

 

“… Un’alleanza Pd, LeU, Movimento5stelle sancirebbe la nascita in Italia di una sinistra popolare, in cui la rappresentanza di massa sarebbe del Movimento. Una delle metamorfosi possibili dopo il voto del 4 marzo, secondo Luca Ricolfi, sociologo, docente di Analisi dei dati all’Università di Torino. Responsabile scientifico dell’Osservatorio del Nord Ovest, Ricolfi da attento analista dei fatti politici italiani (tutti suoi interventi su http:// www.fondazionehume. it/author/ luca-ricolfi /) bolla invece come giunte al termine sia la leadership di Berlusconi che di Renzi. Domanda. La Lega e il Movimento 5 stelle hanno avviato le consultazioni per le presidenze delle camere, la partita ufficiale comincia venerdì. Che scenario intravede? Risposta. Avendo la maggioranza, si spartiranno le presidenze di Camera e Senato. Più difficile dire se, già in questa fase, ci saranno accordi, presumibilmente segreti, su un eventuale governo dei vincitori, ma sarebbe meglio dire dei «semi-vincitori», visto che nessuno ha vinto davvero …”

In apertura: L’Inps in guerra con le Casse S’infiamma la polemica sui costi amministrativi per la gestione delle pratiche relative al cumulo dei contributi: gli enti privatizzati parlano di «tassa Boeri».

“… Ping pong di attacchi fra Inps e Casse previdenziali, alle prese col cumulo gratuito dei contributi: il «pomo della discordia» è ancora il carico finanziario degli oneri per gestire le pratiche. Le Casse sono arrivate a parlare di «tassa Boeri». Dura la replica del presidente dell’Inps: i toni usati dall’Adepp (l’associazione degli Enti) sono «inaccettabili», l’Inps non ha ricevuto finanziamenti governativi per la copertura dei costi…”

A centro pagina: Putin viene strumentalizzato dalla May e da Donald Trump contro l’Europa di Pierluigi Magnaschi.

“…  I servizi segreti, specie quelli dei grandi paesi (che inevitabilmente operano a tutela di enormi interessi economici, politici e geostrategici), agiscono spesso in un’area grigia che sovente sconfina nell’illegalità più completa. La doppiezza costituisce la natura stessa dei servizi segreti che, per raggiungere i loro obiettivi, si nutrono (e alimentano) la disinformazione. «In una guerra», diceva Winston Churcill, «le balle costituiscono una delle armi più efficaci». Muoversi in questo contesto e cercare di capire che cosa stia succedendo realmente è molto difficile …”

Per la rubrica Diritto e Rovescio.

 

“Può un giudice della Corte costituzionale (nel caso specifico Nicolò Zanon) mettere a disposizione della moglie (Marilisa D’Amico, ex consigliera comunale milanese del Pd e docente di diritto costituzionale) la sua auto di servizio assieme all’autista per fare diversi viaggi tra Roma e Forte dei Marmi o per Siena? La procura di Roma (le indagini sono state coordinate dall’aggiunto Paolo Ielo) sostiene che non ne aveva diritto e quindi sta indagando Zanon per peculato. Zanon invece ha precisato che l’auto gli è stata concessa, come da regolamento, per «uso esclusivo». Zanon inoltre precisa: «Avere l’uso esclusivo dell’auto vuol dire che posso decidere io». In attesa di sapere chi ha ragione in filo di diritto, il fatto, in filo di costume o politico, fa aumentare il voto (o il non voto) arrabbiato. Su questo non ci piove. ..”

Su Milano Finanza

 

in prima pagina Il Datagate manda ko Facebook. Lo scandalo del mancato rispetto dei dati personali scatena le vendite sul titolo, che a Wall Street perde circa il 7%. Autorità politiche americane e britanniche sul piede di guerra. Sotto accusa i rapporti tra il social network e la società di analisi dei big data Cambridge Analytica, che avrebbe utilizzato informazioni sugli utenti per influenzarne il consenso elettorale.

A centro pagina: Il G20 non fa più paura, risale il bitcoin. Il presidente del Financial Stability Board, Carney: le criptovalute non sono un rischio per la stabilità. Rimbalzo fino a quota 8.500. Intanto Chongqing diventa la capitale cinese del blockchain.

In evidenza : Dopo Marelli anche l’altra controllata potrebbe essere scorporata nel 2019. Il Ceo Tobin lascia Cnh Marchionne lancia lo spin-off di Comau.

REGOLE BANKITALIA. Per le banche più facile il recupero dei crediti garantiti da immobili, stop ai requisiti di capitale extra e più tempo per le dismissioni .

REGNO UNITO E UE.  Il primo accordo sulla Brexit mette il turbo alla sterlina Fase di transizione di 21 mesi ma resta irrisolto il nodo Irlanda

 

 

 

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