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Con 147 sì, 104 no e sei astenuti l'Aula del Senato ha approvato il Decreto fiscale che accompagna la manovra. Il testo passa ora alla Camera in seconda lettura dove dovrà essere approvato entro il 23 dicembre. La votazione era slittata ad oggi dopo essere saltato l'accordo con il Pd per chiudere entro la giornata di martedì. Per tutta la serata di ieri si erano susseguite le votazioni sugli emendamenti al provvedimento giunte fino all'articolo 16. Secondo quanto affermato il senatore Pd, Alan Ferrari, intervenendo in Aula a Palazzo Madama, era stata concordata una modalità dei lavori d'Aula, nella scorsa capigruppo "non più valida con l'arrivo di ulteriori emendamenti e subemendamenti" che hanno di fatto portato allo slittamento delle votazioni dalle 15.30 alle 17 per permettere alla commissione Finanze di scrivere i pareri e fare le proprie annotazioni. Tutto si era bloccato poi in serata poco dopo le 21.15 sulla ripresentazione di un emendamento ritirato in commissione Finanze da parte di M5S sulle concessioni autostradali. Malgrado il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo avesse assicurato trattarsi di una proposta di modifica identica a quella esaminata in commissione ma ritirata per sbaglio (i concessionari devono continuare a investire nella sicurezza anche di fronte alla scadenza della concessione) le opposizioni sono insorte: la presidenza aveva in un primo momento aveva proposto la possibilità di presentare subemendamenti nel giro di 30 minuti ma le opposizione hanno poi ottenuto lo slittamento. In mattinata poi era stato ritirato l'emendamento.  

 Nel corso dell'intervento in Aula in replica alla discussione generale, il sottosegretario all'Economia Massimo Bitonci ha ammesso che con il lavoro in commissione Finanze "c'è stato un miglioramento sostanziale del testo" in cui "non c'è un condono", ma una "vera pace fiscale".

Tra le novità evidenziate nel testo l'adempimento collaborativo, la sanatoria per le irregolarità formali che ha sostituito tutta la dichiarazione integrativa speciale, il bonus bebè e stanziamenti per le Regioni colpite dalle ultime calamità naturali. E poi ancora: misure come la rottamazione ter delle cartelle, lo stralcio delle mini cartelle, la definizione agevolata delle liti fiscali e la definizione degli errori formali che "danno una boccata d'ossigeno ai piccoli contribuenti in difficoltà che meritano di essere rimessi in carreggiata", ha precisato il senatore Emiliano Fenu (M5S), relatore in commissione finanze del decreto fiscale. Per chi effettua il versamento mensile dell'Iva, la moratoria delle sanzioni per mancato utilizzo della fatturazione elettronica viene estesa di tre mesi, fino alla fine di settembre del prossimo anno. La reverse charge settoriale viene prorogata di quasi 4 anni, fino al fine giugno 2022.    Rinviata di tre mesi fino alla fine di settembre del prossimo anno la moratoria delle sanzioni per mancato utilizzo della fatturazione elettronica per chi effettua il versamento mensile dell'Iva. Approvato anche un ordine del giorno di Fratelli d'Italia che impegna il governo a introdurre agevolazioni fiscali a favore delle imprese che investono all'interno delle zone logistiche semplificate (Zls) dei porti di Venezia e Trieste. Torna poi l'incompatibilità della figura istituzionale di governatore con il ruolo di commissario ad acta per la sanità e lo stop alla patente per chi non paga l'assicurazione auto per la quale si raddoppia anche la multa. 

Fonte: Rainews

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Ottenuta la fiducia dal Senato il D.L. 193/2016 cammina verso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.  La Consulta Nazionale dei Caf attraverso una nota ufficiale esplicita quali sono le principali novità.

La trasformazione in legge del D.L. 193/201 concretizza infatti importanti elementi di novità per l’attività dei CAF.

“In particolare, evidenziano i coordinatori della consulta nazionale dei CAF Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, preme sottolineare il fatto che nel testo definitivo vengano recepiti emendamenti presentati dalla nostra consulta.”

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Il primo mette a regime la data del 23 luglio come termine ultimo per trasmettere, da parte degli intermediari, i modelli 730, avendo provveduto entro il 7 luglio all’invio di almeno l’80% degli stessi.

Questo consente di programmare l’attività con la certezza delle scadenze, senza dover aspettare, come ormai succedeva ogni anno, un DPCM di proroga.

Va comunque rammentato che, in una logica di rivisitazione generale dei termini, nel confronto estivo con il viceministro  Casero, la Consulta aveva proposto uno spostamento al 30 settembre.

Il secondo riguarda la possibilità per gli intermediari, in caso di errore nell’apposizione del visto di conformità, di presentare una dichiarazione rettificativa del contribuente, ovvero se il contribuente non intende presentare la nuova dichiarazione, l’intermediario può trasmettere una comunicazione dei dati  relativi alla rettifica  anche dopo il 10 novembre, ravvedendo nei termini previsti dall’art.1 del D.Lgs 472 del 1997.

Posto che, in caso di errore da parte dell’intermediario, lo stesso è tenuto, nei confronti dello Stato o del diverso ente impositore, al pagamento di una somma pari all’importo dell’imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente, la nuova formulazione della norma:

-    Dà ai CAF ed ai professionisti abilitati che sia ccorgono di aver commesso un errore nell’apposizione del visto di conformità, la possibilità di produrre una dichiarazione rettificativa o una comunicazione dati rettificati, anche dopo il 10 novembre, pagando la sola sanzione , con le stesse modalità e negli stessi termini oggi concessi al contribuente con l’istituto del ravvedimento operoso;

-         Assicura ai CAF ed ai professionisti abilitati un maggior tempo da dedicare all’attività di controllo delle dichiarazioni.

“ Riteniamo, concludono i coordinatori della Consulta Nazionale dei CAF Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, che questi risultati possano contribuire concretamente ad una migliore programmazione dell’attività fiscale e ad una conseguente diminuzione dei costi di attività per tutti.”

 

 

 

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Il Senato ha votato la fiducia sul decreto fiscale, approvandolo con 162 voti a favore, 86 contrari e un astenuto. Il governo aveva posto la questione di fiducia sul testo già approvato dalla Camera, che così diventa legge.

Tra le proposte approvate: quella che estende opzione donna alle lavoratrici nate nei mesi di ottobre, novembre e dicembre del 1958 (e alle autonome nate nell'ultimo trimestre del 1957) che hanno maturato 35 anni di anzianità entro il 31 dicembre del 2015, stanziando altri 257 milioni.

Più ampia anche la platea degli esodati, che passa con l'ottava salvaguardia da 27.700 a 30.700, portando il totale dei salvaguardati a 160.700 persone. 

Cancellata anche la tassa sui licenziamenti nel caso di cambio appalto con l'utilizzo della clausola sociale.  Confermata la norma sui 'paperoni, con la flat tax a che resta a 100mila euro.

Cambiano le norme sugli orfani, detrazioni all'altro genitore - Il genitore che perde il coniuge potrà più facilmente tenere a carico il figlio, usufruendo delle relative detrazioni. Lo prevede un emendamento di Forza Italia che "segna la fine di una grande ingiustizia che coinvolge i nuclei familiari con un solo genitore superstite". Finora, secondo la normativa del 1986, le detrazioni per carichi di famiglia spettano a condizione che le persone alle quali si riferiscano (i figli) possiedano un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro: ciò significa che quando uno dei due genitori muore, la pensione di reversibilità che va ai figli pro quota porta ad un innalzamento del reddito tale da determinare, nella quasi totalità dei casi, la perdita per gli orfani del diritto di restare a carico dell'altro genitore. In pratica, il genitore superstite si ritrova vedovo, e impossibilitato a poter detrarre le spese dei figli come quelle mediche, sportive, universitarie. L'emendamento riformulato dal relatore prevede che le quote di reversibilità concorrano al reddito oltre i mille euro. 

 

 

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Un’apertura che potrebbe rimettere tutto in discussione. La partita delle nuove comunicazioni Iva potrebbe riaprirsi all’interno del Ddl di bilancio, visto che il decreto fiscale si appresta a essere approvato in modalità «blindata» rispetto al testo licenziato la scorsa settimana dalla Camera (si veda quanto anticipato su queste colonne il 17 novembre). A far sperare sono le parole pronunciate dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un’intervista a Radio24. «Le opinioni del Mef e i dati della Ragioneria dello Stato – ha ammesso il premier – dicono che con un metodo diverso come le comunicazioni trimestrali sarà più semplice incassare denaro perché si eviterà l’evasione, dall’altro lato gli esercenti ci dicono “attenzione, perché sono un di più di adempimenti”». I margini restano appunto all’interno della manovra ora all’esame di Montecitorio: «In fase di legge di stabilità – ha continuato Renzi – stiamo discutendo su che si può fare per combinare le due esigenze».

Una dichiarazione che testimonia, quindi, come la questione sia attenzionata dal Governo. Del resto, i professionisti hanno fatto sentire a più riprese la loro voce contro gli otto nuovi adempimenti a regime tra la comunicazione analitica dei dati delle fatture (il nuovo spesometro) e delle liquidazioni periodiche dell’Iva. Ma soprattutto c’è la sensazione diffusa che né gli interventi correttivi introdotti nel passaggio alla Camera del Dl fiscale (come la “semestralizzazione” del primo invio sulle fatture o la riduzione delle sanzioni) né l’eliminazione di altre comunicazioni bastino a mitigare un calendario 2017 che si annuncia tutto in salita per gli adempimenti a cui saranno chiamati.

Le parole con cui il coordinamento delle sigle sindacali dei commercialisti (Adc, Aidc, Anc, Andoc, Unagraco, Ungdcec e Unico) hanno accompagnato la convocazione della manifestazione del 14 dicembre a Roma per indire lo sciopero nazionale dipingono lo stato d’animo della categoria perché esprimono la «profonda delusione della nostra categoria nei confronti di misure che, puntualmente, non solo disattendono le numerose e continue promesse di semplificazione, ma addirittura contribuiscono a complicare ulteriormente il funzionamento del sistema fiscale del Paese». Una manifestazione che, come anticipato dal presidente dell’Anc (Associazione nazionale commercialisti) Marco Cuchel, «sarà aperta a colleghi ma anche a parlamentari per discutere e approfondire le difficoltà provocate dall’introduzione dei nuovi adempimenti».

Conti alla mano, Confprofessioni Lazio ha stimato anche i costi per imprese e professionisti in 10 miliardi di euro nel prossimo triennio, arrivando a parlare di «tassa occulta» sulle partite Iva con un importo medio sostenuto che si attesterà sui 480 euro annui nel 2017 e sui 720 dal 2018. «Non si comprende perché – ha sottolineato il presidente di Confprofessioni Lazio, Andrea Dilli – a fronte di provvedimenti che vanno indubbiamente nella giusta direzione come studi di settore, superammortamenti, Ddl lavoro autonomo, si introducano contestualmente adempimenti che accrescono il peso della burocrazia, scoraggiano gli investimenti e che, invece di combattere l’evasione, finiscono per pesare su chi le tasse le paga già».

Il capogruppo Pd in commissione Finanze alla Camera, Michele Pelillo, precisa che «la delusione espressa dalle associazioni dei commercialisti ci sorprende e ci rammarica molto, perché non tiene conto del grande lavoro delle commissioni Finanze e Bilancio». E nel ricordare i correttivi approvati sottolinea che intervenire sull’evasione Iva è «un atto dovuto e molto importante, poiché nel nostro Paese abbiamo ancora dei livelli altissimi e tutte le categorie sono chiamate a dare il loro contributo».

Fonte:

 

www.ilsole24ore.it (Giovanni Parente)

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La Camera, dopo aver votato, con 359 voti a favore e 166 contrari, la questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili (C. 4110 A/R) nel nuovo testo predisposto dalle Commissioni a seguito del rinvio deliberato dall'Assemblea, ha approvato il provvedimento che passa ora all'esame del Senato.

Rottamazione delle cartelle, maglie della voluntary più elastiche, stop al tax-day, rinnovo automatico della cedolare secca: sono alcune delle misure principali del testo con il quale si ufficializza anche l'addio ad Equitalia.

Ecco in sintesi le principali norme:

EQUITALIA ADDIO - Si scioglierà dal primo luglio 2017. Al suo posto nascerà l'Agenzia delle entrate e della riscossone. Equitalia Giustizia resta in vita. Il passaggio al nuovo ente pubblico economico (Agenzia delle Entrate - Riscossione) dal 1° luglio 2017 avverrà senza soluzione di continuità per tutti i dipendenti (nessuno escluso) e senza il superamento di una prova di esame, che è stata cancellata dalla Camera.

 

CARTELLE, VIA A ROTTAMAZIONE. ANCHE 2016 - Arriva la definizione agevolata per il pagamento delle cartelle. Non si pagheranno sanzioni e interessi. Le multe sono incluse ma in questo caso vengono 'scontati' solo gli interessi. Il pagamento sarà in rate, fino ad un massimo di 5. Il 70% delle somme dovute dovrà essere versato il prossimo anno, il restante nel 2018. Per accedere c'è tempo fino al 31 marzo 2017.

 

ROTTAMABILI TUTTE CARTELLE, NON SOLO EQUITALIA - Anche gli enti locali che non si affidano alla società, ricorrendo direttamente ad ingiunzioni fiscali anziché a vere e proprie cartelle, potranno fare ricorso alla rottamazione.

 

STOP AGGIO EQUITALIA, PRIMO PASSO - Una norma quadro permette di modificare e superare l'attuale sistema "con un nuovo modello di remunerazione dell'agente della riscossione".

 

SI RIALLARGA LA VOLUNTARY - Chi ha già aderito alla prima operazione facendo emergere capitali dall'estero potrà ora sfruttare la voluntary bis per mettersi in regola con capitali nascosti finora in Italia. La regola vale anche viceversa e supera il divieto di partecipare una seconda volta. Il contante in emersione sarà spalmato "con quote costanti" su 5 anni.

 

ARRIVANO SEMPLIFICAZIONI FISCO - Il pacchetto va dal rinnovo automatico della cedolare secca in caso di proroga dell'affitto alla cancellazione delle tasse sulle spese di viaggio e trasporto per i piccoli imprenditori fino allo stop a cartelle e richieste di documentazione fiscale nel mese di agosto.

 

STOP AL TAX DAY, SCADENZA IN DUE TRANCHE - Le scadenze fiscali di giugno saranno in due tranche: il pagamento di Irpef, Irap e Ires dovrà essere effettuato entro il 30 giugno mentre il pagamento di Imu e Tasi resta al 16 del mese.

STUDI SETTORE ADDIO - Arrivano gli indici di affidabilità che attiveranno meccanismi premiali limitando i controlli.

 

'SPESOMETRO', SEMESTRALE PER PRIMO ANNO - Le comunicazioni Iva potranno essere semestrali, ma solo per il primo anno. Poi scatterà la comunicazione trimestrale.

 

ABBATTUTE MULTE SU E-FATTURA - Errori nella comunicazione Iva telematica sarà punita con una sanzione da 500 a 2.000 euro (contro la forchetta originaria 5.000-50.000 euro). In caso di errata trasmissione dei dati la sanzione sarà di 2 euro per fattura (contro i 25 euro originari), per un massimo di 1.000 euro a trimestre, anziché 25.000 euro. Possibile dimezzare le multe correggendo entro 15 giorni.

 

SI ALLARGA CREDITO IMPOSTA - Il bonus da 100 euro per le imprese che sostengono spese per "l'adeguamento tecnologico" necessario alle comunicazioni telematiche Iva sarà esteso a chi sceglie la fatturazione elettronica tra privati. Ai contribuenti che optano per lo spesometro è concesso un ulteriore credito di 50 euro "per una volta".

 

Fonte:

www.ansa.it

www.camera.it

 

 

 

 

Pubblicato in FENAPI Comunica

La Ministra per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha posto, a nome del Governo, la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili (C. 4110-A)., nel nuovo testo predisposto dalle Commissioni a seguito del rinvio deliberato dall’Assemblea. La fiducia sarà votata nella seduta di domani prevista per le ore 9,30. Il testo, che scade il 23 dicembre, deve poi passare in seconda lettura al Senato.

Intanto questa mattina le commissioni Finanze e Bilancio della Camera riunitesi hanno stralciato la norma sul regime dei minimi che era stata approvata proprio dalle commissioni.

La misura prevedeva che se un lavoratore autonomo con partita Iva, che aderisca al regime forfettario dei minimi, supera il tetto massimo previsto per ricavi o compensi fino a un massimo di 15mila euro, può continuare ad usufruire del regime forfettario pagando sull’ammontare del reddito eccedente alla propria soglia limite un’aliquota al 27% invece che al 5% (o al 15% dopo i primi cinque anni). La norma, ora stralciata, potrebbe essere recuperata in manovra.

Per l’altra disposizione del decreto fiscale su cui la Ragioneria generale dello Stato aveva rilevato problemi di copertura - 15 milioni l’anno - è stato stabilito che le risorse necessarie arriveranno dal fondo per gli interventi strutturali di politica economica.

 La norma prevede che il pagamento di tasse e tributi degli enti locali possa essere effettuato sul conto corrente di tesoreria dell'ente impositore o mediante F24, anche attraverso strumenti di pagamento elettronici e per le entrate diverse dal quelle tributarie solo sul conto corrente di tesoreria o tramite strumenti di pagamento elettronici.

Fonte:

http://webtv.camera.it

http://www.adnkronos.com

 

 

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Rinvio in Commissione per il decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2017. La Ragioneria generale dello Stato ha rilevato problemi di copertura in relazione ad alcuni emendamenti al decreto, approvati negli ultimi giorni. Si tratta, in particolare, delle disposizioni sul regime dei minimi e sulla riscossione coattiva. Il relatore di maggioranza ha pertanto chiesto il rinvio del testo alle Commissioni Bilancio e Finanze per le necessarie modifiche. Domani il voto sul rinvio. Il via libera della Camera slitta probabilmente a mercoledì 16 novembre.

La Ragioneria Generale dello Stato ha rilevato problemi di copertura, in relazione ad alcuni emendamenti approvati dalle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera.

“Sono emersi, ha rilevato il relatore di maggioranza Giovanni Sanga, alcuni aspetti problematici, soprattutto, limitatamente ad alcuni punti del testo all'esame dell'Assemblea che richiedono il rinvio nelle Commissioni del provvedimento, limitatamente a quei punti.  Si tratta, in particolare, degli articoli 2-bis e 7-sexies, nonché dalla formulazione del comma 13-bis dall'articolo 1. Propongo, quindi, che ci possa essere un rinvio nelle Commissioni, rinvio circoscritto ai profili di copertura degli articoli 2-bis e 7-sexies, nonché alla correzione di un errore materiale concernente il riferimento normativo contenuto nel comma 13-bis dell'articolo 1(quello sull’abolizione di Equitalia), che deve essere sostituito con il rinvio al comma 13 del medesimo articolo 1.”

Le criticità rilevate dalla Ragioneria riguardano le modifiche introdotte sul regime dei minimi e sulla riscossione coattiva.

Per quanto riguarda il regime dei minimi l’emendamento approvato consente per due anni non consecutivi ai contribuenti che applicano il regime dei minimi di optare per un'imposta sostitutiva del 27% sui maggiori ricavi o compensi ottenuti fino a 15.000 euro in alternativa all'uscita dal regime. In sostanza, il contribuente che applica il regime agevolato può continuare a goderne anche se ha conseguito ricavi o compensi superiori alla soglia, con l’applicazione dell’aliquota del 27% sulla quota eccedente. Secondo la RGS, tuttavia, il rischio è di estendere oltre misura la platea degli aventi diritto con conseguenze difficilmente sostenibili per lo Stato;

La seconda misura che dovrà essere rivista dispone che il pagamento spontaneo delle entrate degli enti locali è effettuato sul conto corrente di tesoreria dell’ente impositore o mediante F24, anche attraverso strumenti di pagamento elettronici, mentre per le entrate diverse da quelle tributarie il versamento è effettuato esclusivamente sul conto corrente di tesoreria o tramite strumenti elettronici.

Il voto sull’autorizzazione al rinvio del testo alle commissioni Bilancio e Finanze è atteso per martedì 15 novembre. L’ok in prima lettura al D.L. n. 193/2016 slitta probabilmente a mercoledì 16 novembre.

Fonte:

http://www.camera.it

 

http://www.ipsoa.it

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Tra le novità di rilievo del decreto fiscale che accompagna la manovra 2017 c'è anche la riforma dello spesometro,  la comunicazione annuale all'Agenzia delle Entrate delle operazioni rilevanti ai fini Iva.

La proposta di modifica, a prima firma Michele Pelillo (Pd),prevede che ''per il primo anno di applicazione, la comunicazione relativa al primo semestre è effettuata entro il 25 luglio''.

Negli anni successivi, invece, la comunicazione avrà le seguenti scadenze:

1° trimestre: gennaio, febbraio e marzo: scadenza entro il 31 maggio ;

2° trimestre aprile, maggio e giugno: invio comunicazione entro il 16 settembre;

3° trimestre luglio, agosto e settembre: scadenza entro il 30 novembre 2017;

4° trimestre ottobre, novembre e dicembre: scadenza entro il 28 febbraio dell’anno successivo.

Sono state, inoltre, sensibilmente ridotte le sanzioni su omissioni o errori negli invii telematici delle comunicazioni periodiche IVA introdotte dal decreto. In tal modo la sanzione ora prevista è di due euro per ogni fattura omessa o errata, con un massimo di 1.000 euro a trimestre e una sanzione dimezzata, con un massimo di 1.000 euro a trimestre, in caso di ravvedimento entro due settimane dalla scadenza. Inizialmente invece si prevedevano sanzioni fino a decine di migliaia di euro.

 “Anche gli Enti non commerciali, e quindi i Circoli FENAPI, evidenzia Carmelina Cassaniti responsabile Caf Fenapi Impresa, rientrano tra i soggetti obbligati all'invio della comunicazione polivalente, pertanto, prosegue, onde evitare di incorrere nelle sanzioni previste per la mancata presentazione dello spesometro entro i termini (minimo di 258,23 euro a un massimo di 2065,83 euro),  si invitano i Circoli e le società di servizi FENAPI ad inviare la documentazione entro i termini ai fini della corretta e regolare esecuzione dei servizi garantiti dalla FENAPI Nazionale.”

 

Fonte:

www.adnkronos.com/soldi/economia/2016/11/09/multe-fatture-iva-cambiano-regole_9YfzLtfuw310YpaeaDe6AL.html

 

www.ilsole24ore.com

 

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