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21 Mar 2018

RASSEGNA STAMPA. IN EDICOLA OGGI In evidenza

Apriamo la nostra rassegna stampa  analizzando la prima pagina del quotidiano IlSole24ore .

 

 In apertura il tema delle agevolazioni.  Per il software integrato iperammortamento al 150%.

“… I principi contabili guidano la qualificazione del software ai fini dell’iperammortamento. Se si tratta di programmi di base necessari al funzionamento del macchinario 4.0, il costo si cumula a quello della macchina su cui spetta la deduzione al 150%. In caso di software «stand alone», spetta invece l’ammortamento 40% purché si tratti di immobilizzazione immateriale secondo l’Oic 24. Per determinare il costo e gli oneri accessori, occhi puntati sull’Oic 16. Nel calcolo dell’Ires del bilancio 2017, le società fanno i conti per la prima volta con l’iperammortamento. I princìpi contabili sono di ausilio per risolvere diverse questioni, ma restano dubbi su cui si attendono interventi. Un primo aspetto riguarda il software rientrante nell’allegato B) alla legge 232/16 che, se si è realizzato almeno un investimento «iper», può usufruire della deduzione al 40 per cento. La circolare 4/E/17 ha affermato che l’incentivo riguarda i software «stand alone» anche se acquisiti in licenza d’uso, purché iscrivibili nelle immobilizzazioni immateriali…”

A centro pagina: Dilaga lo scandalo dei profili rubati, a Wall Street titoli a picco, Londra e Bruxelles vogliono interrogare Zuckerber.  Il caso Facebook travolge i social «Chiarezza su dati a uso politico» Agcom: informazioni su elezioni 4 marzo - Usa e Ue dure sulla privacy.

“… La vicenda di Cambridge Analytica mette Facebook nell’angolo. Il mondo chiede chiarezza sull’uso dei dati personali. Il Parlamento inglese e l’Europarlamento hanno chiesto l’audizione di Zuckerberg . A maggio scattano le nuove regole Ue e anche gli Usa preparano ad una stretta…”

L’articolo di fondo di Adriana Cerretelli.

“ VERSO IL VERTICE UE.  Per l’Italia e per l’Europa non è tempo di scommesse.”

“… Da quando l’opinione pubblica è diventata per metà euroscettica, in Italia si tende a guardare l’Europa con un filtro deformante, specularmente opposto a quello che per decenni ci ha visto come il popolo più euro-entusiasta dell’Unione. Entrambi i filtri erano e sono sbagliati. L’Europa non è mai stata l’amorevole mamma di nessuno e oggi non è la fonte di tutti i nostri guai. Al contrario. Ma il messaggio fatica a passare, come hanno dimostrato i risultati elettorali. E questo rischia di diventare un pesante handicap, di allontanarci dalla cabina di regia proprio quando cominciano le prove della nuova Unione di domani. L’Europa siamo noi, noi con tutti gli altri Paesi membri. Più che di un ideale, è l’espressione della somma conflittuale dei molteplici interessi nazionali che la abitano. Per questo è difficile da vivere e da costruire. Per quanto scomode, le sue intrusioni sono ormai parte integrante di Dna e sovranità nazionale di tutti i suoi adepti. Nel mondo globale, poi, è diventata una realtà irrinunciabile, anche se più che imperfetta. Senza, si starebbe peggio: meno stabilità politica, economica e finanziaria, meno tutele, insicurezze continentali ancora più diffuse. Ormai nessun Paese è un’isola e nessuno, nemmeno il più forte e popoloso, può permettersi di sognare di diventarlo. La Gran Bretagna, che isola lo è davvero, con Brexit sta scoprendo che il ritorno allo splendido isolamento è impresa complessa, ciclopica e carissima: per questo incarna il miglior vaccino contro nuove fughe secessioniste. Eppure il vento anti-Ue continua imperterrito a soffiare forte dovunque. Nella nuova Italia euroscettica i risultati delle elezioni consegnano all’Europa un Paese apparentemente ingovernabile e votato, per evitarlo, a concludere patti politici acrobatici, contro natura e di precaria durata. Non a caso i nostri partner come le istituzioni Ue seguono con comprensibile apprensione gli sviluppi nostrani. Non siamo la Grecia ma la terza economia dell’euro: un potenziale elefante in cristalleria se dovesse perdere la bussola diventando dannoso per sé e per gli altri…”

In basso : Per la Corte europea «non cumulabili» le misure penali e quelle amministrative Market abuse, sanzioni bocciate.  Sì alla doppia «punizione» solo per le violazioni in campo Iva.

“… Troppo severa la legge italiana di repressione del market abuse. Per la Corte di giustizia europea il rischio è quello di esporre la stessa persona a una doppia sanzione per la medesima condotta. La sentenza depositata ieri, in una vicenda che coinvolge Stefano Ricucci, riconosce la natura sostanzialmente penale della sanzione inflitta da Consob. Determinante il peso della misura pecuniaria e l’obbligatorietà della confisca. Dopo la pronuncia del 2014 Grande Stevens della Corte dei diritti dell’uomo, giudici europei ora compatti nel bocciare la disciplina italiana…”

In evidenza: Il G20. Apertura agli Usa del premier Li Sui dazi commerciali annuncio della Cina: pronti a concessioni.

In prima pagina oggi su ItaliaOggi.

Evidenza: In Germania i populisti non sono demonizzati. Lo dice Giardina nella galleria delle grandi firme di ItaliaOggi.

“… Giardina risponde al telefono dalla sua casa al centro di Berlino. Per i lettori di ItaliaOggi, questo siciliano di Palermo, classe 1940, è semplicemente «la Germania». Dal corpaccione teutonico, lui, professionista navigatissimo, corrispondente di Quotidiano Nazionale, estrae, con una freschezza invidiabile, storie minute, quotidiane, fatti che non conosceremmo mai, dentro lo stereotipo merkelliano che usiamo da anni, almeno da quando c’è l’austerità con cui facciamo i conti e che associamo, a torto o a ragione, ai tedeschi. «Io che leggo tutti i giorni 10 quotidiani», mi aveva detto giorni fa, in occasione di un’intervista, Giampaolo Pansa, «se voglio sapere che cos’è oggi la Germania, leggo Giardina su ItaliaOggi» …”

In apertura: Liti tributarie in formato maxi Le cause fiscali di valore superiore al milione di euro sono solo il 2% ma rappresentano tre quarti del contenzioso. Il numero delle liti in calo dell’8%.

“… Cala il contenzioso tributario, ma aumentano i maxi-ricorsi. Soprattutto sull’Iva. Le cause fiscali di valore superiore a un milione di euro, sebbene siano meno del 2%, assorbono i tre quarti della posta in gioco. Il numero complessivo dei nuovi contenziosi è risultato pari a 211.515 mila fascicoli, con una flessione dell’8,8% rispetto al 2016. È quanto emerge dal rapporto trimestrale sullo stato del contenzioso fiscale diffuso ieri …”

A centro pagina: Accordo nel centrodestra per bloccare il cambio delle casacche tra parlamentari.

“… Un patto tra gentiluomini, quello sottoscritto da Fi-Lega e Fdi in vista dell’avvio venerdì prossimo della XVIII legislatura. Silvio Berlusconi, preoccupato per la cannibalizzazione del suo partito da parte della Lega, non ha nessuna arma giuridica per evitare che ci siano travasi dal gruppo di Forza Italia a quello di Matteo Salvini. Anche il nuovo regolamento del senato che vieta i cambi di casacca non impedisce però passaggi da un gruppo ad un altro se già esistente. Il Cav si dovrà dunque fidare della parola che gli è stata data da Salvini stesso e dalla Meloni: non accetteranno iscrizioni di parlamentari provenienti da altri gruppi della coalizione di centrodestra ...”

In basso: Diventa obbligatorio per l’amministrazione centrale e fortemente consigliato per tutte le altre. Un concorso unico per gli statali.

“… Il concorso unico sarà la via maestra di reclutamento per gli statali. Obbligatorie per le amministrazioni centrali dello stato, le procedure di selezione «in forma centralizzata e aggregata» saranno «fortemente consigliate» anche per tutte le restanti amministrazioni. A riscrivere le regole dei concorsi pubblici è la direttiva del ministro Marianna Madia che andrà oggi sul tavolo della Conferenza unificata per la prescritta intesa …”

Per la rubrica Diritto e Rovescio:

“… Il concorso unico sarà la via maestra di reclutamento per gli statali. Obbligatorie per le amministrazioni centrali dello stato, le procedure di selezione «in forma centralizzata e aggregata» saranno «fortemente consigliate» anche per tutte le restanti amministrazioni. A riscrivere le regole dei concorsi pubblici è la direttiva del ministro Marianna Madia che andrà oggi sul tavolo della Conferenza unificata per la prescritta intesa …”

Su Milano Finanza in apertura lo scandalo Facebook.

 

“ Nobili decadute? Il caso sicurezza travolge tutto il settore ma il nasdaq tiene botta (+0,3%)”

“ Facebook abbatte tutti i social.  Seconda seduta di forte ribasso per la società di Zuckerberg sugli effetti del Datagate (-2,6%). Il capo della sicurezza annuncia prossime dimissioni. Ko Snapchat (-2,5%) e soprattutto Twitter (-10%).”

A centropagina : Intesa rifiuta 328 mln di crediti delle Venete.  La Ca’ de Sass esclude dal salvataggio alcune posizioni ad alto rischio. Che finiranno alla Sga. Questo l’esito della due diligence effettuata sulle attività di Popolare Di Vicenza e Veneto Banca .

 

 

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