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23 Apr 2018

RASSEGNA STAMPA. IN EDICOLA OGGI In evidenza

RASSEGNA STAMPA. IN EDICOLA OGGI

 

Apriamo la nostra rassegna stampa con la prima pagina del quotidiano IlSole24ore:

 

“Comuni, 23 miliardi a rischio. Salgono del 15% i crediti difficili. Senza incassi tempi lunghi nei pagamenti.”

“Incassi a rischio per i Comuni. L’importo dei crediti di «difficile riscossione», ovvero quelli sorti da oltre un anno, supera i 23 miliardi e tra il 2015 e il 2016 risulta in aumento del 15%. Un buco potenziale che “vale” quasi la metà delle entrate correnti. Le grandi città del Centro-Sud guidano la classifica degli importi pro-capite non ancora incassati: si tratta di Napoli, Roma e Reggio Calabria con oltre 1.500 euro per abitante, mentre Milano sfiora i 1.200. La ripercussione più evidente è nei tempi di liquidazione delle fatture dei fornitori: in Calabria, Campania e Lazio si superano i 150 giorni.”

L’articolo di spalla: La tutela dei dati. Datori di lavoro. Privacy al test dell’impatto per l’azienda.

“Il conto alla rovescia verso l’entrata in vigore del Regolamento europeo sulla privacy (Gdpr) sta per scandire gli ultimi 30 giorni. Dal 25 maggio, infatti, la riforma sostituirà le attuali norme nel nostro ordinamento. Uno degli adempimenti di maggiore rilevanza è la «valutazione di impatto privacy» (la sigla inglese Dpia sta per «Data privacy impact assessment»). Ne sono obbligati i datori di lavoro in possesso di dati sensibili di lavoratori «su larga scala» o che conservano dati personali di soggetti vulnerabili.”

L’approfondimento: Caccia agli errori sui bonus in condominio.

Inserite nella precompilata, lasciate nel foglio informativo o semplicemente mancanti. Sono le tre situazioni in cui possono ricadere le spese per lavori di ristrutturazione o risparmio energetico in condominio sostenute l’anno scorso e pagate dagli amministratori. Quando il dato è già stato inserito dal Fisco nella precompilata, il condomino può limitarsi a controllare che l’importo corrisponda a quello attestato dall’amministratore e, in caso positivo, accettare il modello senza modifiche. Invece, quando il dato è relegato al foglio informativo o del tutto assente, lo si può inserire se si è in possesso dell’attestazione dell’amministratore (e se si è in regola con i pagamenti). Altrimenti, bisogna imporre al professionista di redigere la certificazione o risalire ai giustificativi (ricevute dei bonifici, riparto delle spese e così via), ma qui la strada si complica.”

Taglio medio per una finestra sul mondo dell’istruzione in Italia. Già all’asilo il tasso d’iscrizione si ferma al 77% - Più istituti aperti al pomeriggio con gli aiuti europei.  Lascia la scuola uno straniero su tre Sono 826mila gli studenti non italiani - Alle superiori il 59% ha un anno di ritardo.

“Mentre gli alunni italiani diminuiscono quelli stranieri continuano a crescere: sono ormai 826mila, pari al 9,4% del totale. Ma l’obiettivo di una piena integrazione è ancora lontano. Come dimostrano i numeri del Miur, un 18enne su tre lascia gli studi prima del tempo. Quasi il triplo degli italiani. Ma l’emergenza è anche il profitto. Alle superiori il 59% degli alunni di cittadinanza straniera risulta indietro di almeno un anno. Un divario che in realtà si manifesta presto visto che il loro tasso di scolarità, nella fascia 3-5anni, è del 77% contro il 90% dei bambini nati in Italia. Per correre ai ripari le scuole punta a utilizzare in maniera massiccia i fondi europei per aprire le aule anche di pomeriggio e rafforzare in chiave innovativa le competenze di base. In ballo ci sono 280 milioni del Pon Istruzione.”

In basso: Quando l’hacker si traveste da Ceo.

“Nel 2017 sottratti 12 milioni di euro al settore bancario e industriale italiano attraverso le frodi informatiche. Sono i numeri emersi dagli accertamenti investigativi della polizia Postale e delle Comunicazioni al comando di Nunzia Ciardi e del Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche) diretto da Ivano Gabrielli. La prevenzione ha anche consentito di evitare frodi informatiche per 22 milioni di euro, attraverso il progetto Eu-Of2Cen, un network tra forze dell’ordine e banche europee, coordinato dalla stessa polizia Postale e con la collaborazione dell’Europol, l’agenzia Ue per la lotta alla criminalità. Sotto stretto monitoraggio ci sono soprattutto le cyber-truffe definite Ceo, da chief executive officer, ossia l’amministratore delegato. Il «sistema» si basa sull’uso di email in apparenza inviate da dirigenti apicali, per indurre i dipendenti a depositare grosse somme di denaro su conti correnti soprattutto esteri. Attraverso questo tipo di truffa, un importante istituto di credito italiano è stato frodato di circa 5 milioni di euro. Stessa sorte è toccata a una casa automobilistica nazionale. Frodi informatiche possono colpire anche semplici cittadini, che attraverso messaggi di posta elettronica falsificati sono indotti a fornire i propri codici di accesso alle home banking. Stando all’Europol, questo tipo di illecito è in costante crescita: negli ultimi 12 mesi risulta aumentato del 155%.”

Su Italia Oggi.

 

In apertura: Aziende e patrimoni di vetro. Con la quinta direttiva antiriciclaggio diventa obbligatorio identificare il titolare effettivo del trust o della gestione fiduciaria. E anche chi utilizza cripto valute.

“Trasparenza assoluta. È questo il filo conduttore della quinta direttiva antiriciclaggio approvata dal Parlamento europeo il 19 aprile e ora in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea per poi essere recepita in tutti gli stati membri. Di fatto vengono meno i residui schermi protettivi in ordine alla titolarità effettiva di patrimoni o aziende che ancora residuavano nelle legislazioni nazionali. Tra un paio d’anni (forse anche meno) tutti potranno interrogare, anche per via digitale, il registro delle imprese (pagando i relativi diritti di segreteria) e chiedere chi è il titolare effettivo della tale azienda, magari gestita da una fiduciaria, o del tale trust. Tutti dati che dovranno essere comunicati dagli amministratori di società al registro stesso. E l’ultima picconata a un mondo dove la possibilità di nascondere patrimoni o aziende era garantita in molti modi e che si è in pochi anni convertito alla trasparenza con l’abolizione del segreto bancario, lo scambio di dati tra amministrazioni finanziarie, le regole antiriciclaggio sempre più incisive. Con la quinta direttiva approvata nei giorni scorsi viene abbattuto anche l’ultimo baluardo di riservatezza costituito da fi duciarie e trust: per entrambi non sarà più possibile mantenere l’anonimato sul titolare effettivo del patrimonio o della società. In particolare per i trust con le nuove regole non rimarrà più nulla di nascosto: oggi sono circa 2 mila quelli già tenuti a comunicare all’amministrazione finanziaria i dati dei titolari effettivi, mentre per la maggior parte di loro, circa 8 mila, questa comunicazione non era necessaria.”

 

In basso:  Crescono le società che offrono soluzioni per ridurre i costi della manodopera. E l’Ispettorato passa al contrattacco Lavoro in appalto, aziende a rischio.

“…. Hai un’azienda? Risparmia fino al 40% sul costo del lavoro». Suona più o meno così l’offerta chiara e allettante per tante imprese che ha letteralmente sbigottito l’Ispettorato nazionale del lavoro, tanto da spingerlo a prendere provvedimenti. Offerte di questo tipo sono in circolazione da mesi, con volantini e manifesti di annunci pubblicitari di società e consulenti che, per ridurre il costo del lavoro, propongono l’esternalizzazione del personale mediante «contratti di rete» e utilizzo di distacco e codatorialità. Non solo; garantiscono pure una riduzione, se non eliminazione, del costo del consulente del lavoro. Il fenomeno riguarda tutto il territorio nazionale e tutti i settori: per esempio, cassieri, baristi, cuochi, camerieri, idraulici, magazzinieri. L’Ispettorato non ha dubbi: sono artifici che realizzano forme di distacco e somministrazione illecite. Lo spiega nella circolare n. 7/18, invitando gli uffici territoriali a prestare massima attenzione alla presenza di soggetti che offrono servizi come questi, che promuovono soluzioni finalizzate a trarre vantaggi economici con violazioni dei diritti fondamentali dei lavoratori. Per le aziende si accentuano i rischi; nel caso di contratto di rete scatta la responsabilità solidale …”

 

Su Milano Finanza.

CRIPTOVALUTE NEGLI USA SI MOLTIPLICANO LE ASSOCIAZIONI CHE INGAGGIANO EX VERTICI DELLE AUTHORITY. Partono le lobby del bitcoin. L’obiettivo è trattare con i regolatori, Sec in testa, per limitare al massimo la vigilanza. Il punto più spinoso resta però come impedire le frodi nelle Ico. E poi occorre uno standard per gli Exchange.

In evidenza: DALL’UBS INVESTOR WATCH EMERGE CHE I MILIONARI RITENGONO CHE IL MAXI PATRIMONIO FACCIA BENE ALLA SALUTE I super ricchi credono di vivere fi no a 100 anni Ma per raggiungere l’obiettivo del secolo di vita occorre ritarare il portafoglio. Ecco come.

GENERALI. Donnet svela agli azionisti le prime mosse del piano della svolta;

PRIVATIZZAZIONI. Con 535 milioni la cordata Snam conquista il controllo della greca Desfa;

GARE DA RIFARE. Sogin va alla guerra legale contro Saipem: lavori fatti male e in ritardo;

 

BATTAGLIA SU TIM. Nuovo round Elliott-francesi E Bolloré lascia al figlio la poltrona in Vivendi.

 

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