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29 Nov 2018

Dl fisco, ok dell'Aula del Senato con 147 sì, 104 no, 6 astenuti In evidenza

Con 147 sì, 104 no e sei astenuti l'Aula del Senato ha approvato il Decreto fiscale che accompagna la manovra. Il testo passa ora alla Camera in seconda lettura dove dovrà essere approvato entro il 23 dicembre. La votazione era slittata ad oggi dopo essere saltato l'accordo con il Pd per chiudere entro la giornata di martedì. Per tutta la serata di ieri si erano susseguite le votazioni sugli emendamenti al provvedimento giunte fino all'articolo 16. Secondo quanto affermato il senatore Pd, Alan Ferrari, intervenendo in Aula a Palazzo Madama, era stata concordata una modalità dei lavori d'Aula, nella scorsa capigruppo "non più valida con l'arrivo di ulteriori emendamenti e subemendamenti" che hanno di fatto portato allo slittamento delle votazioni dalle 15.30 alle 17 per permettere alla commissione Finanze di scrivere i pareri e fare le proprie annotazioni. Tutto si era bloccato poi in serata poco dopo le 21.15 sulla ripresentazione di un emendamento ritirato in commissione Finanze da parte di M5S sulle concessioni autostradali. Malgrado il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo avesse assicurato trattarsi di una proposta di modifica identica a quella esaminata in commissione ma ritirata per sbaglio (i concessionari devono continuare a investire nella sicurezza anche di fronte alla scadenza della concessione) le opposizioni sono insorte: la presidenza aveva in un primo momento aveva proposto la possibilità di presentare subemendamenti nel giro di 30 minuti ma le opposizione hanno poi ottenuto lo slittamento. In mattinata poi era stato ritirato l'emendamento.  

 Nel corso dell'intervento in Aula in replica alla discussione generale, il sottosegretario all'Economia Massimo Bitonci ha ammesso che con il lavoro in commissione Finanze "c'è stato un miglioramento sostanziale del testo" in cui "non c'è un condono", ma una "vera pace fiscale".

Tra le novità evidenziate nel testo l'adempimento collaborativo, la sanatoria per le irregolarità formali che ha sostituito tutta la dichiarazione integrativa speciale, il bonus bebè e stanziamenti per le Regioni colpite dalle ultime calamità naturali. E poi ancora: misure come la rottamazione ter delle cartelle, lo stralcio delle mini cartelle, la definizione agevolata delle liti fiscali e la definizione degli errori formali che "danno una boccata d'ossigeno ai piccoli contribuenti in difficoltà che meritano di essere rimessi in carreggiata", ha precisato il senatore Emiliano Fenu (M5S), relatore in commissione finanze del decreto fiscale. Per chi effettua il versamento mensile dell'Iva, la moratoria delle sanzioni per mancato utilizzo della fatturazione elettronica viene estesa di tre mesi, fino alla fine di settembre del prossimo anno. La reverse charge settoriale viene prorogata di quasi 4 anni, fino al fine giugno 2022.    Rinviata di tre mesi fino alla fine di settembre del prossimo anno la moratoria delle sanzioni per mancato utilizzo della fatturazione elettronica per chi effettua il versamento mensile dell'Iva. Approvato anche un ordine del giorno di Fratelli d'Italia che impegna il governo a introdurre agevolazioni fiscali a favore delle imprese che investono all'interno delle zone logistiche semplificate (Zls) dei porti di Venezia e Trieste. Torna poi l'incompatibilità della figura istituzionale di governatore con il ruolo di commissario ad acta per la sanità e lo stop alla patente per chi non paga l'assicurazione auto per la quale si raddoppia anche la multa. 

Fonte: Rainews

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