Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca sul pulsante Cookie Policy

03 Mag 2018

E-FATTURA: DA GENNAIO ARRIVA ANCHE “L’ESTEROMETRO” MENSILE In evidenza

L’attenzione dei contribuenti e degli operatori fiscali è tutta concentrata sulla rivoluzione digitale fiscale che prevede l’obbligo di fatturazione in esclusiva modalità elettronica a partire dal 1 gennaio 2019, per tutti i soggetti ‘business’, per qualsiasi operazione effettuata verso operatori nazionali residenti, stabiliti o identificati nel territorio italiano, ‘business’ o ‘consumer’, ovvero titolari o meno di partita IVA. 



Tale obbligo, che prevede la sola esenzione per i contribuenti minimi e forfettari, comporterà che tutte le fatture emesse verso soggetti considerati dal fisco come ‘nazionali’, dovranno essere emesse in osservanza del tracciato xml previsto dall’Agenzia delle Entrate, e trasmesse in via telematica al Sistema di Interscambio. Sarà poi il ‘cervellone’ dell’Agenzia, il SDI, a recapitare le fatture ai destinatari finali. Il flusso documentale, totalmente dematerializzato, sarà immediatamente disponibile nei server dell’Agenzia delle Entrate che, sulla base della mole di dati pervenuti, potrà porre in essere tutta una serie di elaborazioni e di controlli, anche avvalendosi della collaborazione con la Guardia di Finanza (vedasi a tal proposito GdF: con la E-fattura controlli in tempo reale). 



Tutto l’impianto tecnico e normativo delle disposizioni cui sopra, introdotte con la manovra 2018 (Legge 205 del 27 dicembre 2017), compresa l’introduzione anticipata delle disposizioni cui sopra al 1 luglio 2018 per alcuni settori considerati a ‘rischio’ (filiera dei carburanti e sub appalti nell’ambito di appalti stipulati con la Pubblica Amministrazione), è stato pensato al fine di combattere fenomeni di evasione e frode fiscale. 



Tuttavia, l’esperienza ha insegnato ai verificatori che importanti frodi vengono compiute non solo con il concorso di operatori nazionali, ma anche (se non soprattutto) avvalendosi di soggetti esteri. Restava, pertanto, ancora aperta la questione di come monitorare l’aspetto ‘estero’, che sfuggirà all’obbligo di fatturazione elettronica. 



A tal fine è stato introdotto un ulteriore obbligo, con decorrenza 1 gennaio 2019, ovvero la “Comunicazione telematica dei dati delle operazioni transfrontaliere”, che noi, colloquialmente, amiamo definire ‘esterometro’.


La trasmissione telematica dei dati dovrà avvenire con cadenza mensile, e riguarderà i dati relativi alle operazioni di cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato



La comunicazione dovrà essere inoltrata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello del documento emesso, ovvero a quello della data di ricezione del documento di acquisto. Sul punto si precisa che per data di ricezione si deve intendere la data di ricezione dell’operazione passiva ai fini della liquidazione IVA



Quanto alle specifiche dei dati da trasmettersi, i necessari chiarimenti sono stati forniti con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate protocollo n. 89757 del 30 aprile 2018. 

Le informazioni saranno inviate, come sempre, esclusivamente in modalità telematica, secondo gli standard fissati dall’Agenzia delle Entrate, e consisteranno in: 



  • Dati identificativi del cedente/prestatore;
  • Dati identificativi del cessionario/committente:
  • Data del documento comprovante l’operazione
  • Data di registrazione del documento (solo per i documenti ricevuti, ovvero gli acquisti e le spese, e le relative note di variazione);
  • Numero del documento;
  • Base imponibile IVA;
  • Aliquota IVA applicata e imposta;
  • Se l’operazione non comporta annotazione dell’imposta, occorrerà indicare la tipologia dell’operazione (codice Natura).


Come è evidente, la struttura logica dell’esterometro è sostanzialmente quello dello spesometro, con la sola differenza che i dati da trasmettere saranno appunto limitati a quelli che si riferiscono a rapporti intrattenuti con l’estero, posto che tutti gli altri perverranno già a monte al Sistema di Interscambio grazie alle fte (fatture elettroniche). 



La ratio dell’introduzione della comunicazione delle operazioni transfrontaliere risiede appunto nel far pervenire al Sistema di Interscambio quelle informazioni che diversamente sfuggirebbero, e per questa ragione sarà possibile non comunicare quelle operazioni intercorse con l’estero che tuttavia sono già conosciute all’erario, ovvero quelle per le quali è già stata emessa una bolla doganale, oppure documentate da fattura elettroniche. 



E’ interessante sottolineare come nel Provvedimento sia testualmente prevista la trasmissione facoltativadelle summenzionate operazioni, il che significa che laddove le stesse fossero comunque trasmesse, tale circostanza non costituirà un problema per il contribuente, mentre in effetti potrebbe costituire un ulteriore lavoro aggiuntivo valutare se una certa fattura estera debba o meno essere trasmessa. 

Per quanto riguarda l’aspetto attivo, sarà possibile sostituire la comunicazione con l’emissione della fattura direttamente in formato elettronico (che in tal modo perverrà direttamente al Sistema di Interscambio). Posto che il destinatario estero non sarà in possesso di codice identificativo SDI, né di PEC, la trasmissione avverrà indicando un codice convenzionale al campo , ovvero “XXXXXXX”, come precisato nelle specifiche tecniche Allegato A al Provvedimento Direttore Agenzia delle Entrate Prot. n. 89757/2018.

 

Fonte: FiscalFocus

Letto 2820 volte
Devi effettuare il login per inviare commenti
JoomShaper