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Introdotte per colmare il vuoto lasciato dai voucher, le prestazioni di lavoro occasionale sono state oggetto recentemente di importanti modifiche per mano del cosiddetto “Decreto dignità” (D.L. n. 87/2018 convertito in L. n. 96/2018), figlio del nuovo esecutivo giallo-verde.

Alla luce dei cambiamenti intervenuti è quanto mai opportuna una panoramica sull’attuale disciplina delle prestazioni occasionali, soprattutto per capirne limiti e modalità di utilizzo.

Le novità dei nuovi voucher riguardano l’introduzione di due strumenti: il Libretto Famiglia (utilizzabile da privati) e il Contratto di Prestazione Occasionale (per professionisti, imprenditori, associazioni, …).

Possono utilizzare i nuovi voucher i seguenti soggetti:

Persone fisiche che non esercitano attività professionale o d’impresa (per intenderci soggetti privati in ambito familiare) attraverso il “Libretto famiglia”;

Imprese che occupano fino a cinque dipendenti a tempo indeterminato attraverso il “Contratto di prestazione occasionale”.

A queste ultime si aggiungono dal 12 agosto 2018, per volere del Decreto dignità, le aziende alberghiere e strutture ricettive che operano nel settore del turismo che abbiano alle proprie dipendenze fino a otto dipendenti a tempo indeterminato. La deroga opera solo con riferimento alle prestazioni rese dai seguenti soggetti:

Titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;

Under 25, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università;

Disoccupati;

Percettori di prestazioni integrative del salario, del reddito di inclusione o di altre prestazioni di sostegno al reddito.

Possono infine ricorrere al lavoro occasionale le amministrazioni pubbliche esclusivamente per esigenze temporanee o eccezionali.

Nuovi voucher: il libretto famiglia

Pensato per i privati, gli utilizzatori possono acquisire prestazioni di lavoro attraverso il libretto famiglia, un libretto nominativo prefinanziato, composto da titoli di pagamento, il cui valore nominale è fissato in 10 euro, importo finalizzato a compensare attività lavorative di durata non superiore a un’ora. Il libretto famiglia può essere acquistato mediante versamenti tramite F24 modello Elide, con causale LIFA, oppure tramite il “Portale dei pagamenti”.

 

Nuovi voucher: quando non si possono utilizzare

Escluso invece l’utilizzo delle prestazioni occasionali nell’esecuzione di appalti o da parte di imprese dell’edilizia e settori affini oltre a coloro che esercitano attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, del settore delle miniere, cave e torbiere.

Nuovi voucher: regole sui prestatori

Imprese e famiglie possono avvalersi di qualsiasi soggetto per lo svolgimento di prestazioni di lavoro occasionale. E’ in ogni caso vietato il ricorso a prestatori con cui l’utilizzatore abbia in corso, o sia cessato da meno di sei mesi, un rapporto di lavoro subordinato (eccezion fatta per la somministrazione) o di collaborazione coordinata e continuativa, pena la conversione sin dall’inizio in rapporto a tempo pieno e indeterminato qualora ne sia accertata la natura subordinata.

Nelle imprese del settore agricolo il contratto di prestazione occasionale è ammesso per le attività rese da titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità, under 25, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università, disoccupati, percettori di prestazioni integrative del salario, del reddito di inclusione o di altre prestazioni di sostegno al reddito. E’ inoltre richiesto che i soggetti citati non siano stati iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

 

Nuovi voucher: i limiti di utilizzo

Elemento caratterizzante il nuovo voucher (come peraltro il suo antenato) è il ricorso a prestazioni lavorative che producano nell’anno civile (periodo 1° gennaio – 31 dicembre):

Per ciascun prestatore, con riferimento a tutti gli utilizzatori, compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;

Per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;

Inoltre, il prestatore dal medesimo utilizzatore non può ricevere compensi superiori a 2.500 euro e nemmeno superare le 280 ore rese in un anno civile.

 

Nuovi vocuher: il contratto di prestazione occasionale

Il contratto di prestazione occasionale è rivolto a diverse categorie di utilizzatori, ognuno con propri limiti e caratteristiche peculiari: professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori, associazioni, fondazioni e altri enti di natura privata, pubbliche amministrazioni, enti locali, aziende alberghiere e strutture ricettive del settore turismo, onlus e associazioni che possono acquisire prestazioni di lavoro attraverso contratti di prestazione occasionale, per attività lavorative sporadiche e saltuarie, nel rispetto dei limiti economici previsti dalla norma.

 

Nuovi voucher: compenso e tutele per il prestatore

La misura del compenso è stabilita dalle parti, nel rispetto comunque di 9 euro netti all’ora (per i privati 8 euro), ad eccezione del settore agricolo dove il dato è ricavato dai minimi salariali mensili degli operai. Non solo, il compenso giornaliero dev’essere pari almeno a 36 euro, equivalenti a quattro ore lavorate, anche nei casi in cui la durata effettiva della prestazione sia stata inferiore. Per le ore successive, la misura del compenso è liberamente stabilita dalle parti, comunque in ossequio del limite minimo di 9 euro netti all’ora.

La liquidazione del compenso avviene da parte dell’INPS entro il giorno 15 del mese successivo quello di svolgimento della prestazione a mezzo accredito su conto corrente o, in assenza di indicazioni in tal senso, con bonifico bancario domiciliato pagabile presso gli uffici postali. Il Decreto dignità ha inoltre stabilito che il compenso può essere riscosso direttamente presso gli sportelli postali, previa presentazione di univoco mandato o autorizzazione di pagamento emessa dalla piattaforma INPS e stampata dall’utilizzatore.

Nel lavoro occasionale è garantita la copertura INPS (per invalidità, vecchiaia e superstiti con versamento dei contributi alla Gestione separata) e INAIL, i cui oneri sono interamente a carico dell’utilizzatore oltre ai costi di gestione. Infine, i compensi percepiti sono esenti da Irpef e non incidono sullo status di disoccupato.

Nuovi voucher: come funzionano

Il primo passo è la registrazione dell’utilizzatore e del prestatore presso la piattaforma informatica dell’INPS. A questo punto, il privato o l’impresa deve alimentare il proprio portafoglio telematico da cui verranno prelevate le somme destinate a finanziare la prestazione (compenso e oneri accessori). Il versamento può essere effettuato con modello F24 o sulla piattaforma informatica INPS con strumenti di pagamento elettronico con addebito in conto corrente o su carta di credito / debito.

Le sole imprese devono comunicare almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione, tramite il servizio online dell’INPS, dati identificativi del prestatore, compenso pattuito, luogo di svolgimento, oggetto della prestazione, data e ora di inizio e termine della stessa (l’imprenditore agricolo o l’azienda alberghiera possono comunicare la data di avvio e il monte ore complessivo presunto con riferimento a un arco temporale non superiore a dieci giorni).

Per i privati, invece, dev'essere inoltrata comunicazione sulla piattaforma INPS entro il giorno 3 del mese successivo quello di svolgimento della prestazione, contenente dati identificativi del prestatore, compenso pattuito, luogo di svolgimento, ambito e durata della prestazione.

Fonte: www.leggioggi.it

Pubblicato in Patronato INAPI

La sezione Lavoro della Corte di cassazione, con la sentenza 3468/2017 depositata ieri, è intervenuta in merito a un caso di licenziamento intimato al proprio direttore finanziario da una società, coinvolta in una vicenda di bancarotta e aggiotaggio, per avere questi dichiarato, nel corso di una intervista rilasciata a un quotidiano, che «sì, negli anni sono state realizzate varie operazioni dirette a fornire una rappresentazione dei bilanci della società diversa dal reale».

Sebbene il direttore finanziario avesse sempre affermato di non aver rilasciato al giornalista alcuna intervista, e che quelle pubblicate erano dichiarazioni frutto di un’autonoma iniziativa del giornalista, nei precedenti gradi di giudizio il licenziamento era stato ritenuto legittimo: a detta dei giudici di merito, infatti, la decisione era legittima e proporzionata perché «non vi sarebbe stata da parte del lavoratore una chiara e pubblica smentita sulla paternità di quelle dichiarazioni»; perché «sarebbe mancata qualsiasi sua iniziativa volta a contestare la attribuibilità al medesimo di quelle espressioni riportate tra virgolette»; perché «non risultava presentata alcuna querela, né era stata chiesta alcuna rettifica alla redazione del giornale».

Il direttore finanziario ha presentato ricorso in Cassazione e la Corte, ribaltando l’esito conforme dei due precedenti gradi di giudizio, ha invece rilevato l’illegittimità del licenziamento, per non avere la società fornito adeguata prova del fatto che il dirigente avesse effettivamente rilasciato l’intervista contenente le affermazioni contestate.

Secondo la Corte di cassazione, considerato che il dipendente aveva negato tale circostanza sin dal primo grado di giudizio, e aveva affermato che la dichiarazione era invece contenuta in un verbale di interrogatorio reso al Pm nel corso del quale erano stati forniti chiarimenti all’organo inquirente, la Corte di appello avrebbe giudicato dando per scontata «una circostanza che tale non era (intervista rilasciata dal ricorrente al giornalista), sul mero rilievo che era stata prodotta in atti una copia del quotidiano sul quale era riportata tale intervista, senza tener conto delle difese spiegate sul punto dal ricorrente e senza spiegare in virtù di quali elementi quella produzione fosse idonea a provare l’esistenza dell’intervista».

Così facendo, «la Corte di merito, lungi dall’attingere il proprio convincimento dalle risultanze probatorie processualmente acquisite, ha attribuito valore decisivo a una circostanza non presa in esame, che il ricorrente aveva reiteratamente contestato», e ha «omesso di considerare che l’onere della prova delle ragioni che giustificano il licenziamento (e quindi dell’avvenuto rilascio di quell’intervista) era a carico del datore di lavoro».

Solo l’accertamento preliminare dell’effettivo rilascio dell’intervista, quindi, sarebbe stato idoneo a risolvere la controversia, a nulla rilevando che non vi fosse stata, da parte del lavoratore, una pubblica smentita, o che il medesimo non avesse proposto querela nei confronti del giornalista o non avesse chiesto una rettifica alla redazione del giornale.

 

Fonte: www.ilsole24ore.com 

Pubblicato in Patronato INAPI

Ultimatum per le aziende che, nel corso del 2016, hanno stipulato contratti con le agenzie di somministrazione. Infatti, il 31 gennaio 2017 è l’ultimo giorno utile per l’inoltro della Comunicazione Annuale Obbligatoria sul monitoraggio dei lavoratori somministrati. L’adempimento, in particolare, interessa tutti i datori di lavoro i quali devono comunicare alla rappresentanza sindacale aziendale (RSA) ovvero alla rappresentanza sindacale unitaria (RSU) o, in mancanza, agli organismi territoriali di categoria delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, i dati relativi ai contratti di somministrazione stipulati nel 2016.

Il 31 gennaio 2017 è l’ultimo giorno utile per l’inoltro della comunicazione annuale obbligatoria sul monitoraggio dei lavoratori somministrati. L’adempimento, in particolare, interessa tutti i datori di lavoro i quali devono comunicare alla rappresentanza sindacale aziendale (RSA) ovvero alla rappresentanza sindacale unitaria (RSU) o, in mancanza, agli organismi territoriali di categoria delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, i dati relativi ai contratti di somministrazione stipulati nel 2016.

Modalità invio:

1. Consegna a mano;

2. raccomandata con ricevuta di ritorno;

3. oppure tramite posta elettronica certificata.

 

 

 

 

Pubblicato in CAF Fenapi Impresa

La copertura assicurativa dell’Inail spetta anche alle persone ammesse all’istituto della messa alla prova, la misura alternativa al processo introdotta con la legge n. 67 del 2014 per i reati considerati di minor allarme sociale e puniti con una pena non superiore ai quattro anni, che si inserisce nel quadro dell’evoluzione della funzione rieducativa della pena attraverso lo svolgimento da parte degli imputati di lavori di pubblica utilità non retribuiti presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, le aziende sanitarie, gli enti e le organizzazioni di assistenza sociale o di volontariato.
 
L’estensione riguarda anche i condannati per reati di lieve entità. A stabilirlo è l’ultima legge di Bilancio, che ha esteso la tutela prevista originariamente per i beneficiari di forme di sostegno al reddito, i detenuti e gli internati, e i migranti richiedenti asilo impegnati in progetti di utilità sociale, anche agli imputati in stato di sospensione del processo e messi alla prova, ai condannati per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, e ai tossicodipendenti che hanno ricevuto condanne di lieve entità per reati legati a sostanze stupefacenti o psicotrope, ai quali i giudici possono applicare, in alternativa alle pene detentive e pecuniarie, la sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità.

 


 
A breve le istruzioni operative per la gestione corretta dei nuovi casi. Per permettere l’estensione della copertura assicurativa a questi nuovi soggetti, il fondo istituito in via sperimentale presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con il decreto legge n. 90 del 2014 convertito nella legge 114 del 2014 – con una dotazione annuale di 5 milioni di euro finalizzata a reintegrare l’Inail dei costi legati agli obblighi assicurativi contro le malattie e gli infortuni delle persone coinvolte – è stato incrementato per il 2017 con altri tre milioni di euro. A breve l'Istituto diramerà le istruzioni operative per la corretta gestione della copertura assicurativa di queste tipologie di lavoratori.

Pubblicato in Patronato INAPI

Per favorire l’occupazione giovanile la legge 232/2016 (legge di bilancio 2017) ha introdotto un bonus contributivo legato all’alternanza scuola-lavoro.

In realtà, si tratta di una parziale riedizione dell’agevolazione concessa fino al 31 dicembre scorso ai datori di lavoro che realizzavano assunzioni a tempo indeterminato (legge 208/2015), destinata però alla sola platea dei giovani.

Nel dettaglio, è previsto l’esonero contributivo a favore dei datori di lavoro privati che assumono, dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018, a tempo indeterminato, studenti che abbiano svolto attività di alternanza scuola-lavoro o periodi di apprendistato presso l’azienda stessa: il comma 308 della legge 232 estende il beneficio alle nuove assunzioni con contratti di lavoro in apprendistato, esclusi i contratti di lavoro domestico e quelli degli operai in agricoltura.

Il bonus consiste nell’esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro (ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche e con esclusione dei premi e contributi Inail) nel limite massimo di 3.250 euro su base annua, per un massimo di 36 mesi.

Con riferimento all’apprendistato, l’incentivo porterebbe – di fatto – all’azzeramento della contribuzione.

La platea

I soggetti che possono portare in dote il beneficio sono gli studenti che, entro sei mesi dall’acquisizione del titolo di studio, abbiano svolto presso il datore di lavoro che li assume attività di alternanza scuola-lavoro pari o ad almeno il 30% delle ore di alternanza previste dalla legge 107/2015; oppure al 30% del monte orario previsto per le attività di alternanza all’interno dei percorsi di istruzione e formazione professionale; o, ancora, al 30% del monte ore previsto per le attività di alternanza realizzata negli istituti tecnici superiori; o, infine, pari al 30% del monte ore previsto dai rispettivi ordinamenti per le attività di alternanza nei percorsi universitari. Le ore obbligatorie di alternanza scuola lavoro sono 400 per gli istituti tecnici e professionali e 200 per i licei.

In pratica, quindi, l’assunzione agevolata spetta al datore di lavoro che ha impiegato lo studente per almeno 120 ore di alternanza se proviene da una formazione tecnica o 60 ore per chi proviene dal liceo.

In alternativa, ai requisiti minimi legati all’alternanza, i giovani per i quali scatta l’assunzione agevolata possono essere quelli che hanno svolto periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione.

La procedura

Il bonus verrà erogato dall’Inps secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, nei limiti delle risorse disponibili pari a 7,4 milioni per il 2017 (maggiori risorse sono stanziate a partire dal prossimo anno).

Per questo è necessario attendere le istruzioni dell’istituto. Comunque, per ottenere l’incentivo dovranno ricorrere alcune condizioni in capo al datore di lavoro, che deve rispettare i requisiti generali per le agevolazioni sulle assunzioni previsti dall’articolo 31 del Dlgs 150/2015, tra cui:

l’assunzione non deve costituire attuazione di un obbligo preesistente;

non deve violare il diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo;

il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di somministrazione non devono avere in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi, salvo specifiche esimenti.

 

L’Inps monitorerà il numero dei contratti incentivati e le minori entrate contributive: se emergono scostamenti rispetto alle risorse finanziarie stanziate, bloccherà le ulteriori richieste.

Fonte: www.ilsole24ore.com

Pubblicato in FENAPI Comunica

Interventi per il superamento e l’abbattimento delle barriere architettoniche nei luoghi di lavoro, l’adeguamento e l’adattamento delle postazioni di lavoro e la formazione. Sono queste le tre tipologie di interventi per le quali il datore di lavoro può beneficiare di rimborso o anticipo delle spese, come previsto dal nuovo Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro, approvato lo scorso 11 luglio con la determina numero 258 del presidente Massimo De Felice, in attuazione di quanto disposto dalla legge di Stabilità 2015. Ai fini di assicurare un’applicazione omogenea su tutto il territorio, l’Inail ha pubblicato una circolare che fornisce elementi a chiarimento e supporto del nuovo regolamento.

Progetti di reinserimento personalizzati. Entro i limiti degli importi annualmente stanziati – nel 2017 pari a 21,2 milioni di euro – l’Istituto rimborsa e/o anticipa ai datori di lavoro le spese relative alla realizzazione degli interventi di reinserimento lavorativo, fino a un massimo di 150mila euro per ciascun progetto personalizzato. La circolare, in particolare, illustra le modalità di attuazione delle misure previste dal regolamento finalizzate a fornire sostegno ai datori di lavoro per ottemperare agli obblighi di inclusione delle persone con disabilità per infortunio o malattia professionale nella fase del reinserimento lavorativo, in via prioritaria con la stessa mansione svolta prima dell’evento lesivo oppure con una mansione diversa. Gli interventi sono individuati nell’ambito di un progetto di reinserimento lavorativo personalizzato che prevede il coinvolgimento del lavoratore, delle equipe multidisciplinari territoriali dell’Istituto e la partecipazione attiva del datore di lavoro, che cura direttamente la fase esecutiva in piena rispondenza alle misure organizzative e a ogni altra peculiarità aziendale. 

La tipologie di interventi per gli infortunati e tecnopatici. In particolare, per gli interventi di superamento e di abbattimento delle barriere architettoniche, che comprendono gli interventi edilizi, impiantistici e domotici, è previsto un limite massimo di spesa rimborsabile dall'Inail pari a 95mila euro. Per gli interventi di adeguamento e di adattamento delle postazioni di lavoro, quali arredi, ausili e dispositivi tecnologici, informatici o di automazione, il rimborso può arrivare fino a un massimo di 40mila euro. Per gli interventi di formazione la spesa massima rimborsabile è pari a 15mila euro. Rientrano tra tali interventi, l’addestramento all’utilizzo delle postazioni e delle relative attrezzature di lavoro, la formazione e tutoraggio utili ad assicurare, ove possibile, lo svolgimento della stessa mansione ovvero la riqualificazione professionale per svolgerne un'altra. Nei limiti complessivi fissati per ciascuna tipologia di intervento, al datore di lavoro è rimborsato il 100% delle spese sostenute per il superamento o l'abbattimento delle barriere architettoniche e l'adeguamento delle postazioni di lavoro. L’importo che l’Inail può rimborsare per gli interventi di formazione è invece pari al 60% del costo totale.

Il reinserimento e il nuovo Inail. L’introduzione del danno biologico nell’oggetto della tutela garantita dall’Inail, di cui al d. lgs. n. 38/2000, ha determinato un radicale mutamento nel sistema di protezione del lavoratore contro i rischi da lavoro, incidendo di conseguenza sulla connotazione delle prestazioni fornite dall’Istituto. Ai lavoratori infortunati e tecnopatici devono dunque essere garantite tutte le prestazioni necessarie per il recupero dell’integrità psicofisica, comprensive di quelle necessarie per il reinserimento socio-lavorativo. L’obiettivo delle attività messe in campo è dare forza al modello di servizi del nuovo Inail, attraverso il quale la persona con disabilità da lavoro diventa destinataria non solo di prestazioni economiche che indennizzano il danno biologico, ma anche di una più articolata gamma di interventi personalizzati diretti a favorire il massimo recupero delle funzioni lese e la piena integrazione in ambito familiare, sociale e lavorativo. Il Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro – in attuazione dell’art. 1, comma 166, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015) – si inserisce in questo contesto.

 

Il nuovo modello di servizi e la comunicazione. Nella consapevolezza della importante funzione svolta dall’informazione istituzionale per rendere conoscibili e comprensibili ai non addetti ai lavori provvedimenti che presentano necessari profili di tecnicismo, Inail ha organizzato anche una campagna di comunicazione sul ‘Reinserimento’, che partirà il 31 dicembre 2016 e si articolerà tra la seconda metà di gennaio e il mese di febbraio, con il coinvolgimento della stampa quotidiana e periodica, le reti televisive, internet e i social media.  L’attività di informazione proseguirà per tutto il 2017 con eventi territoriali organizzati delle sedi territoriali Inail con la partecipazione degli stakeholder, al fine di dare la più ampia informazione sulle modalità di attivazione degli interventi a tutela delle persone con disabilità da lavoro per la conservazione del posto di lavoro.

Pubblicato in Patronato INAPI

Da martedì 29 novembre  chi è senza lavoro e non percepisce sostegni al reddito può presentare la dichiarazione di immediata disponibilità(DID) sul portale dell'Anpal.

La DID è l'atto con cui una persona priva di un'occupazione si rivolge al servizio per l'impiego per richiedere un ausilio nella ricerca di una nuova occupazione.

Con la presentazione della DID il cittadino prenota un appuntamento presso un centro per l'impiego, allo scopo di analizzare i punti di forza e di debolezza e stipulare un patto di servizio personalizzato che ne definisce il percorso individualizzato per l'inserimento nel mercato del lavoro.

La DID può essere presentata sul portale Anpal - già durante il periodo di preavviso - anche dai lavoratori dipendenti che hanno ricevuto la comunicazione di licenziamento.

Come fare? È necessario registrarsi all'area riservata inserendo username e password e selezionando dichiarazione di immediata disponibilità.

Se l'utente è in possesso del Pin Inps, procede all'autenticazione e inserisce le informazioni richieste sulle esperienze professionali e lavorative, utili pure al calcolo dell'indice di profilazione quantitativo.

La procedura si conclude con la prenotazione dell'appuntamento al centro per l'impiego per la stipula del patto di servizio.

Se l'utente non è in possesso del Pin Inps è prevista una procedura semplificata. La sua immediata disponibilità al lavoro viene acquisita con riserva e - al momento del primo contatto con il centro per l'impiego - sarà invitato a confermare lo stato di disoccupazione e a convalidare l'autenticazione, munito di un documento d'identità.

Per tutto il 2016 e i primi mesi del 2017, la DID potrà essere presentata anche sui portali regionali o presso i centri per l'impiego.

Pubblicato in Patronato INAPI

"Oggi il cantiere sociale che punta a costruire un contesto di maggiore coesione fa un ulteriore passo in avanti, confermando l'impegno del governo per promuovere la partecipazione attiva dei giovani attraverso esperienze in progetti di solidarietà e di inclusione sociale".

Ad affermarlo è il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, commentando l'approvazione in via preliminare, nel Consiglio dei Ministri di oggi, dello schema di decreto legislativo che, in attuazione della legge delega di riforma del Terzo Settore, modifica il sistema del servizio civile nazionale. Il decreto seguirà l'iter di approvazione dopo aver acquisito i pareri della Conferenza Unificata e delle Commissioni Parlamentari competenti.

"Il punto più qualificante della nuova disciplina contenuta nel testo - sottolinea Poletti - è che il Servizio Civile diventa universale, ovvero punta ad accogliere tutte le richieste di partecipazione da parte dei giovani che, per scelta volontaria, intendono fare un'esperienza di grande valore formativo e civile, in grado anche di dare loro competenze utili a migliorare la loro occupabilità".

"Di particolare rilievo - aggiunge il Ministro - sono anche la possibilità di partecipare per i giovani stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, un contributo concreto alla loro inclusione sociale, e la priorità attribuita a quei progetti che si dimostrino meglio in grado di coinvolgere i giovani meno favoriti e più fragili da un punto di vista di condizioni sociali: una scelta che abbiamo fatto a partire dalle difficoltà di un loro efficace coinvolgimento riscontrate nell'esperienza realizzata con Garanzia Giovani".

"Voglio infine sottolineare - conclude Poletti - che, solo per quest'anno, abbiamo deciso di concentrare tutte le risorse previste nella legge di stabilità 2016 per la legge di riforma del Terzo Settore sul Servizio Civile, in modo da poter accrescere ulteriormente il numero dei giovani che potranno essere coinvolti in questa esperienza".

 

 

 Fonte: 

www.lavoro.gov.it

 

 

 

Pubblicato in FENAPI Comunica

26 Febbraio 2015
inizio dei lavori ore 17,00 - NH Villa Carpegna, Via Pio IV n.6 ROMA

 

interverranno

Avv. Umberto Di Primio
Sindaco di Chieti e Vicepresidente Anci

Prof. Raffaello Lupi
Docente di Diritto Tributario Università Tor Vergata

Dott. Cateno De Luca
Direttore Generale Fe.N.A.P.I.

Prof. Raffaele Tommasini
Università degli Studi di Messina

Dott. Mario Puglisi
Presidente del Consiglio Comune di Fiumedinisi

On. Enrico Zanetti
Sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze

ROMA – Da ieri 21 gennaio 2014 le aziende possono iniziare il percorso online per candidarsi al bando Inail Isi 2013 per ottenere finanziamenti per interventi
riguardanti la sicurezza sul lavoro.

Dopo un primo annuncio dato lo scorso dicembre, ieri Inail in una conferenza stampa tenuta dal presidente dell’Istituto Massimo De Felice e dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini, ha aperto ufficialmente le sessioni del nuovo avviso.

307 sono i milioni stanziati (295.238.520 da Inail, 12.121.03 dal Ministero del Lavoro), che saranno distribuiti dopo un procedimento rigorosamente online e che come nelle precedenti edizioni del bando, sarà diviso per fasi: inserimento dei progetti, superamento della soglia di ammissibilità, download codice identificativo, click day, arrivo in ordine cronologico, 30 giorni per invio documentazione prevista.

Prima di elencare le novità dell’Isi 2013 comunicate in conferenza, riportiamo le informazioni utili a chi vorrà avanzare la propria candidatura:

Questo il calendario del bando:

  • 21 gennaio – 8 aprile 2014, inserimento progetto nella sezione servizi online del sito Inail;
  • dal 30 aprile 2014 comunicazione data e ora di apertura e di chiusura dello sportello informatico per l’inoltro della domanda.

In caso di ammissione all’incentivo, l’impresa dovrà successivamente trasmettere all’Inail, entro 30 giorni (decorrenti dal settimo giorno successivo alla conclusione delle operazioni di inoltro online della domanda), tutta la documentazione prevista, utilizzando la posta elettronica certificata.

Per realizzare e rendicontare il progetto l’impresa avrà un termine massimo di 12 mesi, prorogabile su richiesta motivata per un periodo non superiore a 6 mesi.

Entro 90 giorni dal ricevimento della documentazione attestante la realizzazione del progetto – in caso di esito positivo delle verifiche l’Inail predisporrà quanto necessario per la successiva erogazione del contributo”.

Per quanto riguarda le novità, sono queste:

L’incentivo potrà essere parti al 65% dei costi ammissibili, 15% in più rispetto allo scorso anno, con contributi che potranno essere compresi tra i 5.000 e i 130.000 euro. Limite per tutti, tranne che per le imprese fino a 50 dipendenti che presenterannoo progetti per modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

Per questa edizione i finanziamenti Inail potranno essere cumulabili con benefici derivanti da interventi pubblici di garanzia sul credito, come quelli derivanti  dal Fondo di garanzia per le Pmi e da Ismea.

Per i progetti che superano i 30.000 euro si potrà chiedere un’anticipazione del 50% dell’importo richiesto con garanzia fideiussoria.

Oltre agli interventi per la sicurezza e ai progetti di investimento e adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, possono essere finanzianti progetti di sostituzione o adeguamento di attrezzature di lavoro che sono in servizio prima del 21 settembre 1996. Questo asse in particolare sarà finanziato dall’importo in bando assicurato dal Ministero del Lavoro.

Infine ricordiamo che come lo scorso anno, anche in questa edizione Inail accompagnerà la promozione del bando Isi 2013 alla promozione dello sconto per prevenzione, OT24, ovvero della riduzione del premio assicurativo per imprese che abbiano realizzato interventi a tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. In questo caso la scadenza delle domande è stata fissata al 28 febbraio 2014

Info: Inail Isi 2013

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