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08 Ott 2018

Visto di conformità: quando è obbligatorio In evidenza

Il visto di conformità, conosciuto anche come “visto leggero”, è stato introdotto nel nostro sistema tributario dal D. L. n. 241/97 e costituisce una forma di controllo sulla corretta applicazione delle norme tributarie attribuito dal legislatore a soggetti estranei all’amministrazione finanziaria.

Attraverso l’apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni fiscali il legislatore ha inteso agevolare l'Amministrazione finanziaria nella selezione delle posizioni da controllare e nell'esecuzione dei controlli di propria competenza, contrastare il fenomeno legato alle compensazioni di crediti inesistenti e semplificare le procedure legate alla richiesta dei rimborsi IVA.

La normativa di riferimento individua espressamente i casi in cui l’apposizione del visto di conformità risulta obbligatoria. Si tratta nello specifico di:

presentazione delle dichiarazioni “Modello 730”;

esecuzione dei rimborsi dei crediti IVA di ammontare superiore a 30.000 euro senza la necessità, per l’avente diritto al rimborso, di prestare la prescritta garanzia a tutela dell’Erario;

compensazione dei crediti IVA per importi superiori a 5.000 euro annui sulle dichiarazioni o i modelli IVA;

compensazione dei crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte di cui all’articolo 3, del DPR n. 602/73, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito e all’imposta regionale sulle attività produttive, per importi superiori a 5.000 euro annui, relativamente alle singole dichiarazioni dalle quali emerge il credito.

Sul punto, è doveroso ricordare inoltre che, con l’articolo 3 del D.L. n. 50/2017, è stata ridotta da 15.000 euro a 5.000 euro (al pari dell’IVA) la soglia oltre la quale, per poter compensare i crediti relativi ad imposte dirette, IRAP e ritenute alla fonte (di qualunque tipologia), sorge l’obbligo di apporre il visto di conformità sulle dichiarazioni da cui emergono i crediti stessi, ovvero, in alternativa, per i contribuenti di cui all’articolo 2409-bis del Codice civile, di far sottoscrivere la dichiarazione dai soggetti che esercitano il controllo contabile. Tale disposizione trova applicazione per le dichiarazioni fiscali presentate a decorrere dal 24 aprile 2017.

Si precisa altresì che l’obbligo dell’apposizione del visto di conformità non dipende dall'importo del credito, ma dall'ammontare del suo utilizzo in F24 per le compensazioni orizzontali. Infatti, solo l’utilizzo di un credito d’imposta (da dichiarazione fiscale) in compensazione per un importo superiore a 5.000 euro, fa scattare l’obbligo di apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione da presentare.

Per una migliore comprensione di quanto sin qui esposto, si propongono due esempi chiarificatori.

 

Nel primo esempio si pone il caso in cui dal modello Redditi PF/2018 emerga un credito IRPEF di 15.000 euro. Per determinare la sussistenza o meno dell’obbligo di apposizione del visto di conformità, è necessario verificare l’entità del credito utilizzato in compensazione nel modello F24. Solo qualora il credito effettivamente utilizzato in compensazione orizzontale (compensazione debiti e crediti di natura diversa) in F24 superi i 5.000 euro occorre che la dichiarazione venga dotata di visto di conformità. Qualora, invece, si utilizzi in compensazione solo parte del credito, per un importo inferiore a 5.000 euro, non occorre che il modello sia dotato di visto. Si tenga inoltre presente che il limite di 5.000 euro va riferito alla singola imposta il cui credito si vuole utilizzare in compensazione.

 

Si supponga, adesso che dal modello Redditi/2018 emerga un credito IRPEF di 3.000 euro e un credito da cedolare secca di 3.500 euro. In questo caso, anche se la somma complessiva dei crediti supera i 5.000 euro, per l’utilizzo in compensazione non sarà necessario apporre il visto di conformità in quanto il credito IRPEF è inferiore al limite stabilito. Dunque se dalla dichiarazione dei redditi emergono due diversi crediti d’imposta rispettivamente di ammontare inferiore a 5.000 euro, ma complessivamente di importo superiore alla riferita soglia, questi ultimi potranno essere utilizzati in compensazione senza la necessità di apporre il visto di conformità.

 

In ultimo, si ricorda che per i soggetti titolari di partita IVA l’utilizzo in compensazione, per qualsiasi importo, dei crediti IVA annuali o relativi a periodi inferiori, o per crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito, all’imposta regionale sulle attività produttive e dei crediti di imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi, deve essere operato esclusivamente attraverso i servizi telematici resi disponibili dall'Agenzia delle Entrate. In questo modo l'Amministrazione finanziaria ha la possibilità di effettuare il controllo tempestivo tra i crediti indicati in dichiarazione e quelli utilizzati in compensazione nel modello F24.

FONTE: Fiscalfocus Autore: Giuseppe Avanzato

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