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Da un lato chi interpreta la norma e dall’altro chi fa i controlli. Nella riorganizzazione dell’agenzia delle Entrate “targata” Antonino Maggiore, la definitiva soppressione della direzione centrale Normativa sarà accompagnata da una più netta demarcazione all’interno di ciascuna delle direzioni in cui si articola la Divisione contribuenti (Grandi contribuenti, Piccole e medie imprese, Persone fisiche e lavoratori autonomi). In ciascuna di esse, infatti, ci sarà una precisa linea di demarcazione perché opereranno un settore riservato alla consulenza e uno sui controlli. Il restyling è stato all’ordine del giorno dell’ultimo (in ordine di tempo) comitato di gestione dell’Agenzia, in modo da andare incontro e cercare di superare i timori serpeggiati in molti addetti ai lavori e associazioni di categoria che chi fosse chiamato a dare chiarimenti su una norma, poi potesse anche fare gli accertamenti con buona pace della terzietà dell’amministrazione finanziaria nella funzione di interpretazione.

Le date di partenza

Ora, invece, si fa un passo avanti. Il nuovo assetto avrà una decorrenza scaglionata. La nuova direzione centrale Coordinamento generale, che lavorerà a diretto riporto del direttore dell’Agenzia e avrà il compito di coordinare l’attività delle strutture centrali e supportare gli organi preposti a predisporre le norme tributarie, sarà operativa dal 14 gennaio 2019. Stesso giorno dal quale cesserà definitivamente la direzione centrale Coordinamento normativo, che già si era vista ridurre le competenze con la riorganizzazione varata sotto il precedente direttore Ernesto Maria Ruffini.

Competenza per materia

Contestualmente le funzioni su interpelli e consulenza giuridica passeranno alle tre direzioni in cui si articola la divisione Contribuenti. E, nello specifico, al settore che in ognuna di essa si occupa della consulenza. Settore che a sua volta prevede una suddivisione per competenze, tra ufficio dedicato alle imposte indirette e quello per le imposte dirette. Mentre nella direzione dedicata alle Persone fisiche ci sarà anche un terzo ufficio che si occuperà di fiscalità finanziaria e sostituti d’imposta. E da questi uffici “passeranno”, tra l’altro, le risposte a interpello, l’analisi e l’istruttoria per le risposte a consulenza giuridica, la predisposizione delle circolari interpretative delle norme tributarie e cura delle questioni di diritto sostanziale e procedurale, sia di rilievo nazionale che internazionale.

 

Meno dirigenti e più posizioni organizzative

Servirà più tempo, invece, per comporre il mosaico di tutte le nuove posizioni organizzative per cui sono arrivate 8.194 candidature da parte di 6.255 dipendenti e per le quali le procedure selettive ora dovranno entrare nel vivo. Nel complesso saranno soppresse 453 posizioni da dirigenti e ne resteranno 466 (con il concorso da 175 dirigenti che, dopo una lunga querelle giudiziaria, ora ripartirà dagli orali). Mentre i risparmi derivanti dalla soppressione delle posizioni dirigenziali stimati in 45,8 milioni di euro (tra stipendi, retribuzione di posizione, retribuzione di risultato e soppressione delle “vecchie” posizioni organizzative speciali) serviranno a finanziare 1.477 nuove posizioni organizzative con 34,7 milioni di euro.

Ma non solo, perché i circa 11,1 milioni che rimarranno dalla differenza saranno la maggiorazione della retribuzione di posizione a fronte di incarichi svolti fuori sede e per la retribuzione di risultato. Cifre considerate al lordo degli oneri fiscali e contributivi a carico del dipendente ma al netto di quelli a carico dell’Agenzia.

Pubblicato in CAF Fenapi

A partire dal 1° gennaio 2019 aumenta il tasso di interesse legale diventando pari allo 0,8 pe cento. L’aggiornamento annuale è previsto dall’articolo 1284, primo comma, del codice civile, secondo cui la percentuale deve essere rivista “sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell’anno”.

 

A stabilire la modifica per il 2019 è stato il decreto MEF del 12 dicembre 2018 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 291 del 15 dicembre 2018.

La variazione ha risvolti di varia natura, anche di carattere fiscale, ad esempio in fase di determinazione delle somme da versare quando si fa ravvedimento. Infatti, quando si ricorre a tale istituto, è questo il saggio da considerare per il conteggio degli interessi dovuti: vanno calcolati giornalmente, tenendo conto del fatto che il tasso da applicare potrebbe non essere unico, ma cambiare in ragione di quello vigente nei diversi periodi.

Questo perché, negli ultimi anni, è stato puntualmente modificato:

nel 2018 è pari allo 0.3%

nel 2017 era pari allo 0,1%;

nel 2016, era lo 0,2%;

nel 2015, lo 0,5%;

nel 2014, l’1%;

negli anni 2013 e 2012, il 2,5 per cento.

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Ultimo giorno utile per pagare le rate scadute della cosiddetta rottamazionebis delle cartelle e non perdere i benefici concessi dalla legge. Circa 345 mila contribuenti, il 41% di coloro che hanno aderito alla definizione agevolata prevista dal DL n. 148/2017, hanno avuto una nuova opportunità per mettersi in regola. Secondo quanto stabilisce il decreto legge n. 119/2018, attualmente in fase di conversione da parte del Parlamento, chi non è riuscito a pagare, in tutto o in parte, una o più rate della “rottamazione bis” in scadenza a luglio, settembre e ottobre, poteva regolarizzare la propria situazione effettuando i pagamenti entro 7 dicembre 2018 e usufruire direttamente dei benefici previsti dalla nuova definizione agevolata, la cosiddetta rottamazione-ter.

Il giorno X è dunque arrivato.

 Il versamento delle rate dovute consente infatti l’automatico differimento degli eventuali successivi pagamenti delle somme residue “rottamate” (in scadenza a novembre 2018 e febbraio 2019) che saranno ripartiti in 5 anni a partire dal 31 luglio 2019. Per i contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata, la legge prevede il vantaggio di pagare il solo importo residuo delle somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagano gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

La “rottamazione bis” ha visto un’ampia platea di contribuenti interessati. Complessivamente sono pervenute più di 950 mila domande di adesione da circa 840 mila contribuenti (ogni contribuente poteva presentare più domande). Ad oggi sono interessate dalla nuova opportunità di pagare le rate scadute più di 400 mila domande di adesione, corrispondenti a 345 mila contribuenti. Il Lazio guida la classifica delle regioni con quasi 58 mila contribuenti chiamati alla cassa entro il 7 dicembre, seguito da Campania (45 mila) e Lombardia (40 mila).

Il saldo delle tre rate costituisce il requisito indispensabile per accedere ai benefici della nuova edizione della definizione agevolata delle cartelle per i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento entro il termine del 7 dicembre 2018 delle rate della “rottamazione-bis” in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018, per gli stessi carichi non si potrà più accedere alla “rottamazione ter” e Agenzia delle entrate-Riscossione, come stabilito dalla legge, dovrà riprendere le procedure di riscossione.

Per effettuare il pagamento delle rate non è necessario presentare alcuna istanza, ma è sufficiente effettuare il versamento, senza oneri aggiuntivi, utilizzando i bollettini Rav con le scadenze di luglio, settembre e ottobre ricevuti insieme con la “Comunicazione delle somme dovute” inviata da Agenzia delle entrate-Riscossione, la cui copia può essere richiesta direttamente online sul sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it. È possibile pagare presso la propria banca, agli sportelli bancomat (ATM) abilitati ai servizi di pagamento Cbill, con il proprio internet banking, agli uffici postali, nei tabaccai aderenti a Banca 5 SpA e tramite i circuiti Sisal e Lottomatica, sul portale di Agenzia delle entrateRiscossione e con l'App Equiclick tramite la piattaforma PagoPa oppure direttamente agli sportelli. Infine è possibile pagare i tributi indicati nelle cartelle di pagamento tramite compensazione con i crediti commerciali vantati nei confronti della Pubblica amministrazione.

Fonte: Agenziadelleentrate

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Maggiore utilizzo dell’archivio rapporti finanziari per combattere l’evasione. Termine di conservazione dei dati su conti correnti e investimenti dei contribuenti estesi a dieci anni. Accesso consentito anche alla Guardia di Finanza e al Dipartimento delle finanze (quest’ultimo solo per finalità statistiche e di monitoraggio). Ma anche piani di controllo congiunti tra Agenzia delle entrate e Fiamme gialle basati su analisi di rischio sviluppate mediante un maggiore utilizzo dei database: dai soggetti di medie dimensioni alle grandi multinazionali che compilano il Cbcr (la documentazione paese per paese sul transfer pricing), senza dimenticare i dati acquisiti dalle autorità italiane attraverso lo scambio automatico di informazioni. È quanto prevede un pacchetto di misure contenute in un emendamento del relatore al dl fi scale, Emiliano Fenu (M5s), approvato dalla commissione fi nanze del senato. Questa mattina si concluderà il voto sugli emendamenti, dopodiché il testo del dl n. 119/2018 è atteso nell’aula di palazzo Madama. Tra le ultime proposte in cerca del via libera ci sono le misure del governo sulla conferma del bonus bebè per il 2019 (ma con durata ridotta da tre anni a uno), il commissariamento del casinò di Campione d’Italia, l’introduzione della tassa sulle rimesse di denaro degli immigrati e la revisione del prelievo fi scale sulle sigarette elettroniche. Medici e farmacisti, inoltre, saranno esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica per l’anno 2019. L’esonero è previsto anche per le società sportive dilettantistiche che non abbiano incassato proventi oltre 65 mila euro, come per chi aderisce al regime forfettario. Via libera a un nuovo calendario di rate per la rottamazione (articolo alla pagina seguente). Approvata la norma che consente per quest’anno alle aziende che applicano i principi contabili nazionali di mantenere in bilancio i titoli finanziari non durevoli al valore di iscrizione, invece che al valore di mercato.

Fonte: ItaliaOggi

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“Se paghi entro il 7 dicembre prossimo le rate di luglio, settembre e ottobre 2018 verrai automaticamente ammesso ai benefici della Rottamazione Ter”. Questo è il messaggio che appare sull’homepage del sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione.

E se non le paghi? Semplice, non potrai accedere alla definizione agevolata 2018. In sintesi: hai tempo fino a venerdì 7 dicembre per mettersi in regola col vecchio piano di rottamazione a cui avevi aderito e saldare le vecchie rate, per poter salire allo step successivo e approfittare della nuova definizione agevolata prevista dal Decreto fiscale.

Come ribadito dall’Agenzia delle entrate, chi ha saltato il versamento delle rate, per regolarizzarsi con il vecchio piano di definizione agevolata è obbligatorio saldare le vecchie rate di luglio, settembre e ottobre 2018 e bisogna farlo entro venerdì 7 dicembre 2018.

Solo chi effettuerà questi pagamenti potrà accedere in modo automatico ai benefici concessi dalla nuova Rottamazione Ter introdotta con il Decreto Fiscale collegato alla Legge di bilancio 2019.

Chi vuole mettersi in regola con la Rottamazione bis, saldando le rate di luglio, settembre e ottobre 2018 può farlo utilizzando i bollettini delle rate di luglio, settembre e ottobre 2018 allegati alla “Comunicazione delle somme dovute” già inviata da Agenzia delle entrate-Riscossione.

Per chi volesse visualizzare copia di questa Comunicazione, può accedere all’area riservata del Portale, a questo indirizzo.

A questa area personale si può accedere in 4 modi:

Tramite le credenziali Spid;

Tramite le credenziali dell’Agenzia delle entrate;

Tramite il sito Inps;

Tramite la smartcard

Chi non ha modo di accedere con le credenziali, potrà in ogni caso richiedere una copia della Comunicazione (contenente i bollettini), compilando il form dedicato – chiamato “Form richiesta comunicazione”.

Rottamazione bis: dove pagare le rate scadute

Per pagare sono disponibili i seguenti canali:

portale agenziaentrateriscossione.gov.it;

App EquiClick;

sportelli bancari;

uffici postali;

home banking;

punti Sisal e Lottomatica;

tabaccai convenzionati con Banca 5;

sportelli bancomat (ATM) che hanno aderito ai servizi CBILL;

Postamat;

compensazione con i crediti commerciali nei confronti della Pubblica amministrazione;

sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione.

Rottamazione bis: come accedere alla rottamazione Ter

Come già accennato e come stabilito dall’art. 3 del Decreto Legge n. 119/2018, i contribuenti aderenti alla Rottamazione bis possono accedere in modo totalmente automatico alla nuova Rottamazione Ter. È sufficiente saldare entro venerdì 7 dicembre le vecchie rate di luglio, settembre e ottobre 2018, e il gioco è fatto.

A tal fine, senza alcun ulteriore adempimento a carico dei debitori, Agenzia delle entrate-Riscossione invierà entro il 30 giugno 2019 una nuova “Comunicazione” con il differimento dell’importo residuo da pagare relativo alla Definizione agevolata 2000/17  (cosiddetta “rottamazione-bis”)

La somma sarà ripartita in 10 rate di pari importo (5 anni) con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno, a partire dal 2019. Gli interessi a decorrere dal 1° agosto 2019 saranno calcolati nella misura dello 0,3%.

L’Agenzia delle entrate ha stabilito che, in caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento delle rate della Rottamazione-bis in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018, entro il prossimo 7 dicembre, per gli stessi carichi non si potrà più accedere alla nuova Definizione agevolata (cosiddetta “Rottamazione Ter”). Il Fisco in questo caso dovrà riprendere le procedure di riscossione.

Rottamazione Bis, rate pagate: cosa succede?

Una volta saldate le rate scadute di luglio, settembre e ottobre 2018 si rientra automaticamente nel nuovo Piano di definizione agevolata (la Rottamazione Ter).

 

In questo caso Agenzia delle entrate-Riscossione, senza alcun ulteriore adempimento, invierà al contribuente entro il 30 giugno 2019 una nuova “Comunicazione” con il differimento dell’importo residuo da pagare relativo alla Definizione agevolata 2000/17 (cosiddetta “rottamazione bis”) ripartito in 10 rate di pari importo (5 anni) con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno, a partire dal 2019.

 

Fonte: www.leggioggi.it

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Novità sul fronte del fisco, con due sanatorie in arrivo. La prima, che entra nel decreto fiscale, riguarda le irregolarità formali. La proposta di modifica dovrebbe essere presentata in commissione Finanze al Senato e consentirà di regolarizzare la propria posizione pagando 150 euro. Secondo quanto si apprende, il ministero dell'Economia avrebbe dato il via libera alla norma, che sarà inserita nel provvedimento con un emendamento. Stando ai primi calcoli, il gettito atteso con questa operazione è di circa 800 milioni.

La seconda 'sanatoria' concerne invece le sanzioni per la fatturazione elettronica, che diventa obbligatoria a partire dal 1 gennaio 2019. La proposta, approvata in Commissione Affari Europei della Camera, mira "ad andare incontro alle imprese artigianali che per il 2019 non riusciranno o lo faranno solo in parte ad ottemperare agli obblighi previsti dal decreto" hanno spiegato i deputati della Lega Marco Maggioni e Alessandro Giglio Vigna, precisando che si tratta di un'attenuazione delle sanzioni e non di una sanatoria vera e propria, come aveva osservato il deputato dem, Filippo Sensi.

"Nel processo che porta alla completa fatturazione elettronica le imprese artigianali vanno accompagnate e non vessate come vorrebbe invece fare il Pd - hanno sottolineato i due deputati leghisti -. Per questo il nostro parere votato dalla commissione Politiche europee della Camera ha chiesto di attenuare le sanzioni per l’anno 2019 e non sanarle del tutto. Il fatto che il Pd parli di sanatoria e si faccia paladino delle sanzioni rende l'idea di come sia scollegato dalla realtà e lontano dalle esigenze di chi lavora e porta avanti una piccola azienda".

 

 

Fonte: www.adnkronos.com

 

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Pace fiscale al via. La prima data utile per aderire alle sanatorie 'flash' previste dal dl fisco è quella di martedì 13, termine entro cui versare l'importo, privo di sanzioni e interessi, dovuto per l'accertamento con adesione sottoscritto ma non perfezionato al 24 ottobre (data di entrata in vigore del dl). Il 23 novembre, come indicato dalle Entrate, bisognerà invece versare gli importi per l'invito al contraddittorio con istruttoria ancora pendente al 24 ottobre e per l'avviso di accertamento, rettifica o liquidazione, e l'atto di recupero credito non ancora impugnato.

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Siamo entrati nel mese delle tasse. Per le imprese, infatti, novembre è da sempre il periodo dell'anno più 'impegnativo' nei rapporti economici con l'erario. E tra gli acconti Ires e Irpef, i versamenti dell'Iva, dell'Irap e il pagamento delle addizionali regionali, comunali e le ritenute dell'Irpef, entro la fine di questo mese i lavoratori dipendenti, i possessori di altri redditi ma soprattutto gli imprenditori e i lavoratori autonomi saranno chiamati a corrispondere al fisco poco più di 57 miliardi di euro. A dirlo è l'Ufficio studi della Cgia. In Italia il gettito tributario (imposte, tasse e tributi) si aggira attorno ai 500 miliardi di euro l'anno. Questa cifra così importante affluisce nelle casse dell'erario rispettando una serie di scadenze fiscali che si concentrano prevalentemente tra novembre (il mese top dell'anno) e dicembre e nei mesi di giugno e luglio.

L'imposta più onerosa che le imprese e i lavoratori autonomi verseranno questo mese sarà l'Iva, che comporterà un incasso per l'erario di 15 miliardi di euro. Seguirà l'acconto Ires in capo alle società di capitali (Spa, Srl, Società cooperative, etc.): queste ultime anticiperanno al fisco 14 miliardi di euro. I collaboratori e i lavoratori dipendenti, attraverso i rispettivi datori di lavoro, 'daranno' al fisco le ritenute per un importo pari a 11,5 miliardi di euro. L'acconto Irpef, invece, costerà alle aziende 7,4 miliardi di euro, mentre l'Irap implicherà un prelievo di 6,5 miliardi. Infine, le ritenute Irpef dei lavoratori autonomi e l'addizionale regionale Irpef 'peserà' in entrambi i casi per poco più di 1 miliardo di euro. L'addizionale comunale Irpef e le ritenute bonifici detrazioni Irpef, infine, preleveranno dalle casse delle aziende rispettivamente 400 e 177 milioni di euro.

E' utile segnalare, scrive la Cgia nella sua indagine, che il gettito di ciascuna imposta definita in questa elaborazione è stato stimato sulla base dell'andamento registrato negli ultimi anni. Oltre a ciò, si è tenuto conto delle principali modifiche legislative intervenute nel frattempo. L'associazione, si legge ancora, in questa analisi non ha conteggiato i contributi previdenziali che dovranno essere versati entro il prossimo 16 novembre.

PROBLEMI DELLE IMPRESE - Non saranno poche le imprese che avranno problemi a onorare queste scadenze. Sottolinea il coordinatore dell'Ufficio studi Paolo Zabeo: "A causa dei mancati pagamenti, una buona parte delle 950 mila aziende che lavora per la Pubblica amministrazione deve ancora incassare 57 miliardi di euro. Con poca liquidità a disposizione e il perdurare delle difficoltà di accesso al credito, per questi imprenditori non sarà facile recuperare i soldi per pagare le tasse. E' per questo che chiediamo al Governo Conte di trovare una soluzione", dice ancora Zabeo.

"Se non si riesce a saldare questi fornitori entro i tempi stabiliti per legge - suggerisce il coordinatore - si consenta a questi ultimi almeno la compensazione tra i crediti vantati verso la Pa e le imposte dovute al fisco. Per queste realtà sarebbe un grosso toccasana". Gli artigiani, sottolinea l'associazione mestrina, ricordano che "nel dicembre 2017 la Commissione europea ha deferito l'Italia alla Corte di Giustizia dell’Unione a causa del sistematico mancato rispetto delle disposizioni europee contro i ritardi di pagamento".

Inoltre, secondo i risultati emersi dalle ultime indagini campionarie riportate dalla Banca d'Italia nella 'Relazione annuale 2017', lo stock di debiti commerciali in capo all'Amministrazione pubblica italiana sarebbe sceso da 64 a 57 miliardi di euro. E in attesa che il ministero dell'Economia riesca finalmente a dimensionarli con esattezza, si ipotizza, al netto della quota riconducibile ai ritardi fisiologici (ovvero entro i 30/60 giorni come previsto dalla legge), che le imprese fornitrici vanterebbero 27 miliardi di crediti dalla Pa.

QUADRO NORMATIVO - Tornando ai dati dell'analisi, secondo la Cgia è ormai avvertita da tutti la necessità di semplificare il quadro normativo del nostro sistema fiscale. "Con un fisco più trasparente - afferma il segretario della Cgia Renato Mason - anche l'Amministrazione finanziaria potrebbe lavorare meglio ed essere più efficiente per contrastare l'evasione/elusione fiscale. La moltitudine di leggi, decreti e circolari esplicative presenti nel nostro ordinamento tributario, invece, complica la vita anche agli operatori del fisco che, comunque, continuano a essere uno dei comparti più virtuosi della nostra Pubblica amministrazione".

Fonte: http://www.adnkronos.com

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Prenotare online l’appuntamento allo sportello di Agenzia delle entrate Riscossione e ricevere assistenza su cartelle, avvisi e procedure di riscossione senza fare la fila. Sono più di 13 mila i contribuenti che hanno già sperimentato il servizio “Prenota Ticket” nei primi quattro mesi di attivazione in alcuni sportelli ad alta affluenza, con una media di oltre 3 mila al mese. Grazie a questo nuovo applicativo, accessibile dal portale e dall’app Equiclick di Agenzia delle entrate-Riscossione, è possibile fissare un appuntamento direttamente dal proprio pc, smartphone o tablet, azzerando i tempi di attesa allo sportello. Si può scegliere giorno e ora in cui si desidera essere ricevuti, oltre alla possibilità di anticipare la motivazione dell’incontro. Dopo una fase pilota, partita a giugno scorso, il servizio “Prenota ticket”, è ora disponibile in tutti gli sportelli dell’Agenzia delle entrate-Riscossione presenti nei capoluoghi di regione (Roma, Milano, Napoli, Torino, Ancona, Aosta, Bari (Marin), Bologna, Bolzano, Cagliari, Campobasso, Cosenza, Firenze, Genova, L’Aquila, Perugia, Potenza, Trento, Venezia) oltre che a Catanzaro, Lecce, Pescara, Trieste, Udine e Verona. “Prenota Ticket” per non perdere tempo. Il servizio consente di prenotare un appuntamento per il giorno stesso e per i quattro giorni lavorativi successivi ricevendo online il “numeretto” per essere serviti nello sportello prescelto. “Prenota Ticket” è disponibile nell’area pubblica del portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it e dell’app Equiclick, senza necessità di pin e password. Ogni ticket abbinato ad un appuntamento è valido per una sola operazione. I numeri. Sono circa 13.200 le prenotazioni effettuate tramite Prenota ticket nei primi quattro mesi di operatività del servizio. Gli sportelli di Roma Aurelio e Colombo, con il rilascio di 8.500 ticket, hanno registrato il numero maggiore di appuntamenti prenotati, per gli uffici di Napoli in corso Meridionale, sono stati fissati 1.700 appuntamenti online, mentre allo sportello di Torino (Alfieri) e alla sede di Milano (Lario) sono stati fissati circa 800 appuntamenti. Per quanto riguarda i servizi scelti, quasi 5.500 ticket sono riferiti alla richiesta di informazioni e assistenza su avvisi, cartelle e procedure, 4.450 sono stati i ticket rilasciati per le rateizzazioni e oltre 3 mila per operazioni di pagamento.

Come fissare un appuntamento. Vediamo nel dettaglio come funziona il servizio. Dal portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it e dall’app Equiclick, sono sufficienti pochi passaggi: accedendo alla sezione “Prenota ticket”, basta selezionare la città e lo sportello desiderato tra quelli proposti, indicare il tipo di operazione che si intende effettuare (rateizzazioni, pagamenti, informazioni/altri servizi), selezionare giorno e ora preferiti tra quelli disponibili, inserire il codice fiscale della persona che si presenterà allo sportello e indicare un indirizzo email, utile per ricevere il riepilogo della prenotazione. Dopo la conferma, infatti, il contribuente riceverà nella casella di posta segnalata una email con i dettagli dell’appuntamento prenotato e il numero di ticket assegnato. La prenotazione contiene anche un QR Code, il codice da utilizzare al momento dell’arrivo allo sportello. Il contribuente dovrà avere con sé il ticket ricevuto, che può essere stampato o semplicemente visualizzato dal proprio smartphone, e appoggiare il QR Code sull’apposito lettore che trova nell’ufficio scelto per l’appuntamento. Con la lettura del codice QR, il sistema registrerà in tempo reale la presenza del contribuente che, all’orario prescelto, sarà chiamato allo sportello con il numero di prenotazione ricevuto. Se non è più possibile presentarsi all’appuntamento, si può procedere all’annullamento del relativo ticket per renderlo disponibile ad altri: basta cliccare sul link “Può annullare il ticket prenotato” presente nella email ricevuta, oppure dall’app Equiclick, cliccare sulla voce “I tuoi ticket”, selezionare la prenotazione effettuata e procedere con l’annullamento. Servizi online in prima linea. Servizi dedicati e sempre più tecnologici come Equipro la sezione riservata ai professionisti, Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale) che consente di accedere ai servizi online dell’area riservata, oppure il servizio SMS “Se Mi Scordo” utile per ricevere via email/sms gli alert che informano sulle scadenze dei pagamenti o sulla notifica di nuove cartelle di pagamento. Il nuovo servizio “Prenota ticket” consolida il progetto di digitalizzazione multicanale sviluppato da Agenzia delle entrate-Riscossione per migliorare le relazioni con i contribuenti e rendere sempre più semplice e diretta l’attività di riscossione. Il sito internet www.agenziaentrateriscossione.gov.it, un vero e proprio sportello virtuale, insieme all’app Equiclick, consentono di avere i servizi della riscossione sempre a portata di mano, tenere sotto controllo la propria situazione debitoria, chiedere la rateizzazione o la sospensione delle cartelle, ricevere assistenza e informazioni utili.

Fonte: Agenzia delle entrate

Pubblicato in CAF Fenapi

Nuovi tentativi di truffa ai danni dei contribuenti. Stanno pervenendo in questi giorni segnalazioni da parte di alcuni cittadini che hanno ricevuto email di phishing nella propria casella di posta elettronica apparentemente inviate da alcuni uffici dell’Agenzia delle Entrate e contenenti riferimenti a numeri telefonici reali.

Nelle lettere viene segnalato un debito con il dipartimento finanziario per il quarto trimestre 2016 e viene annunciato che, in caso di mancata estinzione dell’indebitamento, si provvederà al prelievo su conto corrente, allegando dei file.

 

L’Agenzia delle Entrate, nel precisare che non si tratta di comunicazioni ufficiali e di essere totalmente estranea alle stesse, invita a non tenere conto delle richieste, a non aprire gli allegati ed a cestinare l’email ricevuta. Non è la prima volta che questo tentativo di truffa viene segnalato visto che già nel mese di giugno 2016 era circolata una email molto simile.

Pubblicato in FENAPI Comunica
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