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28 Mar 2019

Regolarizzazione per le comunicazione all’anagrafe tributaria In evidenza

La regolarizzazione degli errori formali (art. 9, dl 119/ 2018) potrebbe essere applicabile alle violazioni compiute in tema di comunicazione alla c.d. «anagrafe tributaria» (archivio dei rapporti con gli operatori finanziari). Questa è la conseguenza di una lettura congiunta della norma di legge e di quanto precisato nel provvedimento attuativo della disposizione, interpretando in maniera estensiva le previsioni normative.

In particolare: l'art. 9 del c.d. «decreto fiscale 2019» prevede che possono essere regolarizzate, complessivamente per ciascun periodo d'imposta, le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti di natura formale; il provvedimento dell'Agenzia delle entrate del 15 marzo 2019 (Prot. n. 62274/2019) ha precisato che le violazioni formali che possono formare oggetto di regolarizzazione sono quelle per cui sono competenti gli uffici dell'Agenzia delle entrate ad irrogare le relative sanzioni amministrative, commesse fino al 24 ottobre 2018 dal contribuente, dall'intermediario e da altro soggetto tenuto ad adempimenti fiscalmente rilevanti, anche solo di comunicazione di dati, che non rilevano sulla determinazione della base imponibile e dell'imposta, ai fini dell'Iva, dell'Irap, delle imposte sui redditi, delle relative addizionali e imposte sostitutive, delle ritenute alla fonte, dei crediti d'imposta e sul relativo pagamento dei tributi. Le comunicazioni all'anagrafe tributaria rispondono ai requisiti indicati: 1) le violazioni sono di competenza dell'Agenzia delle entrate (sono sanzionate mediante atto notificato dagli uffici periferici dell'Amministrazione finanziaria); 2) involvono contribuenti e intermediari (in particolare intermediari finanziari); 3) trattasi di obblighi comunicativi di origine fiscale; 4) le violazioni non hanno alcuna rilevanza diretta sulla determinazione della base imponibile e ai fini di tributi o imposte. È vero che il punto 1.2 e il 1.3.1. del provvedimento sembrano legare la regolarizzazione alle violazioni formali dei tributi precedentemente indicati (Iva, Irap e imposte sui redditi), ma l'ambito di applicazione della disposizione potrebbe essere esteso alla fattispecie in commento in quanto, il paragrafo 1.2. prevede che «… nella regolarizzazione rientrano comunque le violazioni formali a cui si applicano, anche mediante rinvio normativo, le sanzioni per i tributi di cui al periodo precedente». Le sanzioni dell'anagrafe tributaria sono quelle di cui all'art. 10 comma 1-bis del Dlgs 471/97e quindi risponderebbero a tale requisito (rientrando nel novero delle «sanzioni tributarie non penali in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributi»). Sembrerebbe quindi possibile che l'ambito della regolarizzazione in commento possa essere esteso, alle «comunicazioni all'anagrafe tributaria» effettuate dagli «intermediari finanziari» (rientrando la fattispecie in quella delle «comunicazioni di dati» degli «intermediari»). Peraltro le comunicazioni all'anagrafe tributaria rientrano senza dubbio nella casistica delle violazioni che «… possono arrecare pregiudizio all'esercizio delle azioni di controllo…» (tale ambito di applicazione è espressamente indicato nel paragrafo «motivazioni» del provvedimento n. 62274/2019). In particolare, le violazioni delle comunicazioni all'anagrafe tributaria rappresentano indubbiamente violazioni che, anche solo indirettamente, potrebbero arrecare pregiudizio all'attività di controllo dell'Amministrazione finanziaria, fattispecie che la norma intende sanare. Altrettanto significativo è che la fattispecie in commento non è inclusa esplicitamente tra le violazioni per cui non si applica la sanatoria.

Se tale interpretazione fosse corretta, sarà quindi, ad esempio, possibile sanare le mancate comunicazioni mensili all'anagrafe tributaria delle c.d. «holding pure». Tali soggetti, qualora non abbiano adempiuto all'obbligo comunicativo mensile, pur essendone tenute anche prima della recente modifica normativa di cui all'articolo 12 del dlgs 142/2018, potranno procedere a sanare l'errore mediante versamento di 200 euro per ciascuno dei periodi d'imposta cui si riferiscono le violazioni formali. Il versamento potrà essere effettuato in due rate di pari importo (la prima entro il 31 maggio 2019 e la seconda entro il 2 marzo 2020) o in un'unica soluzione entro il 31 maggio 2019. Inoltre entro il 2 marzo 2020 il soggetto tenuto alla comunicazione dovrà procedere «alla rimozione delle irregolarità od omissioni» mediante presentazione delle comunicazioni non effettuate sino al 24 ottobre 2018. La sanatoria potrebbe quindi rappresentare una valida alternativa al ravvedimento operoso, pacificamente applicabile con riferimento alle violazioni comunicative all'anagrafe tributaria.

Fonte: ItaliaOggi

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