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06 Nov 2018

BONUS RISTRUTTURAZIONI E BONUS MOBILI PROROGATI ANCHE PER IL 2019 In evidenza

Tutto immutato anche per quanto riguarda le detrazioni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (c.d. bonus ristrutturazioni)e  per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all’arredo di immobili ristrutturati (c.d.bonusmobili).

I lavori dentro casa, pertanto, pure nel 2019 saranno agevolati nella misura del 50% (anziché il 36% previsto a regime dal Tuir), da calcolare su un ammontare complessivo non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare (anziché gli ordinari 48.000 euro). Il beneficio va fruito in dieci quote annuali di pari importo e spetta per gli interventi, sia su singole abitazioni che sulle parti condominiali, di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia. La manutenzione ordinaria, invece, è agevolabile quando si tratta di lavori effettuati sulle parti comuni degli edifici residenziali oppure, in riferimento ai singoli appartamenti, solo nel caso in cui la stessa faccia parte di un intervento più significativo, inquadrabile almeno come manutenzione straordinaria (ad esempio, demolizione di tramezzature, realizzazione di nuove mura divisorie, spostamento dei servizi, ecc.); in queste circostanze, ad esempio, è detraibile anche la spesa per la tinteggiatura che invece, singolarmente, sarebbe ammessa al beneficio solo se riferita a lavori condominiali. Il bonus ristrutturazioni al 50% compete anche per le opere finalizzate a: eliminare le barriere architettoniche; favorire la mobilità dei portatori di handicap grave; conseguire risparmi energetici; cablare gli edifici; contenere l’inquinamento acustico; adottare misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici; prevenire atti penalmente illeciti da parte di terzi, quali furto, aggressione, sequestro di persona; prevenire incidenti domestici; realizzare posti auto pertinenziali o autorimesse (è agevolato anche l’acquisto di box già costruiti, ma nel limite delle spese sostenute per la sua realizzazione, così come attestate dal venditore).

La detrazione del 50%, infine, spetta pure quando si acquista casa, o se ne risulta assegnatario, in un edificio interamente ristrutturato da un’impresa di costruzione o ristrutturazione immobiliare oppure da una cooperativa edilizia che, entro 18 mesi dalla fine dei lavori, vende o assegna gli immobili. In tale ipotesi, deve trattarsi di interventi di restauro e risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia riguardanti l’intero fabbricato e non solo una parte di esso; lo sconto va calcolato non in funzione di quanto speso per gli interventi di ristrutturazione, ma su un importo forfetario, comunque non superiore a 96.000euro, pari al 25% del prezzo di acquisto/assegnazione indicato nel rogito. Ancora un anno di sopravvivenza anche per l’ulteriore detrazione del 50%, su una spesa massima di 10.000 euro per immobile, spettante a chi acquista nuovi mobili ed elettrodomestici (di classe energetica non inferiore alla A+ ovvero, per i forni, alla A) per arredare la casa ristrutturata. Il “bonus mobili” va ripartito, tra gli aventi diritto, in dieci quote annuali di pari importo. Tra mobili agevolabili: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione. Invece, rientrano tra gli elettrodomestici ammessi alla detrazione: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe, radiatori, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento L’acquisto di tali prodotti è agevolato se sono stati realizzati interventi edilizi di: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo o ristrutturazione su singoli appartamenti o su parti comuni di edifici residenziali (in caso di lavori condominiali, va bene anche la manutenzione ordinaria, ma, in ogni caso, mobili ed elettrodomestici devono essere destinati all’arredo di locali comuni, non dei singoli appartamenti); ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi; restauro, risanamento e ristrutturazione riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che, entro diciotto mesi dalla fine dei lavori, vendono o assegnano gli immobili. Le spese sostenute nel 2019 danno diritto alla detrazione solo se i lavori sull’immobile sono iniziati a partire dal 1° gennaio 2018. Per la verifica del limite massimo di 10.000 euro, si deve tener conto anche delle spese sostenute nel 2018, relative ad interventi effettuati nel 2018 o iniziati in quell’anno e proseguiti nel 2019, per le quali si è già fruito del bonus.

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