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È scaduto lo scorso 30 aprile il termine ultimo per la presentazione della dichiarazione IVA 2018 concernente le operazioni attive e passive relative all’anno d’imposta 2017. 


Tuttavia, qualora il contribuente non abbia ottemperato all’obbligo della trasmissione entro la predetta data, potrà sanare la propria posizione presentando validamente la dichiarazione annuale Iva entro il 29 luglio 2018, vale a dire entro novanta giorni dalla scadenza naturale per la presentazione della medesima, la c.d. dichiarazione tardiva.


In altri termini, i contribuenti “ritardatari” potranno rimediare alla mancata presentazione pro tempore inviando, sempre in modalità telematica, il modello “Iva 2018”nel periodo compreso tra il 1 maggio e il 29 luglio 2018.


Si precisa che la dichiarazione presentata entro l’intervallo di tempo indicato si considera regolarmente presentata ma in tali casi viene applicata la sanzione prevista in caso di omissione della dichiarazione in assenza di debito d’imposta pari a 250 euro.



La sanzione comminata può, tuttavia, essere ridotta avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso previsto dall’art. 13 del D. Lgs. n. 472/97, pertanto, in tal caso il contribuente “tardivo” potrà beneficiare della riduzione a 1/10 della medesima e, conseguentemente, la tardività della presentazione della dichiarazione potrà essere sanata con il versamento di una sanzione pari a 25,00 €. 
Invece, qualora il contribuente entro il 30 aprile 2018 abbia regolarmente presentato la dichiarazione Iva, ma si sia reso conto di avere commesso errori o omissioni, potrà rettificare la stessa presentando la c.d. dichiarazione integrativa.


Quest’ultima dovrà essere presentata avvalendosi sempre dell’apposito modello ministeriale “IVA 2018” ma barrando la casella “Dichiarazione integrativa” posta sul rigo “Tipo di dichiarazione” nella seconda facciata del frontespizio del modello. Nella dichiarazione integrativa dovrà essere riprodotto il contenuto della dichiarazione originaria con le necessarie correzioni o integrazioni. 
Non appare ultroneo precisare che la dichiarazione integrativa potrà però essere presentata dal contribuente solo qualora la dichiarazione originaria sia stata validamente inviata.

La correzione può essere effettuata entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione (art. 57, DPR n. 633/72). 


Se la dichiarazione integrativa dovesse far emergere un’imposta superiore a quella dichiarata originariamente ovvero dovesse evidenziare un’eccedenza detraibile o rimborsabile inferiore a quella in precedenza dichiarata c.d dichiarazione IVA integrativa a sfavore, il contribuente sarà tenuto a versare una sanzione pari al 90%della maggiore imposta dovuta ravvedibile ai sensi dell’art. 13 co. 1 lett. b) – b- quater) del D. Lgs. n. 472/97. Pertanto, l’ammontare della sanzione effettivamente versata dal contribuente dipenderà dal momento in cui questi porrà in essere il ravvedimento. 
In questo caso la sanzione comminata per infedele dichiarazione assorbe quella per l’omesso versamento delle imposte.


Si ricorda, altresì, che qualora il contribuente abbia registrato tardivamente delle fatture afferenti l’anno d’imposta 2017, ricevute nel medesimo anno, potrà recuperare l’imposta non detratta sugli acquisti mediante la presentazione della c.d. dichiarazione integrativa a favore (D.P.R. n. 322/1998).
Sul punto si rammenta che, alla luce delle nuove disposizioni relative all’esercizio della detrazione IVA, un ruolo centrale è assunto dal c.d. registro sezionale ovvero il registro nel quale il contribuente deve annotare le fatture “tardive”, ossia quelle fatture che, sebbene afferenti l’anno d’imposta 2017 e ricevute nel medesimo anno, per le più svariate ragioni sono state registrate nel 2018. Proprio l’istituzione del citato sezionale consente, infatti, al contribuente di non perdere il diritto alla detrazione dell’IVA afferente quest’ultime. 


E ciò in quanto, coloro che hanno già trasmesso la dichiarazione IVA 2018 ma sono venuti a conoscenza di ulteriori fatture di acquisto per le quali il diritto alla detrazione dell’imposta sul valore aggiunto è sorto nel 2017, potranno usufruire del diritto alla detrazione dell’imposta sul valore aggiunto, solo se hanno registrato le stesse nell’apposito sezionale IVA entro il 30 aprile 2018, presentando la dichiarazione integrativa a favore entro i termini già in precedenza enunciati. 
Inoltre, si precisa che il credito Iva emergente dalla dichiarazione integrativa potrà essere utilizzato con modalità diverse a seconda del momento in cui viene presentata la dichiarazione integrativa.

In particolare, se quest’ultima viene presentata entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, il credito iva risultante potrà alternativamente: 

  • essere detratto in sede di liquidazione periodica IVA o di dichiarazione annuale;
  • essere utilizzato in compensazione orizzontale;
  • essere chiesto a rimborso, qualora ne sussistano i requisiti, con riferimento all’anno in cui si riferisce la dichiarazione integrativa.


Qualora, invece la dichiarazione integrativa sia presentata oltre tale termine il credito risultante dalla medesima potrà alternativamente: 



  • essere utilizzato in compensazione orizzontale con debiti d’imposta maturati nel periodo successivo a quello di presentazione della dichiarazione integrativa
  • essere chiesto a rimborso, qualora ne sussistano i requisiti


In questo caso, il contribuente è tenuto alla compilazione del Quadro VN denominato appunto “Dichiarazioni integrative a favore”, riservato ai soggetti che, nel 2017, hanno presentato una dichiarazione integrativa “a favore” ai sensi dell’art. 8, comma 6-bis, D.P.R. n. 322/1998, oltre il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo.

 

Fonte: FiscalFocus

Pubblicato in CAF Fenapi Impresa

Scade lunedì 30 aprile il termine per la presentazione della dichiarazione annuale Iva relativa al 2017 (articolo 8, Dpr 322/1998).

Le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza del termine sono valide, fatta salva l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge. Invece, quelle presentate con ritardo superiore a novanta giorni si considerano omesse, ma costituiscono titolo per la riscossione dell’imposta dovuta.
 
Come sempre, i modelli a disposizione dei contribuenti sono due: Iva e Iva base. Il secondo è una versione semplificata del primo e può essere utilizzato solo in determinati casi.

Anche quest’anno i modelli presentano alcune significative modifiche, introdotte per adeguarli alle novità normative nel frattempo introdotte dal legislatore in materia di Iva.


 
Chi deve presentare la dichiarazione

In linea generale, sono tenuti a presentare la dichiarazione tutti i titolari di partita Iva, che esercitano attività d’impresa, artistiche o professionali. 

Gli esonerati


Sono, invece, esonerati:

·         coloro che nel 2017 hanno registrato esclusivamente operazioni esenti (articolo 10, Dpr 633/1972) o che si sono avvalsi della dispensa dagli obblighi di fatturazione e registrazione (articolo 36-bis, Dpr 633/1972), effettuando soltanto operazioni esenti. Tuttavia, l’esonero non si applica qualora il contribuente abbia effettuato anche operazioni imponibili (sebbene riferite ad attività gestite con contabilità separata) ovvero se sono state registrate operazioni intracomunitarie (articolo 48, comma 2, Dl 331/1993) o siano state eseguite rettifiche della detrazione (articolo 19-bis2, Dpr 633/1972) ovvero siano stati effettuati acquisti per i quali l’Iva è dovuta dal cessionario (ad esempio, acquisti di oro, argento puro, rottami)

·         coloro che si avvalgono del regime forfetario per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti e professioni (articolo 1, commi da 54 a 89, legge 190/2014)

·         coloro che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (articolo 27, commi 1 e 2, Dl 98/2011)

·         i produttori agricoli esonerati dagli adempimenti Iva (articolo 34, comma 6, Dpr 633/1972)

·         gli esercenti attività di organizzazione di giochi, di intrattenimenti ed altre attività simili, esonerati dagli adempimenti Iva (articolo 74, sesto comma, Dpr 633/1972), che non hanno optato per l’applicazione dell’imposta nei modi ordinari

·         le imprese individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda e non esercitano altre attività rilevanti ai fini Iva

·         i soggetti passivi non residenti e senza stabile organizzazione in Italia, qualora nel 2017 abbiano effettuato solo operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell’Iva (articolo 44, comma 3, Dl 331/1993)

·         i soggetti che svolgono attività di intrattenimento e spettacolo e che hanno esercitato l’opzione per l’applicazione del regime speciale Iva previsto dalla legge 398/1991 e che, quindi, sono esonerati dagli adempimenti Iva per tutti i proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali

·         i soggetti domiciliati o residenti fuori dall’Unione europea, non identificati in ambito comunitario, che si sono identificati ai fini Iva in Italia per l’assolvimento degli adempimenti relativi ai servizi di telecomunicazione, di teleradiodiffusione ed elettronici resi a committenti, non soggetti passivi d’imposta, domiciliati o residenti in Italia o in altro Stato membro. 

 

Casi particolari di presentazione della dichiarazione


La disciplina Iva prevede alcune ipotesi in cui la dichiarazione deve essere presentata con modalità ad hoc.


Fallimento e liquidazione coatta amministrativa


Nel caso in cui la procedura concorsuale abbia avuto inizio nel corso del 2017, i curatori fallimentari e i commissari liquidatori devono presentare la dichiarazione relativa a tutto il 2017, composta da due moduli: il primo, per le operazioni registrate nella parte dell’anno anteriore alla dichiarazione di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa e il secondo per le operazioni registrate dopo tale data.


 
Invece, nell’ipotesi in cui la procedura concorsuale sia iniziata tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2018 e la dichiarazione non sia stata presentata dal contribuente fallito o posto in liquidazione coatta amministrativa, la stessa deve essere presentata dai curatori o dai commissari liquidatori nei termini ordinari ovvero entro quattro mesi dalla nomina, se successiva alla scadenza per la presentazione della dichiarazione.


 
Cessazione dell’attività


Coloro che hanno cessato l’attività sono tenuti alla presentazione dell’ultima dichiarazione nell’anno successivo a quello in cui l’attività è cessata, entro i normali termini.
In particolare, per le imprese, l’attività si intende cessata alla data di ultimazione delle operazioni relative alla liquidazione dell’azienda.


 
Nel caso in cui un contribuente nel corso del 2017 ha cessato l’attività (con conseguente cancellazione della partita Iva) e poi nel corso dello stesso anno ha ripreso la medesima o altra attività (con apertura di una nuova partita Iva), deve presentare un’unica dichiarazione costituita da:

·         il frontespizio, nel quale deve essere indicata la partita Iva corrispondente all’ultima attività esercitata nel 2017

·         un modulo in cui devono essere compilati tutti i quadri, riportando i dati relativi all’ultima attività esercitata

·         un modulo, in cui devono essere compilati tutti i quadri, riportando i dati relativi alla prima attività esercitata nell’anno e indicando la corrispondente partita Iva. 

 

Soggetti non residenti


Ai fini tributari, il contribuente non residente può operare in Italia alternativamente mediante:

·         rappresentante fiscale - la dichiarazione relativa al soggetto estero, i cui dati devono essere indicati nel riquadro contribuente, è presentata dal rappresentante fiscale, che deve indicare i propri dati nel riquadro dichiarante riportando il codice carica 6

·         identificazione diretta - la dichiarazione deve essere presentata indicando nel riquadro contribuente i dati del soggetto non residente; per i soggetti diversi dalle persone fisiche devono essere indicati nel riquadro dichiarante i dati del rappresentante, riportando il codice carica 1

·         stabile organizzazione - la dichiarazione relativa al soggetto non residente deve essere presentata seguendo le regole valide per la generalità dei contribuenti Iva. 

 

Le principali novità del modelli 2018


A seguito delle numerose modifiche che hanno interessato la normativa Iva, all’interno dei modelli di dichiarazione di quest’anno sono presenti diverse modifiche.


 
Tra le principali, ricordiamo:

 

·         frontespizio - è stato eliminato il riquadro “Sottoscrizione dell’ente o società controllante”, in quanto non è più previsto che l’ente o società controllante in una procedura di liquidazione Iva di gruppo sia tenuto a sottoscrivere la dichiarazione di ciascuna controllata (articolo 1, comma 27, legge 232/2016, che ha modificato l’articolo 73, terzo comma, Dpr 633/1972)

·         Quadro VE - nella sezione 4, il rigo VE38 è stato rinominato “Operazioni effettuate nei confronti dei soggetti di cui all’art. 17-ter” per l’esposizione delle operazioni effettuate, oltre che nei confronti delle pubbliche amministrazioni, anche nei confronti delle società elencate nel nuovo comma 1-bis dell’articolo 17-ter (“split payment”)

·         Quadro VH – se ne prevede la compilazione solo se si vuole inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva (risoluzione n. 104/E del 28 luglio 2017)

·         Quadro VX - sono stati inseriti i righi VX7 e VX8 per l’indicazione, da parte delle società partecipanti alla liquidazione Iva di gruppo per l’intero 2017, rispettivamente, dell’Iva dovuta o dell’Iva a credito da trasferire alla controllante

·         Quadro VO - è stato introdotto il rigo VO26 per la comunicazione, da parte delle imprese minori, dell’opzione per la tenuta dei registri Iva senza separata indicazione degli incassi e dei pagamenti (articolo 18, comma 5, Dpr 600/1973). 

·          

La scelta del modello


Come detto, i modelli a disposizione dei contribuenti sono due: Iva e Iva base.


 
Il modello Iva base, più snello e semplificato rispetto al primo, è adatto alle situazioni fiscali meno complesse e può essere utilizzato solo dai soggetti Iva, sia persone fisiche sia soggetti diversi, che nel corso del 2017:

·         hanno determinato l’Iva dovuta o ammessa in detrazione secondo le regole generali e, pertanto, non hanno applicato gli specifici criteri dettati dai regimi speciali Iva quali, ad esempio, quelli previsti per gli agricoltori o per le agenzie di viaggio

·         hanno effettuato in via occasionale cessioni di beni usati e/o operazioni per le quali è stato applicato il regime per le attività agricole connesse (articolo 34-bis, Dpr 633/1972)

·         non hanno effettuato operazioni con l’estero (ad esempio, cessioni e acquisti intracomunitari, cessioni all’esportazione e importazioni)

·         non hanno effettuato acquisti e importazioni senza applicazione dell’imposta, avvalendosi dell’istituto del plafond (articolo 2, comma 2, legge 28/1997)

·         non hanno partecipato a operazioni straordinarie o trasformazioni sostanziali soggettive. 

Il modello Iva Base, invece, non può essere utilizzato:

·         dai soggetti non residenti che hanno istituito in Italia una stabile organizzazione ovvero che si avvalgono dell’istituto della rappresentanza fiscale o dell’identificazione diretta

·         dalle società di gestione del risparmio che gestiscono fondi immobiliari chiusi

·         dai soggetti tenuti a utilizzare il modello F24 Elide per l’immatricolazione o la successiva voltura di autoveicoli, motoveicoli e loro rimorchi, anche nuovi, oggetto di acquisto intracomunitario

·         dai curatori fallimentari e dai commissari liquidatori tenuti a presentare la dichiarazione annuale per conto dei soggetti Iva sottoposti a procedura concorsuale

·         dalle società che hanno partecipato a una procedura di liquidazione dell’Iva di gruppo

·         dall’ente o dalla società commerciale controllante che intende avvalersi, per il 2018, della particolare procedura di compensazione dell’Iva di gruppo

·         dai soggetti che hanno presentato nel 2017 dichiarazioni integrative a favore e che sono tenuti a indicare il credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito risultante dalle dichiarazioni integrative nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui sono presentate le dichiarazioni integrative. 

 

Modalità di presentazione


A prescindere dal modello utilizzato, la dichiarazione deve essere presentata esclusivamente per via telematica all’Agenzia delle entrate e può essere trasmessa:

·         direttamente dal dichiarante, attraverso i servizi telematici Entratel o Fisconline

·         tramite un intermediario abilitato

·         tramite altri soggetti incaricati (per le Amministrazioni dello Stato)

·         tramite società appartenenti al gruppo, attraverso il servizio telematico Entratel, nell’ambito di gruppi in cui almeno una società o ente sia obbligato alla presentazione della dichiarazione per via telematica. 

La dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle entrate.


La prova della presentazione della dichiarazione è data dalla comunicazione attestante l’avvenuto ricevimento dei dati, rilasciata per via telematica.


 
Software di compilazione e controllo


Sul sito dell’Agenzia delle entrate sono disponibili i software di compilazione e controllo della dichiarazione.
Il primo, mediante una serie di domande, determina quale sia il modello Iva più adatto alle esigenze dell’utente e predispone i relativi quadri per la compilazione.
Il secondo, invece, consente di evidenziare, mediante appositi messaggi di errore, le anomalie o incongruenze riscontrate tra i dati contenuti nel modello di dichiarazione (e nei relativi allegati) e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche e dalla circolare dei controlli.


 
Ulteriori informazioni


Per avere ulteriori informazioni sulle modalità di compilazione, nonché sui versamenti dell’imposta dovuta, è possibile consultare le istruzioni disponibili sul sito dell’Agenzia per ognuno dei due modelli dichiarativi: istruzioni Iva e istruzioni Iva base (per i versamenti, vedi anche “Venerdì 16 marzo ultimo giorno per il saldo Iva senza interessi”).

 

Fonte: http://www.fiscooggi.it

 

Pubblicato in CAF Fenapi
Dopo l’approvazione, con il provvedimento 15 gennaio 2018, dei modelli di dichiarazione Iva 2018 e Iva base 2018, arrivano anche le specifiche tecniche per la trasmissione all’Agenzia delle entrate dei dati relativi al 2017.
 
I nuovi tracciati, approvati con provvedimento 30 gennaio 2018, devono essere utilizzati dai contribuenti tenuti alla presentazione della dichiarazione e che provvedono direttamente all’invio, nonché dagli altri utenti del servizio telematico che intervengono quali intermediari abilitati alla trasmissione.
 
Eventuali modifiche alle specifiche tecniche saranno pubblicate nell’apposita sezione del sito dell’Agenzia.
 
Pubblicato in CAF Fenapi

Dopo l’approvazione, con il provvedimento 15 gennaio 2018, dei modelli di dichiarazione Iva 2018 e Iva base 2018, arrivano anche le specifiche tecniche per la trasmissione all’Agenzia delle entrate dei dati relativi al 2017.
 
I nuovi tracciati, approvati con provvedimento 30 gennaio 2018, devono essere utilizzati dai contribuenti tenuti alla presentazione della dichiarazione e che provvedono direttamente all’invio, nonché dagli altri utenti del servizio telematico che intervengono quali intermediari abilitati alla trasmissione.
 
Eventuali modifiche alle specifiche tecniche saranno pubblicate nell’apposita sezione del sito dell’Agenzia.

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La Manovra Correttiva 2017 (D.l. 50/2017) ha modificato tra l'altro, il termine entro cui esercitare il diritto alla detrazione (art. 19 DPR 633/72) e il termine entri cui  registrare le fatture d'acquisto (art. 25 DPR 633/72). Le nuove regole si applicano alle fatture e alle bollette doganali emesse dal 1° gennaio 2017.

I dubbi maggiori sono stati riscontrati in merito alla detrazione delle fatture inerenti al mese di dicembre 2017 e ricevute nel mese di gennaio 2018.  La Circolare 1/2018 dell’Agenzia delle Entrate ha fornito dei chiarimenti importanti in merito alla corretta detrazione IVA, riprendendo la normativa europea. Il principale chiarimento è stato che per poter detrarre correttamente l’IVA è necessaria la duplice condizione:

  • sostanziale: dell’avvenuta esigibilità dell’imposta
  • formale: del possesso di una fattura redatta conformemente alle disposizioni di cui all’articolo 21 del DPR 633/72.

 

Il punto di partenza è il possesso del duplice requisito ovvero: avvenuta esigibilità dell’imposta e possesso della fattura, che in questo caso si realizzano entrambi nel mese di dicembre. L’imposta a credito, relativa a tale cessione di beni/prestazione di servizi, confluirà, previa registrazione della fattura di acquisto nel 2017, nella liquidazione IVA relativa al mese di dicembre 2017 (da eseguire il 16 gennaio 2018),se annotata successivamente, il documento contabile potrà essere registrato al più tardi, entro il 30 aprile 2018 (termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno 2017) in un’apposita sezione del registro IVA degli acquisti relativo a tutte le fatture ricevute nel 2017. Il credito IVA concorrerà a formare il saldo della dichiarazione annuale IVA relativa al 2017.

Detrazione IVA 2017 con possesso fattura gennaio 2018

Diverso è il caso in cui c’è esigibilità dell’imposta nel mese di dicembre 2017, ma possesso della fattura nel mese di gennaio 2018. A questo punto, il diritto alla detrazione, previa registrazione della fattura, sorge nella liquidazione relativa al mese di gennaio 2018, da effettuarsi entro il 16 febbraio 2018. Il medesimo imprenditore in relazione allo stesso acquisto potrà detrarre l’imposta a credito mediante registrazione di tale documento contabile, al più tardi, entro il 30 aprile 2019.

Nel caso in cui tale documento sia registrato nel corso del 2018, l’imposta in esso evidenziata concorrerà alla liquidazione periodica relativa allo stesso mese;

Se si registra oltre il termine per la presentazione della dichiarazione IVA 2017, cioè si effettui la registrazione del documento, ad esempio, in data 23 aprile 2019, detta registrazione dovrà essere effettuata in un’apposita sezione del registro IVA degli acquisti relativo a tutte le fatture ricevute nel 2018; ciò al fine di far concorrere la relativa IVA a credito alla determinazione del saldo d’imposta risultante dalla dichiarazione annuale IVA relativa al 2018, da presentare entro il 30 aprile 2019.

Attenzione: In ossequio ai principi dello Statuto del contribuente e in considerazione del fatto che i chiarimenti sopra riportati intervengono in una data successiva al 16 gennaio 2018 (termine fissato per la liquidazione periodica dell’IVA relativa al mese di dicembre 2017), sono fatti salvi e non saranno sanzionabili i comportamenti - adottati dai contribuenti in sede di tale liquidazione periodica - difformi rispetto alle indicazioni fornite con il presente documento di prassi.

 

 ( Fonte: www.fiscoetasse.com)
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Il 21.03.2017 sul sito istituzionale dell'Agenzia delle Entrate, con riferimento all'adempimento obbligatorio della Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche Iva, sono state pubblicate le bozze di:

modello comunicazione liquidazione periodica Iva;

istruzioni per la compilazione del modello;

specifiche tecniche per la trasmissione telematica. 

Ricordiamo che l'adempimento della trasmissione telematica obbligatoria dei dati delle liquidazioni periodiche Iva è stato introdotto dal D.L. n. 193 del 22.10.2016 art. 4 comma 1, convertito con modificazioni nella Legge n. 225 del 01.12.2016, le cui scadenze di presentazione sono state modificate in occasione dell'approvazione del Decreto Milleproroghe.

 

I modelli sono composti da:

Frontespizio: dove sono riepilogati tutti i dati fiscali del contribuente, del dichiarante nel caso in cui sia diverso dal contribuente. Sempre nel Frontespizio trovano spazio anche i dati relativi all'impegno alla trasmissione telematica nel caso in cui il Contribuente abbia conferito mandato per l'invio da un professionista.

-Quadro “VP” - Liquidazioni periodiche Iva: il quadro riepiloga tutte le operazioni (sia in termini di imponibili che in termini di imposta) attive e passive nonché gli eventuali crediti precedenti ed il loro eventuale utilizzo in relazione al periodo (mese o trimestre) di riferimento ed indicato nel Frontespizio (campo anno di imposta) e nel Quadro “VP” rigo 1 (mese o trimestre).

Con riferimento ai termini di trasmissione riepiloghiamo le scadenze per l'anno d'imposta 2017 (primo anno di introduzione dell'adempimento obbligatorio):

1^ trimestre 2017: entro il 31.05.2017

2^ trimestre 2017: entro il 16.09.2017

3^ trimestre 2017: entro il 30.11.2017

4^ trimestre 2017: entro il 28.02.2018.

Nel caso in cui con riferimento ad uno stesso periodo ed entro il termine ordinario di trasmissione della Comunicazione, vengono trasmesse più Comunicazioni, l'ultima trasmessa sostituisce tutte le precedenti. 

Soggetti obbligati: sono obbligati alla trasmissione telematica dei dati riepilogativi delle liquidazioni Iva periodiche tutti i soggetti passivi Iva, anche nel caso di liquidazione a credito, ad eccezione di:

soggetti non obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale Iva (per esempio quei soggetti che hanno posto in essere esclusivamente operazioni esenti Iva art. 10);

soggetti non obbligati alle liquidazioni periodiche Iva in quanto rientranti nei regimi dei minimi o forfettari;

tutto ciò sempre che nel corso del periodo di imposta tali condizioni non vengano meno.

Sanzioni: in caso di inadempimento le sanzioni amministrative vanno da un minimo di € 500,00 ad un massimo di € 2.000,00 ai sensi di quanto previsto dall'art. 21 del D.L. n. 78 del 30.05.2010.

 

Le sanzioni di cui sopra possono essere ridotte del 50% se la trasmissione avviene nei 15 gg successivi alla scadenza originaria ovvero se nel medesimo termine è effettuata la trasmissione corretta dei dati (art. 11 comma 2 ter del Decreto Legislativo n. 471 del 18.12.1997).

Fonte: www.fiscal-focus.it

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Superato, seppure con qualche difficoltà, il termine ordinario per la presentazione della Dichiarazione Annuale Iva 2017, ora la maggior parte dei contribuenti deve dedicarsi all'adempimento del versamento del saldo Iva, con la possibilità di scegliere tra alcune strade percorribili. Vediamole nel dettaglio.

A partire dall'anno di imposta 2016 la Dichiarazione Annuale Iva torna ad essere trasmessa in forma autonoma. Questo è quanto è previsto dal riformato art. 8 del D.P.R. 322/1998. Per l'anno di imposta 2016 il termine per la presentazione della Dichiarazione Annuale Iva era stato fissato al 28.02.2017, termine poi esteso, ai soli fini della validità delle trasmissioni telematiche, al 03.03.2017. La Dichiarazione annuale Iva, oltre a riassumere tutte le operazioni rilevanti ai fini Iva, determinare il volume d'affari, ha valore soprattutto liquidatorio, ovvero fissa e consolida il saldo Iva (a credito o a debito) al 31.12 determinando anche la possibilità, oltre determinati importi, di poter utilizzare l'eventuale credito Iva emergente in compensazione.

La prossima scadenza a cui un grande numero di contribuenti dovrà adempiere è il versamento del saldo a debito. Le novità recentemente introdotte danno spazio anche a maggiori scelte operative rispetto al passato, che qui cercheremo di riepilogare: Innanzitutto è bene precisare che non tutti i contribuenti sono chiamati alla scadenza del 16.03.2017 per il versamento del saldo Iva.

Infatti:

 i contribuenti mensili avrebbero dovuto versare l'Iva a debito relativa al mese di dicembre 2016, al netto dell'eventuale acconto versato entro il 27.12.2016, entro il 16.01.2017 (termine naturale);

 i contribuenti trimestrali “speciali” (quali autotrasportatori per c/terzi e distributori di carburanti) avrebbero dovuto versare l'Iva relativa all'ultimo trimestre del 2016 (ottobre – novembre e dicembre), al netto dell'eventuale acconto versato entro il 27.12.2016, entro il 16.02.2017.

La scadenza quindi qui di seguito esaminata (16.03.2017) riguarda i così detti “contribuenti trimestrali ordinari” Questi termini ordinari, qui sopra riepilogati non hanno subito variazioni, per effetto delle novità normative introdotte e della modifica dei termini e delle modalità di presentazione della Dichiarazione annuale Iva.

 Riassumiamo qui di seguito alcune informazioni di carattere generale, prima di affrontare le varie ipotesi di scadenze opzionabili dal contribuente:

Informazioni di carattere generale:

I Quadri di interesse della Dichiarazione Iva 2017, ai fini della determinazione del saldo Iva 2016 da versare sono:

 “Quadro VL” - Rigo 38;

“Quadro VX” - Rigo 1

 

Il versamento è da eseguirsi con modello F24, con possibilità di utilizzare eventuali crediti di altri Tributi in compensazione orizzontale. Il codice tributo è 6099 (Saldo Iva da Dichiarazione annuale Iva) – Sezione I Erario, periodo di riferimento 01/01 (se versamento eseguito in un'unica soluzione, anno di riferimento 2016.

Anche in occasione del versamento del saldo i contribuenti trimestrali “ordinari” dovranno maggiorare l'importo dell'1% (Il Rigo 38 del Quadro VL esprime già l'importo al lordo della suddetta maggiorazione per interessi per le liquidazioni trimestrali).

Nessun versamento è dovuto nel caso in cui l'importo risultante a debito non superi € 10,33.

Riportiamo qui di seguito una tabella riepilogativa delle possibili opzioni tra cui il contribuente potrà scegliere per ottemperare al versamento del saldo Iva anno 2016:

RIEPILOGO DELLE POSSIBILI SCADENZE SALDO IVA 2016 . VERSAMENTI IN UNICA SOLUZIONE :

SCADENZA NATURALE: 16.03.2017 . In alternativa al 16.04.2017 o 16.05.2017 o 30.06.2017 (ex scadenza 16.06.2017 x Tax Day di cui al D.L. n. 193/2016) o 31.07.2017 (per contribuenti soggetti a studi di settore: applicazione della maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese di dilazione rispetto alla scadenza originaria del 16.03.2017.

 Nel caso di versamento in un'unica soluzione al 31.07.2017 vi sarà il raddoppio della maggiorazione dello 0,40%. In alternativa versamento unitamente alle imposte eventualmente liquidate in sede di “Dichiarazione Redditi 2017” (ovvero 30.06.2017 o 31.07.2017 per i contribuenti soggetti a studi di settore), applicando la maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivo al 16.03.2017.

In particolare questa alternativa ben si presta in presenza di crediti per imposte dirette (Irpef, Ires o Irap) liquidate in sede di Dichiarazione Redditi, che potranno essere utilizzati in compensazione ai fini del versamento del saldo Iva.

VERSAMENTI RATEIZZATI.

 Minimo di 2 e massimo di 9 rate a partire dal 16.03.2017 (ultima scadenza 16.11.2017) con l'applicazione dell'interesse nella misura dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima. Rateizzazione fino a novembre 2017 unitamente alle imposte sul reddito (Irpef, Ires e Irap); in quest'ultimo caso oltre alla maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese si dovrà applicare anche l'interesse nella misura dello 0,33% mensile per le rate successive alla prima.

Nella predisposizione del Modello F24 in caso di pagamento rateizzato il contribuente alla colonna rateizzazione dovrà indicare il numero corrente della rata rispetto al numero totale delle stesse. Gli interessi andranno indicati separatamente rispetto al tributo utilizzando il codice 1668 “interessi rateali”.

INADEMPIENZA NEI VERSAMENTI – RAVVEDIMENTO OPEROSO

 Nel caso in cui il contribuente non ottemperasse ai versamenti nelle date riconducibili ad una delle sopra indicate ipotesi, potrà regolarizzare la propria posizione debitoria accedendo all'istituto del ravvedimento operoso e l'applicazione delle sanzioni modulate in relazione al ritardo con cui si esegue il pagamento e gli interessi al tasso legale (dal 01.01.2017 dello 0,1%).

Al ricorrere di questa situazione il contribuente non potrà beneficiare di rateizzazione e dovrà versare contestualmente, con modello F24 e possibilità di compensazione con altri crediti consolidati:

 imposta a saldo dell'Iva: codice tributo 6099 “Saldo Iva da Dichiarazione Annuale”;

 sanzione per ravvedimento operoso: 8904 “Sanzione Pecuniaria Iva”;

 interessi per ravvedimento operoso: 1991 “Interessi su ravvedimento Iva”.

GLI EFFETTI DEL TERMINE DI TRASMISSIONE AI FINI DEL REATO PENALE DI OMESSO VERSAMENTO IVA

Corre l'obbligo, anche per completezza di informazioni, ricordare che il termine per la trasmissione telematica della dichiarazione Iva in forma autonoma, sia esso nella sua scadenza originaria (28.02.2017), sia nella scadenza più ampia del 03.03.2017 per effetto del Comunicato Stampa del 01.03.2017 e della Risoluzione del 06.03.2017:

 non comportano modifica nei termini termine per il versamento dell'acconto Iva, il cui termine è rimasto invariato e stabilito al 27.12;

 

 Il suddetto termine è determinante anche ai fini dell'eventuale individuazione del reato penale di omesso versamento dell'Iva configurabile nel caso non solo in cui il mancato versamento superi la soglia di punibilità, ora fissata in € 250.000,00 per ciascuna annualità, ma soprattutto qualora il debito non sia versato entro il 27.12 (termine per il versamento dell'acconto Iva) dell'anno successivo al periodo di imposta di riferimento; giusto quanto previsto dall'art. 10 – ter del Decreto Legislativo n. 74/2000. In considerazione di quanto sopra detto in caso di omesso versamento del Saldo Iva da Dichiarazione Annuale Iva 2017 entro il 27.12.2017 (termine per il versamento dell'acconto relativo al periodo di imposta successivo), in caso di superamento della soglia di punibilità (€ 250.000,00) scatterà automaticamente la segnalazione alla Procura della Repubblica con conseguente avvio del Procedimento penale a carico del contribuente.

 

Fonte: www.fiscalfocus.it

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Scade oggi, per effetto della mini proroga disposta con comunicato stampa di martedì scorso, il termine per l’invio della dichiarazione Iva 2016. Prima di procedere all’invio telematico l’intermediario deve consegnare al dichiarante, contestualmente alla ricezione della dichiarazione o dell’assunzione dell’incarico per la sua predisposizione, l’impegno a trasmettere la stessa in via telematica. Nel documento è fatto obbligo precisare se la dichiarazione è stata consegnata all’intermediario già compilata o se viene da questi predisposta e va segnalata altresì la data di rilascio dell’impegno e la sottoscrizione dell’intermediario

Va peraltro ricordato che l’invio della dichiarazione non esaurisce gli obblighi in capo all’intermediario abilitato. Quest’ultimo dovrà, infatti, opportunamente monitorare la situazione al fine di verificare che la procedura sia andata a buon fine, sino alla ricezione della ricevuta attestante l’avvenuto inoltro della dichiarazione.

Prova dell’avvenuto invio

Affinché una dichiarazione sia considerata tempestiva non è sufficiente che la stessa sia spedita entro l’ultimo giorno utile. La prova della presentazione della dichiarazione è data, infatti, unicamente dalla comunicazione attestante l’avvenuto ricevimento dei dati. È, pertanto, necessario monitorare nel periodo immediatamente successivo all’invio della dichiarazione la propria area Entratel al fine di verificare che non vi siano stati scarti dei file inviati. Laddove si dovesse riscontrare una tale situazione va, infatti ricordato che non vengono considerate omesse le dichiarazioni scartate dal servizio telematico, purché ritrasmesse entro i cinque giorni successivi alla data contenuta nella comunicazione dell’agenzia delle Entrate che attesta il motivo dello scarto (circolare 195 del 24 settembre 1999).

Documentazione da rilasciare al dichiarante. In base a quanto previsto dal Dpr 322/98 gli intermediari abilitati devono, rilasciare al dichiarante, entro 30 giorni dal termine previsto per la presentazione della dichiarazione per via telematica, l’originale della dichiarazione i cui dati sono stati trasmessi per via telematica, redatta su modello conforme a quello approvato dall’Agenzia unitamente a copia della comunicazione dell’agenzia delle Entrate che ne attesta l’avvenuto ricevimento.

 

Detta comunicazione costituisce prova per il dichiarante di avvenuta presentazione e dovrà essere conservata dal medesimo, unitamente all’originale della dichiarazione, debitamente sottoscritta, fino al termine previsto dall’articolo 57, Dpr 633/72. In questo senso si ricorda che, da quest’anno, per effetto delle modifiche introdotte dalla legge di stabilità 2016, tutta la documentazione dovrà essere conservata fino al 31 dicembre del quinto anno successivo (anziché quarto) a quello in cui è stata presentata la dichiarazione (con riferimento alla dichiarazione iva 2017 quindi fino al 31 dicembre 2022). Non è, infatti, più previsto il raddoppio dei termini in caso di violazione che comporta l’obbligo di denuncia per uno dei reati previsti dal Dlgs 74/2000.

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Riaperto il termine di tre giorni per la presentazione della dichiarazione Iva. Lo precisa l’agenzia delle Entrate con un comunicato stampa, emanato nella giornata di ieri, accolto con favore dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, ma criticato dai giovani professionisti dell’Ungdcec. Per effetto delle modifiche apportate del combinato disposto della legge 190/2014 e del Dl 192/2014, a partire da quest’anno la dichiarazione Iva diventa autonoma per cui l’invio doveva avvenire entro lo scorso 28 febbraio. Nel comunicato stampa l’Agenzia afferma che nella giornata del 28 febbraio sono stati registrati temporanei rallentamenti nella rete di trasmissione della dichiarazione, per questo motivo è stata concessa la predetta proroga. Ciò ha come conseguenza che saranno considerate tempestive le dichiarazioni inviate entro domani, venerdì 3 marzo. Pertanto, coloro che si sono resi conto di aver commesso degli errori, hanno tempo per presentare una dichiarazione correttiva nei termini e apportare le relative correzioni senza dover ricorrere alla presentazione della dichiarazione integrativa pagando le relative sanzioni. Considerare una dichiarazione Iva trasmessa entro il 3 marzo correttiva nei termini è giuridicamente eccessivo considerando che si tratta di una tolleranza concessa dall’Agenzia, ma nella sostanza la dichiarazione deve essere considerata tale. L’occasione consente quindi di rivedere alcuni quadri particolari. Il quadro VF Nel rigo VF70 deve essere riepilogato il totale delle rettifiche della detrazione Iva che devono essere effettuate qualora nel 2016 sia intervenuto un cambio di destinazione del bene in rapporto alla destinazione originaria che sia intervenuta prima del compimento del quinquennio per i beni mobili e prima del compimento decennio per i beni immobili. È il caso di coloro che nell’anno 2016 si sono avvalsi del regime agevolato per l’assegnazione dei beni di impresa di cui ai commi 115 e seguenti della legge 208/2015 e che, non avendo al momento dell’acquisto operato la detrazione di imposta, hanno estromesso tali beni in fuori campo Iva ovvero, avendo detratto l’imposta, li hanno estromessi esenti da Iva. In entrambi i casi, infatti, scatta la rettifica della detrazione in ragione dei decimi mancanti al compimento del decennio, relativamente alle spese incrementative sostenute negli ultimi 10 anni ovvero per l’Iva assolta al momento dell’acquisto o riscatto avvenuto in tale periodo. Il valore di tale rettifica deve essere riportato nel rigo VF70 mentre il versamento dell’Iva dovuta a titolo di rettifica va versato entro il prossimo 16 marzo 2017 in quanto la proroga non interessa tale data. Il quadro VL Un secondo quadro che potrebbe essere soggetto a correzioni è quello relativo alla liquidazione dell’imposta. Come precisato nelle istruzioni ministeriali, nel rigo VL29 deve essere indicato l’ammontare dei versamenti periodici effettuati compresi l’acconto Iva e gli interessi trimestrali, nonché l’imposta versata a seguito di ravvedimento di cui all’articolo 13 del Dlgs 472/1997, relativi al 2016. Si desume che eventuali versamenti non effettuati non devono essere indicati. Per effetto della proroga, coloro che non hanno effettuato il versamento relativo a una o più liquidazioni e che intendono eseguirlo nei prossimi due giorni, possono rettificare il rigo VL29 includendo gli importi versati. Il quadro VG Tra le novità della dichiarazione, quest’anno c’è anche il quadro VG riservato agli enti o società commerciali controllanti che intendono avvalersi, per il 2017, della particolare procedura di liquidazione dell’Iva di gruppo di cui all’articolo 73 del Dpr 633/1972. La proroga del termine appare utile anche in virtù del fatto che lo scorso 24 febbraio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dm 13 febbraio 2017, attuativo delle modifiche apportate alla disciplina dalla legge 232/2016. Le novità riguardano, tra l’altro, l’ambito soggettivo di applicazione del regime nonché le modalità di esercizio dell’opzione. Possono rientrare nell’Iva di gruppo le società di capitali e di persone diverse dalla società semplice di cui la società controllante possiede la maggioranza del capitale sociale a far tempo almeno dal 1° luglio 2016. Inoltre, le nuove modalità di esercizio dell’opzione prevedono la comunicazione in sede di dichiarazione Iva nel quadro VG e predisposto per tale adempimento.

 

Fonte: www.ilsole24ore.com (Alessandra Caputo, Gian Paolo Tosoni)

 

 

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 Nella giornata di ieri, 28 febbraio, sono stati registrati temporanei rallentamenti nella rete di trasmissione delle dichiarazioni.

 

Tenuto conto che il 28 febbraio scadeva il termine per la presentazione della dichiarazione annuale Iva/2017, relativa all’anno di imposta 2016, l’Agenzia delle Entrate comunica che saranno considerate tempestive le dichiarazioni pervenute entro il 3 marzo 2017.

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