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I contribuenti in possesso di specifici requisiti possono richiedere il rimborso e/o l’utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale previa presentazione del mod. IVA TR.  Si rammenta che: - il limite al cui mancato superamento non è richiesta la garanzia per il rimborso del credito IVA è fissato a € 30.000; - per importi superiori a € 5.000 è previsto l’obbligo di apposizione del visto di conformità anche alle richieste di compensazione del credito IVA trimestrale; - l’utilizzo in compensazione del credito IVA per importi superiori a € 5.000 annui è previsto a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione dell’istanza. Entro il 30.4.2019 va inviato il mod. IVA TR relativo al credito del primo trimestre 2019, utilizzando il nuovo modello aggiornato recentemente dall’Agenzia delle Entrate.

 Come noto, ai sensi dell’art. 38-bis, comma 2, DPR n. 633/72, è possibile richiedere il rimborso e/o l’utilizzo in compensazione con il mod. F24 del credito IVA trimestrale (primo, secondo e terzo trimestre), indipendentemente dalla periodicità di liquidazione adottata, a condizione che: • il credito IVA maturato sia di importo superiore a € 2.582,28; • nel singolo trimestre, sussista uno dei requisiti di cui all’art. 30, comma 3, DPR n. 633/72

Pubblicato in CAF Fenapi Impresa

Le agevolazioni Irpef e Iva sono sempre fruibili anche da un familiare del portatore di handicap, quando il disabile è fiscalmente a carico del familiare e la spesa è sostenuta nel suo interesse. In tal caso il documento di spesa può essere indifferentemente intestato al disabile o alla persona di famiglia della quale risulta a carico. Rimane fermo che il veicolo deve essere utilizzato, in via esclusiva o prevalente, a beneficio del disabile. Si è considerati fiscalmente a carico se si ha un reddito annuo complessivo non superiore a 2.840,51 euro. Per il raggiungimento di questo limite non si deve tener conto dei redditi esenti, come ad esempio, le pensioni sociali, le indennità esenti (comprese quelle di accompagnamento), le pensioni e gli assegni erogati ai ciechi civili, ai non udenti e agli invalidi civili. Se si supera il suddetto limite di reddito, invece, le agevolazioni spettano unicamente al disabile e per beneficiarne è necessario che i documenti di spesa siano direttamente intestati a lui e non al suo familiare. Nell’ipotesi che più disabili siano fiscalmente a carico di una stessa persona, quest’ultima può fruire, nel corso dello stesso quadriennio, dei benefici fiscali previsti per l’acquisto di autovetture per ognuno dei portatori di handicap a suo carico. Anche le esenzioni dal bollo auto e dall’imposta di trascrizione spettano in caso di intestazione del veicolo al familiare del quale il disabile è fiscalmente a carico.

 

 

Pubblicato in Patronato INAPI

La mancata emissione della nota d’accredito “nei termini” mette a rischio il recupero dell’Iva anche in caso di procedura concorsuale o esecutiva. Queste sono le conseguenze desumibili dalla risposta 55/2019, allineata alle conclusioni della precedente risposta n. 113 del 2018 in materia di note di variazione nel concordato preventivo “in continuità”. Per evitare tali effetti, occorre dunque conoscere la data che, secondo il Fisco, attesta l’infruttuosità della procedura. È a partire da tale data, infatti, che si può operare la variazione in diminuzione, tenendo presente che, in base al vigente articolo 19, comma 1, Dpr 633/72, l’imposta è recuperabile, al più tardi, con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto è sorto e alle condizioni del momento in cui è sorto. Solo per le rettifiche i cui presupposti si sono manifestati ante 1° gennaio 2017, il termine per il recupero del tributo è quello della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello di nascita del diritto, come previsto dalla precedente versione dell’articolo 19 (circolare n. 1/E/2018). Per il fallimento è necessario che sia decorso il termine per le osservazioni al piano di riparto (circolare 77/ E/2000) o, se non c’è riparto, quello per il reclamo al decreto di chiusura della procedura (risoluzione 195/ E/2008). In caso di concordato preventivo, oltre alla sentenza che omologa la procedura, si deve considerare anche il momento in cui il debitore adempie gli obblighi assunti (circolare 8/E/2017 e risposta 113/2018). In vista della scadenza del 30 aprile, pertanto, occorre monitorare le procedure chiuse (nel senso precisato) nel 2018 e, se non si è già provveduto, è bene affrettarsi. L’emissione entro aprile della nota di variazione (elettronica) permette, infatti, previa registrazione in apposito sezionale, di esercitare la detrazione nella dichiarazione. Se questa è già stata presentata, pare possibile ricorrere alla dichiarazione correttiva nei termini, facendovi confluire il credito portato dalla nota in diminuzione nel frattempo emessa. Secondo le Entrate, invece, il recupero non sarà possibile dopo il 30 aprile, ricorrendo alla dichiarazione integrativa a favore. Stante la regola “transitoria” per i casi in cui il presupposto della rettifica è maturato ante 1° gennaio 2017, sono recuperabili con il modello Iva 2019 anche i crediti d’imposta verso procedure concluse nel 2016, a condizione che la variazione (per la quale non opera il limite annuale dell’articolo 26, comma 3, Dpr 633/72) sia eseguita entro il prossimo 30 aprile. Soluzione che, invece, non pare ammessa per una procedura chiusa nel 2017, ove non sia stata emessa nota di credito entro aprile dell’anno scorso.

Fonte: IlSole24ore

Pubblicato in CAF Fenapi Impresa

Slitta ad oggi lunedì 18 marzo 2019 (poiché la scadenza ordinaria del 16 marzo quest'anno è caduta di sabato) il termine per versare il saldo Iva 2018 senza maggiorazioni e interessi.

Il saldo Iva si calcola in dichiarazione, ed è dovuto solo se l'importo del rigo VL 38 è superiore a 10 Euro. Le scadenze di pagamento non variano più a seconda delle modalità di presentazione della dichiarazione IVA perché è sempre autonoma (quest'anno si ricorda entro il 30.04.2019).

Quindi il versamento del saldo è unico, ed è fissato al 18.03.2018 in quanto il 16 marzo cade di sabato. E' possibile comunque posticiparlo al termine previsto per il versamento del saldo delle imposte sui redditi Irpef ed Ires, pagando una maggiorazione.

l termine di versamento del saldo IVA 2018 è fissato per tutti i soggetti passivi IVA al 18.03.2019 poiché la data della scadenza (16.03) cade di sabato. E' possibile scegliere di versare l'importo dovuto:

in un'unica soluzione;

in rate di pari importo da versare entro il 16 di ciascun mese, corrispondendo un interesse pari allo 0,33% mensile, e scegliendo liberalmente il loro numero.

E' da ricordare, però, che la rateazione dovrà necessariamente terminare entro il 16 di novembre, per cui in realtà il numero di rate andrà da un minimo di 2 ad un massimo di 9.

Il saldo Iva 2018 entro i termini di versamento del saldo Irpef/Ires

I contribuenti tenuti al versamento del saldo IVA entro il 18.03.2019, possono decidere di posticipare il pagamento entro  il termine previsto per il versamento delle imposte sui redditi Irpef/Ires, che ricordiamo essere per le persone fisiche e società di persone nonché soggetti IRES con periodo d'imposta coincidente con l'anno solare:

entro il 01.07.2019 (in quanto il 30.06.2019 cade di domenica);

entro il 31.07.2019 nel caso di differimento ulteriore di 30 giorni.

Se si sceglie di versare entro i termini di versamento del saldo delle imposte dirette, l'importo del saldo Iva deve essere maggiorato dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese intercorso tra il 18.03.2019 ed il 01.07.2019 (o 31.07.2019). Pertanto se il versamento avviene:

dal 19.03 al 19.04 occorrerà applicare la maggiorazione dello 0,40%;

dal 20.04 al 19.05 occorrerà applicare la maggiorazione dello 0,8% (0,4% x 2);

dal 18.05 al 18.06 occorrerà applicare la maggiorazione dell' 1,2% (0,4% x 3);

dal 19.06 al 01.07 occorrerà applicare la maggiorazione dell' 1,6% (0,4% x 4).

Se si usufruisce dell'ulteriore differimento di 30 giorni, e quindi il pagamento avviene il 31.07.2019, occorre maggiorare l'importo di un ulteriore 0,40%.

Anche se si sceglie di versare il saldo Iva secondo le scadenze delle imposte sui redditi , resta la possibilità pagare in unica soluzione o in forma rateale, con rate di pari importo.

Come versare il saldo

Il saldo IVA 2018 deve essere versato utilizzando il modello F24 telematico, riportando all’interno della Sezione “Erario”:

il codice tributo “6099”;

il codice tributo "1668" per gli interessi rateali;

il numero della rata che si sta versando ed il numero totale delle rate (ad esempio, “0106” per la prima rata di 6, “0101” se si è scelto il versamento in unica soluzione);

l’anno di riferimento “2018”;

l’importo del saldo IVA dovuto; in merito occorre segnalare che:

se il versamento è effettuato in unica soluzione entro il 18.03.2019: l’importo da indicare va esposto nel modello F24 arrotondato all’unità di euro perché è quello risultante dalla dichiarazione Iva annuale;

se il versamento è differito a giugno/luglio e/o è rateizzato l’importo va esposto nel modello F24 al centesimo di euro;

l’importo del credito disponibile (ad esempio, IRPEF, IRES, ecc.) eventualmente utilizzato in compensazione del saldo IVA.

Bisogna ricordare, inoltre, le consuete regole di trasmissione del Mod. F24:

¨in caso di presentazione di un mod. F24 a zero, questo deve essere presentato esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate (Entratel/Fisconline);

¨in caso di presentazione di un mod. F24 a debito, indipendentemnte dall'importo, questo può essere presentato sia mediante i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate (Entratel/Fisconline) sia dagli altri servizi telematici (remote/home banking).

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Se le spese hanno natura risarcitoria sono sempre escluse dall'ambito di applicazione IVA. A dare questo chiarimento è stata l'Agenzia delle Entrate nella risposta 74 del 13 marzo 2019 qui allegata.

Nel documento di prassi l'istante ha chiesto conferma del fatto che le somme corrisposte a titolo esclusivamente risarcitorio, nonché per rivalutazione monetaria sul risarcimento danni e per relativi interessi siano escluse dal campo di applicazione dell’IVA ai sensi dell'articolo 15, primo comma, n. 1), del d.P.R. n. 633 del 1972.

Nel rispondere l'Agenzia delle Entrate ha ricordato come ai sensi dell'articolo 15, primo comma, n. 1) del Testo Unico IVA (DPR 633/72) non conconcorrono a formare la base imponibile le somme dovute a titolo di interessi moratori o di penalità per ritardi o altre irregolarità nell'adempimento degli obblighi del cessionario o del committente. Pertanto, presupposto stringente per l'esclusione dal campo IVA è l’esistenza di un risarcimento in senso proprio, dovuto a ritardi o inadempimento di obblighi contrattuali. Inoltre, già ca risoluzione 23 aprile 2004, n. 64/E era stato precisato che “le somme corrisposte a titolo di penale per violazione di obblighi contrattuali non costituiscono il corrispettivo di una prestazione di servizio o di una cessione di un bene, ma assolvono una funzione punitivo-risarcitoria. Conseguentemente dette somme sono escluse dall'ambito di applicazione dell'imposta sul valore aggiunto per mancanza del presupposto oggettivo”.

Nel caso di specie, considerato che come rappresentato nell’istanza, l’importo complessivo delle somme recuperate dal soggetto moroso comprendano gli interessi moratori e le spese per il recupero crediti, tali somme abbiano “natura risarcitoria” e debbano, pertanto, considerarsi escluse dal computo della base imponibile ai sensi dell’articolo 15, primo comma, n. 1), del d.P.R. n. 633 del 1972.

 

Fonte: Fisco e Tasse

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I contribuenti Iva devono provvedere all’emissione e alla registrazione delle fatture differite relative a beni consegnati o spediti nel mese di febbraio, risultanti da documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti contraenti. Le fatture devono contenere la data e il numero dei documenti cui si riferiscono. Per tutte le cessioni effettuate nel mese precedente nei confronti degli stessi soggetti è possibile emettere una sola fattura riepilogativa.

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Il diritto al rimborso dell’IVA può essere esercitato solamente in presenza di determinate condizioni, in difetto delle quali i contribuenti sono “abilitati” solamente a riportare a nuovo il credito IVA per scomputarlo nell'esercizio successivo. Dato che in questo momento molti studi sono impegnati, tra l'altro, nella predisposizione delle dichiarazioni IVA può essere utile riepilogare le condizioni necessarie per ottenre il rimborso dell'imposta,

 In generale il rimborso può essere chiesto sia in sede di dichiarazione annuale, sia in presenza di crediti infrannuali nei primi tre trimestri dell’anno (mentre il credito relativo al quarto trimestre può essere richiesto a rimborso in sede di dichiarazione annuale).

I requisiti previsti sono di seguito indicati:

requisito oggettivo: il credito IVA deve ammontare almeno ad euro 2.582,28 (art. 30, comma 3, D.P.R. n. 633/1972);

requisito soggettivo: è necessario che sia verificata almeno una delle seguenti condizioni (nell’anno o nel trimestre, in caso di rimborso infrannuale):

esercizio in via esclusiva o prevalente di attività che comportino l'effettuazione di operazioni soggette ad IVA con aliquote inferiori a quelle dell'imposta relativa agli acquisti ed alle importazioni;

effettuazione di operazioni non imponibili per un ammontare superiore al 25% dell'ammontare complessivo di tutte le operazioni effettuate;

acquisto od importazione di beni ammortizzabili (nonché di beni e servizi per studi e ricerche), limitatamente alla relativa imposta;

effettuazione in prevalenza di operazioni non soggette ad IVA a norma dell'art. 7, D.P.R. 633/1972;

nomina di un rappresentante fiscale, secondo quanto previsto dall’art. 17, comma 2, D.P.R. n. 633/1972.

Al di fuori dei casi indicati, la richiesta di rimborso può essere validamente effettuata se dalle dichiarazioni dei due anni precedenti risultano eccedenze a favore del contribuente, nei limiti dell'ammontare del credito risultante dalla dichiarazione annuale e, comunque, per un importo non superiore alla minore delle eccedenze (art. 30, comma 4, D.P.R. n. 633/1972).

Una specifica eccezione è prevista – con la spettanza comunque del diritto al rimborso – se il contribuente ha cessato l'attività nel corso dell'anno.

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Per ora è solo una proposta di legge ferma in Commissione Finanze alla Camera ma l'intento del Governo è dare una stretta sui tempi e portare il testo in discussione alla Camera il prossimo mese. E' la nuova legge sulle semplificazioni fiscali, che stravolge il calendario e gli adempimenti dichiarativi e comunicativi. Ecco un elenco delle novità:

abolizione delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) in concomitanza con l’avvio a regime dell’obbligo di fatturazione elettronica tra operatori economici residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato.

spesometro a cadenza annuale.

divieto all’amministrazione finanziaria di chiedere ai contribuenti, in sede di controllo formale delle dichiarazioni dei redditi, dati e informazioni già in possesso della stessa

slittamento dal 31 ottobre al 31 dicembre il termine per la presentazione delle dichiarazioni in materia di imposte sui redditi e di imposta regionale sulle attività produttive.

ampliamento dell’ambito operativo del versamento unitario F24 con le conseguenti possibilità di compensazione, estendendone l’applicazione all’imposta sulle successioni e donazioni, all’imposta di registro, all’imposta ipotecaria, all’imposta catastale, alle tasse ipotecarie, all’imposta di bollo, ai tributi speciali e ai tributi locali (comprese le tariffe per la prestazione di servizi), nonché ai relativi accessori, interessi e sanzioni, compresi gli oneri e le sanzioni dovuti per l’inosservanza della normativa catastale.

determinazione delle modalità attuative dell’estensione del versamento unitario ai tributi locali è demandata a un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze

adozione di provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle entrate per la semplificazione dei modelli dichiarativi, con cadenza annuale.

eliminazione dell’obbligo per i contribuenti di riportare dati e informazioni relativi a contratti di locazione non necessari ai fini della liquidazione dell’imposta e già in possesso dell’amministrazione finanziaria e,

soppressione del modello dichiarativo 770 mediante integrazione del modello F24 con l’indicazione del codice fiscale del contribuente che subisce la ritenuta d’acconto.

semplificazioni in merito all’autodichiarazione del rispetto del limite di franchigia da parte del percipiente, a vario titolo, di compensi, rimborsi, premi e indennità erogati da associazioni sportive dilettantistiche. Viene introdotto un meccanismo sanzionatorio per l’ipotesi in cui il dichiarante ometta di comunicare il successivo superamento della franchigia, impedendo all’associazione sportiva di effettuare le dovute ritenute.

regime alternativo al rilascio delle dichiarazioni d’intento relative all’IVA, volto a semplificare gli adempimenti degli operatori. Si prevede che l’intento di avvalersi della facoltà di effettuare acquisti o importazioni senza applicazione dell’imposta debba risultare da un’apposita dichiarazione trasmessa telematicamente all’Agenzia delle entrata anche cumulativamente per più operazioni.

versamento dell’addizionale comunale all’IRPEF effettuato dai sostituti d’imposta cumulativamente per tutti i comuni di riferimento.

l’amministrazione finanziaria è tenuta a diffondere gli applicativi informatici, i modelli, le istruzioni e in genere gli strumenti necessari ad assolvere correttamente gli adempimenti richiesti ai contribuenti con congruo anticipo, prima dell’inizio del periodo d’imposta interessato e comunque non oltre sessanta giorni prima del termine assegnato al contribuente per l’adempimento. Viene inoltre richiamata l’esimente che ricorre in caso di inadempimento non imputabile al contribuente per irregolarità, malfunzionamento, disservizio o ritardo dell’amministrazione finanziaria.

contraddittorio tra il contribuente e l’ufficio finanziario come fase endoprocedimentale obbligatoria in tutti i procedimenti di controllo fiscale.

anche agli atti normativi in materia tributaria, creditizia e di giochi pubblici, oggi esclusi, si applichino le disposizioni riguardanti la compensazione degli oneri regolatori, informativi e amministrativi. La disciplina in argomento stabilisce che negli atti normativi e nei provvedimenti amministrativi di carattere generale che regolano l’esercizio di poteri autorizzatori, concessori o certificatori, nonché l’accesso ai servizi pubblici o la concessione di benefici, non possono essere introdotti nuovi oneri regolatori, informativi o amministrativi a carico di cittadini, imprese e altri soggetti privati senza contestualmente ridurne o eliminarne altri, per un pari importo stimato, con riferimento al medesimo arco temporale.

Appare proprio uno stravolgimento dei termini fiscali attualmente vigenti e se tutto ciò venisse approvato, non mancherebbero le modifiche al lavoro degli operatori, che non hanno pace, tra proroghe annunciate, novità e continui mutamenti. Come sempre in questi casi, è probabile che molte novità siano destinate a non vedere la luce o a essere completamente stravolte nel corso dell'iter parlamentare. Non resta che aspettare.

Fonte: Fisco e Tasse

Pubblicato in CAF Fenapi

Le prestazioni socio-educative svolte da una azienda agricola che risulta iscritta nei registri regionali delle Fattorie didattiche, sono esenti ai fini Iva. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 77E del 16/10/2018.

La risoluzione nasce da una richiesta di chiarimenti da parte di una azienda agricola iscritta nel Registro delle fattorie didattiche oltre che in quello delle fattorie sociali, nel registro delle Comunità per Minori e nel Sistema informativo minori accolti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

L’attività svolta dall’azienda agricola, per le quali si chiedeva il corretto trattamento ai fini Iva, consisteva nella stipula di apposite convenzioni con i Comuni per la realizzazione di interventi finalizzati all’accoglienza, all’integrazione socio-educativa e di inserimento lavorativo di minori in situazioni di disagio, a fronte di una retta pro capite, per ogni giorno di effettiva presenza del minore nella comunità.

Secondo l’Agenzia, tali prestazioni sono riconducibili a quelle di cui all’articolo 10, punto 21 del Dpr 633/1972 in quanto trattasi di attività «essenzialmente sociali, assistenziali e di mero soccorso a favore della gioventù e, pertanto, appare assimilabile a quella svolta dalle istituzioni assistenziali tipiche quali: "brefotrofi, orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani”».

Pertanto, le aziende agricole che effettuano questo tipo di prestazioni sono esenti dall’applicazione dell’Iva con riferimento a queste ultime; resta, invece, inalterato il regime Iva relativo alle altre prestazioni agricole svolte.

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Disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate i modelli 2019 delle dichiarazioni 730, Certificazione unica, Iva, Iva 74 bis, 770, e Cupe, con le relative istruzioni. Diverse le novità. Nel 730, ad esempio, fa il suo ingresso la detrazione per le spese per l’abbonamento ai mezzi di trasporto pubblico, mentre nel modello Iva trovano spazio le ultime disposizioni in materia di Gruppo Iva. La Certificazione unica, inoltre, apre al credito Inps relativo all’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (c.d. A.P.E.). Modello 730/2019: new entry gli incentivi per assicurazioni e trasporto pubblico – Entrano nel 730 alcune novità, dalle detrazioni d’imposta delle spese per l’abbonamento al trasposto pubblico a quelle per le assicurazioni contro gli eventi calamitosi stipulati per unità immobiliari a uso abitativo. Inoltre, trovano spazio le nuove riduzioni d’imposta per gli strumenti e gli ausili in caso di disturbi dell’apprendimento, per la sistemazione a verde di aree private e per gli interventi su parti comuni condominiali volti sia al risparmio energetico sia alla riduzione del rischio sismico. L’Agenzia ricorda che per fruire delle agevolazioni previste per il recupero del patrimonio edilizio che comportano un risparmio energetico è necessario comunicare all’Enea le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus). Modello Iva/2019, cambiamenti per gruppi Iva e regime forfettario – Novità anche per i contribuenti Iva. Nel modello è stato inserito il rigo VA16 per i soggetti che dal 1° gennaio 2019 parteciperanno a un Gruppo Iva (artt. 70-bis e seguenti del Dpr n. 633/1972). I contribuenti interessati dovranno barrare la casella per comunicare che si tratta dell’ultima dichiarazione annuale Iva precedente l’ingresso nel Gruppo. È stato inoltre inserito il campo 2 del rigo VX2, per indicare la parte dell’eccedenza detraibile risultante dalla dichiarazione, pari all’ammontare dei versamenti Iva effettuati con riferimento al 2018, che deve essere trasferita al Gruppo dal 1° gennaio 2019. Infine, nel rigo VO34, è stata inserita la casella 3 per i contribuenti che nel corso del 2015 avevano optato per l’applicazione del regime fiscale di vantaggio previsto dal Dl n. 98/2011, e che dal 2018 hanno revocato la scelta accedendo al regime forfetario della legge n. 190 del 2014. Certificazione Unica 2019, spazio ad A.P.E e particolari tipologie reddituali – Nella Certificazione unica 2019 vengono inseriti alcuni campi per l’indicazione del credito riconosciuto dall’Inps a fronte del pagamento degli interessi e del premio sul rischio di premorienza maturati sull’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (c.d. A.P.E.) previsto dalla legge n. 232/2016. Nel modello è stata inoltre introdotta una nuova sezione per individuare alcune tipologie reddituali per le quali è previsto un inquadramento fiscale diverso rispetto a quello previdenziale. Pronti anche i modelli 770 e Cupe - Disponibili da oggi anche il modello 770/2019 e lo schema di Certificazione degli utili e dei proventi equiparati, con le relative istruzioni. Tra le principali modifiche l’equiparazione del trattamento fiscale delle partecipazioni di natura qualificata a quelle di natura non qualificata con riferimento ai redditi di capitale percepiti dal 1° gennaio 2018 dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio d’impresa. È stato, inoltre, previsto un nuovo prospetto per gestire il regime fiscale dei proventi derivanti da prestiti erogati per il tramite di piattaforme di prestiti per soggetti finanziatori non professionali (piattaforme peer to peer lending) e per i prestiti finalizzati al finanziamento ed al sostegno di attività di interesse generale (Social Lending).

Pubblicato in CAF Fenapi
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