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Si allarga l’elenco dei soggetti esonerati dall’obbligo di emissione della fattura elettronica che, per la generalità dei contribuenti, dovrà essere emessa dal prossimo anno. È questo il risultato della votazione degli emendamenti avvenuta nella Commissione Finanze del Senato. Saranno dispensati dall’adempimento i contribuenti che si avvalgono del regime forfetario previsto dalla Legge n. 398/1991. Si tratta degli enti associativi, delle associazioni sportive dilettantistiche, o delle società di capitali non lucrative esercenti attività sportive dilettantistiche.

Intanto ieri il sottosegretario del Mef Bitonci (lega), durante i lavori in commissione, ha annunciato: "non vogliamo differire l'entrata in vigore" e si sta cercando "di trovare una soluzione per chi non può trasmettere immediatamente e magari arrivare fino a settembre per il sistema sanzionatorio". In pratica, il Governo è intenzionato a garantire un debutto più soft della fattura elettronica. In particolare, si prevede una mini – proroga di 3 mesi, che dovrebbe spostare al 30 settembre, anziché all’attuale 30 giugno 2019, l'esclusione dalle sanzioni dei contribuenti che emettono e-fattura entro il termine della liquidazione periodica, e prevede la riduzione al 20% per chi la emette entro la liquidazione del periodo successivo.

Il regime forfetario di cui alla Legge n. 398/1991, ed il limite di 65.000 euro

L’esonero dal nuovo obbligo è subordinato all’ammontare dei proventi commerciali realizzati nel periodo d’imposta precedente. Se i proventi commerciali realizzati nell’anno 2018 non hanno superato l’importo di 65.000 euro, le fatture potranno essere emesse in formato analogico. Viceversa se sarà stata superata la predetta soglia la fattura dovrà essere emessa unicamente in formato digitale.

Il superamento di tale limite, pur consentendo all’associazione di permanere nel regime forfetario, fa nuovamente scattare l’obbligo di emissione della fattura in formato digitale. Invece rimane fermo il limite di proventi commerciali fino a 400.000 euro per fruire dell’applicazione del predetto regime forfetario. In buona sostanza, il Legislatore ha inteso introdurre la semplificazione in commento limitatamente ai soggetti di minori dimensioni.

La fatturazione per conto degli enti associativi o delle Srl sportive dilettantistiche

Probabilmente per esigenze di semplificazione, uno degli emendamenti votati prevede che la fatturazione elettronica, obbligatoria una volta superato il limite di proventi commerciali di 65.000 euro, non debba essere emessa direttamente dall’ente associativo. La fattura elettronica dovrà essere emessa per conto dei predetti enti dal cessionario o committente.

Si tratta della possibilità che è prevista, facoltativamente, dall’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972 che consente di esternalizzare il ciclo attivo di fatturazione. Nel caso dei predetti enti, aventi natura associativa, l’emendamento prevede che la fattura debba essere emessa obbligatoriamente dal cessionario o committente. Non può quindi provvedervi né il prestatore, né un altro soggetto, ma esclusivamente il cessionario o committente.

Per quanto riguarda il regime della responsabilità, pur nel silenzio della disposizione si ritiene che debba essere ragionevolmente applicata la previsione di cui all’art. 21. Davanti al Fisco la responsabilità diretta è sempre del soggetto prestatore, ferma restando la possibilità per quest’ultimo di rivalersi in caso di errore, sul cessionario o committente.

Lo stesso emendamento ha poi ampliato ulteriormente il ricorso all’inversione contabile. In particolare, si prevede che gli obblighi di fatturazione e registrazione relativi ai contratti di sponsorizzazione e pubblicità dei soggetti che si avvalgono del regime forfetario di cui alla Legge n. 398/1991, sono adempiuti dai cessionari. Ciò a condizione che il destinatario della prestazione sia un soggetto stabilito nel territorio dello Stato.

La fatturazione elettronica: esonerati medici e farmacisti

L’emendamento approvato prevede l’esonero dall’obbligo di fatturazione elettronica dei soggetti obbligati all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria per rendere possibile l’elaborazione del modello 730 precompilato.

L’esonero dall’obbligo, che per gli altri soggetti partirà dall’inizio del prossimo anno, non è a tempo indeterminato, ma riguarda esclusivamente il periodo d’imposta 2019. Presumibilmente, dopo che l’Agenzia delle Entrate avrà tenuto conto dei rilievi formulati dal Garante della privacy, l’obbligo di emissione della fattura in formato digitale riguarderà ogni soggetto, indipendentemente dalla categoria di appartenenza.

Fonte: FiscalFocus

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Novità sul fronte del fisco, con due sanatorie in arrivo. La prima, che entra nel decreto fiscale, riguarda le irregolarità formali. La proposta di modifica dovrebbe essere presentata in commissione Finanze al Senato e consentirà di regolarizzare la propria posizione pagando 150 euro. Secondo quanto si apprende, il ministero dell'Economia avrebbe dato il via libera alla norma, che sarà inserita nel provvedimento con un emendamento. Stando ai primi calcoli, il gettito atteso con questa operazione è di circa 800 milioni.

La seconda 'sanatoria' concerne invece le sanzioni per la fatturazione elettronica, che diventa obbligatoria a partire dal 1 gennaio 2019. La proposta, approvata in Commissione Affari Europei della Camera, mira "ad andare incontro alle imprese artigianali che per il 2019 non riusciranno o lo faranno solo in parte ad ottemperare agli obblighi previsti dal decreto" hanno spiegato i deputati della Lega Marco Maggioni e Alessandro Giglio Vigna, precisando che si tratta di un'attenuazione delle sanzioni e non di una sanatoria vera e propria, come aveva osservato il deputato dem, Filippo Sensi.

"Nel processo che porta alla completa fatturazione elettronica le imprese artigianali vanno accompagnate e non vessate come vorrebbe invece fare il Pd - hanno sottolineato i due deputati leghisti -. Per questo il nostro parere votato dalla commissione Politiche europee della Camera ha chiesto di attenuare le sanzioni per l’anno 2019 e non sanarle del tutto. Il fatto che il Pd parli di sanatoria e si faccia paladino delle sanzioni rende l'idea di come sia scollegato dalla realtà e lontano dalle esigenze di chi lavora e porta avanti una piccola azienda".

 

 

Fonte: www.adnkronos.com

 

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L’Istituto, con la circolare INPS 17 ottobre 2018, n.103, ha comunicato le modifiche normative e le nuove regole relative al Contratto di Prestazione Occasionale (CPO) e al Libretto Famiglia (LF). L’intervento di modifica è dovuto alle nuove disposizioni riportate nella legge di conversione 9 agosto 2018, n. 96, nella quale sono stati inseriti regimi speciali per l’utilizzo del lavoro occasionale in ambito agricolo, turistico e sono state previste novità anche per gli enti locali.

La circolare illustra, in particolare, le regole stringenti per le imprese in merito all’utilizzo di quelli che sono stati anche definiti come nuovi voucher, riporta le nuove modalità di erogazione del compenso al lavoratore, le novità apportate nelle informazioni che i prestatori di lavoro devono inserire all’atto della registrazione nella procedura informatica, le modifiche sulle dichiarazioni relative alle prestazioni per le imprese operanti nel settore agricoltura. La stessa circolare fa riferimento, inoltre, alla creazione di due nuovi regimi per le aziende alberghiere e per le strutture ricettive del settore turismo.

Nelle istruzioni fornite viene chiarito che le nuove regole per le imprese agricole hanno esteso da tre a dieci giorni consecutivi la durata dell’arco temporale entro cui è possibile rendere la prestazione lavorativa. L’utilizzatore dovrà comunicare tramite l’apposita procedura il periodo in cui si svolge la prestazione e la durata complessiva. La dichiarazione dovrà essere inviata almeno un’ora prima dell’inizio dell’attività lavorativa.

Le modifiche sono state attuate con l’obiettivo di ridurre i tempi di percezione del compenso da parte dei lavoratori, i quali potranno richiedere l’importo spettante dopo 15 giorni tramite sportelli postali, presentando il mandato o l’autorizzazione al pagamento disponibile online.

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In data 30 aprile 2018 l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato il Provvedimento e le Specifiche tecniche per le modalità di emissione della fattura elettronica, nonche la Circolare n. 8/E con tutti i chiarimenti.

La fatturazione elettronica entrerà in vigore per tutti i contribuenti privati dal 1 gennaio 2019 ma per le cessioni di carburanti e subappalti PA la data è anticipata al 1 luglio 2018.

Lo sforzo dell'Agenzia è notevole e tende a rassicurare i contribuenti mettendo a disposizione il sistema per l'emissione della fattura elettronica e la sua conservazione gratuitamente.

Verrà fornito un servizio web e una app dedicata che consentirà al soggetto che emette la fattura anche di acquisire “in automatico” i dati identificativi del cessionario e l’indirizzo telematico tramite un QR-code reso disponibile dall’Agenzia a tutte le partite Iva nell’area autenticata del sito internet.

Le e-fatture viaggeranno in maniera sicura tramite il Sistema di Interscambio (SdI), potranno essere trasmesse, anche tramite intermediari, via posta elettronica certificata oppure utilizzando le stesse procedure web e app; in alternativa, previo accreditamento al SdI, potranno essere inviate tramite un “web service” o per mezzo di un sistema di trasmissione dati tra terminali remoti (FTP).

Sembra tutto facile ma l'impresa non è esente da rischi e costi per le imprese, soprattutto le piccole. Anche se l'Agenzia offrirà gratuitamente i servizi solo leggendo i termini tenici... non si fa fatica a capire che la piccola impresa, il piccolo artigiano o professionista avrà bisogno di un esperto che lo assista, con un aggravio di costi difficilmente quantificabile.

La fattura non potrà quindi piu' essere manuale ma viaggerà solo elettronicamente e in caso di superamento dei controlli minimi su alcuni dati obbligatori della fattura, sarà recapitata - entro 5 giorni - e al soggetto che l'ha inviata verrà fornita una “ricevuta di consegna” del file e solo in quel momento si considererà emessa.

Se la fattura elettronica è destinata a un consumatore finale, un soggetto Iva che rientra nei regimi agevolati di vantaggio o forfettario o dell’agricoltura, la fattura seguirà un percorso diverso e sarà recapitata al destinatario attraverso la messa a disposizione del file in un’apposita area web riservata dell’Agenzia delle Entrate.

Le modalità di trasmissione avverranno attraverso protocolli sicuri su rete internet garantiti dall'Agenzia attraverso un sistema di profilazione, identificazione, autenticazione e autorizzazione dei soggetti abilitati alla consultazione, di tracciatura degli accessi effettuati, con indicazione dei tempi e della tipologia delle operazioni svolte.

La Circolare8/E pubblicata il 30 aprile è dedicata principalmente alle ultime novità in tema di fatturazione e pagamento per la cessione di carburanti interessati dall’e-fattura a partire dal prossimo luglio. Nel documento di prassi vengono, inoltre, forniti primi chiarimenti sull’ambito applicativo delle nuove regole sui contratti d’appalto, rinviando a una prossima circolare ulteriori approfondimenti.

 

 

Fonte: https://www.fiscoetasse.com

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Il 730/2017 fa il pieno di novità in tema di agevolazioni legate al settore immobiliare. Entrano da quest’anno nel quadro E la detrazione d’imposta al 19% per i contratti di leasing per l’acquisto della prima casa, la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili da parte di giovani coppie e per l’Iva sull’acquisto della abitazioni classe energetica A e B. Inoltre, è stata confermata anche per il 2016 la possibilità di indicare, nel quadro B (righi da B11 a B13) gli estremi di registrazione del contratto in alternativa al codice identificativo.

 

«Ecosconti» e giovani coppie

Nella sezione III C del quadro E sono stati inseriti due appositi righi per accogliere le due nuove detrazioni valevoli solo per il 2016 in quanto non rifinanziate per il periodo d’imposta 2017. Il rigo E58 è dedicato alle spese per arredo degli immobili “prima casa” delle “giovani coppie”. Le istruzioni al riguardo ricordano che la detrazione non è cumulabile con quella di cui al rigo E57 riguardante l’arredo degli immobili ristrutturati. La detrazione spetta su di un ammontare massimo di spesa di 16mila euro (limite riferito alla coppia) da ripartire in 10 rate annuali al verificarsi di determinate condizioni. Il rigo prevede tre colonne delle quali: la prima deve essere barrata nel caso in cui il requisito anagrafico (meno di 35 anni di età) è posseduto dal coniuge o dal convivente more uxorio; la seconda dovrà contenere il numero delle rate (1 per il 2016) e nella terza andrà indicata la spesa sostenuta nel 2016 entro il limite massimo indicato.

Nel successivo rigo E59 va invece indicato l’importo dell’Iva corrisposta per l’acquisto effettuato nel 2016 di unità immobiliari a destinazione residenziale, di classe energetica A o B, e dell’eventuale pertinenza al ricorrere di alcune condizioni. Anche in questo caso la detrazione va ripartita in 10 rate annuali e spetta nella misura del 50% dell’Iva pagata nel 2016. Le istruzioni opportunamente ricordano che l’importo dell’Iva indicato nel rigo in questione va sottratto da quello su cui si voglia beneficiare della detrazione in caso di acquisto di immobili ristrutturati o box auto e che andrebbe indicato nei righi da E41 a E43; ciò in quanto le due agevolazioni sono alternative. Due i dati da riportare nel rigo: in colonna 1 il numero di rata (1 per il 2016) e in colonna 2 l’importo dell’Iva (il 100%) pagata all’impresa da cui è stato acquistato l’immobile.

 

Leasing

Nel Rigo E14 della sezione I del quadro E trova, invece, spazio la detrazione del 19% dei canoni (e i relativi oneri accessori) derivanti da contratti di locazione finanziaria su unità immobiliari, anche da costruire, da adibire ad abitazione principale entro un anno dalla consegna. L’agevolazione spetta al verificarsi dei presupposti previsti dalla norma e alle medesime condizioni previste per la detrazione degli interessi per mutui ipotecari per l’acquisto di abitazione principale. Oltre alla data di stipula del contratto e al numero della rata, il rigo richiede l’indicazione dell’importo dei canoni di leasing e prezzo di riscatto pagato nel 2016.

 

Contratti di locazione

 

Nella sezione II del quadro B è necessario identificare il contratto di locazione per cui è stato dichiarato il reddito. Solo per i contratti soggetti a cedolare o a canone convenzionato vanno, infatti, indicati nei righi da B11 a B13 gli estremi di registrazione o in alternativa il numero identificativo del contratto. Lo scorso anno la risoluzione 31/E/2016, considerate le difficoltà operative in capo ad alcuni operatori, aveva consentito di indicare gli estremi di registrazione del contratto. Le istruzioni al riguardo sembrano confermare anche per il 2016 tale possibilità: è infatti espressamente previsto che il numero identificativo del contratto possa essere indicato «in alternativa» agli estremi di registrazione dello stesso.

 

Fonte: www.ilsole24ore.com

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Ecco elencate le nuove scadenze fiscali per il 2017:

16 gennaio Versamento ritenute (fiscali e previdenziali) dicembre 2016;

25 gennaio Elenchi Intrastat relativi a dicembre 2016 o IV° trim. 2016  (Dal 2017 sono eliminati);

30 gennaio (il 29 è domenica) Modello Unico/2017 integrativo per modificare la scelta da “rimborso” a “utilizzo in compensazione” del credito (integrativa art. 2, co. 8-ter, DPR. n. 322/98);

Dal 1 al 28 febbraio Dichiarazione IVA/2017 (anno 2016);

16 febbraio   Versamento ritenute (fiscali e previdenziali) gennaio 2017- Versamento liquidazione IVA gennaio 2017;

28 febbraio Conguagli 2016 dipendenti;

7 marzo Invio CU/2017 (anno 2016) all’Agenzia delle Entrate;

16 marzo  Versamento ritenute (fiscali e previdenziali) febbraio 2017;   Versamento liquidazione IVA febbraio 2017;   Saldo IVA 2016 (o prima rata del saldo);  Versamento tassa libri contabili società di capitali;

Tra le novità  la possibilità di pagare entro il 30/06/2017 (e non entro il 16/06) il saldo IVA 2016 risultante da dichiarazione IVA annuale. Il pagamento in questo modo comporta l’applicazione di una maggiorazione dello 0,40% per ogni mese (con possibilità di un ulteriore 0,40% se il pagamento slitta ai 30 giorni successivi il 30/06/2017).

31 marzo   Consegna CU/2017 al lavoratore-Presentazione ad Equitalia del Modello DA1;

Da segnalare che per la consegna della CU prima il termine era il 28/02.   Per chi intende aderire alla definizione agevolata delle cartelle Equitalia occorre presentare entro tale data la domanda.

18 aprile (il 16 è sabato) Versamento ritenute (fiscali e previdenziali) marzo 2017;  Versamento liquidazione IVA marzo 2017; Versamento rata IVA da Dichiarazione IVA/2017.

16 maggio Versamento ritenute (fiscali e previdenziali) aprile 2017-  Versamento liquidazione IVA aprile 2017 - Versamento liquidazione IVA I° trimestre 2017- Versamento prima rata contributi artigiani e commercianti dovuti sul minimale -  2017  Versamento rata IVA da Dichiarazione IVA/2017:

31 maggio   Responso di Equitalia alla richiesta di definizione agevolata delle cartelle; Comunicazione Liquidazioni periodiche IVA (I° trimestre 2017 e mesi gennaio, febbraio e marzo);

Entro questa data Equitalia deve rispondere alla richiesta di definizione agevolata delle cartelle. Inoltre entro questa data si è chiamati anche ad inviare all’Agenzia delle Entrate le liquidazioni periodiche IVA (mensili e trimestrali).

16 giugno Versamento ritenute (fiscali e previdenziali) maggio 2017  Versamento liquidazione IVA maggio 2017;  Versamento rata IVA da Dichiarazione IVA/2017;  Acconto IMU e TASI;  I° acconto cedolare secca; Versamento ritenute (fiscali e previdenziali) maggio 2017;  Versamento liquidazione IVA maggio 2017;  Versamento rata IVA da Dichiarazione IVA/2017;  Acconto IMU e TASI;  I° acconto cedolare secca.

30 giugno Saldo 2016 e I° acconto 2017 imposte sul reddito; Saldo 2016 cedolare secca; Saldo 2016 e I° acconto 2017 contributi previdenziali (artigiani e commercianti e gestione separata).

A Luglio il  versamento prima o unica rata definizione agevolata Equitalia. Per chi ha scelto il pagamento rateale scade la prima rata.

17 luglio (il 16 è domenica) Versamento ritenute (fiscali e previdenziali) giugno 2017 - Versamento liquidazione IVA giugno 2017 - Versamento rata IVA da Dichiarazione IVA/2017 - Rata da Unico/2017 per titolari partita IVA -  I° acconto cedolare secca con maggiorazione 0,40%;

23 luglio I caf inviano i 730 all’Agenzia delle Entrate (a condizione che entro il 7 luglio siano inviate l’80% dei Modelli 730)  Invio precompilata da parte del contribuente;

Fino al 2016 il termine era il 7 luglio che poi veniva prorogato al 23 luglio. Ora invece è a regime il nuovo termine.

25 luglio Spesometro I° semestre 2017 (Lo spesometro diventa semestrale)

31 luglio (il 30 è domenica) Saldo 2016 e I° acconto 2017 imposte sul reddito con maggiorazione 0,40%  Saldo 2016 cedolare secca con maggiorazione 0,40%;  Saldo 2016 e I° acconto 2017 contributi previdenziali (artigiani e commercianti e gestione separata) con maggiorazione 0,40%  Rata da Unico/2017 per NON titolari partita IVA;  Invio Modello 770/2017.

La scadenza passa dal 16/07 al 30/07. Per l’invio del 770 nulla cambia

Dal 1/08 al 04/09 È sospeso il pagamento delle somme dovute a seguito di avviso bonario e per la liquidazione delle imposte sui redditi soggetti a tassazione separata e la richiesta al contribuente l’invio di documenti ed informazioni. L’Agenzia delle Entrate o altri enti impositori non possono richiedere al contribuente l’invio di documenti ed informazioni. La sospensione, tuttavia, non riguarda le richieste di documentazione nel corso di accessi ispezioni e verifiche e le procedure di rimborso IVA.

21 agosto (il 20 è domenica) Versamento ritenute (fiscali e previdenziali) luglio2017;  Versamento liquidazione IVA luglio 2017;  Versamento liquidazione IVA II° trimestre 2017;  Versamento II° rata contributi artigiani e commercianti dovuti sul minimale 2017;  Versamento rata IVA da Dichiarazione IVA/2017;  Rata da Unico/2017 per titolari partita IVA.

31 agosto Rata da Unico/2017 per NON titolari partita IVA.

Settembre Versamento II° rata definizione agevolata Equitalia. Per chi ha scelto il pagamento rateale scade la II° rata.

18 settembre (il 16 è domenica) Versamento ritenute (fiscali e previdenziali) agosto2017; Versamento liquidazione IVA agosto 2017;  Rata da Unico/2017 per titolari partita IVA; Versamento rata IVA da Dichiarazione IVA/2017; Comunicazione Liquidazioni periodiche IVA (II° trimestre 2017 e mesi aprile, maggio e giugno).

Entro questa data si è chiamati anche ad inviare all’Agenzia delle Entrate le liquidazioni periodiche IVA (mensili e trimestrali)

2 ottobre (il 30/09 è sabato) Invio dichiarazioni fiscali -  Rata da Unico/2017 per NON titolari partita IVA.

16 ottobre  Versamento ritenute (fiscali e previdenziali) settembre2017;  Versamento liquidazione IVA settembre 2017; Rata da Unico/2017 per titolari partita IVA; Versamento rata IVA da Dichiarazione IVA/2017.

25 ottobre Modello 730 integrativo.

31 ottobre Rata da Unico/2017 per NON titolari partita IVA.

10 Novembre Invio telematico da parte dei CAF o intermediari del 730 integrativo.

16 novembre Versamento ritenute (fiscali e previdenziali) ottobre 2017 - Versamento liquidazione IVA ottobre 2017- Versamento liquidazione IVA III° trimestre 2017- Versamento III° rata contributi artigiani e commercianti dovuti sul minimale 2017 - Versamento rata IVA da Dichiarazione IVA/2017-  Rata (ultima) da Unico/2017 per titolari partita IVA.

30 Novembre II° o unico acconto imposte e contributi - Rata (ultima) da Unico/2017 per NON titolari partita IVA -  Comunicazione Liquidazioni periodiche IVA (III° trimestre 2017 e mesi  luglio, agosto e settembre).

18 dicembre (il 16 è sabato) Saldo IMU e TASI-  Versamento ritenute (fiscali e previdenziali) novembre2017 - Versamento liquidazione IVA novembre 2017.

27 dicembre Acconto IVA 2017.

29/12 (che slitta al 2/1/2018) Dichiarazioni fiscali “tardive”.

 

 

 Fonte: www.fiscal-focus.it

 

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Dal 2 gennaio è possibile presentare nuovamente le domande di accesso ai contributi relativi alla c.d. Nuova Sabatini (articolo 2, comma 4, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69). 

Il Decreto direttoriale del Mise datato 22 dicembre 2016 dispone appunto che a partire dal giorno 2 gennaio 2017 è disposta la riapertura dello sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi di cui all’articolo 2, comma 4, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98. I predetti contributi sono concessi nella misura del 2,75% annuo, secondo le modalità fissate nel decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, 25 gennaio 2016 e nella circolare del Direttore generale per gli incentivi alle imprese del Ministero dello sviluppo economico 23 marzo 2016, n. 26673.

Con il decreto del direttore generale per gli incentivi alle imprese n. 5434 del 2 settembre 2016, era stata disposta, a partire dal 3 settembre 2016, la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi; chiusura legata all’esaurimento delle risorse finanziarie disponibili. 

Alle PMI è concesso dal MISE, sui finanziamenti ottenuti e in relazione agli investimenti realizzati, un contributo in conto impianti pari all’ammontare degli interessi calcolati nella misura massima e con le modalità stabilite dal D.M. 27 novembre 2013 e D.M. 25 gennaio 2016. Ai sensi dei decreti appena richiamati il contributo in conto impianti è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati in via convenzionale, su un finanziamento quinquennale e di importo pari all’investimento, al tasso del 2,75%. 


Ciascun finanziamento può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino al massimo previsto dalla normativa vigente (80% dell’ammontare del finanziamento) pe un importo tra 20.000 euro e 2 milioni di euro. 


La Legge di bilancio 2017 – La Legge di bilancio 2017 proroga fino al 31 dicembre 2018 la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte delle piccole e medie imprese di cui all’articolo 2, comma 2 del D.L. n. 69/2013 (cd. Nuova Sabatini). 


Per far fronte alla proroga prevista dalla Legge di bilancio sono stanziati ulteriori 28 milioni di euro per l’anno 2017, 84 milioni di euro per l’anno 2018, 112 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2021, 84 milioni di euro per l’anno 2022 e 28 milioni di euro per l’anno 2023. 

La stessa Legge di bilancio ha previsto, anche la possibilità di accedere ad un contributo maggiorato del 30% per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica aventi come finalità la realizzazione di investimenti in tecnologie compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID) e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti. 

Con successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese saranno definiti i termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazione per usufruire del predetto contributo maggiorato. 

 

Le domande di contributo devono essere compilate dalle piccole e medie imprese utilizzando, esclusivamente, il modulo disponibile nella sezione “Beni strumentali - Sabatini” del sito internet del Ministero www.mise.gov.it.

 

Fonte: www.fiscal-focus.it

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Sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono disponibili le bozze dei modelli dichiarativi IVA 2017, IVA Base 2017 e del modello IVA 74-bis, che recepiscono le novità normative relative alla disciplina IVA. Tra le novità si ricorda che la dichiarazione non può più essere compresa nella dichiarazione dei redditi, anche se il saldo annuale IVA può essere versato ancora entro il termine previsto per il versamento del saldo delle imposte dovute con riferimento alla dichiarazione dei redditi, con la maggiorazione dello 0,4% per ogni mese o frazione di mese successivo al termine di scadenza ordinario (il 16 marzo). Istituito un nuovo quadro (VN) che indica il credito derivante dal minor debito o dal maggior credito scaturito dalle dichiarazioni integrative.

Pietro Picciolo

 

 

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I contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione Iva per il 2015 o che l’hanno presentata compilando solo il quadro VA possono ancora rimediare da soli e pagare sanzioni ridotte senza ricevere controlli. Per ricordare questa opportunità, l’Agenzia delle Entrate sta inviando delle mail agli indirizzi di posta elettronica certificata (Pec) dei contribuenti interessati, in modo da permettergli di controllare ed eventualmente correggere la propria posizione. Con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate pubblicato oggi, sono indicate le modalità con cui vengono messe a disposizione dei contribuenti le informazioni da verificare per assicurarsi le sanzioni ridotte previste dal ravvedimento operoso.

Oltre alle mail certificate, le comunicazioni saranno disponibili all’interno del Cassetto fiscale, presente all’interno dell’area riservata dei servizi telematici dell’Agenzia, in modo da raggiungere anche chi non ha un indirizzo Pec attivo, oppure non registrato nei pubblici elenchi.

Pochi passi per mettersi in regola

 I contribuenti che non hanno ancora presentato la dichiarazione IVA relativa al periodo d’imposta 2015 possono regolarizzare la propria posizione avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso, presentando il modello dichiarativo entro il 29 dicembre 2016 versando le imposte, se dovute, gli interessi e le sanzioni in misura ridotta. Coloro che hanno presentato la dichiarazione IVA compilando solo il quadro VA possono regolarizzare gli errori eventualmente commessi mediante la presentazione di una dichiarazione integrativa, il versamento delle maggiori imposte dovute, degli interessi e delle seguenti sanzioni:  250 euro che si riducono a un nono (27,78 euro) se la correzione avviene entro il 29 dicembre 2016. Rimane comunque ferma la necessità di regolarizzare anche l’eventuale violazione di omesso versamento;  per la violazione di infedele dichiarazione in misura ridotta, a seconda del momento in cui interviene il versamento, se la correzione avviene dopo il 29 dicembre 2016.

Se il contribuente ha assolto correttamente i suoi obblighi dichiarativi, potrà comunicarlo immediatamente alle Entrate telefonando al numero 848.800.444 da telefono fisso (tariffa urbana a tempo) oppure al numero 06.96668907 da telefono cellulare (costo in base al piano tariffario applicato dal proprio gestore), dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, selezionando l’opzione “servizi con operatore > comunicazione dalla Direzione Centrale Accertamento”.

 

La richiesta di informazioni può essere presentata anche tramite gli intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni.

Fonte:

www.agenziaentrate.gov.it

 

Pubblicato in CAF Fenapi Impresa

E’ il giorno delle tasse… le imprese sono chiamate a versare all'erario 27 miliardi di euro per onorare l'Iva (contribuenti con scadenza mensile o trimestrale), le ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori, le ritenute Irpef dei lavoratori autonomi, le addizionali regionali/comunali Irpef e le ritenute Irpef e Ires legate alle agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico.

L'imposta più "pesante" sarà l'Iva: imprese e lavoratori autonomi verseranno 12,8 miliardi di euro, mentre le ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori costeranno 11,5 mld.

Le altre voci, invece, saranno più contenute: l'addizionale regionale Irpef e le ritenute Irpef in capo agli autonomi costeranno entrambe un miliardo, l'addizionale comunale Irpef 412 milioni e le ritenute dei bonifici per le agevolazioni fiscali Irpef collegate al risparmio energetico e alle ristrutturazioni edilizie solo 162 mln.

 “ Un mese quello di novembre, commenta il Raf del Caf Impresa Fenapi Pietro Picciolo,  che vede impegnati i contribuenti in un ulteriore sforzo nell’affrontare il pagamento delle tasse e dei contributi con scadenza 16/11. Irpef, Iva, add. regionale e comunale, ritenute Irpef, contributi Inps Artigiano e commercianti  e chi più ne ha più ne metta. Inoltre, prosegue Picciolo,  a fine mese i contribuenti dovranno anche affrontare il pagamento della seconda rata di acconto della dichiarazione dei redditi. Un sospiro di sollievo fino al 16 dicembre,  poi, conclude il Raf,  ne riparleremo.”

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