Bonus quotazioni PMI: domanda entro il 31 marzo 2019

Bonus quotazioni PMI: domanda entro il 31 marzo 2019

Le PMI che si sono quotate hanno ancora pochi giorni per presentare la domanda per il credito d’imposta per i costi di consulenza ai fini dell’ammissione alla quotazione. Ma andiamo con ordine.

La Legge di bilancio 2018 (articolo 1, commi da 89 a 92) ha introdotto il cd. “Bonus quotazione PMI”: un’agevolazione in favore delle PMI per le attività propedeutiche ai processi di quotazione nei mercati regolamentati di uno Stato membro dell’Unione Europea. Il bonus consiste nel riconoscimento di un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2018 alla data in cui si ottiene la quotazione e, comunque, entro il 31 dicembre 2020, fino a un massimo di 500.000,00 euro.

In particolare, entro il 31 marzo 2019, le piccole e medie imprese (PMI) che hanno ottenuto la quotazione in un mercato regolamentato, o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, potranno presentare la domanda per la concessione del credito d’imposta per i costi di consulenza sostenuti e finalizzati all’ammissione alla loro quotazione. L’istanza dovrà contenere:

gli elementi identificativi della PMI, ivi compreso il codice fiscale;

l’ammontare dei costi agevolabili complessivamente sostenuti a decorrere dal 1° gennaio 2018 per l’ammissione alla quotazione, nonché l’attestazione di cui all’articolo 4, comma 4 (l’effettività del sostenimento dei costi e l’ammissibilità degli stessi deve risultare da apposita attestazione rilasciata dal presidente del collegio sindacale, oppure da un revisore legale iscritto nel registro dei revisori legali, o da un professionista iscritto nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili);

la delibera di avvenuta ammissione alla quotazione adottata dal soggetto gestore del mercato regolamentato o del sistema multilaterale di negoziazione di uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo;

l’ammontare del credito d’imposta richiesto;

la dichiarazione sostitutiva con l’indicazione dei codici fiscali di tutti i soggetti sottoposti alla verifica antimafia.

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