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Via libera agli aiuti all'export di vino. È stato approvato il decreto in materia di OCM Vino paesi terzi, ovvero contributi a fondo perduto pari al 50% per le spese relative alla promozione del vino all'estero. Il decreto, che ha ricevuto unanime approvazione quest'oggi da parte della Conferenza Stato-Regioni, definisce le norme per l'implementazione della misura di sostegno alla promozione dei prodotti vitivinicoli verso i paesi terzi. "Occorre accompagnare il settore per accrescere la competitività dei nostri produttori all'estero. La promozione in questa sfida svolge un ruolo strategico - ha detto, in una nota, il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio. "Questa misura permetterà di consolidare la reputazione delle nostre aziende ambasciatrici del prodotto vitivinicolo nazionale, vera eccellenza del Made in Italy, e riconquistare quote sui mercati dei Paesi extra Ue. L'obiettivo è favorire dinamiche di "sistema" che coinvolgano l'intero tessuto nazionale anche nello svolgimento delle attività promozionali". Le azioni che possono ricevere il sostegno, sono specificate nel decreto: azioni in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità; partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale; campagne di informazione; studi per valutare i risultati delle azioni di informazione e promozione. Lo schema di decreto fornisce inoltre l'indicazione di tempi certi per l'erogazione dei contributi, al fine di affiancare con maggiore efficienza la programmazione degli importanti investimenti da parte delle aziende beneficiarie del contributo.

Pubblicato in CAA Fenapi

La circolare INPS 6 febbraio 2018, n.18, richiamando le precedenti circolari 26 novembre 2008, n.102 e 14 aprile 2009, n. 57, fornisce indicazioni riguardo agli adempimenti da parte delle aziende e delle Strutture territoriali per la compilazione degli elenchi nominativi dei braccianti agricoli per il 2018.

Per i braccianti agricoli iscritti negli elenchi anagrafici dei comuni colpiti da calamità eccezionali o avversità atmosferiche è possibile ottenere il riconoscimento, ai fini previdenziali e assistenziali, di un numero di giornate lavorative aggiuntive a quelle prestate, necessarie per raggiungere il numero di giornate effettivamente svolte nell'anno precedente a quello di fruizione dei benefici, presso gli stessi datori di lavoro.

La concessione del beneficio è subordinata alla sussistenza di determinati requisiti. È, infatti, necessario che le suddette calamità siano ricomprese nel piano assicurativo agricolo e che l'area calamitata sia delimitata ai sensi dell’articolo 1, comma 1079, legge 27 dicembre 2006, n. 296.

La circolare, inoltre, precisa che gli elenchi nominativi annuali valevoli per l’anno 2018 dovranno essere pubblicati entro il 31 marzo 2019.

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Il vino made in Italy è al sicuro: nel nuovo regolamento sull’etichettatura bisognerà indicare il luogo dove le uve sono state raccolte, e non quello dove sono state trasformate. Nessuna legittimazione del falso, dunque, è in arrivo con la proposta di modifica al regolamento sull’etichettatura dei vini che la Commissione europea approverà oggi. Regolamento che contiene alcune norme fortemente volute dai produttori di vini IG - a indicazione geografica - con l’obiettivo di semplificare alcune procedure già a partire dalla produzione vinicola di quest’anno. Per la verità, un vero pericolo per il made in Italy non c’è mai stato. L’eventualità che tanto ha spaventato nei giorni scorsi i produttori italiani, e cioè che uve provenienti da altri Paesi - in particolare dalla Spagna - potessero finire dentro le bottiglie prodotte in Italia e quindi etichettate come italiane, sembra essere solo frutto di un misunderstanding linguistico. La prima stesura del testo della Commissione, in francese, conteneva una disposizione che permette ai produttori di vini varietali cioè quelli non tutelati da indicazioni geografiche - di indicare in etichetta il Paese di produzione. Peccato che, una volta arrivate la

traduzione italiana e quella spagnola, la parola “prodotto” fosse stata sostituita da “trasformato”. Un cambio non di poco conto, perché avrebbe aperto la strada all’utilizzo di mosti provenienti da altri Paesi, lavorati in Italia ed infine etichettati come vini italiani. Tra i vitigni cosiddetti varietali interessati dal provvedimento ci sono lo Chardonnay, il Merlot, il Cabernet, il Sauvignon e lo Shiraz. Gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle sono stati tra i primi ad occuparsi della vicenda: che si trattasse solo di un errore, è stato confermato dal DG Agricoltura della stessa Commissione. «Una buona notizia per tutti i produttori - spiega l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Tiziana Beghin - in questi giorni da chi produce vino italiano Doc sono arrivate molte, preoccupate, segnalazioni. Indagando con la Commissione e le associazioni di categoria abbiamo scoperto che per fortuna si tratta solo di un errore di traduzione. Resta comunque alta la nostra vigilanza contro ogni genere di contraffazione mascherata che possa mettere in pericolo l’eccellenza del nostro Made in». Per evitare equivoci nell’interpretazione del testo che dovrà essere adottato oggi, alle istituzioni Ue è stato inviato un documento di rettifica, in cui si chiarisce che l’indicazione di origine che accompagna i vini varietali dovrà corrispondere al luogo in cui le uve sono state raccolte, e non solo trasformate, in vino.

 

Fonte: IlSole24ore

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"È un risultato importante che riconosce al nostro Paese il danno economico causato dalle importazioni a dazio zero da Cambogia e Birmania e anche il grande lavoro che stiamo portando avanti a sostegno di un settore che per troppo tempo è stato penalizzato. Abbiamo perso oltre il 50% della superficie investita per la coltivazione. Non possiamo più permettercelo. Adesso basta. Siamo in campo per tutelare i nostri risicoltori che sono controllati e lavorano con tante regole per avere prodotti di altissima qualità. Non ci fermiamo. Nei prossimi giorni lavoreremo per avere la conferma definitiva del ripristino per tre anni dei dazi e il perfezionamento del provvedimento. Non si fanno sconti. Il dazio applicato deve essere lo stesso per tutti e tre gli anni, non esistendo ragioni giuridiche e tecniche che possano giustificare una riduzione progressiva. Allo stesso tempo proseguiamo i controlli serrati nei confronti delle navi di riso asiatico che arrivano in Italia. Blocchiamo e rispediamo indietro chi non rispetta i nostri standard sanitari e di sicurezza."
 
Lo afferma il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, sen
. Gian Marco Centinaio, commentando la chiusura dell'indagine di salvaguardia riso da parte della Commissione UE.

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Sono esenti da Iva le attività di casa-accoglienza e socio educative, svolte da un’azienda agricola che realizza interventi, azioni e percorsi di integrazione e di inserimento lavorativo di minori in situazioni di disagio, in quanto si tratta di prestazioni assimilabili a quelle svolte dalle istituzioni assistenziali tipiche quali: "brefotrofi, orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani" (art. 10, comma 1, n. 21, D.P.R. n. 633/1972).

Questo il parere dell'Agenzia fornito con la Risoluzione del 16 ottobre 2018 n. 77, che ha risposto alla richiesta di chiarimenti in merito al trattamento fiscale agli effetti dell’IVA per le prestazioni socio-educative svolte da un’azienda agricola che risulta iscritta nei registri regionali delle "Fattorie didattiche", in quello delle "Fattorie sociali", nel registro delle Comunità per minori, nonché nel Sistema informativo minori accolti (SIM) del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Tale Comunità attua un modello peculiare di accoglienza teso a valorizzare ai fini della riabilitazione l’aspetto ambientale. Per cui la natura e il lavoro agricolo diventano parte terapeutica del progetto nell’ambito di una “agri-comunità” che offre una pluralità di opportunità formative attraverso la promozione della agricoltura sociale come definita nella legge n. 141 del 18 agosto 2015.

L’azienda agricola, inoltre, stipula con i Comuni apposite convenzioni per la realizzazione di interventi, azioni e percorsi, finalizzati all’accoglienza, all’integrazione socio-educativa e di inserimento lavorativo di minori in situazioni di disagio, a fronte di una retta pro capite, per ogni giorno di effettiva presenza del minore nella comunità, laddove per giornata di presenza si intende l’accoglienza presso il centro per almeno 6 ore.

In conclusione ai fini dell’applicazione dell’Iva, assume rilievo il carattere oggettivo delle prestazioni rese, mentre non è richiesta una qualità particolare nel soggetto che la rende, e l'Agenzia sottolinea che l'Azienda agricola presenta l'elemento necessario di attenzione alla "socialità", inteso come consapevolezza dei doveri sociali nei confronti di persone che versano in condizioni disagiate, pertanto la natura e le finalità essenzialmente sociali, assistenziali e di mero soccorso a favore della gioventù delle attività svolte dall'azienda agricola, sono assimilabili a quelle svolte da istituzioni assistenziali tipiche, quali: “brefotrofi, orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani” e, quindi esenti da Iva ai sensi all’articolo 10, comma 1, n. 21 del Dpr 633/1972.

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Il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, con decreto del 8 ottobre 2018, ha approvato la graduatoria relativa ai finanziamenti dei progetti infrastrutturali irrigui a carico del Programma di sviluppo rurale nazionale 2014 - 2020.

A fronte di 84 domande presentate, ne sono state dichiarate ammissibili 65, per un importo richiesto di oltre 824 milioni di euro, e finanziate 19 per una spesa di circa 284 milioni di euro.

Purtroppo le risorse messe a disposizione dal Programma nazionale non consentono il finanziamento di tutti i progetti idonei dal punto di vista tecnico e immediatamente realizzabili, un vero patrimonio da non disperdere.

Per questo, il Mipaaft ha avviato le procedure per reperire ulteriori risorse da destinare ai progetti utilmente collocati in graduatoria e, contemporaneamente, aprire un nuovo bando di selezione da destinare a ulteriori progetti.

Complessivamente, tra Programma nazionale, fondo per lo sviluppo infrastrutturale per il Paese, Fondo sviluppo e coesione e Piano straordinario invasi in corso di approvazione, ammontano a oltre 900 milioni di euro le risorse destinate ad investimenti nel settore dell'irrigazione.

Si tratta di opere pubbliche di fondamentale importanza per lo sviluppo di un'agricoltura di qualità competitiva su tutti i mercati e necessarie per contrastare i cambiamenti climatici, la cui realizzazione, da avviare nei prossimi mesi, contribuirà al rilancio dell'economia e dell'occupazione nel Paese.

Fonte: www.politicheagricole.it

 

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Sbloccati i pagamenti dei contributi in favore degli agricoltori che hanno sottoscritto le polizze assicurative. L'ente pagatore AGEA ha infatti autorizzato un ulteriore pagamento di circa 60 milioni di euro, relativi alla campagna 2017, in favore di oltre 24mila imprese agricole.

Negli ultimi mesi è stata registrata una forte accelerazione della spesa che contribuirà così al raggiungimento degli obiettivi prefissati in fase di programmazione.

"Abbiamo mantenuto l'impegno preso con gli agricoltori - afferma il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Sen. Gian Marco Centinaio - La gestione del rischio in agricoltura è un tema fondamentale. Dobbiamo tutelare il reddito delle nostre aziende dalla volatilità dei mercati e dagli effetti dei cambiamenti climatici. Andiamo avanti così sulla strada tracciata per continuare a dare risposte concrete al settore."

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Nell’ambito del processo di trasferimento online dello scambio di dati e informazioni tra gli utenti e le amministrazioni pubbliche, da oggi sul portale Inail è disponibile il servizio telematico di denuncia/comunicazione di infortunio per i datori di lavoro del settore agricoltura. Come precisato nella circolare n. 37, pubblicata lo scorso 24 settembre, i soggetti tenuti all’adempimento dell’obbligo di denuncia/comunicazione di infortunio sono i datori di lavoro inquadrati, ai fini previdenziali e assicurativi, nel settore agricoltura e registrati negli appositi archivi dell’Inps, che provvede sia alla riscossione dei contributi di previdenza e assistenza sociale e assicurativi, sia all’accertamento dell’appartenenza al settore agricoltura. La denuncia/comunicazione può essere effettuata anche dagli intermediari e dai loro delegati.



Il rilascio preceduto dalla realizzazione dell’applicativo “Gestione DL agricolo”. La nuova procedura online per l’invio delle denunce/comunicazioni di infortunio è attiva e utilizzabile da subito, mentre da martedì 9 ottobre diventerà obbligatorio avvalersene in via esclusiva. Il rilascio del servizio è stato preceduto dalla realizzazione dell’applicativo “Gestione DL agricolo”, che contiene i dati anagrafici delle diverse tipologie di datori di lavoro del settore agricoltura – aziende agricole, coltivatori diretti, mezzadri, piccoli coloni compartecipanti familiari, imprenditori agricoli professionisti – ed è aggiornato con i dati forniti dall’Inps con cadenze periodiche.

Le modalità di accesso. Per l’accesso ai servizi telematici Inail, i datori di lavoro del settore agricoltura devono essere in possesso del profilo di “Utente con credenziali dispositive”, acquisibile tramite la sezione “Richiedi credenziali dispositive” disponibile sul portale dell’Istituto oppure effettuando l’accesso con Spid (Sistema pubblico per l’identità digitale), Pin Inps o Carta Nazionale dei Servizi (Cns). In alternativa, può essere presentata richiesta alle sedi territoriali dell’Inail, previa compilazione del modulo reperibile online con le modalità precisate nella circolare. Gli intermediari e i loro delegati – consulenti del lavoro, dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali, associazioni di categoria, ecc. – possono invece accedere al servizio per l’inoltro della denuncia/comunicazione di infortunio con le credenziali già in loro possesso.



I certificati acquisiti direttamente dai medici e dalle strutture sanitarie. In caso di infortunio, anche se di lieve entità, il lavoratore deve fornire al proprio datore di lavoro il numero identificativo del certificato medico, la data di rilascio e i giorni di prognosi indicati nello stesso certificato. Se non si dispone del numero identificativo, al datore di lavoro deve essere fornito il certificato in forma cartacea. I datori di lavoro sono esonerati dall’obbligo di trasmettere il certificato all’Inail, che lo acquisisce per via telematica dal medico o dalla struttura sanitaria che lo rilascia, mettendolo a disposizione di tutti i datori di lavoro, i loro delegati e intermediari attraverso il servizio online “Ricerca certificati medici” oppure tramite l’omonima funzione presente nella “Comunicazione di infortunio” online.



Informazioni e assistenza. Per informazioni generali e assistenza sulla procedura di acquisizione delle credenziali o sull’utilizzo degli applicativi è possibile rivolgersi al Contact Center Inail, disponibile sia da rete fissa sia da rete mobile, con i costi previsti dal piano tariffario del proprio gestore telefonico, al numero 06.6001. Nella sezione “Supporto” del portale dell’Istituto, inoltre, è disponibile il servizio “Inail risponde”, per richieste di informazioni o chiarimenti sull’utilizzo dei servizi online.

Fonte: www.inail.it

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"Guardare al futuro significa anche ridare valore alla nostra terra. Lo facciamo in modo semplice e trasparente per garantire una opportunità professionale ai nostri giovani. Non è un caso che il 61% di questi terreni si trovi al Sud, Sicilia e Basilicata in primis. Non lasciamo indietro nessuno. L'agricoltura e l'agroalimentare italiani sono più vivi che mai. È tempo di investire e promuovere, puntando su innovazione e ricambio generazionale, attraverso misure specifiche e mutui agevolati."

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio sulla vendita di 7.700 ettari della Banca nazionale delle Terre Agricole, distribuiti in tutta Italia.

Dal 3 ottobre 2018, e fino al 2 dicembre 2018 è infatti possibile presentare la manifestazione d'interesse per il secondo lotto di questi terreni in vendita sul portale della Banca Nazionale delle terre agricole istituita presso l'ISMEA (accesso gratuito su www.ismea.it). Qui è possibile visualizzare tutti i terreni, consultare le principali informazioni (luogo, caratteristiche agronomiche, tipo di coltivazione, particelle catastali georeferenziate ecc.) e presentare direttamente la manifestazione di interesse all'acquisto per uno o più lotti.

 

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 Il Ministero delle politiche agricole comunica che a fronte di un contributo richiesto da parte degli agricoltori che hanno aderito alla misura assicurazioni agevolate pari a circa 400 milioni di euro riferito alle campagne 2015 e 2016, alla data odierna sono stati erogati contributi pari a circa 177 milioni di euro (poco più del 44% dei 400 milioni richiesti), nei quali non sono compresi i 66 milioni di euro pagati con fondi Feaga per le polizze sull'uva da vino, e che sono in fase di completamento le procedure di controllo a carico delle rimanenti richieste, che permetteranno di erogare rimborsi per ulteriori 197 milioni di euro entro il 31dicembre 2018, arrivando così ad assicurare oltre il 93% del contributo richiesto.

I pagamenti previsti sulle campagne 2015 e 2016 sono così programmati: 13 milioni entro il 15 giugno 2018; 30 milioni entro il 30 giugno 2018; 20 milioni entro il 31 luglio 2018; 51 milioni entro il 30 settembre 2018; 49 milioni entro il 31 ottobre 2018; 34 milioni entro 31 dicembre 2018.

Sulle rimanenti domande, per un contributo concedibile pari a circa 26 milioni di euro, in parte ancora da formalizzare, sono in corso le relative verifiche al fine di allineare i dati presenti a sistema e procedere ai conseguenti pagamenti.

Con riferimento alla campagna 2017 che, sulla base delle polizze ad oggi pervenute, prevede un contributo concedibile pari a circa 170 milioni di euro, occorre che il sistema dei CAA e dei Consorzi di difesa si impegnino a fondo per portare a terminare il caricamento dei certificati di polizza e ad accelerare le procedure di presentazione delle domande di sostegno. A fronte infatti di circa 125 mila piani assicurativi della campagna 2017, sono state presentate solo 31 mila domande di sostegno. A questo proposito, è importante precisare che solo a carico delle domande che saranno presentate entro il 31 luglio 2018, sarà possibile completare le procedure di controllo e procedere all'erogazione dei rimborsi previsti entro il 31 dicembre 2018. La collaborazione di tutti gli attori si rende quindi ancor più necessaria per far avanzare il più possibile i pagamenti del 2017 entro la scadenza del corrente anno.

Proprio per far fronte a tali esigenze e per gestire una situazione resa estremamente complessa anche a causa della difficoltà di reperire documentazione sulle rese produttive individuali realizzate nel quinquennio antecedente alla campagna assicurativa, è stata attivata una task force cui partecipano esperti Mipaaf, Agea e Ismea, che si relaziona continuamente con il sistema dei Consorzi di difesa e dei CAA in modo da assicurare il monitoraggio costante della situazione e la gestione di tutte le problematiche mammano che queste emergono in base ai controlli in corso.

Il Mipaaf informa infine che il bando relativo alle assicurazioni agevolate nel settore zootecnico e delle strutture aziendali sarà adottato in data 30 maggio 2018.

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