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L’Agenzia delle Entrate è tornata ieri sul modello e le istruzioni di REDDITI PF 2017, apportando alcune modifiche con il provvedimento n. 72741.

Per quanto riguarda il modello, viene inserito il rigo RX5 “Imposta sostitutiva premi di risultato”.

Per quanto riguarda, invece, le istruzioni (fascicolo 1), come già fatto per il 730/2017, il provvedimento di ieri aggiunge, nel paragrafo dedicato alle ultime novità del modello REDDITI PF, la precisazione che, in base a quanto stabilito dall’art. 1, comma 20 della L. 76/2016, le parole “coniuge”, “coniugi” o termini equivalenti si intendono riferiti anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso.

Una modifica riguarda anche il paragrafo “Termine di versamento da parte degli eredi”. Nelle istruzioni aggiornate si legge che per le persone decedute nel 2016 o entro il 28 febbraio 2017 (nella precedente versione vi era scritto 16 febbraio) i versamenti devono essere effettuati dagli eredi nei termini ordinari. Per le persone decedute successivamente, i termini sono prorogati di sei mesi e scadono quindi il 30 dicembre 2017.

Infine, il provvedimento “corregge”, nelle istruzioni - fascicolo 2, anche l’esempio che riguarda la compilazione del quadro RW e nello specifico i righi da RW1 a RW5 e la colonna 11. Ora si legge: “Quando il valore medio di giacenza complessivo (pro quota) è inferiore a 5.000 euro, l’imposta non è dovuta. In ogni caso il contribuente dovrà compilare il quadro RW ai fini dei soli obblighi di monitoraggio qualora i depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero abbiano un valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d’imposta superiore a 15.000 euro” (nella precedente versione delle istruzioni quest’ultimo importo era di 10.000 euro).

Fonte: www.eutekne.info

Pubblicato in CAF Fenapi

Le parti di un’unione civile e i conviventi di fatto possono chiedere i tre giorni di permessi retribuiti previsti dalla legge 104/92 in caso di disabilità del partner, ma non possono fare la richiesta per l’assistenza dei parenti del compagno, dato che «tra una parte dell’unione civile e i parenti dell’altro non si costituisce un rapporto di affinità». A chiarirlo è l’Inps con circolare n. 38/17 pubblicata ieri, nella quale si spiega che «l’articolo 78 del codice civile non viene espressamente richiamato dalla legge n.76 del 2016», regolante le unioni civili.

L’Inps sottolinea che la parte di un unione civile, la quale presti assistenza all’altra parte, può usufruire sia dei permessi previsti dalla legge 104, sia del congedo straordinario previsto dalla legge 151/2001 (due anni di permesso indennizzati in caso di parenti in situazione di disabilità grave conviventi fino al terzo grado in assenza di genitori o figli della persona disabile), mentre il convivente di fatto che presti assistenza all’altro convivente può usufruire unicamente dei permessi previsti dalla legge 104. Per i conviventi di fatto, in particolare, la Consulta con la sentenza 213/16 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 33, comma 3, della legge 104/92 nella parte in cui non include il convivente tra i soggetti legittimati a fruire del permesso mensile retribuito per l’assistenza alla persona con disabilità in situazione di gravità, in alternativa al coniuge, parente o affine di secondo grado. «La Corte sostiene - sottolinea Inps - che sarebbe irragionevole non includere il convivente della persona disabile in situazione di gravità nell’elencazione dei soggetti legittimati a fruire dei benefici in questione».

 

Fonte: IlSole24ore

Pubblicato in Patronato INAPI
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