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04 Apr 2018

Stipendi in contanti, cosa cambia da luglio. Blocco busta paga. E nuove regole, controlli per tutti su uso In evidenza

  

Mai più retribuzioni in denaro contante degli stipendi dei lavoratori. Il 2018 è un anno di svolta nel rapporto tra datori e dipendenti con l'obiettivo dichiarato di stroncare forme di sfruttamento (versamento di una cifra inferiore rispetto a quella indicata in busta paga) e il lavoro in nero. Il comma 911 parla chiaro: queste regole sono valide per qualunque tipologia di rapporto di lavoro instaurato. E, dettaglio di primo piano, qualunque sia l'importo da corrispondere. Ma non mancano alcuni dubbi: vale anche per i rimborsi spese per le trasferte e gli anticipi di spese per conto del datore di lavoro? Si tratta infatti di cifre che non rientrano nei conteggi fiscali e previdenziali

Non ci sono più deroghe o proroghe della situazione attuale. La legge di Bilancio approvata fissa un cronoprogramma ben preciso tra tempistiche e modalità di attuazione delle norme. Di fatto sono concessi sei mesi di tempi per prendere confidenza con questa novità. Come dire, sarà impossibile sbagliare o fare finta di non sapere. E non ci sono differenze tra piccole e grandi imprese poiché le regole valgono per tutti, sia nei confronti dei lavoratori dipendenti e sia per quelli autonomi ovvero i collaboratori della società. La regola del divieto di pagamento di stipendi e contanti vale per tutti. Più precisamente, dal primo luglio 2018 i datori di lavoro possono corrispondere ai lavoratori la retribuzione o un anticipo attraverso una banca o un ufficio postale solo con uno de seguenti quattro modi:

  1. bonifico sul conto del lavoratore;
  2. strumenti di pagamento elettronico;
  3. pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  4. un assegno consegnato al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.

Ci sono comunque delle eccezione a questo impianto normativo. Sono infatti fuori dall'obbligo del pagamento dello stipendio in contanti i rapporti di lavoro con la pubblica amministrazione e i contratti per gli addetti ai servizi familiari.

 

Fonte: www.businessonline.it

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