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20 Mar 2018

RASSEGNA STAMPA. IN EDICOLA OGGI In evidenza

Apriamo la nostra rassegna stampa analizzando la prima pagina del quotidiano IlSole24ore.

In evidenza troviamo : La rettifica del prezzo all’estero taglia l’imposta da pagare in Italia. Il prezzo definito con l’istanza relativa a un Paese applicabile anche agli altri.

“… La variazione in diminuzione operata a fronte della rettifica estera sul transfer pricing può avere effetti a cascata sulle transazioni intercompany con imprese residenti in altri Paesi. È una delle possibili conseguenze dello schema di provvedimento delle Entrate - in consultazione pubblica fino al 21 marzo - emanato in attuazione dell’articolo 31 quater, comma 1, lettera c) Dpr 600/73. Il provvedimento disciplina la procedura che le imprese residenti devono seguire per ottenere il riconoscimento di una rettifica del reddito in diminuzione in Italia a fronte di un accertamento conforme al principio di libera concorrenza effettuata da uno Stato con il quale è in vigore una convenzione per lo scambio di informazioni (articolo 110 comma 7 del Tuir). A tal fine è prevista una procedura in contraddittorio con l’Ufficio accordi preventivi e controversie internazionali (che dovrebbe esaurirsi in 180 giorni), ad esito della quale, se l’Ufficio concorda con la natura «at arm’s length» della rettifica estera, viene disposto il rimborso dell’imposta italiana calcolata sull’imponibile corrispondente alla ripresa estera. Anche se il provvedimento non si esprime sul punto, si ritiene che il riconoscimento della rettifica estera può essere anche parziale. Un possibile effetto indiretto derivante dall’accoglimento - totale o parziale - dell’istanza, attiene all’applicazione di prezzi di trasferimento differenziati in transazioni intercompany analoghe in Paesi diversi, nell’ipotesi in cui l’impresa italiana intrattenga rapporti infragruppo (caratterizzati dalla stessa analisi di comparabilità) con più controparti estere. Si ipotizzi il caso di un’impresa manifatturiera residente che vende i propri prodotti sui mercati esteri avvalendosi di società controllate che agiscono quali distributori, acquistando i beni per la successiva rivendita. Si ipotizzi che l’impresa italiana venda i beni alle proprie controllate residenti in tre Paesi europei (A, B e C) ad un prezzo tale da consentire ai propri distributori di conseguire una marginalità ritenuta conforme al principio di libera concorrenza. A seguito della rettifica del transfer price operata in capo alla controllata nel Paese C, l’impresa residente può presentare un’istanza volta ad ottenere il riconoscimento di una variazione in diminuzione in Italia. Se l’istanza viene accolta – e quindi le Entrate riconoscono che il transfer pricing applicato non era conforme al principio di libera concorrenza - si crea, inevitabilmente, una differenza tra i prezzi di trasferimento applicati nelle cessioni dei beni alle controllate residenti nei Paesi A e B rispetto al Paese C …”

In apertura: Eurozona, la riforma non aspetta. Intervista. Bruno Le Maire, ministro dell’Economia francese rilancia l’obiettivo di una road map entro giugno.

“… Con il vertice del 22-23 marzo il treno della politica economica europea riprende la sua corsa. Negli ultimi giorni vari interventi su queste colonne hanno riassunto le questioni più importanti: completamento dell’unione bancaria, nuova governance dell’Eurozona, prossimo ciclo di bilancio, risposta di Bruxelles alla brusca accelerazione protezionistica che Trump sta imprimendo alla politica commerciale americana. Dossier sensibili, dalle molteplici ramificazioni tecniche, che non possono aspettare i vagoni dei Paesi senza Governo (a meno che si tratti del Merkel 4.0). Per l’Italia e la sua nuova maggioranza, qualsiasi essa sia, è urgente identificare interessi nazionali e obiettivi da perseguire, a partire dal principio imprescindibile che la promozione del nostro benessere e dei nostri valori passa da un’adesione piena al progetto europeo, come fu lanciato a Roma nel 1957. Non si tratta di un’enunciazione vaga di astrusi e astratti sofismi: la Comunità economica e poi l’Unione europea sono servite innanzitutto per pacificare un Continente che, a dispetto di essere culla della civilizzazione occidentale, è stata anche teatro di innumerevoli e cruenti conflitti, fino a commettere l’inimmaginabile con la Shoah. In più l’integrazione ha consentito agli europei - e agli italiani in particolare - di sperimentare il più lungo periodo di miglioramento delle condizioni di vita della storia: visto il giusto interesse per le misure alternative del benessere, si può citare il cospicuo aumento dell’altezza (Bentham et al. 2016), un indicatore fortemente correlato con reddito, alimentazione e salute …”

L’articolo di spalla: Marco Biagi, all’ateneo di Modena l’oltraggio nel giorno del ricordo.

“… Il 19 marzo 2002 veniva assassinato a Bologna il giuslavorista Marco Biagi, consulente del Governo e collaboratore de Il Sole 24 Ore. Aveva 51 anni. Venne freddato da un commando delle Nuove Brigate Rosse. Sedici anni dopo il professore riformista è stato ricordato ieri in più occasioni. Sdegno unanime per le frasi oltraggiose contro il docente universitario apparse su un muro dell’ateneo di Modena dove insegnava. Il figlio Lorenzo: «Lo Stato abbandonò mio padre, lasciandolo senza scorta». Il presidente della Repubblica Mattarella: «Una ferita aperta, ma il terrorismo esce sconfitto» …”

In prima pagina anche il furto di dati. Tonfo di Facebook a Wall Street dopo il caso Cambridge Analytica.

“… Facebook è nella bufera, in Europa e negli Stati Uniti, accusata di protezione gravemente inadeguata dei dati e lesione dei diritti degli utenti: il titolo del gruppo ha bruciato ieri oltre il 7%, il massimo da più di due mesi, dopo che dal mondo della politica e delle associazioni di difesa della privacy del Vecchio e Nuovo continente si sono moltiplicate le richieste ai vertici del social network di rendere conto di un nuovo scandalo. Richieste scaturite da un’indagine del New York Times, che ha svelato come la controversa società di consulenza e pubblicità politica con radici britanniche Cambridge Analityca si è impadronita, ha conservato segretamente e utilizzato abusivamente informazioni catturate da oltre 50 milioni di «amici» di Facebook nell’aiutare Donald Trump a vincere la presidenza. In discussione, da Londra a Washington, è la necessità di rafforzamenti nella supervisione e nei poteri delle authority sulla privacy. Parlamentari statunitensi hanno invocato immediate audizioni al Senato, che convochino il chief executive Mark Zuckerberg, denunciando un vero e drammatico «data breach», un’aperta violazione. Facebook ha negato simili caratterizzazioni ma ha ammesso la dinamica del caso: un professore universitario, Alexandr Kogan, aveva utilizzato una speciale App sul social network per invitare gli utenti a completare un test di personalità presentato nelle vesti di ricerca accademica. Solo 270.000 dei 50 milioni di persone che hanno visto informazioni private saccheggiate avevano però autorizzato l’accesso; i restanti sono caduti vittima delle maglie di un’operazione oscura attraverso le connessioni di amicizia del network. In realtà i dati erano infatti raccolti non a scopo accademico ma per la Cambridge Analytica, che aveva promesso alla campagna Trump analisi senza pari dei profili degli elettori in modo da facilitare il preciso targeting di sforzi pubblicitari e politici. Cambridge, creata dalla londinese SCL nel 2013 per intervenire anzitutto nel grande mercato delle urne statunitensi, ha ricevuto ingenti donazioni da uno dei grandi finanziatori di Trump e degli ultra-conservatori dell’Alt-Right, Robert Mercer …”

In basso: Il credito alle imprese cresce ancora.

“… Il sistema imprenditoriale italiano sta vivendo un momento di «accelerazione corale»: le richieste di finanziamento a lungo termine sono in crescita, anche grazie agli investimenti 4.0, e il flusso di nuovi crediti deteriorati si va riducendo. La conferma arriva da Stefano Barrese, responsabile della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, la cui rete a gennaio ha erogato 2 miliardi di credito a lungo termine, il 20% in più rispetto a gennaio 2016. In crescita anche i finanziamenti legati a Industria 4.0. «Tuttavia - avverte Barrese in una intervista al Sole 24 Ore - teniamo presente che imprenditori e mercati in prospettiva chiedono certezze»…”

Su ItaliaOggi in evidenza la politica:  Per Luca Ricolfi l’eventuale governo Pd-LeU-M5s finirebbe per consegnare l’intera sinistra nelle mani dei cinque stelle.

 

“… Un’alleanza Pd, LeU, Movimento5stelle sancirebbe la nascita in Italia di una sinistra popolare, in cui la rappresentanza di massa sarebbe del Movimento. Una delle metamorfosi possibili dopo il voto del 4 marzo, secondo Luca Ricolfi, sociologo, docente di Analisi dei dati all’Università di Torino. Responsabile scientifico dell’Osservatorio del Nord Ovest, Ricolfi da attento analista dei fatti politici italiani (tutti suoi interventi su http:// www.fondazionehume. it/author/ luca-ricolfi /) bolla invece come giunte al termine sia la leadership di Berlusconi che di Renzi. Domanda. La Lega e il Movimento 5 stelle hanno avviato le consultazioni per le presidenze delle camere, la partita ufficiale comincia venerdì. Che scenario intravede? Risposta. Avendo la maggioranza, si spartiranno le presidenze di Camera e Senato. Più difficile dire se, già in questa fase, ci saranno accordi, presumibilmente segreti, su un eventuale governo dei vincitori, ma sarebbe meglio dire dei «semi-vincitori», visto che nessuno ha vinto davvero …”

In apertura: L’Inps in guerra con le Casse S’infiamma la polemica sui costi amministrativi per la gestione delle pratiche relative al cumulo dei contributi: gli enti privatizzati parlano di «tassa Boeri».

“… Ping pong di attacchi fra Inps e Casse previdenziali, alle prese col cumulo gratuito dei contributi: il «pomo della discordia» è ancora il carico finanziario degli oneri per gestire le pratiche. Le Casse sono arrivate a parlare di «tassa Boeri». Dura la replica del presidente dell’Inps: i toni usati dall’Adepp (l’associazione degli Enti) sono «inaccettabili», l’Inps non ha ricevuto finanziamenti governativi per la copertura dei costi…”

A centro pagina: Putin viene strumentalizzato dalla May e da Donald Trump contro l’Europa di Pierluigi Magnaschi.

“…  I servizi segreti, specie quelli dei grandi paesi (che inevitabilmente operano a tutela di enormi interessi economici, politici e geostrategici), agiscono spesso in un’area grigia che sovente sconfina nell’illegalità più completa. La doppiezza costituisce la natura stessa dei servizi segreti che, per raggiungere i loro obiettivi, si nutrono (e alimentano) la disinformazione. «In una guerra», diceva Winston Churcill, «le balle costituiscono una delle armi più efficaci». Muoversi in questo contesto e cercare di capire che cosa stia succedendo realmente è molto difficile …”

Per la rubrica Diritto e Rovescio.

 

“Può un giudice della Corte costituzionale (nel caso specifico Nicolò Zanon) mettere a disposizione della moglie (Marilisa D’Amico, ex consigliera comunale milanese del Pd e docente di diritto costituzionale) la sua auto di servizio assieme all’autista per fare diversi viaggi tra Roma e Forte dei Marmi o per Siena? La procura di Roma (le indagini sono state coordinate dall’aggiunto Paolo Ielo) sostiene che non ne aveva diritto e quindi sta indagando Zanon per peculato. Zanon invece ha precisato che l’auto gli è stata concessa, come da regolamento, per «uso esclusivo». Zanon inoltre precisa: «Avere l’uso esclusivo dell’auto vuol dire che posso decidere io». In attesa di sapere chi ha ragione in filo di diritto, il fatto, in filo di costume o politico, fa aumentare il voto (o il non voto) arrabbiato. Su questo non ci piove. ..”

Su Milano Finanza

 

in prima pagina Il Datagate manda ko Facebook. Lo scandalo del mancato rispetto dei dati personali scatena le vendite sul titolo, che a Wall Street perde circa il 7%. Autorità politiche americane e britanniche sul piede di guerra. Sotto accusa i rapporti tra il social network e la società di analisi dei big data Cambridge Analytica, che avrebbe utilizzato informazioni sugli utenti per influenzarne il consenso elettorale.

A centro pagina: Il G20 non fa più paura, risale il bitcoin. Il presidente del Financial Stability Board, Carney: le criptovalute non sono un rischio per la stabilità. Rimbalzo fino a quota 8.500. Intanto Chongqing diventa la capitale cinese del blockchain.

In evidenza : Dopo Marelli anche l’altra controllata potrebbe essere scorporata nel 2019. Il Ceo Tobin lascia Cnh Marchionne lancia lo spin-off di Comau.

REGOLE BANKITALIA. Per le banche più facile il recupero dei crediti garantiti da immobili, stop ai requisiti di capitale extra e più tempo per le dismissioni .

REGNO UNITO E UE.  Il primo accordo sulla Brexit mette il turbo alla sterlina Fase di transizione di 21 mesi ma resta irrisolto il nodo Irlanda

 

 

 

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