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10 Apr 2017

RASSEGNA STAMPA. IN EDICOLA OGGI In evidenza

Riprende puntuale l’appuntamento con la nostra rassegna stampa.

 

In prima pagina oggi sul quotidiano IlSole24ore: “ Fisco, parte la caccia agli sconti.” La mappa di deduzioni e detrazioni in vista delle prossime scadenze per le dichiarazioni dei redditi.

“… Sono 128 le modifiche agli sconti Irpef varate dalla manovra salva-Italia a oggi. Il dato include anche l’istituzione di nuovi sconti e le proroghe di quelli già esistenti e corrisponde - in media - a due interventi al mese. Intanto, mentre si avvicina l’apertura della stagione della dichiarazione dei redditi precompilata, domani è atteso il varo della manovra correttiva e del Def, che nell’ambito del piano nazionale delle riforme prevede tra l’altro il riassetto delle agevolazione …”

L’articolo di fondo: “Labirinto di regole che crea iniquità.”

“…L’attenzione al riordino del variopinto mondo delle agevolazioni fiscali, le tax expenditures come vengono chiamate ora, tende a riaffiorare ogni qualvolta – molto spesso in questi ultimi anni e persino in questi ultimi giorni – il bilancio pubblico richiede nuove risorse. È da almeno un lustro, tra delega fiscale e leggi finanziarie, che aleggia il proposito di ridurre, eliminare o riformare quelle spese fiscali che appaiono «ingiustificate o superate, alla luce delle mutate esigenze sociali o economiche». Persino l’Europa, già nel 2013 raccomandava al governo, insieme al taglio del cuneo fiscale, proprio il riordino delle agevolazioni fiscali dirette e indirette .

Le cose sono poi andate in modo diverso. E dopo un pregevole lavoro di censimento delle agevolazioni, che ha consentito di aggiornarne il conto (sono 610), tutto è rimasto più o meno immutato. Anzi, a ben vedere, in questi anni non solo non si è riordinato nulla, ma sconti e bonus si sono addirittura moltiplicati a dismisura e non sempre in modo coerente. Ovvero, con lo stesso approccio estemporaneo che rappresenta il principale difetto di un sistema fiscale che in molti ambiti ha smarrito ogni filo logico .

Che la situazione sia complessa, restringendo il campo di osservazione alle sole agevolazioni Irpef, lo conferma un documento monstre arrivato dei giorni scorsi. Una circolare di 324 pagine grazie alla quale l’agenzia delle Entrate, con pazienza e buona volontà, cerca di regalare qualche certezza su deduzioni, detrazioni e crediti d’imposta. Un’iniziativa lodevole che, peraltro, oltre agli utili suggerimenti distribuiti a operatori e contribuenti, serve a evidenziare un aspetto al quale forse gli stessi estensori del documento non avevano pensato …”

L’articolo di spalla di Chiara Bussi: “Le famiglie nel mondo riscoprono i depositi.”

“… Il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, l’ha detto a chiare lettere a fine marzo al convegno in Senato sull’educazione finanziaria: gli italiani hanno riscoperto il fascino dei depositi e destinano una quota sempre maggiore del portafoglio verso strumenti assicurativi e fondi pensione. La tendenza, però, non è solo italiana e accomuna i maggiori Paesi del mondo. Sono, invece, in calo bond e azioni. Lo mostrano i dati Ocse sul 2015 (ultimo anno comparabile) confrontati con quelli del 2005 su Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Stati Uniti. Negli ultimi anni i risparmiatori, scottati dalla crisi, si sono sempre più orientati verso scelte di cautela e strumenti meno rischiosi ...”

In prima pagina anche “ «Smart working»: all’ultimo voto la legge su orari e garanzie.”

“… Dopo un iter parlamentare lungo più di un anno, 419 giorni per l’esattezza, arriva al rush finale lo Statuto del lavoro autonomo, che sarà a breve calendarizzato per il via libera definitivo dell’Aula del Senato.

Nel disegno di legge anche un capitolo dedicato allo smart working che prova a tracciare la cornice all’interno della quale inserire le intese siglate tra lavoratori e aziende, che finora hanno coinvolto quasi 300mila dipendenti.

Tra le novità in arrivo il diritto alla disconnessione dei lavoratori “agili” e quello a un trattamento economico e normativo non inferiore a quello dei colleghi che svolgono le stesse mansioni esclusivamente in azienda. Non mancano però alcune criticità, come l’assenza di un periodo transitorio per le “vecchie” intese di smart working e l’incertezza in merito all’eccessiva estensione della responsabilità del datore di lavoro in materia di sicurezza ...”

In basso: “Rottamazione, volata tra i dubbi.” Entro il 21 aprile vanno presentate le istanze ma restano diversi casi da chiarire.

“… Un bottino potenziale di almeno 2,4 miliardi. È quanto la rottamazione delle cartelle esattoriali potrebbe portare nelle casse dello Stato già a luglio. Una stima prudenziale, effettuata sulla base delle prime 502mila domande già lavorate da Equitalia al 23 marzo scorso.

 

Ma per aderire alla rottamazione c’è tempo ancora fino a venerdì 21 aprile ed è verosimile che il numero delle istanze già presentate sia destinato ad aumentare. Anche se, a pochi giorni dal termine, per chi sta valutando l’adesione restano alcuni passaggi delicati, da compiere con attenzione: i punti critici sono almeno una decina (si vedano le schede a fianco). Ad esempio, chi non ha versato alcune rate pregresse, tra quelle scadute entro il 31 dicembre scorso, deve mettersi in regola con i versamenti entro il 21 aprile. Da valutare con attenzione, poi, anche la rottamazione delle multe stradali, per le quali la sanatoria cancellerà solo gli interessi aggiuntivi e non le sanzioni e le spese amministrative ...”

Su ItaliaOggi in prima pagina: “Lotta alla corruzione sulla carta.” Entro il 14 aprile le aziende devono adeguare i modelli organizzativi 231 alle nuove regole. Ma gli effetti saranno diversi da quelli sperati.

 

“… Il 14 aprile entrerà in vigore il decreto legislativo anticorruzione (dlgs 38/17), con alcune modifiche e aggiunte all’articolo 2635 del codice civile che hanno l’effetto di ampliare la portata del reato di corruzione tra privati. Si tratta di norme che recepiscono la decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio dell’Unione europea, a loro volta attuativa di diverse convenzioni internazionali. Le nuove regole prevedono la possibilità di incriminare, non solo i vertici della società, ma tutti coloro che di fatto esercitano funzioni dirigenziali, anche se limitate ad alcuni ambiti societari. Non è più necessario che l’accordo illecito procuri un danno alla società. Inoltre viene punito anche l’istigazione alla corruzione, che si verifica quando la proposta di malaffare non viene accettata dalla controparte. Infine sono interessate non solo le società commerciali ma tutti gli enti privati. Si tratta di una riforma che pone il nostro paese in linea con i migliori standard internazionali. Tuttavia è facile prevedere che gli effetti concreti saranno molto modesti, e del tutto diversi da quelli che il legislatore sembra essersi prefisso (riduzione del tasso di corruzione) ...”

In basso: “Casse, 50 mila professionisti invisibili.” Indagine di ItaliaOggi Sette sulla mancata presentazione della dichiarazione dei redditi. Sanzioni fino a 20 mln €.

“… Oltre 50 mila professionisti «invisibili» per le Casse di previdenza: 20 mila avvocati, oltre 10 mila geometri, 9.800 ingegneri e architetti, più di quattro mila dottori commercialisti e altrettanti ragionieri. In media, otto professionisti su 100 non hanno inviato, nel 2016, la dichiarazione dei redditi 2015 alle Casse di previdenza. E perciò rischiano sanzioni che, in totale, possono arrivare a oltre 20 milioni di euro. È il quadro che emerge da una ricognizione effettuata da ItaliaOggi Sette, che ha interpellato alcune Casse di previdenza delle professioni giudico-economiche, contabili e tecniche, raccogliendo i dati sulle dichiarazioni omesse nel 2016. E il totale, tra avvocati, biologi, consulenti del lavoro, dottori commercialisti, geometri, ingegneri e architetti, periti industriali, ragionieri, fa 51.929 professionisti che non hanno rispettato le scadenze. Di questi, alcuni procederanno al ravvedimento operoso su sollecitazione della Cassa, per altri invece l’Ente sarà costretto a interpellare l’Agenzia delle entrate. Sì, perché per alcune professioni il fenomeno della mancata comunicazione dei redditi è talmente diffuso e in crescita, che la Cassa ha preso le contromisure siglando accordi con il Fisco e con gli enti locali ...”

 

 

 

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