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27 Apr 2018

ROTTAMAZIONE: “CANCELLATA” LA PRECEDENTE SCADENZA DEL 30 APRILE 2018 In evidenza

I contribuenti che hanno aderito alla c.d. “rottamazione” delle cartelle devono prestare particolare attenzione alla scadenze delle relative rate. Il tardivo o omesso pagamento anche di una sola delle rate determina la decadenza del beneficio. Le somme già versate si considerano incassate a titolo di acconto e torneranno ad essere dovute le sanzioni piene risultanti originariamente dalle cartelle di pagamento. 

A tal proposito deve però considerarsi che la quarta rata, avente originariamente scadenza il 30 aprile del 2018, non dovrà più essere versata entro la predetta data. Il D.L. n. 148/2017, ha allungato il termine originario alla data del 31 luglio 2018. Più in generale il predetto decreto ha previsto rilevanti novità per ciò che riguarda il calendario dei versamenti. In ogni caso è rimasta invariata la scadenza della quinta ed ultima rata il cui versamento deve essere effettuato entro il 30 settembre 2018. 

Le medesime scadenze sono previste per i contribuenti che presenteranno la domanda di definizione entro il 15 maggio 2018 avente ad oggetto anche le somme prese in carico per la riscossione dal concessionario entro il 30 settembre del 2017. In particolare, il citato D.L. n. 148/2017 prevede: 

  • l'estensione della definizione agevolata dei carichi ai soggetti che sono decaduti dalla precedente edizione, evitando così di penalizzare con l’inefficacia della rottamazione stessa, i debitori che sono incorsi in errori, in disguidi o che non hanno versato le rate per tempo;
  • la possibilità di rottamazione dei ruoli affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017
  • la possibilità di rottamare i debiti relativi ai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016 a condizione che non siano stati oggetto della vecchia rottamazione 2016. La riammissione è estesa anche ai contribuenti che non erano stati ammessi alla rottamazione a causa del mancato pagamento di tutte le rate scadute al 31 dicembre 2016 rientranti in piani di dilazione in essere al 24 ottobre 2016.


Nell’istanza il debitore deve indicare il numero di rate nel quale intende effettuare il pagamento delle somme dovute. Nel caso in cui il contribuente non indichi il numero delle rate si intende manifestata la volontà di effettuare il pagamento in un’unica soluzione, quindi senza avvalersi della rateazione. Tuttavia, laddove sia stata presentata l’istanza senza indicare erroneamente il numero delle rate, il contribuente può avvalersi della facoltà di effettuare la correzione presentando una nuova istanza, a modifica della precedente, indicando in questa occasione il numero delle rate. 

Con la presentazione dell’istanza si producono gli effetti della rottamazione pertanto sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi che sono oggetto di rottamazione. 

Si ricorda che aderendo alla procedura il contribuente può pagare solo le somme iscritte a ruolo a titolo di capitale, di interessi legali e di remunerazione del servizio di riscossione. Non sono dovute dunque le sanzioni, gli interessi di mora e le sanzioni e somme aggiuntive gravanti su crediti previdenziali. 

In realtà il decreto ha previsto due diversi calendari delle scadenze per coloro che si avvalgono della definizione delle somme affidate al concessionario per la riscossione entro il 31 dicembre 2016, e le somme iscritte a ruolo e riguardanti le somme affidate per la riscossione al concessionario nel periodo 1° gennaio 30 settembre 2017. 



Nel primo caso (carichi 2000 - 2016) la rateazione può essere effettuata in sole tre rate. L’importo della prima rata, pari al 40 per cento della somma complessiva, scade il 31 ottobre 2018. La seconda rata, pari al 40 per cento della somma complessiva, deve essere versata entro il 30 novembre 2018. Il saldo, pari al 20 per cento, deve essere versato entro il 28 febbraio 2019. 

Nel secondo caso (somme affidate per la riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017) è possibile effettuare il versamento della somma complessivamente dovuta in cinque rate aventi scadenza rispettivamente il 31 luglio 2018, il 1° ottobre 2018 (il 30 settembre cade di domenica), il 31 ottobre 2018, il 30 novembre 2018 e il 28 febbraio 2019 (quinta ed ultima rata).

 Fonte: FiscalFocus

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