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02 Mag 2018

DICHIARAZIONE IVA 2018: RIMEDI DOPO LA SCADENZA In evidenza

È scaduto lo scorso 30 aprile il termine ultimo per la presentazione della dichiarazione IVA 2018 concernente le operazioni attive e passive relative all’anno d’imposta 2017. 


Tuttavia, qualora il contribuente non abbia ottemperato all’obbligo della trasmissione entro la predetta data, potrà sanare la propria posizione presentando validamente la dichiarazione annuale Iva entro il 29 luglio 2018, vale a dire entro novanta giorni dalla scadenza naturale per la presentazione della medesima, la c.d. dichiarazione tardiva.


In altri termini, i contribuenti “ritardatari” potranno rimediare alla mancata presentazione pro tempore inviando, sempre in modalità telematica, il modello “Iva 2018”nel periodo compreso tra il 1 maggio e il 29 luglio 2018.


Si precisa che la dichiarazione presentata entro l’intervallo di tempo indicato si considera regolarmente presentata ma in tali casi viene applicata la sanzione prevista in caso di omissione della dichiarazione in assenza di debito d’imposta pari a 250 euro.



La sanzione comminata può, tuttavia, essere ridotta avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso previsto dall’art. 13 del D. Lgs. n. 472/97, pertanto, in tal caso il contribuente “tardivo” potrà beneficiare della riduzione a 1/10 della medesima e, conseguentemente, la tardività della presentazione della dichiarazione potrà essere sanata con il versamento di una sanzione pari a 25,00 €. 
Invece, qualora il contribuente entro il 30 aprile 2018 abbia regolarmente presentato la dichiarazione Iva, ma si sia reso conto di avere commesso errori o omissioni, potrà rettificare la stessa presentando la c.d. dichiarazione integrativa.


Quest’ultima dovrà essere presentata avvalendosi sempre dell’apposito modello ministeriale “IVA 2018” ma barrando la casella “Dichiarazione integrativa” posta sul rigo “Tipo di dichiarazione” nella seconda facciata del frontespizio del modello. Nella dichiarazione integrativa dovrà essere riprodotto il contenuto della dichiarazione originaria con le necessarie correzioni o integrazioni. 
Non appare ultroneo precisare che la dichiarazione integrativa potrà però essere presentata dal contribuente solo qualora la dichiarazione originaria sia stata validamente inviata.

La correzione può essere effettuata entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione (art. 57, DPR n. 633/72). 


Se la dichiarazione integrativa dovesse far emergere un’imposta superiore a quella dichiarata originariamente ovvero dovesse evidenziare un’eccedenza detraibile o rimborsabile inferiore a quella in precedenza dichiarata c.d dichiarazione IVA integrativa a sfavore, il contribuente sarà tenuto a versare una sanzione pari al 90%della maggiore imposta dovuta ravvedibile ai sensi dell’art. 13 co. 1 lett. b) – b- quater) del D. Lgs. n. 472/97. Pertanto, l’ammontare della sanzione effettivamente versata dal contribuente dipenderà dal momento in cui questi porrà in essere il ravvedimento. 
In questo caso la sanzione comminata per infedele dichiarazione assorbe quella per l’omesso versamento delle imposte.


Si ricorda, altresì, che qualora il contribuente abbia registrato tardivamente delle fatture afferenti l’anno d’imposta 2017, ricevute nel medesimo anno, potrà recuperare l’imposta non detratta sugli acquisti mediante la presentazione della c.d. dichiarazione integrativa a favore (D.P.R. n. 322/1998).
Sul punto si rammenta che, alla luce delle nuove disposizioni relative all’esercizio della detrazione IVA, un ruolo centrale è assunto dal c.d. registro sezionale ovvero il registro nel quale il contribuente deve annotare le fatture “tardive”, ossia quelle fatture che, sebbene afferenti l’anno d’imposta 2017 e ricevute nel medesimo anno, per le più svariate ragioni sono state registrate nel 2018. Proprio l’istituzione del citato sezionale consente, infatti, al contribuente di non perdere il diritto alla detrazione dell’IVA afferente quest’ultime. 


E ciò in quanto, coloro che hanno già trasmesso la dichiarazione IVA 2018 ma sono venuti a conoscenza di ulteriori fatture di acquisto per le quali il diritto alla detrazione dell’imposta sul valore aggiunto è sorto nel 2017, potranno usufruire del diritto alla detrazione dell’imposta sul valore aggiunto, solo se hanno registrato le stesse nell’apposito sezionale IVA entro il 30 aprile 2018, presentando la dichiarazione integrativa a favore entro i termini già in precedenza enunciati. 
Inoltre, si precisa che il credito Iva emergente dalla dichiarazione integrativa potrà essere utilizzato con modalità diverse a seconda del momento in cui viene presentata la dichiarazione integrativa.

In particolare, se quest’ultima viene presentata entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, il credito iva risultante potrà alternativamente: 

  • essere detratto in sede di liquidazione periodica IVA o di dichiarazione annuale;
  • essere utilizzato in compensazione orizzontale;
  • essere chiesto a rimborso, qualora ne sussistano i requisiti, con riferimento all’anno in cui si riferisce la dichiarazione integrativa.


Qualora, invece la dichiarazione integrativa sia presentata oltre tale termine il credito risultante dalla medesima potrà alternativamente: 



  • essere utilizzato in compensazione orizzontale con debiti d’imposta maturati nel periodo successivo a quello di presentazione della dichiarazione integrativa
  • essere chiesto a rimborso, qualora ne sussistano i requisiti


In questo caso, il contribuente è tenuto alla compilazione del Quadro VN denominato appunto “Dichiarazioni integrative a favore”, riservato ai soggetti che, nel 2017, hanno presentato una dichiarazione integrativa “a favore” ai sensi dell’art. 8, comma 6-bis, D.P.R. n. 322/1998, oltre il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo.

 

Fonte: FiscalFocus

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